Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Allungò lo sguardo verso est dove il mare schiumava cheto. Inermi i chiarori del giorno   chiedevano diritto di spazio alla notte che svaniva lenta. La sagoma slanciata di Hassan poco alla volta acquisiva identità. Guardò i suoi piedi nudi, protese il lungo collo dando così forma all’ombra come fosse un clamoroso punto esclamativo. Scrutò a sud e in quella direzione sulla soffice sabbia iniziò a correre. Neutro nei pensieri, la mente sgombra, un solo obbiettivo; correre, solo quello doveva fare. Inizialmente piano senza strappi, una corsa lieve, le gambe dapprima tese e ancora addormentate dopo pochi minuti di acerbo riscaldamento presero a roteare veloci. Hassan correva svelto, agile, scavalcando il riflusso del mare che in un brio spumoso si adagiava lento a riva. Il color ebano della sua pelle iniziava a configurarsi deciso nel buio oramai sbiadito. Lo smalto dei denti come oro bianco risaltava netto nella timida alba, la sua ombra costantemente si dissolveva disintegrandosi. Dal fondo dell’ orizzonte i toni di luce s’ impostavano in rapida sequenza imprimendo espressione all’azzurro sbiadito del mare per poi miscelarsi in gialli pallidi, arancio, rossi sfumati, infine fiammanti. Il paesaggio sottostava a frequenti cambi scenografici, estasianti. Hassan continuava nella sua corsa, sempre più veloce, la fatica non traspariva in lui, le movenze di gazzella donavano eleganza all’andatura. Il manto morbido della sabbia si tramutò in ghiaia brecciosa, fastidiosa da sopportare, ma non per i suoi  piedi, abituati a superfici peggiori: ispide, arse, taglienti. Il suo habitat, il deserto. Non accusava dolore, il suo incedere era costante, rapido. La notte giunse al capolinea, il nuovo giorno era nato. Come un giovane puledro galoppava tagliando come lama affilata l’impudente brezza. Non si concedeva né soste né mete; correva e basta, figlio del verbo correre. Hassan lo faceva fin da bambino nella sua Africa in Costa d’ Avorio, quando nelle radure della savana portava al pascolo capre e pecore. Il suo compito, affidatogli dal padre era quello di badare al gregge e di preservarlo dai continui attacchi degli implacabili predatori, animali arroganti e affamati. Era bravo a captare il pericolo in tempo, così correndo lesto sfuggiva conducendo se stesso e il bestiame al riparo. Hassan correva quando doveva prendere l’autobus che lo portava a scuola contro il volere della sua famiglia. Non doveva sapere, non istruirsi. Corse quando suo padre nella desolata savana, accusò un malore  accasciandosi esanime al suolo. Riuscì a salvargli la vita arrivando in tempo per chiedere soccorso. Corse quando dovette sfuggire alla ferocia dei miliziani, avendolo individuato come un capo popolo rivoltoso, istigatore di folle, ribelle contro il potente presidente di quello stato. Ancora corse quando gli dissero che una delle sue sorelle era stata seviziata, violentata in tutte le sue vergini intimità da uomini bastardi al soldo del regime. Hassan corse quando fuggì malconcio, zoppicante dalle prigioni di stato dove era stato rinchiuso per motivi politici. Nuotò senza sosta, stremato fino allo spasmo in acque blu petrolio a lui sconosciute. Di nuovo corse in quelle coste chimera di una nazione chiamata Italia, inseguito da uomini vestiti di grigio, braccato dai loro cani. Il ragazzo, che correva  divenne verbo della parola correre. Adesso corre. Non più su una sperduta spiaggia, ma nel mezzo di un sogno oggi trasformato in realtà. Il Big Ben è uno splendido sfondo, il giovane dalla pelle color ebano, scalzo corre, come il suo conterraneo Abebe Bikila lo fece nella maratona alle olimpiadi di Roma vincendola nel 1960. Hassan vola tra due ali di folla plaudente, commossa;  festosa lo saluta incitandolo diritto all’arrivo, incoronandolo alla libertà, alle sue rivalse, soprattutto quelle di tutto un popolo: povero, bistrattato, deriso, sfruttato per secoli. Elegante, agile come un puma taglia l’ agognato traguardo. Un mega display illumina il suo volto sorridente, il suo nome riluce fosforescente : HASSAN – EL –  MAGHEBRI’- Costa D’ Avorio –  2h, 19, 07. – 16° assoluto   OLYMPIC –  MARATHON – LONDON –  2012.

