Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per gennaio, 2011

la donna della mia vita 2°episodio “in viaggio”

Eccomi qui  sono salito sul mio semi fuori strada, metto in moto, il motore s’avvia discretamente polverizando la nebbia che grazie a Dio stà diradandosi non sopporto guidare nella bruma.  Avanzo lentamente nel grigiore. Sosta al bar, caffè due spiritose chiacchere con Silvio il barista, saluto, esco.Attraverso la strada  diretto all’ edicola dove c’è ls signora Betti, un donnone dai capelli dalla chioma rossa elettrica, decisamente una caratteristica figura, un giorno l’altro la inserirò in qualche mio romanzo  ne farò un bel personaggio.Betti logorroica ma simpatica sempre sorridente è una mia assidua lettrice tanto che mi chiede sempre informazioni sulla mia attività , vuole sapere, è curiosa se e cosa stò scrivendo,  su quale libro stò lavorando, quali personaggi stò usando,lei vorrebbe che gli svelassi in anteprima la trama del romanzo  per poi rivendersi l’ informazioni a tutto il quartiere, io non  cado nel suo tranello tergiverso cambio discorso, lei capisce arresa mi porge il  solito quotidiano pago e me ne vado.Mi accomodo  alla guida indossando la cintura di sicurezza del mio semi fuoristrada coreano(alla faccia di Marchionne) comodo, spazioso, bello mi piace.Io non sono mai stato un patito di auto,questa però mi garba proprio l’ho acquistata da poco è nuova.Parto imbucandomi nella tangienzale lasciandomi alle spalle Brugherio il paese in brianza, alle porte di Monza dove riesiedo da quasi un anno.In tangenziale cè poco traffico come quasi sempre succede di sabato. La nebbia s’ è dissolta del tutto ed ha lasciato spazio ad una fitta pioggerellina, che termine pioggerellina ma sti cazzo di scrittori non hanno proprio niente di meglio da fare che far  sopravvivere questi termini arcaici? Chiamiamola pioggia rende più l’idea di codesta giornata del cavolo, solo climaticamente spero.Alla radio Ligabue  canta- “questa è la mia vita”  se entri devi chiedere permesso.Federica non me l’ha chiesto, io l’ho fatta entrare lo stesso.Federica, bella, 25 anni 20 meno di me la conobbi una sera  circa tre anni orsono,  ad una festa di amici in noto locale chic di Milano,  lei s’ era trasferita da poco per impegni di lavoro nel capoluogo lombardo. Quello che attirò la mia attenzione su di lei oltre che il suo spiccato fascino, le sue movenze leggiadre, fù il suo accento, marcatamente toscano. Destino volle che anche lei fosse toscana come l’ho era  la mia ex moglie. Con Giulia cosi si chiama la mia ex,  mi ero separarto da poco.Un giorno rientrando a casa Giulia non c’era, non la trovai  più con lei era sparita anche mia figlia Francesca e pure il cane Ezi, dimunutivo di Eziechele, nome scelto da mia figlia  al loro posto in contrapposizione  una bella lettera del suo avvocato, che mi annnuciava solenne la richiesta di separazione.Poi su di un fazzoletto di carta scottex scritte informalmente  due rigide, severe, inappellabili righe  che recitavano cosi, l’ho impresse nella memoria, non potrei mai dimenticarle, eccole: sono stufa non c’è la faccio più dei tuoi tradimenti, delle tue bugie, basta! mi dispiace ma non li sopporto e non ti tollerò più .Addio Giulia. P.S. Per francesca non ti preouccupare la potrai vedere quando vorrai parlane con lei.Questo fù il suo scarno comunicato, non aveva di certo torto.Io la tradivo spesso e ahime’ anche volentieri, ero un bel figlio di puttana. A casa c’ ero poco, quando ero presente era come non lo fossi perchè mi dedicavo al mio lavoro, scrivevo chiuso nel mio studio.Da tutto questo ambaradam è sorto un “piccolo” problema che non vedo più Francesca da quel giorno, sono passati 4 anni. Con lei solo poche telefonate in questi lunghi anni, costatemente costellate dai i suoi continui  rifiuti nel vedermi. Di me non né vuole più sapere è idiosincratica ad ogni contatto i regali che gli faccio rispediti puntualmente al mittente, è’ assolutamente irreversibile nel suo pensiero. Lei ora ha 24 anni è una donna, vera, carattare forte, deciso, non accetta compromessi. Non vive più con la madre a Milano  s’ è trasferita in Toscana nella casa ricevuta in eredità da suo nonno Alfredo il Babbo  di Giulia, defunto due anni fa.  Dei movimenti di Francesca sono messo al corrente dalla madre, con Giulia ora anche se in modo convenzionale abbiamo ripreso a dialogare, dopo un lungo periodo di silenzio.Sò che la mia” bimba” sta bene lavora restaura mobili, dipinge, scrive racconti e poesie.Quantomeno una scia di vena artistica glil’ ho trasmessa. Con Giulia ci siamo conusciuti a Bologna, all’università, entrambi la stessa facoltà,scienze dell’informazione stesso corso, siamo coetani fù subito amore , tenero, dolce. Finiti gli studi trovammo lavoro a Milano entrambi in un importante quotidiano.lei ci lavora ancora,è capo redattrice. Io dopo pochi anni detti le dimissioni scegliendo la libertà mettendomi  ad esercitare  l’ arte del narrare appunto scrivendo romanzi. Perchè tale scelta ? Semplice con quel nuovo editore non andavo molto d’ accordo, si avete capito proprio quello- il nano più famoso d’ italia, il nostro caro cavaliere. Giulia ed io eravamo proprio una bella coppia, tutti c’ invidiavano eravamo profondamente assorbiti nel nostro sentimento.Ci volevamo molto bene di un bene immenso che andava oltre l’ amore stesso, concetto non facile da comprendere ma vi assicuro era cosi.Nacque Francesca ci sposammo dopo pochi mesi dalla sua nascita. Erano giorni sereni, felici, poi io pian piano iniziai a rovinare tutto tradendola con la prima che mi capitasse a tiro ho avuto nei periodi anche delle storie parallele importanti, ero sposato e allo stesso tempo  ero capace di fidanzarmi.Con Terry ad esempio la storia durò circa due anni  che vita del cazzo che conducevo facevo il marito il fidanzato lavoravo ovviamente  svolgevo tutto pessimamente e soprattutto non facevo il padre un vero testa di cazzo. Io pensavo che Giulia non si accorgesse di nulla cosi mi pareva cosi mi faceva credere invece arrivo  l’ epilogo sopra descritto; due righe inappellabili scritte su di uno scottex fine dei giochi. Immerso nel turbinio dei pensieri non mi sono quasi accorto di aver preso l’autostrada direzione Bologna dove vada ancora non lo so, non ho deciso faccio finta di non saperlo effettivamente già conosco la metà ? Non lo sò vado avanti questo è importante. La guida di questo mio nuovo automezzo è gratificante  mi trovo bene, L ‘animo si sta alleggerendo le mie paranoie esistenziali continuano ad esserci  persistendo nel loro deleterio intento, oggi le assecondo non gli dò importanza le lascio stare, sono infatuato dal mio soave vagare.  Nel frattempo ha smesso anche di piovere sono all’ altezza di Piacenza bella città Piacenza, quasi, quasi esco allo svincolo mi ci diriggo vado a farci una capatina.  Ma anche no, deciso come sempre,  ci ripenso  punto ancora verso sud. Io sono di origine marchigiana li ho vissuto i miei primi vent’anni, di Treia per l’ esattezza, un paesino dell’ entroterra Maceratese, non ho più parenti da quelle parti mio fratello sè trasferito in germania, i miei genitori defunti.  Ogni tanto mi fa piacere tornarci, qualche amico mi è rimasto. A novembre ad esempio ci scendo quasi tutti gli anni,  oltre che far visita ai miei cari al cimitero, trovo compiacimento passeggiare tra gli ulivi assistendo alla raccolta del frutto, visitare i frantoi annusare l’odore  dell’ olio appena spremuto, gustarne il sapore sopra  di una bella fetta di pane fresco, vera delizia e si la vita è anche  questa soprattutto questa. Amo la mia terra ,le mie origini, le tradizioni, una bella partita a tresette con gli amici d’ infanzia e perdermi in quegli antichi ricordi. A Treia  sono a casa,  potrei dirigermi li, potrei! Non lo sò non sono sicuro di farlo il mio semi fuoristrada incede potente divorando asfalto il cielo si sta illuminando cambiando i toni dei colori che si ammorbidiscono chilometro dopo chilometro. Proseguo  la marcia  sono quasi felice stranamente non mi capitava da tempo di esserlo,  i pensieri dei miei ricordi mi fanno compagnia.  Vado dove? non ha importanza da qualche parte andrò,arriverò.

