Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

La strada è polverosa, brecciata,  è domenica mattina, il sole si è tuffato da poco nell’ azzurro terso del cielo, anche oggi è una buona giornata. I miei soliti pensieri, sono ancora stranamente in  letargo, lo stereo irradia   maledetta, senza ritegno né vergogna verso di me  “Ancora” di De crescenzo, ma vaffanculo tu e la notte alta- penso, mi fa sentire triste ed oggi non ne ho voglia lo sono da troppo tempo… ma è talmente una bella canzone da non indurmi a cambiare stazione radio. Ho trascorso la notte  in un agriturismo,  spartano ma grazioso e confortevole… ci sono arrivato dopo aver vagabondato  tutto il pomeriggio immerso nella agreste  maremma. Al desio ho cenato in compagnia di alcuni abituali avventori  della locanda, chiaccherando con loro amabilmente, gustando ribollita e coniglio spezzato con olive e odori, mi sono concesso anche due bicchieri di buon Chianti; cena ottima preparata con maestria dalla Signora Franca proprietaria della simpatica struttura. Dopo formali battute  con i miei occasionali compagni mi sono ritirato nella mia stanza. Una  volta dentro anzichè riposare mi è venuta voglia di scrivere e così ho fatto. Di buona lena  mi sono messo al  lavoro dando vita al mio nuovo romanzo. A prima vista mi pare buono, dotato di ottimi spunti, forse è ancora presto per giudicare ma, se il buongiorno si vede dal mattino, speriamo bene! Devo dare il meglio di me, uno scrittore quando scrive deve sospingere le sua emotività al massimo e trasferirla in quello che compone così da creare l’ emozione che poi catturerà il lettore coinvolgendolo nella narrativa. Per scrivere buoni libri non si deve ricorrere in alcun modo a trucchi, come d’ altronde nella stessa vita, bisognerebbe essere semplici e sempre diretti.Termino il tratto di strada brecciata,svolto a destra sulla provinciale, senza capire bene dove mi conduca, fa nulla …  avanzo in quella direzione senza tentennamenti. All’improvviso giungo ad  un bivio, leggo i cartelli segnaletici attentamente, dopo averlo fatto decido,  mi diriggo. Penso di sapere dove arrivare; in realtà l’ ho sempre saputo, fin da quando sono partito immerso nella  brumosa coltre brianzola di ieri matttino. Il mio semi fuori strada s’ inerpica agile sul lieve pendio della carreggiata di queste ondeggianti colline toscane, il paesaggio che si pone è ruvido, rupestremente compatto , allo stesso tempo variegato nelle movenze, generate da tutti gli animali che lo affollano nel verde della vegetazione, dai risvolti folgoranti.  Cavalli bradi, giovani giocano  rincorrendosi schizzando veloci nell’ aria frizzante del giorno. Mandrie di tori  plagiati dall’ ozio totale, voraci ruminano, butteri al lavoro.  Io col finestrino aperto, viaggio inalando gustosamente tutto ciò …  ingordo, non sono felice ma ..  sereno, mi sento a posto, forse stò iniziando a far pace con me stesso… forse …  Sopraggiunto nell’ agglomerato situato sulla collina, rade le persone nelle strade semi deserte, il vociare di bimbi che giocano a calcio nella piazzetta antistante cattura  la mia attenzione per qualche istante, mi viene voglia di giocare con loro, lo faccio  me lo concedono, dopo 10 minuti di inaspettata fatica esausto saluto i piccoli, rigraziandoli per avermi portato indietro nel tempo. Donne anziane e meno, trafelete entrano nella chiesa sulla piazza. Entro nell’unico bar  chiedo un caffè lo gusto ne assaporo l’aroma. Anziani giocano a carte bestemmiando pacati, è piacevole essere immerso nelle contraddizioni genuine di questa terra. La Toscana mi piace, così come le sue donne, che ho amato … male, ma le ho amate… e continuerò a farlo in questa mia vetusta solitudine. La vita mi ancora  qui, il mio destino, lo avverto dal  profondo dell’essere, è nascosto  in questo angolo di mondo. Torno alla guida del mio semi fuoristrada  sono catapultato fuori dall’abitato,  in breve, dopo solo alcuni minuti approdo nel luogo che stavo cercando. E’ qui che dovevo venire … io lo sapevo, il mio cuore è qui ad aspettarmi. Parcheggio l’auto di fronte a una casa appena ristrutturata in stile, “antico casale contadino”,  circondata da un orto ben curato e un minuscolo giardinetto. L’emozione mi assale … attanagliandomi, le mie gambe vacillano. Cammino ovattato sulla ghiaia, cerco di essere il più discreto possibile. Un’alta siepe  mi divide dall’agognata meta, …  sbircio nel giardino. Eccola c’è …  adesso la vedo: seduta su di uno scalino … è sola, … bella da far paura la  chioma di seta  selvaggia   le arreda magnificamente  il  viso.  