HASSAN   NON HA VINTO.

Non è salito sul podio. Non ha nessuna importanza.  Lui ha vinto comunque, per se, per il suo popolo: contro l’ intolleranza, i soprusi, i torti subiti, i dittatori sanguinari, i malvagi ingordi e sfruttatori, per i deboli, gli indifesi, l’ integrazione. Sì, lui ha vinto davvero.

HA VINTO PER LA VITA .                                         ABEBE BIKILA OLIMPIADI DI ROMA 1960

A Pasquale Carotenuto emigrante. Imbarco Palermo 20 ottobre del 1932 Sbarco New York 12 maggio del 1933.

Per chi si dimentica.

Commenti su: "“figlio del verbo correre”" (34)

  1. Me lo ricordo sai Nazza? Geande uomo e grande atleta!
    Bellissima la descrizione poetica che ne hai fatto.
    Buona giornata caro amico.

  2. Simona ha detto:

    Bellissimo come hai scritto il tuo post.. buona giornata Nazzareno, anche con la pioggia;)
    Un abbraccio e un sorriso;)

  3. mi sono venute la lacrime🙂

  4. Nazzareno mi hai riportato indietro nel tempo, hai descritto in maniera superba quell’avvenimento e tutto il resto, mi complimento con te.Un saluto

  5. l’ho letto tutto d’un fiato hai fatto una descrizione bellissima e coinvolgente sia delluomo che dell’atleta. si hai ragione HASSAN ha vinto x il suo popolo e x la vita.. grazie x questa emozione .. un’abbaccio adriana.

  6. come sempre passare a leggerti è un piacere…….i tuoi racconti sono sempre davvero coinvolgenti! serena serata

  7. i GRANDI campioni vincono sempre per se stessi e per la vita, questa secocnod me è la chiave vincente!
    Luisa

  8. Sembra una favola ma è vita vera.
    Sudata passo dopo passo, respiro dopo respiro.
    Il traguardo che aspetta solo Lui.
    Un piccolo grande Uomo.
    a
    Buona serata Nazzareno
    Complimenti vivissimi
    Gin

  9. Sai coinvolgere come pochi…buona serata Nazz. co un forte abbraccio

    Lore🙂

  10. ho scritto questo racconto tutto d’ un fiato. mi sono commosso quando Hassan ha tagliato il traguardo scalzo, come un uomo di altri tempi. mi è piaciuto scriverlo, magari per il semplice motivo che nel mio recondito vorrei essere un pò come Hassan. grazie a voi sono contento che vi sia piaciuto. un bacio e anche un abbraccio, stasera sono generoso ah ah ah. buona serata

  11. Hai raccontato la sua storia molto commovente con tanto amore e lo si sente. Si legge tutta d’un fiato, prende al cuore al solo pensiero di quanto ha dovuto subire nella vita e di quanto sia stata importante quella corsa, non vinta come podio, ma vinta personalmente, per la sua gente, per il suo popolo, per i suoi cari, per se stesso.
    Bellissimo Nazzareno, bellissimo
    Ciao, Pat

  12. Una bellissima storia Naz, mi fa piacere leggere le vittorie di un uomo per i suoi ideali, attraverso lo sport nella maniera più nobile che esista.
    Un’ abbraccio buona notte, Silvia.

  13. è sempre un piacere avervi qui care Pat. e Silvia il bello di questo racconto che fa sgorgere nell’ uomo la purezza e la dignità di chi ha poco, riuscendo a dare e fare molto . buona serata un abbraccio.

  14. Bel racconto. Il riscatto di una persona semplice, con pochi mezzi,una figura determinata e pura.
    Finalmente un’immagine positiva,vincente. Bravo Hassan! Mai arrendersi.
    Bravo anche tu. Un bacio.

  15. ciao Tekila benvenuta, il tuo commento non solo è molto gradito, è PER ME DI GRANDE SIGNIFICATO. TU SAI COSA VOGLIO DIRE…… IL RISCATTO DI UN SEMPLICE DI UN UOMO CHE HA CAPITO QUAL’ è LA VIA DA SEGUIRE CON IMPEGNO E DIGNITà. UN BACIO GRANDE A TE BUONA GIORNATA TESORO.