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la donna della mia vita “una mattina” 1° episodio

Le sei del mattino. Freddo, buio nella stanza colma di sordi ingombranti silenzi. Nulla turba il mio sconfinato malessere, niente, nessun pensiero riesce a darmi guizzi di normale umore. Apro la finestra e fuori è ancora notte. C’è  una nebbia fitta, ferraginosa, tanta da non far trasparire nulla. Le luci color arancio dei lampioni ancora accesi confondono ancor di più i paesaggi. Inizio nella mia mente a scolpire istanti, assemblo immagini  dando così forma  alla vita.  Tutto lentamente si muove, il sipario si alza polveroso su questa giornata bigia, come ce ne sono state tante altre e ancora ce ne saranno. Guardando fuori dalla finestra focalizzo il mio interesse su di un vecchio cane grigio, perso nel suo gironzolare stanco, assorbito dal peso del suo vivere. Rovista nei cassonetti della spazzatura senza nulla pretendere…forse non è vecchio, magari si porta male i suoi anni, magari è stato lasciato dalla fidanzata così da mollarsi lascivo nella sua non voluta libertà. Cosa fare oggi? Non lo so – non ho la più pallida idea. Quasi quasi esco – sì, vado  ai laghi a farmi una bella passeggiata – Sì! Di buon mattino per respirare aria salubre, fresca. Potrebbe essere un’idea! No, credo di no, non lo farò. C’è nebbia, cosa ci vado a fare ai laghi? Sono solo, nessuno mi corre dietro, nessuno, libero purtroppo. Con Federica è finita tre mesi fa. Ha lasciato un enorme spazio vuoto in me e dentro questa casa  col parquet, con troppe assurde comodità, soprattutto piena di lei e delle sue tante cose che ha  ancora qui. Accendo la TV, in onda le previsioni del tempo parlano erudendo in maniera concisa che qui al nord la giornata sarà di schifo: nebbia poi pioggia. Nel centro Italia invece, in special modo sul versante tirrenico, la giornata si prospetta buona, dalla temperatura primaverile. Sconfitto penso – qui al nord siamo i soliti sfigati, il bel tempo è raro, siamo immersi sempre nel grigio che è vero, assume diverse sfumature, ma sempre di grigio  parliamo. D’altra parte per me va bene, è un colore che si intona perfettamente allo stato d’ animo che ho in questo periodo. Ho fame ma non faccio colazione, ho voglia di uscire ma non esco, vado al pc  ma non l’accendo, mi masturbo? sì! così mi riprendo da questo incocludente torpore. Lo faccio. Sbrigando la pratica sessuale fai da te pensavo ad occhi chiusi a tutte le volte che facevo l’amore con Federica, alle sue sinuose  forme, ai suoi  seni piccoli e delicati, perfetti, al suo culo, unico, uno Stradivari. Ok, lasciamo perdere. Oggi cosa faccio?Sto a casa, scrivo, leggo, mi trastullo, mi ammazzo, che faccio? Penso, poi decido così. All’ improvviso via, via, agire! Altrimenti va a finire che rimango prigioniero solo dei miei ricordi, deprimendomi ancora di più. Prendo il mio trolley dal ripostiglio, inizio a riempierlo di indumenti alla rinfusa: un maglione a collo alto, T-shirts due, una grigia, una nera, mutande fucsia, piacevano a Fede, un altro paio azzurre. Va be’…poi dentrificio, schiuma da barba, Jeans, pigiama, ci butto anche una cravatta rossa. Non comprendo il motivo per il quale ce la metta, io non le porto mai le cravatte, ma ora  mi prende così. L’ ultima volta che ne  ho messa una è stato due anni fa, quando sono andato a Viareggio a ritirare un premio letterario – perché letterario? cosa c’entro, direte voi? Semplice, sono uno scrittore. Anche abbastanza noto, ho pubblicato diverse cose. I miei colleghi chiamano opere i loro libri, io no, è un aggettivo che non mi garba, troppo altisonante. I miei libri, le mie storie, i miei racconti, le chiamo cose. Prendo anche il mio indispensabile borsone a tracolla nero, ci infilo il notebook,  la macchina fotografica, una Nikon non può mancare, non sono bravo a fare le foto ma adoro farle.  Il blok notes per eventuali appunti, penne in quantità industriale, le perdo sempre, poi amo avere con me tante penne, hanno più valore dei soldi. Del vile denaro ne posso fare  a meno,  l’ importante è che non mi dimentichi la card Visa  e il Bancomat. Ora sono pronto  per andare, chiudo la valvola del gas, stacco la corrente elettrica dall’ interruttore generale, butto del mangime al mio amico Leopoldo, un pesce rosso che si ostina a vivere resistendo anche a me che lo trascuro spesso. Per lui sono peggio di uno tsunami, comunque penso mi sia affezionato come io a lui. E’ rimasto uno dei pochi che non mi dice mai bugie, mai cattiverie, sì insomma, è discreto- è proprio il caso di dire che sia muto come un pesce. Ok ora è davvero tutto in ordine. Sono pronto. Vado.