Aggettivi, parole non esistono che  rendano giustizia  alla sua mistica inebriante bellezza. Indossa una felpa blu, jeans sdruciti, è a piedi nudi, scalzi sul bianco lastricato..  legge assorta. Inchiodo il mio sguardo su di lei. Non respiro per non fare rumore, devo rubare questo attimo… così decido di fotografarla, lo faccio, il clik della mia nikon è stato indiscreto tanto  da farsi sentire … da farla voltare nella mia direzione, intrappolandomi e  fulminandomi con la sua espressione austera. Stizzita mi dice: “cosa ci fai tu qui?, cosa sei venuto a fare?, non sei gradito vattene!!”. Facendomi coraggio gli rispondo flebilmente, solo un: “si hai ragione, vado via..” . Poi tremante insisto: “…  volevo solo vederti, due minuti sono sufficienti,  ora me ne vado- non ti preouccupare”.  Lei mi scruta con i suoi occhi grandi ferocemente espressivi…attenta … dura … senza più proferire parola, tace.  Ascolta continuo nel novellare: “.. non ti devo dire  nulla che non sai, ti prego solo di accettare questo, è per te ..”,  avvicinandomi con cautela, le porgo il biglietto, ripiegato con cura che avevo scritto il giorno prima, mentre ero al mare seduto su quel tronco. Lei tende la mano  lo afferra,  con fastidio, lo svolge, distrattamente, rapida lo legge, attimi infiniti,  immemori come la mia vita non scorrono. Nessun rumore nessun nervo, muscolo si muove; tutto è immobile solo silenzio. Il cuore strattona colpi acuti indifeso. Poi la vita fluisce ancora, … lei piega il foglio lo ripone nel libro che stava leggendo, adagia il libro sul gradino dove era seduta,   di scatto … muta senza pronunciare alcun suono, scompare nell’antro della casa. Piango … mi volgo e mi avvio mesto da dove sono venuto. All’improviso la sua voce schianta  il pesante silenzio. – Roberto! -mi urla sostenuta – dove vai?. Mi giro lentamente nella sua direzione, la vedo saltellare su di un  piede mentre nell’altro cerca di infilarsi una scarpa da tennis, così facendo si avvicina a me, con un tenue sorriso; dice – ho fame, ho voglia di mangiare del pesce portamici! – Confuso riesco  a pronunciare solo un si e un dove. Lei sicura risponde da Peppe al porto .. giù alla marina. “Va bene!” – rispondo io incapace di manifestare una qualsiasi forma degna di espressività.Ci avviamo verso la mia auto, alla sua vista lei esclama: cos’ è questo un caravan?  dico solo uno sciocco: “è nuova!”- termino così la frase. Una volta accomodati nell’ abitacolo  avvio il motore, direzione mare.  Ora nessuno dei due  parla ogni tanto i nostri occhi consentono agli sguardi di incrociarsi. Superato  il piccolo centro abitato ci rituffiamo nell aspro vegetativo, in discesa dalla collina sui morbidi tornanti, scorci di mare si intravedono non distante.  Accendo lo stereo infilo un  cd a casaccio ..  musica da camera, le note di un valzer danno il meglio di sè  ammorbidendo l’atmosfera … mi fermo all’ istante, parcheggiando su di una piazzola dove si può ammirare un paesaggio estasiante. Sono fuori mi nutro di  aria fresca,   lei gurdandomi mi dice: “che fai? cos’è successo?” . Nel  rispondere “niente!”- l’esorto a scendere. lei lo fa, lasciando la portiera aperta dell’ auto … le note del valzer si espandono soavi nell’aria come magica poesia. Io mi avvicino a lei, le prendo la mano,  le cingo un braccio intorno alle spalle. … Sbigottita .. inerme, … mi scruta curiosa dicendo: “ma cosa stai facendo? ” Le sussuro un aggrazziato: “dai … balliamo!”. Così inzio a volteggiare, lei travolta dalla danza,  con i capelli increspati nel vento, un sorriso che si schiude delicatamente, amorevolmente dalla sua piccola, dolce bocca- mi segue nei passi .  Sotto questo sole di un paesaggio toscano, con all’orizzonte  uno scorcio di mare ….Francesca ed io stiamo ballando.   Una lacrima scivola dai suoi occhi ora teneri, leggera bagna il suo viso , ora forse è felice … si … è felice,…. per sempre. Mia figlia ed io…  adesso, stiamo ballando!

