Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

C ‘è mario con me stasera a casa, è venuto a trovarmi, ha portato del pecorino lo produce lui. Mario il mio amico, l’ amico di sempre:  pastore, meccanico, agricoltore, poi ancora non so’ in quante altre cose traffichi, è energicamente sempre in movimento.  Brava persona Mario,semplice, a volte fanciullescamente ingenuo. Io credo che a lui piaccia comparire cosi’ stralunato,  giocando immedesimandosi omogeneamente nel  ruolo dello stordito. Sicuramente sempre: schietto, sincero e genuino come l’ ho è il suo ottimo formaggio. Mario è seduto preso nei pensieri al tavolo della cucina, armato di carta e penna ; elaborando numeri,  facendo  conti; addizioni, sottrazioni, affari suoi. Io stò provando ad apparecchiare la  tavola, se lui si togliesse da li.Ceniamo insieme mangeremo il suo pecorino fresco e dell’ insalata,con del buon pane cotto a legna fatto in casa, condito con dell’  olio locale, novello, donatomi con sincerità da Carolina, mia affezionata cliente. Nell’ attesa che Mario termini quello su cui  è impegnato,Io accendo il p.c. aprò la pagina del web,dove ristagna incompleto il mio racconto, “confusioni d’ amore”la storia  dove parlo di me, le mie vicesitudini sentimentali. Ponendo l’ accento in particolare sulla relazione, che definerei la più importante della mia vita. Quella con Carla; colei che per qualche tempo fù  mia compagna, amica, complice, sorella, amante. Carla per me fù il mondo, l’ amore assoluto. Mi sono impatanato non riesco più ad andare avanti nel prosieguo del racconto. E’ immortalato nella fotografia istantanea di quella meravigliosa notte d’ amore.  La storia potrebbe essere chiusa cosi’, finita li. Che altro c’è da aggiungere,  che altro dire: Parlare ancora delle notti che seguirono dopo la prima.Ancora bellissime, travolgenti,passionali.Raccontarvi dei quattro anni anni di convivenza di cui tre stupendi. Dei sogni,i progetti, fiabescamente avvolti in una coltre di serena armonia.  Ricordarmi  le nostre passeggiate nelle bianche strade polverose che tagliavono nel mezzo distese di campi dai toni diversi di colore, con il risalto del giallo allegro dei girasoli che si tuffavano specchiandosi narcisamente  nello sfumato  verde dei prati in fiore. Dirvi del  pane caldo appena sfornato, mangiato gustosamente,  di prma mattina allo spuntar dell’ alba, al forno del  borgo a quell’ ora sempre semi deserto,  dopo  che per  tutta la notte ci eravamo amati saziati delle nostre essenze. Scavo ancora nella recente memoria, riesumando  fervidamente i nostri baci, dolci, adolescenziali, noi seduti la mattina di domenica, sulla scalinata di Trinita dei monti, nelle nostre tante  gite fatte a Roma, scaldati dall’ incerto sole primaverile. I sorrisi tra noi,  le nostre lente chiaccherate, nelle sere d’ inverno, davanti alla fiamma complice del  camino,intervallate da silenzi che narravano taciti solo il  nostro amore.Poi come tutti i sogni, all dissolversi della notte , svaniscono. Anche  per me e Carla giunse un’  alba,questa volta non bella,diversa dalle altre, carica di nubi, tronfie di infausti presaggi.Carla inzio a mutare nel carattere, ogni giorno che passava il suo umore peggiorava- taciturna, scontrosa,non era la Carla che io avevo conusciuto solo pochi anni prima, quella donna non esisteva più, svanita.   Era tornata già da tempo al suo lavoro.Guarita dalla forma deppressiva di cui era stata vittima. A casa c’era sempre meno.La nostra armonia vacillava vistosamente ed io non né percipivo il motivo ero ignaro di tutto, confuso. Il sogno si stava trasformando in incubo. Una sera rientrando dal lavoro l’ incubo si materializzò, mostrandosi in tutta la sua crudeltà. Sotto forma di una lettera, in bella vista, sotto il vaso dei fiori, posto al centro del tavolo ,nella cucina. Il cuore avverti’ il pericolo del momento e divenne  aritimicamente irregolare, accelarando impazzendo il suo battito. Io assalito dall’ansia lessi subito la lettera;

