Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Il battello lento,traccia una scia di bianca schiuma.Le otto del mattino, oggi tre ottobre,In una domenica dal sapore estivo il sole brilla già nel cielo emanando un piacevole calore.Il verde della vegetezione contorna le acque placide del lago D’Iseo riflettendosi in esse, sfumandolo di colori.A bordo poche persone, seduta, armeggio con la mia nikon pulendo l’obbiettivo e cancellando dalla memoria vecchie foto. Ho caldo,tolgo la felpa. Attracchiamo nel minuscolo molo dell’isolotto di Montisola. Scendo dalla barca, assorbita nella quiete, inizio a camminare, le stradine che costeggiano lo specchio d’acqua sono deserte,i negozi chiusi. Cerco un bar, lo trovo, mi accomodo ad un tavolo all’esterno. Sono l’unica cliente, dopo qualche minuto d’attesa sopraggiunge una cameriera, giovane, grassottella, assonata, svogliatamente chiede cosa desidero, ordino un caffè lungo e un cornetto integrale. Sciolgo i capelli che fluiscono liberi dietro la nuca, prendo il libro che ho con me inizio a leggere qualche pagina, viene servita la mia colazione,la consumo tranquilla senza fretta godendomi il paesaggio. Pago il conto vado via, mi sento debole come inebetita, trascino i piedi, stanca giungo a casa,l’ho ereditata dai miei nonni. Entro l’aria è greve, l’odore di chiuso ristagna nausebondo tanto da farmi venire il voltastomaco, spalanco le finestre, faccio entrare aria fresca. E’ troppo tempo che non vengo. Dopo aver riordinato le stanze alla meno peggio, mi reco nel piccolo giardino, ammiro le ortensie ancora fiorite pavoneggiarsi altere nel loro lillà. Appoggio lo zaino sul tavolo, estraggo il pc portatile, devo scrivere un pezzo per il giornale col quale collaboro, non né ho voglia, sono priva d’idee, asciutta come un torrente d’estate, l’editore lo reclama devo farlo, Ci provo. Istantaneamente le immagini dell’ultimo viaggio fatto in Afghanistain da corrispondente, si scaraventano nella mia mente come freccie infuocate; La memoria inizia a vagare trasportandomi in quel luogo, un paese abbandonato da Dio, polvere, sassi e sabbia. Ricordo il cigolio fastidioso delle pale del vecchio ventilatore, nella stanza d’ albergo ad Herat, il caldo asfissiante dei giorni estivi, dove il sole scottava sul collo come metallo arroventato, la paura nei volti della gente. Le donne affaccendate con i loro burqa in un eterno migrare, muoversi veloci nelle vie, sempre circospette, timorose, riverenti.La loro condizione umana, dopo la caduta al governo dei Talebani, è lievemente migliorata, in realtà i pochi passi mossi in avanti sono sempre minati dalle istituzioni governative e la loro considerazione da parte degli uomini è ancora scarsa, subiscono sevizie e maltrattamenti quotidianamente . Humaria Amer Rasuli attivista per i diritti delle donne afghane, in una sua dichiarazione ha detto:”Eravamo piene di speranza per un futuro migliore, in molte abbiamo lavorato per questo, per rendere dignitosa la vita alle donne. Tuttavia continuare questo lavoro stà diventando ogni giorno più difficile, stanno tentando ancora di privarci di quello che faticosamente abbiamo conquistato, se la comunità internazionale non ci sostiene non saremo più in grado di andare avanti.” Rivedo nugoli di bambini curiosi, inconsapevoli giocare nelle vie. Arroganti i poliziotti a bordo dei loro fuoristrada sparavano in aria colpi di kalashnkov appena notavano assemblamenti.Kabul triste, povera, sfinita come i suoi abitanti, con inenarrabili sforzi cerca di assumere le sembianze di moderna metropoli. kabul in preda agli isterismi internazionali, colma di contaddizioni. I primi due mesi del soggiorno in Afghanistan l’ho trascorso nella capitale, gli altri tre mesi ad Herat. Mentre kabul apparentemente può sembrare tranquilla, ad Herat non esistono dubbi, si respira terrore, gli attacchi dei talebani sono soventi, proprio nei miei ultimi giorni di permenanza hanno fatto scoppiare una bomba al mercato, fonti ufficiose parlarono della morte di un soldato afgano e circa trenta feriti, di cui molti civili. Se in città la situazione non è tranquila nella provincia è ancora peggio scontri a fuoco tra taleban e milizie governative sono all’ ordine del giorno richiedendo continui interventi delle forze O.N.U..Tutto viene messo a tacere dalle potenze internazionali, America in testa, Obama non sà come districarsi da questo oramai sgradevole impiccio.La situazione è molto seria,sicuramente non di facile risoluzione almeno a breve. Una sera, mentre il freddo dell’inverno lasciava spazio alla gradevole stagione primaverile, ero seduta nel bistrò dell’albergo rilassandomi, assorta come al solito nelle mie letture, gustando un buon tè caldo, quando all’ingresso vidi entrare due miltitari Italiani, un sergente ed un soldato, quest’ultimo passandomi vicino rivolse la sua attenzione verso di me e guardandomi chiese: “Sei italiana vero? giornalista?” – si – risposi distrattamente, lui sfoderando un sorriso elegatemente naturale disse: “sei la prima cosa veramente bella che vedo da quando sono quì, piacere sono Marco” – ciao, Tiziana – risposi con un filo di voce, lui con innata sicurezza disse: “Stasera sono di ronda non posso dedicarti il tempo che vorrei, ti lascio il mio numero di cellulare, se ti va una di queste sere potremmo andare a cena.” Era troppo giovane quasi un bambino, giocava a fare l’uomo e il soldato; concentrandomi sul mio libro abbassando lo sguardo risposi uno sbiadito – forse – riponendo con indifferenza il foglietto dove aveva scritto il numero in tasca.Il sergente che sostava poco più in là lo chiamo, lui sorridendomi di nuovo, lo raggiunse, andarano dal gestore del bistrò, confabularono alcuni minuti poi andarano via. Marco prima di uscire dal locale ad alta voce disse: “Telefonami, vedrai con me starai bene, anche io sono l’ unica cosa bella in questo posto” strizzandomi simpaticamente l’occhio se né andò.Imbarazzata fra me e me sorrisi, pensando – ma che tipo, chi si crede di essere questo quà… Però è proprio carino, meglio non mettersi strane idee in testa, è troppo giovane, dai Tiziana hai quasi quarant’anni, lascia perdere non fare confusione come al solito. – Archiviato il pensiero salii in camera,mi misi a letto non riuscivo a chiudere occhio,quel ragazzo,e il suo sorriso erano divenuti un vero e proprio assillo, stare in quel posto lontana da tutto e da tutti certo non mi aiutava. Nei giorni che seguirono capitò più volte di trovarmi con il telefono in mano per chiamarlo, componevo il numero lo cancellavo, non lo chiamai. Dopo circa una settimana dall’ incontro, stavo cenando nel salone dell’hotel quando lo vidi arrivare,aveva indosso la mimetica, il capello scompigliato ,mi folgorò con il suo sorriso,sedendosi al mio tavolo senza nessun indugio disse:”Ciao giornalista, io non ho cenato, mangio con te.”Lo guardai sorpresa, falsamente infastidita, non risposi e continuai a mangiare, lui come nulla fosse alzo la mano chiamò il cameriere ed in un misto di afgano pugliese, il soldato bambino ordinò la sua cena.