Nessuna dignità

In questi giorni si fa un gran parlare di  mister B. e le sue cortigiane. Si deve capire se questa relazione stabile cè e nel caso ci fosse chi è questa fantomatica findanzata del cavaliere Arcoriano. quesito amletico questo, mi ci arrovello  cosi’ tanto che mi toglie il sonno, non mi fa dormire. Ci si coinvolge su i presunti soldi (tanti) promessi e dati a Ruby, ormai più famosa della luna  e si quest’ultima cè solo di notte  neanche sempre, questa tipina cosi disinvolta e  furbetta cè sempre notte, giorno, divertendosi a sparare cazzate nelle sue varie interviste televisive, rompendo   scusate il termine un po’ le palle. A me personalmente di queste vicende radical sentimentali del nostro beneamato premier non interessa un emerito fico secco, in parole povere solo cazzate,   andiamo oltre .Mi dispiace molto invecel’atteggiamento che ha nei confronti della magistratura con i suoi attacchi incostituzionali ai giudici,  perchè a suo dire sono dei comunisti, senza scrupoli,  mangia bambini. berlusconiiiiiiiii e basta!!!!! Un altra cosa che mi addolora profondamente che questo paese è allo sbando,  noi si continua cosi, significa che  va bene, ci piace. Contenti noi contenti tutti. L’economia mondiale lentamente si stà rimettendo in moto.Noi niente, la nostra industria vacilla, siamo praticamente immobili, fermi, anzi vista la crescente disoccupazione si può sostenere a ragione che stiamo addirittura regredendo. Noi italiani imperterriti continuiamo ad essere morbosamente curiosi e proviamo interesse nel  seguire le frivole vicende di real fanta politic.Ora voglio parlare un attimo di borghezio. Conoscete questo signore, leghista, verde più verde dell’ incredibile hulk. Un vero padano doc, intollerante al punto giusto, razzista,  anche un tantino arrogante.(sono morbido nel mio novellare)L’ ultima scempiaggine che è uscita dalla sua bocca è quella, che l’ abruzzo e gli abruzzesi sono pesi morti per la nazione. Dichiarazione gravissima soprattutto se fatta da un parlamentare Europeo.  Cose insensate il signor borghezio ne ha dette e fatte molte  offendendo spesso la dignità altrui, di chi  secondo lui non ha i giusti requisiti,  i dovuti criteri per soggiornare in italia, o  meglio in padania. Questo figlio….. del Dio Po è  un accanito sostenitore  della pura razza padana, tutto il resto gli interressa relativamente poco. Il signor Borghezio si reso anche protagonista d’ episodi poco edificanti, come aver cercato  di appiccare il fuoco a un dormitorio di extra communitari, sotto un ponte.E’ stato riconusciuto colpevole di aver picchiato un bambino marocchino. Per questo è stato anche condannato in cassasione, pena ridotta ad una semplice multa, dopo che in prima istanza era stato condannato 2 e 4 mesi. Questo signore è stato parlamentare della republica italiana nel 1999 per due legislature, in una delle quali, prestate attenzione nonostante già fosse inquisito per i reati sopra citati, ha svolto il ruolo di  sotto segretario alla giustizia,bella roba!!! Ora è come già detto in precedenza  parlamentare europeo,  dovrebbe cosi rappresentare l’ italia- lo fa? Non credo! Allora pongo una semplice domanda, a quanto ammonta il suo stipendio per esercitare tale manzione? Perchè lo dovrebbe percepire? Visto che rappresenta una minoranza dell’ italia.Io sicuramente non mi sento rappresentato da lui.Il signore in questione è   un forte sostenitore della seccesione, vorrebbe spaccare l’italia in due,  buttarne una  meta anche più nella spazzatura. Bè se qualcuno sà rispondere ai miei interrogativi sono qui ad ascoltare. L’ argomento che vado a  trattare ora si basa su una vicenda che nei giorni scorsi ha ricevuto da parte dei media una discreta rilevanza. La triste storia  racconta di un bambino appena nato  e immediatamente venduto  per soli 25 mila euro.  Si avete capito bene. Venduto dalla madre, una giovane ragazza di nazionalità ucraina, che con l’ aiuto di quattro loschi figuri  si è resa colpevole di questo insano atto.Gli acquirenti  due coniugi di Cassino piccola cittadina laziale. La coppia disperata per non poter aver figli si sono arrischiati coinvolgendosi in questo scellerato crimine. E’ difficile trarre conclusioni su un argomento cosi delicato,  tantomeno esprimere giudizi, senza entrare nel cuore della questione, senza sapere bene ciò che ha generato veramente, questo becero atto.  Il mio modesto punto di vista è quello che sicuramente ci troviamo di fronte a un dramma.  Da una parte abbiamo una giovane ragazza  dell’ est europeo, probabilmente disagiata, con una vita difficile, resa ancor più complicata dall’ arrivo di un figlio. Tanto da pensare di non riuscire a garantire al piccolo un futuro decente . Dall’ altra parte i coniugi di Cassino,  che  non possono  avere figli,  persi nei meandri burocratici delle pratiche  d’ affidamento adottivo,non arrivando a capo di nulla. Cosi angosciati da  commettere  un reato, mettendosi in guai seri.    In mezzo ci sono i quattro mediatori  che hanno favorito la conclusione dell’ affare, deliguenti che non posssono essere assolutamente giustificati per nessun motivo.Poi infine l’ innocente bimbo. Tutti gli adulti protagonisti di questa assurda vicenda sono stati arrestati dai carabinieri di frosinone. Il bimbo è stato ricoverato in un istituto specializzato(orfanotrofio)  epilogo a dir poco triste. Nei paesi poveri come quelli dell’ est del Sud America è pratica molto diffusa la compravendita dei minori.Possibile che  questo fenomeno non si  può arginare. Le organizzazioni mondiali a tutela dell’ infanzia i governi non possono far nulla? Non si possono creare istituti specializzati che ospitino le madri che non voglio tenere i loro bimbi.Prima   provando ad educarle e metterle in condizioni di svolgere al meglio la funzione di genitore.  Poi se questo proprio non fosse  possibile, si può agire cercando di creare un canale, che agevoli le pratiche di adozione dei bambini non desiderati . Cosi  ricomponendo giusti equilibri,  che portano soddisfazione alle diverse esigenze, tutto  in modo legale. Non favorendo cosi’ il mercato nero che arricchisce solamente le organizzazioni criminali, soprattutto tutelando i piccoli innocenti . Certo tutto ciò non è di facile attuazione ma quantomeno tentare è doveroso, provando cosi’ a porre rimedio a questo disdicevole fenomeno. Considerazioni nessuna, questo è quello che per ora passa il convento, speriamo che noi e le generazioni a seguire possano vivere e godere di un mondo migliore. Inutile nascondere che per verificare che questo  accada veramente occorre l’ impegno di tutti, nessuno escluso.Neanche berlusconi e borghezio. Questi due forse è meglio lasciarli perdere, ne possiamo fare tranquillamente a meno.

confusioni d’amore terzo episodio “la lettera”