la donna della mia vita

 

tu  sei

il sole che non ho

l’ abbraccio che non ho

il sorriso che vorrei

l’ alba che per me non sorge

tu sei

il vento che scompiglia

i tuoi capelli

sei il respiro

che non ho

lo sguardo giovane di mia madre

tu sei

il mondo che non ho

tu sei il sogno

nel chiuso del cassetto

io

l’ aprirò

tuo padre……………

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Commenti su: "la donna della mia vita “balliamo” ultimo episodio" (27)

  1. silvia in fondo al cuore ha detto:

    Stupenda Naz……..ho letto d’un fiato fino alla fine…..che tenerezza…. Ti auguro una buona serata, un forte abbraccio!

  2. Caro Nazz io sono “quella del fine settima” ! Mi sono soffermata con molto piacere, questo finale a sorpresa mi è piaciuto moltissimo, non era Federica ma Francesca la donna di cui il tuo personaggio era in cerca, in realtà il suo viaggio era un viaggio dentro il suo io più vero, un ritorno alle origini che ha chiuso un capitolo doloroso ma ne ha riaperto un altro più vero e consapevole. Molto bello e tu sei bravissimo a scrivere, sono complimenti sinceri che ti meriti alla grande. Un bacione e buon fine settimana.

  3. Splendido Nazzareno, hai saputo tenere veramente fino alla fine il mistero. Dolcissimo il finale, sorpresa veramente dolce e molto apprezzata. Bravo, complimenti. Ciao, Pat

  4. Nazz…iniziando a leggere avevo capito già chi era la tua Donna, quella che andavi cercando…
    ma di tutto quello che hai scritto, è la poesia in quel biglietto che le hai dato, il pezzo più bello di tutto il racconto…
    Non posso entrare nei particolari…per te e per me…
    sappi che mi hai turbato, fino a commuovermi…
    penso possa bastare.
    buonanotte Nazz
    vento

  5. quante emozioni mi ha dato scrivere questo racconto che racchiude il passato il presente il futuro di un uomo brandelli di vita stracciati e ricomposti in fugaci immagini. a me questo racconto è piaciuto molto.

  6. Non solo sei stato squisito narratore, ma hai
    trascinato tra le Tue emozioni L’ Anima del lettore.
    Descrizione tenera e sincera di un sentimento
    spesso difficile tra genitori e figli.
    I Tuoi versi, molto belli, danno speranza
    all’ Amore puro e incondizionato.

    Infinito grazie
    Gina

  7. Sempre surrealistiche le desrizini, ma emotivamente realistiche!
    Bella questa tua figliola se è lei…. ma certamente danzare insieme fa di voi una comunione di vita da vivere insieme felici.
    Mi piace NazzaZeba…. è proprio bello questo tuo racconto e c’è uin cure di sottofondo che ti fa molto grande.
    Un bacio amico mio e dolcissima domenica!