Caro gino, scusa, sono una vigliacca, non ho il coraggio di dirti quanto segue: non oso ,non cè la faccio a guardarti negli occhi, cosi sono ricorsa al più meschino degli strategemmi per evitarmi l’ imbarazzo,scrivendoti queste poche righe ingiuste. Sono una donna piccola, povera,mi vergogno.   Purtroppo gli eventi della mia vita hanno preso una strada inaspettata.E’ vero ti ho amato e forse ti amo ancora non lo so! non capisco non conosco più il sentimento che risiede in me- sicuramente ti voglio bene! Ti rispetto stimandoti, per l’ uomo che sei, per come hai saputo riportarmi in vita, rendermi felice contribuendo  cosi’ da fare in modo che io tornassi ad avere fiducia  in me stessa. Inoltre mi hai aiutato ad essere una  persona cosciente  e una buona madre e solo per questo ti sarò eternamente grata.Come ti dicevo sopra gli eventi, il mio essere imperfetta mi hanno ricondotta da lui. Si lui, hai capito bene! Arturo mio marito, sono mesi che ci frequentiamo di nuovo e ho scoperto che non ho mai smesso di amarlo.E’ il padre dei miei figli l’uomo con cui volevo e voglio portare a  termine alla mia vita.Ti sembrerà insensato tutto cio, lo so, lo sembra anche a me! ma cosi’ è ! Sono anche cosciente che nel passato mi ha fatto molto soffrire, mi aveva annulata, disintegrata. Ora però lo vedo cambiato, diverso, ha capito i suoi errori; è un altro uomo ed io nè sono attratta,come magnetizzata. Questo deve essere una sorta di inncatesimo, da cui non riesco e forse non voglio sottrarmi .Scusa gino, scusa.Piango sono confusa non c’è la faccio a continuare- ho la morte nel cuore per te. Mi dispiace, tu non puoi immaginare quanto sia rammaricata. Non so’ se  potrai mai perdonarmi. Scusami, ancora sono una sciocca, una scorretta, ma non riesco ad agire diversamente da come sto’ facendo. Un’ ultima cosa sappi’ che ti ho amato intensamente ed onestamente ma non è bastato . Sei un uomo meraviglioso credi in te. scusa ancora . Ciao Gino.

firmato una donna stupida. Carla.

P:s. Appena le acque si saranno chetate  se tu vorrai Paolo e Marzia ti verrano a trovare.

Rilessi la lettera mille volte, non riuscivo ad avere nessun pensiero decente. Io uomo maeraviglioso ! Io c’è la posso fare? ma fare cosa? che cazzo scrive questa troia . E’ uno scherzo! E si! Lei scherza,  mi vuole prendere in giro. Torna dal marito!  ma come fa!!! Ero paralizzato, il mondo andava in frantumi, nella testa il vuoto, il buio, non percepivo più nulla di logico. Mi ubriacai . E continuai a farlo per molti giorni a seguire. bevevo, dormivo, non lavoravo. All’ improvviso tutto era andato di nuovo a puttane. Interessi, passioni, zero, niente di niente. E’ trascorso già un anno da quella sera che lessi quella assurda, maledetta, lettera.Carla non l’ho né piùvista né sentita non l’ho cercata mai. Tantomeno  l’ ho ha fatto lei. Spero sia felice ! Mi manca ? Si mi manca.  Oggi ho recuperato un pò di dignità,  ho capito con fatica che Gino vale qualcosa più di una qualsiasi Carla. Lentamente stò riacquistando la vitalità neccessaria, che occorre a rendere la mia esistenza  vivibile, vado avanti. All’ improvviso vengo ricatapultato nel presente, dalla voce di mario che mi chiama con tono sostenuto- “oh” vieni a mangiare. Tu hai finito di fare i conti ? chiedo-  no risponde-  allora finisci, poi mangiamo replico. 12- 7 quanto fa 6 ? mi domanda. Cazzo dici mario sei scemo ? ignorante  fa 5 . ah ecco perchè non mi portavano i conti, ora si che va bene, afferma soddisfatto, aggiungendo rivolto a me, dai ora mangiamo.  Si, si, Mario ora vengo!  mi accingo a sedermi  a tavola, lo squillo del mio cellulare interrompe il mio volere. Chi sarà mai  a quest’ ora, dico a Mario non ricevo risposta. Guardo nel display del cellulare per visualizzare il numero che mi sta chiamando, ma niente, numero anonimo. Speriamo che non è Katia penso, ho finito di litigarci neanche da un’ ora. Comunque deciso  rispondo lo stesso: Pronto. Dall’ altra parte una voce flebile di donna, non di Katia. dice;  Ciao sono Carla.  uno … due…. tre…..  quattro ………….lunghi interminabili secondi, un eternità. Sono tramortito, respiro profondamente, emozionato poi butto  fuori il fiato- rispondo-  Carla chi? scusi! pausa, Carla io è la risposta. Chiudo gli occhi non rifletto e ribatto senza nessuna incertezza. Scusi io non conosco nessuna “Carla io”; Chiudo la chiamata drasticamente. Senza dare nessuna possibilita di replica all’ interlocutrice. Mario stà mangiando il suo formaggio alza  il  capo da tavola, mi guarda;   e chiede annoiato: ma chi era? Ma che ne sò, una certa “Carla io”  rispondo. Lui si limita a mugugnare   un coinciso ma significativo  “uhm” ,  continuando a mangiare. Mi soffermo incurosito della sua indifferenza e provocatoriamente chiedo – Mario, scusa, ma tu cosa ne pensi dell’ amore che definizione hai ? Lui del tutto estraneo al concetto- concentrato  a condirsi con l’ olio  una fetta di pane,  distrattamente mi risponde : di che!!! ? Niente Mario,niente, dai passami il formaggio, che è meglio. Si conclude lui, è meglio .