  16. ANIMA LIBERA ha detto:

    ma lei è bravissimooooooooooooooo…..contenta di essere capitata nel suo blog molto piacevole le sue lettura…un abbraccio credo ci sentiremo spesso:)

  17. Ciao Nazza, grazie della tua visita!!! Un abbraccio ed un bacione da me e da Angela!!!!!!!!!!!

  18. accantoalcamino ha detto:

    Speciale questo post…..

  19. Uomo che crei emozioni..perchè racconti le emozioni della vita, dalla più triste e misera a quella più idealistica! Mi piacciono moltissimo i tuoi post!!😉
    Un abbraccio dal cuore e con il cuore.
    Vera

  20. bellissimo e scritto benissimo. Mi sono commossa anche io
    Forza Hassan, forza!
    solo ieri nella mia isola ne sono arrivati 700…auguri ragazzi, auguri.
    Ciao

  21. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Ciao Nazzareno, io in questo periodo avevo tanto da fare, e quando trovi un attimo di tempo per pensare a te stessa è allora succede un altro problema che ti ostacola la vita. Sembra di cercare una scusa per la mia scarsa mancanza sia nel mio blog, ma anche nel tuo, non e voglio sembrare essere senza rispetto, ma succede a noi tutti di non essere più capace a stare a dietro di tutte le cose. Provo essere più presente e vorrei anche trovare l’amore per il Computer, ultimamente non mi regalava serenità anzi tutta la elettronica mi rendeva nervosa. Ora sto meglio e sono qui per darti una buona domenica ti abbraccio con sincera amicizia Rebecca

  22. semprevento ha detto:

    e anche io dovrei unirmi al coro???
    un ci penZo nemmeno!!!
    io urlo sforando la barriera del suono!!!
    Ciospo NaZZ….
    se forte!
    I tuoi personaggi (reali) hanno qualcosa di speciale….
    corrono verso una dignità senza pari…
    anche te così???
    bon per chi ti ama!!!!
    ciao vecchio babbione!

  23. Bellissimo post entusiasmante!!!.. Bravo buona domenica.

  24. vedo che Hassan ha suscitato una notevole simpatia, questo mi fà piacere devo dire infatti è un bel personaggio. vi ringrazio per i vostri graditi commenti e complimenti, siete sempre molto generose ben trovate a tutte voi, “vecchie” e “nuove” amiche.un sereno giorno a tutti buon lunedi.ps andiamo a votare chi ancora non l’ ha fatto.io ora vado.

  25. accantoalcamino ha detto:

    Ciao🙂 io fatto ieri mattina..oggi mi sento bene..incrociamo le dita. Serena settimana a te, Libera.

  26. Un affettuoso saluto con Amicizia
    Gina

    Ps
    Felice settimana

  27. Buongiorno Nazzareno, bellissimo e scritto benissimo.. complimenti… è un piacere venire a leggere i tuoi post….
    anch’io sono andata stamattina presto a votare… (sperianmo in tanti)…
    ti auguro una meravigliosa giornata..
    un sorriso e un abbraccio con affetto!!!!

  28. Lieto giorno dentro un sorriso di gioia
    A presto
    Gina

  29. La sua è una vittoria molto più importante di qualsiasi podio.
    Buona settimana e un abbraccio!

  30. L’importante è correre … corree nel vento incontro ai propri
    sogni, ai sogni della propria terra … agli ideali che fanno battere il cuore …
    questi sono giorni speciali compagno nazzareno ..sorrido .. viviamoceli a mille …
    un abbraccio

    elisa

  31. bello questo racconto zio nazz… il migliore di quelli ke hai scritto. scrivi sempre in modo coinvolgente, leggerti è un vero piacere.
    secondo zia tekila anke Hassan è bello!!!
    baci, stasera continuo con la lettura degli altri racconti!

    • Ciao nipotina secondo me sei esagerata nei complimenti ma sei perdonata è per me un piacere vederti qui. zia tekila dice che hassan è bello , forse lo conosce ………baci

      • ma quale esagerata… non essere modesto, ho letto i tuoi primi scritti e a mio modesto parere gli ultimi sono di gran lunga migliori anche se di altro genere… non disprezzando i primi. oh, ancora non li ho letti tutti, posso pure sbagliarmi… ti farò sapere.
        mi sa che questo week end ci vediamo, passo a trovarvi.
        baci!

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