C ‘è mario con me stasera a casa, è venuto a trovarmi, ha portato del pecorino lo produce lui. Mario il mio amico, l’ amico di sempre:  pastore, meccanico, agricoltore, poi ancora non so’ in quante altre cose traffichi, è energicamente sempre in movimento.  Brava persona Mario,semplice, a volte fanciullescamente ingenuo. Io credo che a lui piaccia comparire cosi’ stralunato,  giocando immedesimandosi omogeneamente nel  ruolo dello stordito. Sicuramente sempre: schietto, sincero e genuino come l’ ho è il suo ottimo formaggio. Mario è seduto preso nei pensieri al tavolo della cucina, armato di carta e penna ; elaborando numeri,  facendo  conti; addizioni, sottrazioni, affari suoi. Io stò provando ad apparecchiare la  tavola, se lui si togliesse da li.Ceniamo insieme mangeremo il suo pecorino fresco e dell’ insalata,con del buon pane cotto a legna fatto in casa, condito con dell’  olio locale, novello, donatomi con sincerità da Carolina, mia affezionata cliente. Nell’ attesa che Mario termini quello su cui  è impegnato,Io accendo il p.c. aprò la pagina del web,dove ristagna incompleto il mio racconto, “confusioni d’ amore”la storia  dove parlo di me, le mie vicesitudini sentimentali. Ponendo l’ accento in particolare sulla relazione, che definerei la più importante della mia vita. Quella con Carla; colei che per qualche tempo fù  mia compagna, amica, complice, sorella, amante. Carla per me fù il mondo, l’ amore assoluto. Mi sono impatanato non riesco più ad andare avanti nel prosieguo del racconto. E’ immortalato nella fotografia istantanea di quella meravigliosa notte d’ amore.  La storia potrebbe essere chiusa cosi’, finita li. Che altro c’è da aggiungere,  che altro dire: Parlare ancora delle notti che seguirono dopo la prima.Ancora bellissime, travolgenti,passionali.Raccontarvi dei quattro anni anni di convivenza di cui tre stupendi. Dei sogni,i progetti, fiabescamente avvolti in una coltre di serena armonia.  Ricordarmi  le nostre passeggiate nelle bianche strade polverose che tagliavono nel mezzo distese di campi dai toni diversi di colore, con il risalto del giallo allegro dei girasoli che si tuffavano specchiandosi narcisamente  nello sfumato  verde dei prati in fiore. Dirvi del  pane caldo appena sfornato, mangiato gustosamente,  di prma mattina allo spuntar dell’ alba, al forno del  borgo a quell’ ora sempre semi deserto,  dopo  che per  tutta la notte ci eravamo amati saziati delle nostre essenze. Scavo ancora nella recente memoria, riesumando  fervidamente i nostri baci, dolci, adolescenziali, noi seduti la mattina di domenica, sulla scalinata di Trinita dei monti, nelle nostre tante  gite fatte a Roma, scaldati dall’ incerto sole primaverile. I sorrisi tra noi,  le nostre lente chiaccherate, nelle sere d’ inverno, davanti alla fiamma complice del  camino,intervallate da silenzi che narravano taciti solo il  nostro amore.Poi come tutti i sogni, all dissolversi della notte , svaniscono. Anche  per me e Carla giunse un’  alba,questa volta non bella,diversa dalle altre, carica di nubi, tronfie di infausti presaggi.Carla inzio a mutare nel carattere, ogni giorno che passava il suo umore peggiorava- taciturna, scontrosa,non era la Carla che io avevo conusciuto solo pochi anni prima, quella donna non esisteva più, svanita.   Era tornata già da tempo al suo lavoro.Guarita dalla forma deppressiva di cui era stata vittima. A casa c’era sempre meno.La nostra armonia vacillava vistosamente ed io non né percipivo il motivo ero ignaro di tutto, confuso. Il sogno si stava trasformando in incubo. Una sera rientrando dal lavoro l’ incubo si materializzò, mostrandosi in tutta la sua crudeltà. Sotto forma di una lettera, in bella vista, sotto il vaso dei fiori, posto al centro del tavolo ,nella cucina. Il cuore avverti’ il pericolo del momento e divenne  aritimicamente irregolare, accelarando impazzendo il suo battito. Io assalito dall’ansia lessi subito la lettera;

Caro gino, scusa, sono una vigliacca, non ho il coraggio di dirti quanto segue: non oso ,non cè la faccio a guardarti negli occhi, cosi sono ricorsa al più meschino degli strategemmi per evitarmi l’ imbarazzo,scrivendoti queste poche righe ingiuste. Sono una donna piccola, povera,mi vergogno.   Purtroppo gli eventi della mia vita hanno preso una strada inaspettata.E’ vero ti ho amato e forse ti amo ancora non lo so! non capisco non conosco più il sentimento che risiede in me- sicuramente ti voglio bene! Ti rispetto stimandoti, per l’ uomo che sei, per come hai saputo riportarmi in vita, rendermi felice contribuendo  cosi’ da fare in modo che io tornassi ad avere fiducia  in me stessa. Inoltre mi hai aiutato ad essere una  persona cosciente  e una buona madre e solo per questo ti sarò eternamente grata.Come ti dicevo sopra gli eventi, il mio essere imperfetta mi hanno ricondotta da lui. Si lui, hai capito bene! Arturo mio marito, sono mesi che ci frequentiamo di nuovo e ho scoperto che non ho mai smesso di amarlo.E’ il padre dei miei figli l’uomo con cui volevo e voglio portare a  termine alla mia vita.Ti sembrerà insensato tutto cio, lo so, lo sembra anche a me! ma cosi’ è ! Sono anche cosciente che nel passato mi ha fatto molto soffrire, mi aveva annulata, disintegrata. Ora però lo vedo cambiato, diverso, ha capito i suoi errori; è un altro uomo ed io nè sono attratta,come magnetizzata. Questo deve essere una sorta di inncatesimo, da cui non riesco e forse non voglio sottrarmi .Scusa gino, scusa.Piango sono confusa non c’è la faccio a continuare- ho la morte nel cuore per te. Mi dispiace, tu non puoi immaginare quanto sia rammaricata. Non so’ se  potrai mai perdonarmi. Scusami, ancora sono una sciocca, una scorretta, ma non riesco ad agire diversamente da come sto’ facendo. Un’ ultima cosa sappi’ che ti ho amato intensamente ed onestamente ma non è bastato . Sei un uomo meraviglioso credi in te. scusa ancora . Ciao Gino.

firmato una donna stupida. Carla.

P:s. Appena le acque si saranno chetate  se tu vorrai Paolo e Marzia ti verrano a trovare.