fine

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Commenti su: "confusioni d’amore terzo episodio “la lettera”" (29)

  1. ..era ora…e visto che non si dorme…leggo!
    notte serena!

    • al cellulare
      Io sicuramente avrei risposto in altro modo(sono una taralluccia sai….)
      Carla…donna difficile e ancorata al passato.Forse manca qualche dettaglio su di lei…
      hai fatto fatica?….allora riposa e poi potrai continuare la tua odissea nei ricordi!
      🙂
      vento

      • …mi è sfuggita la parola “fine”.
        Spero sia la fine di questa storia e non dei racconti di Gino.
        Anche perchè un idraulico ha tante cose da raccontare…
        Stamani me le son lette tutte e tre 🙂

  2. Dolce weekend Naz!
    Scusa se non passo molto su WP….ma sono sempre su Fb…non mi dispiace.Tu non ci sei?
    Un abbraccio, con amicizia,
    Marta 🙂

  3. che commentare ? difficile provare a dare spiegazioni e una logica… hai fatto bene o no a taglaire la telefonata?
    emhh…no so… io tanto x dire come sn fatta avrei voluto sapere dove voleva andare a parare… poi xò le situazioni bisogna viverle, le emozioni anche… xkèti hacercato? si è pentita della sua scelta?.. è rimasta vedova, sola? ed ora le viene bene rivolgersi a te? o voleva sapere se stassi bene? NN lo saprai mai…cosi… ma evidentemente hai elaborato e superato tutto e nn ti interessa +.
    o magari x autodifesa hai semplicemente negato di conoscerla, x paura di te stesso e delle tue reazioni.
    bòòò sn ipotesi che scrivo cosi appena sveglia e nn anocra cosciente pienamente…sicuramnete sbaglierò… ti auguro buona domenica… un sorriso ciao

  4. che bella questa storia , è così bella che me la sono letta d’un fiato. Poi mi sono chiesta:” ma è proprio la storia di Naz? l’ha vissuto lui questo amore così tenero e alla fine così triste?……. mi sembra l’avvincente pagina di un romanzo d’amore! Bravo amico mio , sai raccontare bene i sentimenti, mi piace molto,Ti abbraccio, hai fatto bene a non rispondere, è una storia finita, lei ha scelto la sua famiglia, comunque le sia andata doveva farlo,tu non hai colpa. Maria

  5. silvia in fondo al cuore ha detto:

    Molto bello….e comprensibile, quando si è stati tanto male per qualcosa o qualcuno si rimuove, si prova a cancellare per nn soffrire ancora…..è la reazione istintiva e più logica quando si viene colti così alla sprovvista. Non sembra che tu abbia avuto difficoltà a scirivere……scorre tutto molto veloce e in maniera avvicente, come sempre, aspettiamo il seguito Naz…..questo idraulico ci piace molto!

