Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

l’ uomo dai calzini rossi

era il 16 giugno del 1973 quando in quel di Como una squadra e una città intera impazzivano di gioia festeggiando la loro prima eccezionale promozione in serie A. Un uomo in camicia con le maniche rimboccate correva come un forsennato  verso il  centro del rettangolo verde,una volta li alzo le braccia al cielo e pianse, quell’ uomo era Costantino Rozzi presidentissimo dell’ ascoli calcio 1898. Una piccola città della provincia marchigiana conquistava la sua prima storica promozione nella massima serie del campionato italiano di calcio- il gioco più bello del mondo. Ascoli piceno neanche 55 mila abitanti si guadagnava con prepotenza la ribalta nazionale, la tranquilla cittadina fino allora sconosciuta ai più conquistò la scena nazionale , i  giornali e i media  iniziarono a parlarne di frequente.L’ ascoli calcio fino allora relegata nelle categorie inferiori ora brillava come una stella grazie a i suoi protagonisti: tutti i  calciatori nè vado a citare alcuni: il mitico faina ,faccia da gol Renato Campanini consumato e scaltro bomber, il regista di centrocampo Steno Gola, Viviani Mario, detto bruschetta, poi Colombini, Minugutti, bertarelli, il portiere Grassi, e via via gli altri.Su tutti primeggiarono i veri artefici di quella trionfale impresa Carlo Mazzone, giovane e sorprendende tecnico Romano e il presidente Costantino Rozzi.  Per una città non abituata al clamore della notorietà fu un  evento storico una manna dal cielo una vera e propria novità. In Ascoli si respirava calcio da tutti i pori e  in tutti i luoghi. Non si parlava di altro, ricordo le resse dentro i bar per vedere 90° minuto trasmissione sportiva, in onda sulla rai uno la domenica pomeriggio. Molti ascolani fino allora profani di questo sport iniziarono a conoscerlo appassionandosi in maniera viscerale,  credendo che bastasse andare allo stadio una sola volta per divenire provetti tecnici  . Miracoli della celebrità. Gli autori di quelle gesta furono mitizzati e trattati da eroi. Si era come già detto nei primi anni 70;  l’ italia si  rimetteva in moto dopo un periodo di fermo dovuto alla crisi industriale che attanaglio la fine degli anni 60,  avviandosi proiettata  in un futuro che appariva prospero e luminoso.  Il calcio entro nell quotidiano degli italiani divenendo un fenomeno sociale  di rilievo. Era un calcio  artigianale, casareccio,  senza tanti fronzoli-  pane e salame, lontano mille miglia dallo  show busines e dalle pay tv di oggi. Tutto  era naif, rurale, genuino, come lo era Costantino Rozzi,personaggio di grande spessore morale e umano, maestro nell’ accattivarsi simpatie e attenzioni. Ironico, perspicace, rapido, intelligente, guascone al momento giusto  nel modo di porsi anche nelle situazioni più diffficili. Si esprimeva senza peli sulla lingua affermando delle sacrosante verità a volte  scomode da ascoltare. Costantino divenne famoso per via delle sue tante apparizioni televisive, celebri quelle al processo del lunedi una delle prime trasmissioni t.v. di calcio parlato, condotta dall’ istrionico Aldo Biscardi, divenuto poi suo grande amico ed estimatore.Rozzi si presentava in trasmissione con la sua immancabile confezione di lupini che divorava regolarmente in diretta televisiva senza nessuna vergogna o remore gettando per terra le bucce del legume. Apprezzato per la sua schiettezza e l’ acume che esprimeva dialogando spesso in dialetto senza  nessun timore reverenziale del suo interlocutore chiunque lui fosse.  Rozzi imprenditore, propietario di una importante impresa edile stradale, che all’ epoca contava più di mille dipendenti. Padre amorevole attaccato alla sua famiglia; buon marito,  adorava sua moglie.Quando arrivava la domenica pomeriggio nulla contava più, c’ era soltanto il calcio e soprattutto il suo ascoli, la sua creatura che definiva orgogliosamente un altra figlia . Puntuale si  presentava in panchina arrivando quasi sempre di corsa facendo ampi gesti con le mani,  sbracciandosi salutava i tifosi che lo veneravano  come un Dio. Puntali spiccavano sotto i suoi pantaloni i poi divenuti famosi  calzini rossi,  i suoi porta fortuna.I pedalini quando giocava l’ ascoli  non potevano mancare essendo lui molto superstizioso. Famose anche le sue gestualità e suoi contorsionismi isterici che esibiva quando assisteva alle partite della  squadra del cuore, cosi come lo erano i  litigi con  arbitri e guardalinee. Personaggio vulcanico straripante   da un risvolto umano  non comune .Generosamente sempre in prima linea nel calcio e nel lavoro i suoi collaboratori lo stimavano l’ apprezzavano proprio per queste sue qualità volendogli un gran bene . Costantino “uno di noi” cantavano i ragazzi della curva sud, tempio della tifoseria ascolana- cosi dicevano i suoi operai  quando lo vedevano arrivare in visita presso i cantieri,volentieri  mangiava con loro in mensa dialogando,  ascoltando i loro problemi e le  esigenze lavorative; Un uomo semplice buono aveva sempre il sorriso sulle labbra e una  parola confortante per tutti.Proprio grazie a questo suo modo di essere aveva creato occasione per farsi conoscere e apprezzare a livello nazionale  e con lui la sua città, facendola crescere economicamente in maniera esponenziale. Purtroppo  il 18 dicembre del 1994 mentre il suo ascoli era impegnato in una partita casilinga del campionato nazionale di serie b contro il pescara,che l’ Ascoli  vinse per 2-1 dopo essere stato in svantaggio.  Appena la partita ebbe termine Costantino  spirò dopo lunga e sofferta malattia nell’ ospedale civile cittadino, dove era  ricoverato. Aveva visto vincere per l’ ultima volta il suo ascoli cosi potè andarsene  sereno a miglior vita.Un grande uomo che  ha lasciato in città e nell’ ambiente calcistico un enorme vuoto. Dopo 16 anni dalla sua morte sono ancora in molti a ricordarlo, cosi’ scanzonato irriverente sempre allegro perennemente con i suoi affezionati calzini rossi in mostra. 