Rilessi la lettera mille volte, non riuscivo ad avere nessun pensiero decente. Io uomo maeraviglioso ! Io c’è la posso fare? ma fare cosa? che cazzo scrive questa troia . E’ uno scherzo! E si! Lei scherza,  mi vuole prendere in giro. Torna dal marito!  ma come fa!!! Ero paralizzato, il mondo andava in frantumi, nella testa il vuoto, il buio, non percepivo più nulla di logico. Mi ubriacai . E continuai a farlo per molti giorni a seguire. bevevo, dormivo, non lavoravo. All’ improvviso tutto era andato di nuovo a puttane. Interessi, passioni, zero, niente di niente. E’ trascorso già un anno da quella sera che lessi quella assurda, maledetta, lettera.Carla non l’ho né piùvista né sentita non l’ho cercata mai. Tantomeno  l’ ho ha fatto lei. Spero sia felice ! Mi manca ? Si mi manca.  Oggi ho recuperato un pò di dignità,  ho capito con fatica che Gino vale qualcosa più di una qualsiasi Carla. Lentamente stò riacquistando la vitalità neccessaria, che occorre a rendere la mia esistenza  vivibile, vado avanti. All’ improvviso vengo ricatapultato nel presente, dalla voce di mario che mi chiama con tono sostenuto- “oh” vieni a mangiare. Tu hai finito di fare i conti ? chiedo-  no risponde-  allora finisci, poi mangiamo replico. 12- 7 quanto fa 6 ? mi domanda. Cazzo dici mario sei scemo ? ignorante  fa 5 . ah ecco perchè non mi portavano i conti, ora si che va bene, afferma soddisfatto, aggiungendo rivolto a me, dai ora mangiamo.  Si, si, Mario ora vengo!  mi accingo a sedermi  a tavola, lo squillo del mio cellulare interrompe il mio volere. Chi sarà mai  a quest’ ora, dico a Mario non ricevo risposta. Guardo nel display del cellulare per visualizzare il numero che mi sta chiamando, ma niente, numero anonimo. Speriamo che non è Katia penso, ho finito di litigarci neanche da un’ ora. Comunque deciso  rispondo lo stesso: Pronto. Dall’ altra parte una voce flebile di donna, non di Katia. dice;  Ciao sono Carla.  uno … due…. tre…..  quattro ………….lunghi interminabili secondi, un eternità. Sono tramortito, respiro profondamente, emozionato poi butto  fuori il fiato- rispondo-  Carla chi? scusi! pausa, Carla io è la risposta. Chiudo gli occhi non rifletto e ribatto senza nessuna incertezza. Scusi io non conosco nessuna “Carla io”; Chiudo la chiamata drasticamente. Senza dare nessuna possibilita di replica all’ interlocutrice. Mario stà mangiando il suo formaggio alza  il  capo da tavola, mi guarda;   e chiede annoiato: ma chi era? Ma che ne sò, una certa “Carla io”  rispondo. Lui si limita a mugugnare   un coinciso ma significativo  “uhm” ,  continuando a mangiare. Mi soffermo incurosito della sua indifferenza e provocatoriamente chiedo – Mario, scusa, ma tu cosa ne pensi dell’ amore che definizione hai ? Lui del tutto estraneo al concetto- concentrato  a condirsi con l’ olio  una fetta di pane,  distrattamente mi risponde : di che!!! ? Niente Mario,niente, dai passami il formaggio, che è meglio. Si conclude lui, è meglio .

fine

confusioni d’ amore secondo episodio”Carla”

ode all’ amor fuggito

all’ alba al fuggir del buio

vedo la tua figura apparir soave

nel crespo dei gialli girasoli

che ti donan colore

tra le viole porpuree

iradian calore

facendo da bel manto

al tuo grazioso viso

io sul’ uscio ad aspettar

gioe e dolori,

speranze e amori.

il sogno svanisce

tutto finisce.

io

nel vuoto letto

rimango solo

a ricordar

l’ astratto profumo

che fù.

Cosi con questa poesia ricordo Carla. La scrissi dopo mesi che lei non era più con me. Dopo che per un non misurato arco di tempo erò stato attanagliato stretto nella morsa più atroce  del disfattismo totale donando tutto me stesso al dolore senza riserve, senza pudore, il dolore ero io. Passavo cosi le mie giornate a casa trascurando il lavoro  non facendo nulla vagabondando perso nella tristezza infinita, stavo solo male. Non capivo e non volevo  soprattutto comprendere il motivo del perchè lei se nè era andata. Vedevo sentivo respiravo l’ ombra di Carla in qualsiasi luogo, ogni dettaglio mi faceva pensare a lei.  Tutto me la ricordava. Neanche la mia separazione con Gloria  soprattutto quella da mio figlio Kevin fù cosi traumatica.