  8. che emozione!
    nn ho parole ciao e buona domenica

  9. Un racconto bellissimo….svelato il mistero della donna della tua vita….leggerti è statoi veramente emozionante….una sorpresa dolcissima…
    Bravissimo!!!
    Buon pomeriggio Nazz…
    Ciaooooooooooo

  10. Ho voluto leggere le parti del tuo racconto tutte di un fiato, per non perdere nemmeno un istante dell’emozione che mi ha provocato. Un racconto fantastico, davvero. hai saputo cogliere vari aspetti del rapporto tra uomo e donna,e, ancora più difficile, tra padre e figlia.
    Un buon pomeriggio, con un abbraccio.
    Loredana

  11. Mi hai “fregatoooo”…bravissimo….sei riuscito a farmi morire di curiosità….e poi il finale emozionante,tenero,dolce…..
    Sai essere veramente molto coinvolgente nei tuoi racconti….
    e x uno scrittore credo sia l’ambita meta!!!!
    Ti auguro un buon inizio di settimana carissimo Nazz.
    .A presto.

  12. ho letto l’intero racconto e via via che andavo avanti, già percepivo il finale lieto perchè quel grigio plumbeo iniziale pian piano andava via , lasciando il posto al sole, al mare e alla bellezza dei paesaggi.
    La vita ha i suoi momenti bui e piovosi e spesso le condizioni meteo le scegliamo da noi: mi riferisco alla prima e seconda parte, il marito che tradisce a iosa, il padre assente e il tunnel della droga. Ma le nuvole cominciano a diradarsi con la consapevolezza dello sfascio verso cui si sta andando e a volte non è troppo tardi per la salvezza e per ricucire affetti importanti mai dimenticati. ed ecco il sole e la tenerezza di un valzer tra un padre e una figlia.
    E’ stata una buona lettura, bravo nazz!
    Ciao 🙂

  13. L’amore dei figli… per i figli è l’unico che valga la pena di essere chiamato Amore, tutto il resto…nulla.
    Ti auguro un sereno inizio di settimana, un cordiale saluto, Silvia

  14. qualcuno disse preferisco vedere i film a lieto fine perchè aiutano a sognare forse aveva ragione. un augurio che anche con sofferenza i film delle nostre vite finiscano cosi’.

  15. Che il giorno ti sia lieto, e ad ogni
    ora un pensiero d’Affetto ti sia Amico.

    A presto, Amabile Amico
    Gina

  16. complimenti ….
    buona giornata con un sorriso
    buon inizio settimana

  17. Bello…mi ha commosso…bravo, Naz…ne approfitto anche per ringraziarti delle dolcissime parole che mi hai lasciato. Un abbraccio

  18. simolove ha detto:

    Davvero bello il tuo racconto Nazzareno.. ora ti ho sottoscritto così.. verrò qui ad emozionarmi.., un abbraccio e buona settimana:)

  19. Mi sono sbagliata…, ho inserito il commento a questo tuo scritto, sotto la poesia.
    Perdonami, sono ancora un po’ intronata…
    BELLO TUTTO, COMUNQUE,,
    COME SEMPRE.

    Buon inizio di settimana, Nazz!!!!
    BACIONI.

  20. Ciao, mi chiamo Rossana, ho letto il tuo scritto, bello, mi piace, complimenti.
    Buona giornata

  21. davvero belle parole le vostre …………….grazie. mi emozionano nel leggerle è piacevole. un saluto a tutti. ben trovata ross……

  22. struggente … bello come i paesaggi
    della Toscana che entrano nel cuore e ci restano per sempre …
    e il rapporto padre-figlia è qualcosa di unico e speciale … nel bene e nel male ti segna per la vita …
    col mio ho avuto un rapporto intenso e anche di forti contrasti ,,, ma poi spesso mi sono accorta di cercare negli uomini della mia vita qualcosa di lui .. non è giusto lo so .. ma succede …
    un abbraccio …

    elisa

  23. Più un violino è vecchio, più sarà dolce la melodia.

    DISTRATTA

  24. Sempre con Simpatia e Cordialità
    ti lascio ad una giornata di gioia.

    Affettuosamente
    Gina

  25. Amico, la ringrazio per il commento.
    Io sono della Repubblica Ceca, Europa-Praga
    Paesi di lingua spagnola che ho scritto!
    Děkuji Anna

  26. stupendo col suo finale inaspettato…..

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