  6. davvero splendido racconto…difficile dire se ha fatto bene o meno a dare quella risposta..tante volte davanti a certe situazioni abbiamo reazioni diverse da quello che ci detterebbe la logica…buona domenica

  7. E CON
    “LA LETTERA”
    SIAMO GIUNTI AL TERZO EPISODIO
    DI QUESTA SAGA
    CHE E’
    CONFUSIONI D’AMORE..
    CHE A ME PARE
    UNA CONFUSIONE TOTALE
    DA CIMA A FONDO.
    HO ASPETTATO IL TERMINE
    DI QUESTA LUNGA NENIA,
    PER ESPRIMERE
    QUEL CHE PENSO,
    PER ESSERNE CERTA.
    MA NON HO CAMBIATO PENSIERO;
    DAL PRIMO EPISODIO.
    HO TROVATO TUTTO MOLTO NOIOSO,
    SCONTATO E BANALE..
    UNO SCRIVERE ANCHE TROPPO SCORREVOLE..
    DIREI, QUASI SCIVOLOSO.
    UN GINO PRETENZIOSO
    E NEL SUO PICCOLO TROPPO COMUNE.
    UNA CARLA COME CE NE SONO TANTE.
    UNA STORIA COME MILLE.
    DA TE NAZZ,
    MI ASPETTO MOLTO DI PIU’.
    UNA COSA SOLA
    HO TROVATO ASSAI GRADEVOLE.
    LA PAROLA..
    FINE.

    COL SOLITO AFFETTO DI SEMPRE,

    DIS.

  8. Straordinario!Sono rimasta incollata al monitor….dai facci un bel romanzo sei bravissimo.
    Dunque , vuoi un’impressione a caldo? Mi ha colpito nel tuo personaggio “Gino” quel “ritrovare la mia dignità”
    Si è così la cosa più importante dopo una cocente delusione è recuperare la propria dignità come giustamente ha risposto Gino: ma carla chi?!chiudendo il telefono senza rimpianti.
    Sai penso che ognuno di noi si riconosca un pò in questa storia d’amore stralciata dalla storia di Gino,la storia della sua vita, chi non ha avuto un amore travolgente e poi la devastante delusione, quello “star male” il desiderio di rivedere anche solo per un’ attimo l’altro..risentire la sua voce che ormai non sentirai più….poi il risalire la china, imparare la lezione, e chiudere il telefono in faccia : NON TI CONOSCO.
    Bravo Gino, l’importante è la dignità, ci saranno altre donne che ti apprezzeranno ti gratificheranno non solo con l’amore ma con un briciolo di lealtà.
    Questo, l’amore, è quello che emerge dal tuo racconto, come un pugno allo stomaco, potrebbe sembrare quasi scontato parlare d’amore delle delusioni e tutto quanto, no non è così, l’amore è la cosa più bella che possa vivere un ‘uomo o una donna, ma poi….ti presenta il conto e a volte è un pò salato anzi troppo.
    Buona Domenica,
    Silvia
    (aspetto il seguito)

    • …..e poi ho dimenticato che hai scritto la parola fine….non sono d’accordo Gino ha diritto ad un seguito, l’amore della maturità quello solido vero fatto di tenerezza…che va oltre le meschinità…
      ma questo dovrà deciderlo l’autore.

  9. Fine di una storia importante ma che ha lasciato una ferita troppo grande e difficile da rimarginare. Ma Gino ha il suo orgoglio e la sua dignità e non crede che riaprire un colloquio sia la scelta migliore, quindi riattacca, ma con sempre il dubbio se esista o no il vero amore…. Per me lui ci crede nonostante tutto.
    Bello Nazzareno, letto con molto piacere, sempre scorrevole e mai scontato, banale. Bravo 🙂
    Ciao, Pat

  10. Io mi chiedo se questo tenero amore sia parte della tua vita caro Naz… perchè l’hai descritta con un cuore unico.
    Peccato sia finita, sei stato bravo nelle descrizioni e la storia prende. Bravo!
    Un bacione mio caro

  11. Ai posteri l’ardua sentenza”….
    Ad essere fatalisti allora così doveva andare…a chi crede che il destino ce lo facciamo noi….allora non so…..
    l’importante è smettere di stare male….
    bel racconto!!!!
    Bacione a presto ciaooooooo.

  12. simolove ha detto:

    ciaooo Nazzareno, ho letto i tuoi racconti e tornerò di sicuro a leggerti.. intanto ti auguro una splendida settimana.. a presto:)

  13. Perché negare il battito del cuore?
    Perché rispondere ” Carla chi? Scusi?”
    Se l’amore c’è stato, se è durato quattro anni, perché non accettare la sua fine e mantenere nel cuore un gioioso ricordo?
    Ah gli uomini … Ah gli idraulici, non li capirò mai … 🙂

  14. Avessi ricevuto una lettera del genere
    dopo una storia importante … beh mi sarei
    arrabbiata come una iena, mi sarei sentita
    presa in giro coi soliti luoghi comuni,
    qielle insopportabili frasi tipo non ti merito
    e bla bla bla del piffero che nascondono soltanto
    meschinità, vigliaccheria e incapacità di prendersi
    le proprie responsabilita’.