Impresso nitidamente quel giorno,  che la vidi apparire  in un mattino soleggiato, tenue, caldo di un’ acerba primavera.Ricordo era un sabato. Bella,  un fiore a maggio profumata emanava colori,  slanciata nella figura, scese  dalla sua bicicletta nera,dallo stile alquanto naif. Sorridendomi radiosa; mi disse:Io mi chiamo Carla piacere, te sei Gino, l’ idraulico vero? Si sono io risposi mostrando una naturalezza che non avevo, tanto da risultare scorbutico- che succede?Dissi con un tono di voce svogliato. Scusami continuo lei: da oggi sono venuta ad  abitare  qui in paese, ma ho dei problemi, con la doccia e altre cosette inerenti la tua profesione, che andrebbero sistemate- non è che saresti cosi gentile da venire da me -per darci un occhiata. Ad altro indivuduo quel giorno  avrei risposto sicuramente  con negazione.A lei dissi di si. Estasiato ed emozionato da tale figura- mi era parso  di aver visto la “Madonna”-  troppo bella.  Quella chioma nero fulgido fluente, ondeggiante fino alle spalle, occhi verdi di non facile definizione tanto  erano intensi, perle magiche scintillanti. Rimasi subito ammaliato  da cotanto fascino deliziato ancor di più dal  suo sorriso aggraziato, malizioso, che la rendeva una dea, poetica, una musa-un vero inno allo splendore.  Poi con il suo gentile modo di porsi diveniva delicatamente irresistibile.  Presi la mia bici e la segui’ fino al paese. Una volta arrivati nella sua abitazione ,situata al centro, vicino il palazzo del municipio. Entrai nella casa  non era  grande,  giuste le dimensioni, carina e ben tenuta.  Un bel terrazzino straripante di vasi, gerani rosso vivo gli davano ancor più tono.Un ragazzo sui ventanni e una bambina seduti sul divano guardavano un programma televisivo, seppi in seguito essere i suoi figli.Esegui il mio lavoro, semplice, niente di che, normale riparazione.    Allungai il tempo del mio lavoro di proposito, facendo vedere che la  rottura era più seria e più impegnativa di quello che in realtà fosse. Per guadagnare di più? Qualche maligno lo penserà certamente. No! solo perchè mi piaceva stare li’ a  parlare con lei. In poco tempo scoprii molte cose su Carla. Si  era appena separata dal marito, un maresciallo della benemerita. A detta sua  dal carattere dispotico, arrogante con un  innato”pregio”  di farla sentire  un’ incapace rendendola fragile, praticamente una nullità. Il maresciallo non si contentava di denigrarla,  per gradire la riempiva anche di corna tradendola con ragazze giovani. Curandosi comunque di raccontargli i suoi misfatti amorosi, perchè lui sosteneva che in  un rapporto di coppia è molto imporante la sincerità e la fiducia-allucinante- Quest’ ultimo  affermava a Carla di rimanere tranquilla di continuare a fare serenamente la madre e la moglie, che tutto si sarebbe sistemato, prima o poi. Se Carla provava a contraddirlo gli mollava  qualche sonoro ceffone sul delicato viso lenendolo ferocemente ingiustificatamente . Il tutto condito da un rassicurante finale- non ti preuccupare  ti amo.Io allibito da questi racconti pensavo: Certo uno quando ama una persona la tradisce, la picchia.  la tratta pure  male facendola sentire cosi’ insignificante. “Giusto”, “normale”,” scontato”. Ad ascoltare il racconto di tali episodi oltre che rimanere esterefatto e sorpreso riflettendo tra me e me mi chiedendevo: per fortuna! Costui dice che l’ama e la tratta in questo riprorevole modo.  Se non l’ amava? A stà poverina cosa gli faceva? Mamma mia che disastro quanta confusione-che storia triste. L’autostima  di Carla era ridotta allo zero finita scomparsa dietro la pura follia del despote coniuge. Tanto d’ammalarsi di una forma acuta di depressione.Per questo- dietro il  consiglio del medico curante s’ era messa in aspettativa dal lavoro, era impiegata in un ministero.Cosi’  era “scappata” da Roma scegliendo di venire ad abitare in campagna, in questo borgo burino, discreto e silensioso. A completare l’ attuale quadro familiare: c’era   Paolo  figlio maggiore 21 anni bravo ragazzo,  ma alquanto strano, nervoso, sempre arrabbiato,  pareva avercela con il mondo intero- tutto il l padre sosteneva la madre . Poi c ‘era la deliziosa Marzia minuta , 9 anni, carina, simpatica, accattivante, curiosa, solcava lo stile e la natura della madre. Dal nostro primo incontro Carla e io non abbiamo mai smesso di frequentarci ci vedavamo praticamante tutti i giorni, eravamo divenenuti molto amici, solo amici. Nei nostri interminabili discorsi entrambi sostenevamo il valore della nostra amicizia, un bene prezioso, che non si doveva  rovinare per nulla al mondo e di conseguenza tanto meno con l’ amore.In poche succinte parole non ci dovevamo mai mettere insieme,essere coppia, niente legami sentimentali.Propietaria di questo concetto e accanita  sostenitrice era Carla.Io? bè un pò meno,  mi adeguavo mal volentieri accondiscendendo la sua teoria.Con lei si parlava ragionando di tutto: delle nostre vite, dei nostri ex, io ero di conforto a lei, lei a me. La sua depressione migliorava facendo progressi di giorno in giorno.  I nostri discorsi spesso  erano imperniati su i nostri  figli il loro disagio, come vivevano le separazioni.La mia situazione riguardo Kevin era di molto peggiorata, lo vedevo sempre meno. Gloria la bastarda stava riuscendo a mettermelo contro in maniera definitiva.Nel contempo mi ero affezionato molto alla piccola Marzia con Paolo invence i rapporti erano più complicati d’ altronde era in continuo disaccordo anche con la medre, litigi continui – ragazzo difficile Paolo .Dopo qualche tempo- un giorno, Paolo comunico alla madre che si sarebbe trasferito a Ostia, a casa della sua ragazza, avendo trovato lavoro li nelle vicinanze.  Paolo  nel contesto era divenuto più sereno aveva addolcito i suoi modi  avendo recuperato anche un qualcosa  del  rapporto con il padre, che per ovvi motivi aveva interrotto. Con la madre era tornato ad essere nuovamente amorevole i suoi modi bruschi le loro litigate erano quasi del tutto scomparse lontani ricordi. Carla era felice di ciò della ritrovata complicità con il figlio.  Per questo motivo tale  notizia la sorprese e non l’accolse assolutamente bene . Debbo dire che  subito si rese conto che quella in fin dei conti era la soluzione migliore, per il bene di Paolo  almeno momentaneamente . Appena Paolo lascio la casa li nel paese, tra me e Carla le cose assunsero ua dimensione diversa il nostro rapporto si strinse  divenne ancora più saldo divenimmo  intimi complici.  Passavamo molto del nostro tempo insieme. Cenavamo  a volte  da lei o da me indifferentemente tutte le sere.Fù proprio a casa mia Marzia non c’ era ,rimaneva a dormire dal padre.  In una serata di fine estate, calda, torrida,ricordo che si sudava solo a guardarsi.  Dalla finestra aperta la luna faceva capolino, piena, illuminando silente la stanza. La lunga chioma di Carla appariva scintillante nei riflessi lei più bella che mai.Il silenzio bucolico era rotto solamente dal frinire costante  delle cicale che melodiosamente  facevano da colonna sonora. Ma anche no! non è vero assolutamente! era soltanto una bella rottura di coglioni. Non devo essere romantico a forza su ciò che non l’  è. Carla si alzo dalla sedia spense la sua sigaretta  all’ improviso si avvicinò contro di me guardandomi come non aveva mai fatto prima d’allora.La sua leggiadra veste scivolò cadendo silensiosa sul pavimento, rimando cosi pura, nuda, bella.Io incantato  davanti a lei la fissai stupito prima di capire cosa stesse succedendo  le nostre lingue si erano insunuate  in un groviglio appassionato. I nostri corpi si bramavano avendo celato per troppo tempo il loro amore. Finalmente liberi si scatenarono.Cercandosi trovandosi.La presi li, sopra il tavolo della cucina con voglia animalesca la feci dolcemente mia. Carla  denudata  del suo intimo pudore mi amò felicemente contenta di farlo essendosi liberata degli spettri che devastavano il suo presente ora non c’erano più. Ci carezzammo  guardandoci, assaggiando ogni centimetro della nostra pelle, provocando in noi  brividi sconvolti. Nutruti delle nostre essense, inebriate di loro nettare. Baci lunghi interminabili come la nostra notte d’ amore troppo breve,troppo corta, per noi che l’avevamo a lungo desiderata. Facemmo l’ amore tutta la notte in ogni angolo della casa, in ogni dove. Finalmente, insieme finalmente.

Ora sono stanco sono le due di notte, vado a letto .Domani devo alzarmi presto. Devo allestire un bagno ad una simpatica, quando pignola arzilla vecchietta.Mi aspetta una giornata lunga e faticosa.D” altronde io vivo con il fare l’ idraulico. Sicuramente non con la scrittura, quest’ ultima è passione solo passione. Ora vi saluto alla prossima volta, se vi va vi racconterò il finale di questa confusa storia d’ amore. buonanotte

confusioni d’ amore (primo episodio)

