Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

ventiquattro agosto

lento torno  da un viaggio senza fine, immagini opache illuminano il mio cammino.Musica a palla, sigarette accese senza tregua, freneticamente.Ossesive le luci abbaglianti, troppe. Ineterotte ore alla guida nella mente flash di schegge impazzite di memoria, rimbombano pesantemente nel mio cervello. Fragore di cristalli infranti: urla, grida, sangue. Mio Dio cosa è successo, rimuovo tutto e continuo il mio viaggio senza fine, nella mia anima governa incontrastato il caos, come daltronde nella mia auto: cartaccie, documenti stroppiciati,un ombrello rotto, bottiglie vuote, ciarpame, di tutto.  Rancore, rabbia, intolleranza, verso tutto, soprattutto per me stesso. Lunghe infinite le linee bianche che tracciano l’ asfalto, nero come la pece, infinito come questa notte. Vago senza nè metà né logica,  non sò dove sono diretto,  non capisco, non sono lucido. La musica mi penetra nel cervello,  ridotto miseramente allo stremo, sono rincoglionito, fuso, stanco. Parcheggio in una piazzola dell’ autostrada, esco dall’ auto, respiro a pieni polmoni. Tossisco, rientro in macchina,  frugo nervosamente nella tasca del giubotto  tiro fuori un piccolo involucro ricoperto di carta stagnola, lo apro svolgendolo agitato, cerco di fare attenzione nei movimenti, polvere bianca appare,  ne verso in abbondanza su di uno specchietto, la scaldo appena con l’ accendino, nella confusione che soggiorna nel porta oggetti, cerco e trovo un piccolo coltello dalla lama affilata, prendo a sminuzzare la polvere,  cocaina di pessima qualità, tutta anfetamina, robaccia. Non trovo  le cinquanta euro arrotolate a mò di cannuccia, che servono per aspirare la cocaina.  Eccole finalmente,  sono finite tra il pedale del freno e quello della  frizione, non me nè curo se sono sudicie, non mi interessa,  le porto al naso e inalo profondamente l’ ennesima striscia di questa maledetta polvere bianca. Mi rovino,  cado sempre più in basso;  la ceres  aperta infilata nella tasca della portiera, la prendo, bevo qualche sorso, sconvolto preso da un improvviso finto vigore riparto- ancora luci, maledette luci non le sopporto, sono vivo,  ancora per quanto ? ancora, ancora, ora dove mi diriggo cosa faccio,colto da irrefrenabile schizzofrenia con una mano reggo il volante con l’ altra afferro la pistola che porto sempre con me per via del mio lavoro,è riposta sotto il sedile a fianco al mio, avvolta in un fazzoletto me  la punto alla tempia, premo il grilletto e scoppio a ridere. La pistola non emana nessun rumore, nessun trauma, nessun colpo niente; solo un banale stupido clik, è scarica adesso ricordo ho scaraventato fuori dal finestrino i proiettili poco prima-  vigliacco , sono alla fruttta, distrutto dalle mie menzongne,fragile, rido, piango disperatamente. La notte sta svanendo bevo ancora birra, tiro ancora coca. Decido torno a casa apro la porta piano, faccio tutto lentamente, silenziosamente, nessun rumore; tenue una voce dipana  il mio imbarazzo  papà sei tu; si amore sono io; sei stato al lavoro? ricomponendomi per quello che posso, rispondo: si piccola sono stato al lavoro. Le do  un bacio sulla guancia attento a non contaminarla con il mio marciume;tenendola per mano la riporto a letto, cerco di fare in fretta.  non reggo l’ immenso amore che espandono i suoi teneri occhi  elisa mia figlia 7 anni innocente, pura come acqua di sorgente incosapevole .  Mi vergogno ridotto cosi’ in questo stato. Malridotto riesco a farla addormentare,  la ricopro di  baci, le rimbocco bene la coperta, sembra tutto in ordine. Nel mentre  che sto per uscire dalla sua stanza: lancinante, diretta sibila nelle mie orecchie   la solita spietata domanda : la mamma non torna proprio più! no amore, la mamma purtroppo non torna … aggiungo con voce flebile -un sottile per adesso. Dormi tesoro- si papà.Papà ma sei sicuro che la mamma è partita- evado la sua richiesta cercando di traquinlizzarla con un buonanotte dormi, amore, la carezzo ancora.Vado in cucina, Tina la domestica brasiliana, baby sitter non fa nulla per celare il suo  dissenso