    Bello e “sentito” questo tuo racconto …
    buona giornata Nazza .. a presto …
    elisa

  15. E’ finito? Non ci credo che non sei andato a fondo alla telefonata, sicuramente ti sarai informato per sapere come sta Carla. 🙂

  16. MI è piaciuto moltissimo, Naz, dall’inizio alla fine.L’ho trovato scorrevole e al tempo stesso non banale, certo mi sarebbe piaciuto che restassero insieme, ma è giusto che il romanzo rispecchi la vita, dove purtroppo le cose non sempre vanno come si vorrebbe.Un abbraccione!

  17. Direi che Gino ha fatto benissimo a riattaccare, d’altronde donna o uomo che sia, chiunque mette fine a una storia d’amore senza avere il coraggio di dirlo guardando negli occhi l’altra persona, non merita misericordia.
    Ma però Gino prosegue la sua esistenza, no?
    Dai ti prego, continua a scrivere!!!!
    Un abbraccio…doppio!
    (Qui tutto bene, dai il peggio è passato domani nuovo ricovero per secondo ciclo di chemio)

  18. La suono BENISSIMO, come si dice in gergo sono una ‘picchiaduro’ 😉
    Un abbraccione, serena notte!

  19. Eddaiiii! Continua, lo lasci solo a mangiare pane e formaggio con Mario??!!
    Kisssssssssssss

  20. Ciao Nazzareno, tutte o quasi le belle storie d’amore
    finiscono in modo inaspettato e triste (non capisco perché ).
    Puoi consolarti di essere stato un giorno toccato
    dall’ Amore e che il tuo Cuore di nuovo ti sorprenderà.

    Con Amicizia
    Gina

  21. l’aspetto più bello della storia di Gino è che in quella storia c’è stato amore; che poi sia durato 3 anni e non per sempre, fa male, certo, ma questo non significa, per chi ha amato con sincerità, ripudiare e cancellare. Perchè cancellare non si può. Si possono, però, prendere le distanze dalla persona che non ti ama più e che ha fatto altre scelte. E Gino le ha prese, con sofferenza e dignità. Rispondere o meno a quella telefonata credo sia superfluo perchè quella comunicazione si era già chiusa da tempo. Quindi nessun dubbio, solo un ricordo piacevole finchè piacevole è stato e poi…tiriamo avanti…anche con la consapevolezza di aver conosciuto per un tratto di vita, l’amore.
    questo, inoltre, si può ripresentare alla nostra porta, basta lasciare quella porta anche leggermente aperta. Ma dubito fortemente che possa ripresentarsi con i protagonisti del passato. Lo dubito anche per Carla, che forse non ha avuto il coraggio di chiudere definitivamente il suo discorso familiare. ma ognuno fa le sue scelte, quindi auguri anche a lei.
    Ciao
    e ai prox racconti di vita.

  22. ho letto più volte quello che hai scritto e tutt’e due le storie si assomigliano, intendo questa e anche l’altra (la donna della tua vita),e ho notato che il personaggio principale ha sempre a che fare con questi bigliettini che segnano in qualche modo l’esito della sua vita. Lo vedo (l’ho visto, sì, riesco proprio a vederlo) messo così di fronte alle scelte che fanno le donne e lui a subirle, passivamente, e con quel senso di essersi meritato alla fine ciò ch’è successo, perchè in fondo sa di essere la causa di quelle fini. Questo tuo uomo debole, così umano, e sempre lasciato dalle donne, mi ha fatto un pò pena (e sì che per aver pena io di un uomo ce ne vuole). Questo uomo che ha a che fare con queste donne che gli mettono alla fine una barriera davanti e con le quali non riesce più a costruire nulla. L’ho visto e ho notato questa cosa in comune tra i due personaggi. Il mio non è un giudizio di alcuna sorta,non volevo scriverti nulla all’inizio credimi, è solo che questa impressione e anche il vedermelo davanti mi ha preso e te lo volevo dire. Tutto qua. Adesso aspetto il seguito e spero che questo uomo si dia una smossa e sappia prendere la vita nelle sue di mani invece che relegarla agli addi altrui.
    Buon lavoro, amico ( ho osato troppo?) scrittore.

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