Cosa ci rende banalmente comuni, quali sentimenti. L’ amore sicuramente è uno di quei sentimenti che ci rende cosi’: banali, deboli,  esposti ai venti degli eventi che si rincorrono spesso inutilmente tra le nostre vite; creando cosi in noi delle illussioni di felicità di artefatto benessere. Riflettevo su tale considerazione,   mentre ero intento ad armeggiare con la mia serratubi stringendo dei manicotti metallici, per cercare di arginare, riparando  una perdita d’ acqua di un lavello, di una cucina, in un banale  condominio periferico ai margini della realta.  L” ennisima riparazione l’ ennesimo lavandino aggiustato, un altro cesso da sturare  poi per oggi avrò finito. Sarò finalmente a casa.Scusate non mi sono ancora presentato; Sono Gino idraulico quarantacinquenne,tranquillo almeno cosi appaio agli occhi degli altri, ho qualche amico con cui parlare e giocare a briscola, delle passioni: amo il calcio, mi piace dormire, ma non dormo mai, o meglio dormo poco.Una bella separazione alle spalle, di un matrimonio durato circa- anzi togliamo il circa, dieci anni, con Gloria, la mia ex moglie  da cui è nato un figlio: bello come il sole, peccato che questo sole sorga molto poco, nella mia vita.Questo tasto meglio non toccarlo, lasciamo perdere. La mia ex incassa pretendendo con mia puntualità gli alimenti. Lei in contrapposizione non è cosi precisa e nemmeno onestà, non  facendosi trovare la domenica, quando dovrei passare a prendere mio figlio per trascorrerci poi la giornata,  rendendo irreperibile anche  Kevin.   Cosi si chiama il mio ragazzo, Kevin. Che nome del cazzo, non mi piace, non mi è mai piaciuto; Gloria  aveva scelto quel nome  e quello gli ha dato,  in riverenza della bellezza  di Kevin Costner- l’ attore americano di balla coi lupi, tanto per intenderci- che a detta sua oltre che essere bello e affascinante era  si  un uomo da sposare, non come me un fallito, inconcludente, banale, idraulico di paese,tra l altro sempre con la testa tra le nuvole. Sinceramente io non so se Costner avrebbe sposato Gloria- penso di no! mica è scemo, lo scemo ero e sono  io secondo la megera sopra in questione. Io avrei voluto chiamare mio figlio:  Filippo, come  mio padre, che di certo non faceva l’ attore come Costner, ma sicuramente era  una gran brava persona; ora purtroppo non c’è più è volato in altri  lidi   lassù nel profondo azzurro del cielo. Mio padre era veramente una buona persona: era onesto, saggio e voleva bene e rispettava sempre  e dico sempre il suo prossimo.Un  modello da imitare. A parte ciò- Filippo è un bel nome, noo ! non trovate! si un bel nome! e comunque a me piace.Sono già le sei è buio fa anche freddo in questo gennaio, dell’ anno appena inziato.L’ oroscopo si preannuncia scintillante:  i pesci il mio segno, saranno a detta di questi cosidetti maghi dell’ astrologia  dominanti, brillanti, sfavillanti- ad aprile poi fuochi d’ artificio, sono previsti dei cambiamenti significativi e positivi adirittura sbalorditivi. Non è che alla fine sti pesci volano. bo!!! Voi avete mai visto dei pesci volare, io no, o meglio una volta si, fuori dalla finestra quando una sera rientrai a casa- Gloria stava  cucinando dei merluzzi e come al solito mi aggredi per futili motivi apostrofandomi pesantemente contro.Io colto da irrefrenabile ira presi quei cazzo di merluzzi e li scaraventai fuori all’ aria,giù nel vuoto,  cosi’ costatai che i pesci a volte volano. Comunque speriamo che questi scenziati delle stelle ci prendano; di solito quando le cose vanno male ci beccano sempre, ora staremo a vedere, crederci non costa nulla. Dicevo di kevin mio figlio 11 anni bambino sveglio normale vivace e straffotente come la madre. Che matrimonio del cavolo il mio, dieci anni di litigi, soffernze, disagi, per farla breve poche rose tante spine:  come direbbe la mia cliente amica Lella” c’est la vie” . Imbocco la salaria, esco fuori dal traffico convulso del raccordo e sono a casa. Eccomi arrivato nel mio paesino in collina, alle porte della città eterna, qui si respira aria salubre, che odora ancora di pecorino e cicoria campagnola,  c ‘è buona vita poco stress. Ora vivo solo, ad attendermi il solito rubinetto sgocciolante del lavandino della cucina , (dovrei chiamare un idraulico)  i soliti piatti sporchi della cena, della sera precedente, dovrei lavarli; che palle! dovrei cucinarmi, che aripalle. Ci penso dopo, ora vado a farmi una bella doccia,  ci vuole ! tonificante, ristoratrice.Nel contempo un sms fa illuminare il display del mio cellulare il messaggio è di katia; la mia nuova compagna, forse meglio definire fidanzata. Il post recita cosi’ : Che fai amore sei a casa? mi chiami quando puoi! ti penso. ciao K. Ma cosa avrà da pensarmi: visto che l’ ultima volta che ci siamo visti due giorni orsono non abbiamo neanche fatto l’ amore ci siamo annoiati in una indifferenza totale in una squallida pizzeria, raccontandoci le solite cose, niente di straordinario  e poi ognuno a casa propria- bacetto buonanotte e via-  forse saranno due settimane che non facciamo sesso bo!!! chi se lo ricorda più. La fiamma dell’ amore se mai si accesa si stà spegnendo e neanche troppo lentamente. Katia ha 30 anni è giovane carina un pò in carne, comunque nell’ insieme una bella donna, semplice, brava un pò scontata. Gli voglio bene, l’ amo? direi di no! gli voglio bene! questo sicuramente. Ad ogni caso si vuole bene anche agli animali, per esempio  io adoro kira la mia fedele cagnolona: un labrador. Comunque  senza divagare più di tanto penso che la nostra giovane storia (5 mesi di vita)  stia per giungere  al capolinea, non credo che vada avanti ancora per molto tempo. Non abbiamo molto quasi niente in comune.Lei canale 5 grande fratello amici, i tronisti di Maria(de filippi) per carità niente di male. Io Santoro, Floris, raitre, Fazio. Io libri: Gomorra, L’ultimo che ho letto. Cechov, Bukowski,kerouac. Lei: Stop, Novella 3000, 4000, bo! anche qui niente di male a frequentare queste tipo di letture. A me comunque non mi interessa un emerito fico secco di bonolis che si separa dalla moglie, della Ferilli che cambia uomo, di Belen che con Corona fanno scandalo e via via discorrendo, sono affari loro. Ho fatto la doccia sto bene mi sto rilassando: apro il frigo, Madonnina mia che deserto, dentro un finocchio che avrà circa un paio di mesi, tra poco cammina, baratoli di sott’ oli dall’ aspetto poco edificante, un salamino piccante, del formaggio; ok, cè materiale per farmi un panino- tiro fuori una birra, la apro ne gusto qualche sorso, accendo il pc vado sulla posta. Niente, cazzate, facebook, solite  stupidaggini, allora apro il mio spazio quello dove  scrivo; Dimenticavo di dirvi che ho avuto sempre la passione di scrivere- oggi la stò alimentando e curando sempre di più -cosa scrivo ? Brevi racconti, poesie, notizie, cosucce cosi’; A me piace scrivere mi rilassa mi porta fuori dalle dimensioni reali mi fa viaggiare su una fantasia controllata regolata da minuziosi ponderati dettagli in altro modo cerco di costriure un mondo che si aggrada a quello che io vorrei che fosse.Gloria quel malvaggio essere, la madre di mio figlio, osteggiava questa mio trasporto per la scrittura, sbeffeggiandomi. Dicendomi : ma tu cosa vorrai mai scrivere? sei uno straccio di idraulico ignorante, che a malapena ha preso la  terza media! Cosi fù che mi fece passare la voglia di coltivare questo mio hobby. Stasera invece, ho proprio voglia di scrivere- prima però devo chiamare Katia:  ma quasi quasi non lo faccio, tanto lei è giovane si rifarà una vita e si. Ma che penso; Allora mentalmente l’ ho già lasciata ba!!! chi se ne frega. Tanto se non è, non è.All’ improvviso mi torna in mente Carla. Chi? Direte voi.  5 anni di convivenza, che bella storia finche è durata.Carla che donna fantastica.  Va bè di questo ve ne parlerò un altra volta. Ora basta fare confusione- addento il mio panino e mi metto a scrivere . Cosa sto scrivendo ? Curiosi é!!! ve lo dirò, ve lo dirò! ciaoooo