mi ossserva tristemente sconsolata, ogni volta che mi vede ridotto in questo stato disdicevole.Ha preparato il caffè me  nè porge una tazzina, la ringrazio e lo bevo.Poi entro in bagno mi tolgo gli abiti che odorano di vizio di  droga, alcol,  faccio  una doccia. Maledetta vita, maledetto anche questo giorno, maledetto quel giorno, l’ acqua cade copiosa sul mio corpo, rinvigorendolo appena. All’ improvviso mi rendo conto che la vita va presa per quella che è, di la cè Elisa la mia piccola Eli, il mio dolce angelo, cavolo devo comprargli ancora il regalo, stasera nasce Gesù e chissà se rinascero anch io? chissà ? Nessuno mi renderà la mia Paola nessuno mi sveglierà più col sorriso, il suo dolce tenero sguardo   nessuno,no nessuno; mi tormento mi distruggo apro il frigo cè del vino bianco lo prendo lo stò per bere, penso allora sono proprio un coglione: ma che cazzo faccio, sono le sette del mattino, oggi è la vigilia,all’ improvviso prendo la coca rimasta  ancora riposta nel mio giaccone  fanculo! la butto nella pattumiera basta!!!  Sono disperato basta non né posso più, non tiro più! basta! fino a quando ? mi chiedo. Prendo la mia chitarra cerco di fare uscire qualche nota , suono, non ci riesco, piango ancora :ascolto le lacrime sgorgare silenziose.All improvviso  uno squillo, mi scompone dal mio torpore, è il mio cellulare; dall’ altra parte una voce, neutra che  non fà trasparire nessuna emozione, chiede  : lei è il signor M. si sono io rispondo incerto-la voce espleta il suo compito dichiarando sempre senza nessuna forma di colore -sua moglie si è svegliata dal coma ………………cosa???….piango è Natale. Elisa dalla sua stanza gridando chiede; papà chi era? la mamma? Si era la mamma amore. La sento correre nel corridio arriva da me come una freccia con gli occhi spalancati sorpresi  piangendo felice  chiede ancora allora torna? Si stellina tra qualche giorno, non subito. L’ abbraccio forte lei ricambia dandomi con tutto il suo amore, tanti baci sulle guance, dapperttutto. Chiamo Tina che già stava sopraggiungendo- gli chiedo di stare con Elisa. Io devo andare devo uscire, Tina mi sorride non dice nulla si limita ad appoggiare la sua mano affettuosamente sulla mia testa. Mi vesto in fretta esco fuori capperi è caldo, cè un sole che nonostante sono solo le otto del mattino, già scalda il giorno che rigogliosamente cresce.Penso sono pazzo, completamente fuori di testa,rifletto rinsavisco e traggo una sconcertante verità, oggi è il 24 agosto.Ma quale vigilia di natale . Invece quel maledetto giorno quando un furgone impazzito guidato da un ubriaco  sfondò la vetrina di un negozio schiantandosi dentro come una bomba.  Colpendo  Paola, centrandola  in pieno,   mentre era intenta a scegliermi una cravatta che voleva  regalarmi quella sera stessa. Alla cena della vigilia di natale, ma non ci fù ne cravatta, ne cena, ne vigilia, solo dolore e disperazione Paola era in coma irreversibile. Pregai tanto io che non sapevo pregare io che non ricordavo neanche come si recitasse una semplice Ave Maria.Io non avezzo a chiedere aiuto, pregai. 8 mesi sono passati da quel giorno io sono sprofondato all’ inferno  più volte nè sono sempre uscito, grazie al mio piccolo angelo; la mia adorata Elisa, che mi ha dato la forza l’ energia per sopravvivere per andare avanti. Forse c’ e l’ ho fatta! forse. Si  ora Paola miracolosamente è uscita dal coma quel maledetto stato di irreversibilta, inispiegabilmente, come possa essere accaduto  non lo so’. interessa relativamente, nulla. Ora mi dirigo da da lei, corro.    Prima devo comprare il regalo alla mia Eli quello che non ha mai ricevuto,  poi anche delle rose per Paola che le piacciono tanto,rosse- si per lei, che è tornata che mi svegliera di nuovo sorridendomi dolcemente. Io la potrò riabbracciare sussurandogli tutto il mio amore. Oggi nasce Gesù, oggi è vigilia, oggi rinasco io, oggi è rinata Paola .Ma siamo in agosto! è uguale .  buon natale!

dedicato a coloro che apprezzano la vita.a quelli che ne riconoscono i significati veri, a quelli che credono, che lottano, sperano, QUELLI che si mettono in discussione SEMPRE.