   ciao presidente 

Rozzi è quello a destra a sinistra Sommese capitano dell’ ascoli  depone dei fiori nel  suo ricordo sotto la curva ora a lui intitolata

oggi l’ ascoli ha disputato una partita di campionato di serie B. contro la reggina anche oggi in svantaggio, poi in rimonta ha vinto  per 2-1 come 16 anni fa. i giocatori per onorare la memoria del presidente Rozzi sotto l’ abituale divisa bianconera  hanno indossato degli inusuali calzettoni rossi.

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Commenti su: "l’ uomo dai calzini rossi" (14)

  1. ….bellissima storia…
    nessun commento…
    solo una piccola nota…di persone speciali ne è pieno il mondo, non sono personaggi pubblici…ma hanno un posto particolare nei cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerli ed incontrarli…
    bel post Naza…bello veramente.
    buona domenica
    vento e un bacio

  2. Una storia bella di vita calcistica…. importante!
    Ti lascio i miei auguri … mancherò fino al nuovo anno!
    Auguriiii!

    http://iomilu.wordpress.com/2010/12/19/e-il-momento-degli-auguri-manchero-ma-vi-lascio-il-cuore-in-regalo/

    Li ho scritti anche per te! Un abbraccio

  3. Mi ricordi di lui, anche se non ho mai seguito molto approfonditamente il calcio, forse per la sua irruenza, per quel suo litigare come hai scritto tu, con arbitri e guardalinee. Sembrava che niente e nessuno potesse fermarlo in quei momenti. Bellissimo questo ricordo che hai scritto per lui. Ciao, Patrizia

  4. Ops, errata corrige: “mi ricordo” e non “mi ricordi”.
    Ariciao 🙂

  5. Dolce serata amico mio!
    Marty
    🙂

  6. Colgo l’occasione per augurarti un sereno Natale.
    A te e famiglia.
    Un abbraccio,
    Luciana.

  7. Aurora Blu ha detto:

    Sono anticalcio e per fortuna lo è anche mio marito!!!Ti auguro felici feste di Natale,passale armonia e in serenità:)

  8. «Non è vero che un amico si vede nel momento del bisogno, un amico si vede sempre.»

    Roberto Benigni
    …un abbraccio e ti ringrazio per la tua amicizia..
    francesca

  9. SON PASSATA SOLO PER DIRTI…
    BUON FINE SETTIMANA.
    IO PREFERISCO .. DIRE..
    COSI’.
    UN BACIO,
    DIS.

  10. Non posso commentare questo post perchè di calcio non capisco proprio niente, ma ne approfitto per augurarti un buonissimo Natale!:-)
    Ciao, Naz

  11. Al penultimo giorno…. un simpatico augurio per te!
    Ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
    Un milione di auguri!
    Visto che ce l’ho fatta a ripassare?
    hahahahaha
    Smack!

  12. AMICO MIO
    Il regalo più BELLO che Ti posso donare sta confezionato nel mio cuore,
    costa poco ed è l’amore.
    Te lo offrò augurandoti buon NATALE….
    AUGURONI
    FRANCESCA

  13. Per Natale…..

    incarto un sorriso,
    un pizzico di allegria.
    Aggiungo la speranza
    la pace nell’anima
    e la gioia nel cuore.
    Tolgo la disperazione
    e il dolore e ci metto amore.
    Aggiungo un caloroso
    abbraccio fatto col cuore.
    Ecco fatto,
    è pronto il mio regalo.
    Ed ora…
    Buon Natale.

  14. Molto bello questo omaggio, l’ho letto con piacere soprattutto perchè credo che le persone che sono impresse nella memoria e nel cuore non muoiono mai…. mi sembra di averti espresso questo concetto anche in un altro post se non ricordo male. 😉 ciao un bacione.

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