viaggio nella bellezza

Sono già le sette, fuori è  buio da un bel po’ ,in un  pomeriggio di un sabato che ha tanto il gusto della domenica forse perchè dimentico che oggi è il primo giorno di un altro anno, un altro anello che si  aggiunge alla catena della mia non breve vita. Non smuovo euforie particolari, nessun sussulto, nessuno slancio, sono impastato di una tranquilla malinconica serena noia. L’ unico sussulto che ho è destato dal prendere coscienza che sono ancora in pantaloni di pigiama intonati però con una bella camicia blu fondo, un pullover fucsia melange e cravatta, si ho anche una bella cravattina alla moda, di quelle strette sottili color viola, non mi è venuto  neanche da ridere tanto mi conosco, del mio non usuale abbigliamento certo non abituale per stare in casa ad oziare.  Decido di rimanere vestito cosi. Mi sono appena svegliato da un pomeridiano pisolino ristoratore sono ancora un pò rintronato. Io insieme a Rosa siamo reduci da un mini tour fatto a cavallo tra i territori dell’ Emila Romagna e le Marche. Prima tappa Rimini  dove tra l’ altro abbiamo avuto il piacere di visitare  i presepi realizzati solamente con  sabbia  e acqua del mare Adriatico. Veramente belli delle vere e proprie opere d’ arte.

Siamo ripartiti dalla turistica Rimini a metà pomeriggio che si stava già popolando di giovani, ragazzi ansiosi di tuffarsi nella notte sfavillante, discotecara, music house del divertentificio adriadico. Dopo un perso  girovagare nelle colline romagnole ci siamo trovati a San Leo, un paesino situato nell’ entroterra,  a circa trenta km dal mare Riminese, appena lasciato. Il borgo definirlo incantevole è sminuire la poesia e il fascino che ci ha offerto arrivandoci di notte. Piccino quasi sorridente si aperto a noi con il candore di un bambino, dandoci il suo cordiale benvenuto, armoniosamente con la sua composizione circolare,  la sua severa fortezza  fargli apparetemente da cappello. Personaggi discreti  lo popolano silenti. La piazzetta agghindata in versione natalizia, ornata con delle aggraziate lucine gialle gli donano ancor più fascino, rendedolo una cartolina animata.

Una volta presa confidenza con l’ ambiente abbiamo deciso di trascorrere a San Leo la  notte. Ristorati con una succulenta cena accompagnata da un buon biccihere di vino rosso, condita con due simpatiche chiacchere  con la signora Anna, romagnola doc, propietaria della locanda. Due passi nel piccolo centro del borgo,per digerire un pochino le pietanze ingerite poco prima.Poi via a nanna nel grazioso albergo situato nella piazza centrale. La camera da letto ci è parsa immediatamente confortevole, un vero bigiu’, dal retrogusto nostalgico di fine ottocento cosi’  i suoi mobili ben conservati nell’ integro stile,  che mi hanno evocato nei ricordi remoti da fanciullo le stanze austere dei miei antenati, siti inviolabili, sacri dalle parvenze rupestri . Il letto un baldacchino con le sponde in  ferro battuto, decorate a mano, visivamente apparso alto, molto, rispetto ai comuni letti in uso oggi, peccato  risultato poi non molto comodo, colpevole  il materasso, troppo morbido. Il mattino ci appare brumito che non lenisce ne il nostro risveglio né la careteristica composizione del borgo. Nessuno in strada tutto tace immobile. Colazione, passegiata ancora nel centro abitato poi di nuovo in auto. Dopo poco eccoci catapultati in un panorama compleamente diverso dal precedente;l’ elegante viale Ceccarini a Riccione con i suoi negozi dalle vetrtine attraenti che fanno tanto via Montenapoleone. Una camminata nel corso a dire il vero non molto popolato forse a causa del freddo pungente che aggredisce la giornata. Arrivati in spiaggia constatato che il mare è arrabiato come lo è spesso in inverno, gironzolato brevemente nei mercatini natalizi e in un baleno eccoci a Gradara. Nel teatro storico degli innamorati per antomasia Paolo e Francesca “amor ch’nulla amato amar perdona”. Cosi’ recitava nel quinto cantico della divina commedia  il Sommo poeta . Dante Alighieri destinò  gli amanti all’ inferno, collocandoli nel girone dei lussuriosi essendo francesca sposata con Giangiotto malatesta fratello di Paolo.  La leggenda narra che travolti da questo appassionato e contrastato  amore non poterono oltremodo sfuggire al  destino che li condusse alla morte, voluta dal marito di francesca. Ora il loro amore aleggia perlopiù nei menù dei ristoranti, dove nella scelta delle pietanze proposte possiamo trovare: il ” risotto degli innamorati” “Agnello alla paolo e francesca” e come dessert la “tortina dell’ amore”. Il profondo sentimento dei due non è presente nell’ aria che avvolge il medievale agglomerato pesarese. Il loro amore non si respira più è svanito e penso  da immemorabile tempo. Al contrario del castello Maletestiano che è li in mostra  bello  sfarzosamente sobrio con le sue protettive  e geometriche mura. Una volta indrodotti all’ interno abbiamo ammirato un magnificare ininterrotto di affreschi, araldi, mobili, tutti realizzati  magistralmente dai vari mastri, pittori,  artigiani dell’ epoca di assodata fama: Gentile da fabbriano, Giovanni Santi, papà del più famoso Raffello e tanti altri. Stupenda la sala del consiglio, già delle battaglie affrescata  con un dipinto non solo bello ma cosi grande da coprire una parete intera. Il castello nel passato oltre i già nominati Paolo e francesca ha ospitato illustri ospiti: dopo i Malatesta gli Sforza che la guida presente mi ha rivelato che tale famiglia nobiliare non è originaria di milano  come molti credono ma di un paesino del ravennate- non si finisce ma di imparare.Lucrezia Borgia ricordata per il suo fascino e gli intrighi che tramava nelle corti italiane ha risieduto nel nobile castello.Molto bella la sua stanza.gli ultimi propietari del maniero sono stati i nobili Lante della Rovere.Terminata la visita siamo ripartiti alla volta di Ascoli, diretti a casa dove Rosa ed io ci siamo cucinati e gustato una buona cenetta a base di pesce accompagnandola per l’ occasione con dello champagne ci siamo visti la t.v. a mezzanotte un bacio di auguri ed oggi eccoci qua,  io pigiama e cravatta.


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