A TUTTI VOI UN BUON NATALE soprattutto UNA BUONA VITA SEMPRE.

UN ABBRACCIO

NAZZARENO

P.S QUESTO è UN RACCONTO DI PURA FANTASIA,IDEATO E SCRITTO DA ME . OGNI RIFERIMENTO A PERSONE E FATTI REALMENTE ACCADUTI SONO PURAMENTE CASUALI

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Commenti su: "ventiquattro agosto" (15)

  1. semprevento ha detto:

    ….che dirti?……………il vento soffia ….e ti manda un abbraccio immenso di sereni giorni….
    il natale…..si, tutto l’anno…..anche ad agosto.
    bacio
    vento

  2. Un racconto molto intenso, mette in evidenza come si può cadere in un baratro quando viene a mancare una persona importantissima e nello stesso tempo come l’amore per i propri figli possa essere un punto di forza. Mi è piaciuto.

    Buon Natale a te e ai tuoi cari. Pat

  3. Angoscia e disperazione che coinvolgono più persone,
    nello stsso insieme.
    Leggendo conosco, mi coinvolgo e rivivo.
    Ma nel rivivere, sepppur lottando,
    il finale è diverso.
    Nessuno è rinato.
    Ma.. c’ est la vie.
    DIS.

  4. Bello e triste questo post….ma fa riflettere moltissimo.
    Auguro di cuore a te e famiglia un meraviglioso Natale…
    Un caro saluto

  5. bellissimo, anche se molto amaro……il mio augurio di buon Natale a te…….

  6. Yomo ... ha detto:

    buona Feste anche a te!! …grazie della visita 😀

    miu miu 😉

  7. Bellissima dedica …
    auguri .. e che sia natale tutti i
    giorni o non sia natale mai, come
    recitava una vecchia canzone ..

    elisa

  8. simolove ha detto:

    auguri di Buon Natale Nazzareno.. ciaooo

  9. Buon Natale! a te e a tutti i tuoi cari…..condivido la tua scelta nella storia che ci hai proposto, è una realtà che ci sfiora ogni giorno e dobbiamo prenderne coscienza….
    Buone festività e buona vita.
    Silvia

  10. Bellissimo il tuop racconto….mi ci sono ritrovata.
    Buon Natale,
    Luciana.

  11. Può essere Natale ogni giorno dell’anno, se sai apprezzare la gioia di vivere!
    Un caro saluto e tanti tanti auguri

  12. Che dire è bellissimo questo racconto e non aggiungo altro se non
    infiniti auguri di buon Natale

  13. Passavo per lasciarti i miei auguri, sono stati giorni molto intensi per me, ho trovato questo racconto bellissimo. Caro Naz è sempre Natale quando avviene una “rinascita”, nel caso di quest’uomo che così sapientemente immagini e descrivi è avvenuto un grande miracolo quello dell’amore e di una nuova vita che sembrava spezzata, devastata, distrutta da un inatteso destino invece un miracolo è avvenuto. Auguroni di cuore amico mio, che giunga gioia e serenità a te i tuoi cari.

  14. adalse ha detto:

    Dopo la cena di ieri sera fatta insieme a te e ai nostri parenti e con quella tipica atmosfera di un sana vigilia con profumi e ricordi di tempi passati, che bello!! Così per caso, dopo molto tempo che non visitavo più il tuo blog, ho avuto voglia di curiosare. Non sapevo che in questi mesi gli avevi nuovamente dedicato del tempo, non posso che farti i miei complimenti per quello che ho letto e conoscendoti ancor di più per quella transumanza di pensieri che alcune volte ti sfiorano, altre che arricchiscono il tuo percorso letterario, altre ancora che uniscono i tuoi ricordi con le loro emozioni alla trasposizione odierna. Mi piace tutto, anche quello che sai atavicamente io non condivido, ma la tua sincerità e genuinità premiano gli scritti istintivi e i più ragionati. Leggendoti, senza cadere nel qualunquismo più becero, posso dirti che ho iniziato bene questa giornata di festa, scoprendo meglio ZE!! Ciao

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