Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

san martino

la nebbia agli irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mare;

Ma per le vie del borgo

da il ribbolir dei tini

va l’aspro odor dei vini

l’ anime a rallegrar.

gira sui ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando:

sta il cacciator fischiando

l’ uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’ uccelli neri

com’ esuli pensieri

nel vespero migrar.

                       giosue carducci

 

 

 

san martino 

la  storia brevi cenni

Martino naque nel 316 0 317 nella provincia romana  di pannoia odierna ungheria,da padre miltare. Fu chiamato Martino cioè piccolo marte, in onore del  dio della guerra.Martino giunse a pavia ancora bambino,  dove suo padre era stato trasferito . Martino fù destinato alla carriera miltare essendo lui  figlio di veterano, non voleva intraprenderla e mostrava ripugnanza , poiche la sua aspirazione era quella di diventare monaco cristiano. Martino fù forzatamente addestrato alla carriera militare a soli 15 anni fù obbligato al giuramento.  Fù in breve promosso circitor, il circitor aveva come compito la ronda di notte e l’ ispezione ai posti di guardia. Proprio in una di queste notti, nel cuore dell’ inverno, Martino durante una delle sue ispezioni, incontro per la strada un povero seminudo, essendo senza denari prese la sua spada e taglio il suo mantello una metà  la dono al povero. Si narra che qualche notte dopo a Martino in sogno, gli apparve gesù che sorrideva radioso e riconoscente avvolto in quel mantell . La leggenda narra che per via di quel gesto,  nei giorni vicini all’ 11 novembre, (la data dela sua seppoltura) il clima freddo e umido dell’ autunno si attenua, per dare spazio a qualche giornata di sole, l’ estate di San martino .  Dopo quell’ episodio Martino rimase nell’ esercito ancora 20 anni, poi una volta lasciata la professione, inizio l’ epistolato cercando di convertire i pagani al cristianesimo. In seguito fù ordinato diacono poi prete, alla fine divenne monaco e  a liguge in  francia  edifico il suo monastero. Il più antico conosciuto d’ europa.Martino fù acclamato vescovo il 4 luglio del 371 dalla popolazione di Tours, sovvertendo le gerarchie eclesiastiche. .Anche da vescovo la sua attivita di evangelizzazione continuo contradistinta da una mirabile giovinezza di spirito,lottando con energia contro il male, l’ eresia e  la miseria umana. Mori’ l’ 8 novembre del397 nella parrocchia di condate dove si era recato in visita. Il suo corpo fu ricondotto a tours navigando sulla loira; l’ esequie furono celebrate l’ 11 novembre, le spoglie furono deposte secondo il suo volere in una modesta e semplice tomba ,  nel cimitero di tours.all’ esequie era presente una numerosa folla ,che l’ accompagnò in preghiera nel suo ultimo viaggio.

La festa di San Martino si celebra tutti gli anni l’11 novembre.

A San martino è uso festeggiare con  parenti e amici andando a cena. Le pietanze che si propongono solitamente sono : carni di maiale,costatelle, salsiccie,fegatini,tutte cotte rigorosamente sulla brace.Si assaggia il vino novello e per finire si mangiano castagne. Qui nel piceno accompagnate con dell’ ottimo vino cotto fatto in casa, oggi purtroppo merce rara.           

Dopo aver pasteggiato e bevuto in abbondanza come tradizione, si svolge la corsa dei cornuti, l’ ultimo arrivato secondo credenza popolare è quello a cui pesano di più le corna e di consenguenza il più tradito. ” IL RE DEI CORNUTI” viene premiato solitamente  con un portachiavi inevitabilmente a forma di corna.

L’ origine di questa simpatica tradizione non è ben chiara. Cè chi la riconduce ai longombardi che per festeggiare il santo: sfilavano in parata con elmi ornati con delle corna bene in vista. Dopo la sfilata  si esibivano sfidandosi  in prove di forza e abilita : corse, salto della fiamma e duelli con le spade. Un altra ipotesi è quella che i contadini portavano al mercato  mucche e  tori,compresi quelli che  solitamente erano destinati ai padroni, facendoli cosi cornuti.Le bestie vendute meglio  venivano fatte gareggiare in una corsa . Un’ altra ipotesi la più avvalorata risale agli 50. Nel  giorno di San martino  si svolgevano diverse fiere. Gli uomini che esponevano le  mercanzie,per vigilare i propri prodotti erano soliti passare la notte precedente  alla fiera nella piazza, dove il giorno dopo si sarebbe svolto il mercato. Costretti però a Lasciare cosi  sole le mogli a casa, ma pare che la maggior parte di queste signore non erano poi cosi sole. Sembra che altri uomini  andavano a trovarle per passare la notte con loro consolandole dell’ assenza dei loro mariti.L’ indomani i consolatori uscendo dalle case, goliardicamente affiggevano sulla porta di ingresso, un disegno con un bel paio di corna ritratte.Tutti i poveretti che ne avevano ricevuto dono, tra l’ ilarita generale, alla fine della fiera dovevano competere  in una corsa.La famosa corsa dei cornuti. Ovviamente quello che tagliava per ultimo il traguardo era il più cornuto. Io quest’ anno non ho corso e voi quanto siete arrivati? 

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Commenti su: "san martino" (5)

  1. buongiorno! ieri a santarcangelo di romagna si è svolta proprio la fiera dei “BECCHI” ossia i cornuti….simpatica tradizione….

  2. Aurora Blu ha detto:

    Molto bella questa storia di San Martino…divertente la usanza di corsa dei cornuti:)))
    se ti fa piacere visita un’altro mio blog:
    http://acquapura34.wordpress.com/
    Buon fine settimana,un saluto

  3. …Sei simpatico in questa veste di divulgatore delle tradizioni!!!
    accidenti…non sapevo della ccrsa dei cornuti……
    bellissima!!!!!
    🙂
    vento (di toscana)

  4. A me è sempre stato simpatico San Martino, e la poesia mi piace molto 🙂
    Ciao, a presto

  5. ..a quando un’altra storia?
    buon week……serenissimo!
    vento

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