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Commenti su: "lettera ad un soldato.primo episodio “Afghanistan”" (16)

  1. silvia in fondo al cuore ha detto:

    Molto bello Naz…..aspetto il seguto 🙂

  2. Già l’inizio è interessante, perché affronti un tema scottante che coinvolge tante vite umane e che non ha portato praticamente a niente di buono come volevano far credere, poi con l’entrata in scena del giovane militare hai velato di mistero questa storia, interrompendo il primo episodio…
    Sei proprio bravo, ci sai fare alla grande. Ora la curiosità cresce, la fantasia si scatena, ma devo aspettare il seguitooooooooooo, mannaggia attia ahahhaha
    Bravissimo Nazzareno, si legge scorrevolmente e con interesse.
    Buon fine settimana, Pat
    Ciaooo

    P.S. Sbrigate a scrivere il seguito, sono curiosaaaaaaaaaaaa 🙂

  3. come sempre leggerti mi affascina……il racconto è molto particolare, inutile dirti che attendo il seguito con impazienza! sereno fine settiana ^-^

  4. sempre coinvolgente…
    Un sorriso per te
    Buona giornata 🙂
    Loredana

  5. In certi posti, in certe situazioni non c’è tempo per l’amore. Per questo il tuo racconto mi intriga, voglio leggerne presto il seguito, non tardare, eh! 😀

  6. Simona ha detto:

    Proprio un bel racconto e attendo il prossimo..
    Splendido week-end, un sorriso:)

  7. ANIMA LIBERA ha detto:

    molto ma molto interessante…..leggendo questo racconto mi è venuto in mente un libro letto Mille splendidi soli che parlava delle donne afghanistane e ricordo che è stato l’unico libro che mentre leggevo e cercavo di mmaginare la condizione di quelle donne piangevo…cosa che mi accadda difficilmente….complimenti Nazza….aspetterò con ansia il proseguio…bravooooooooooooo….un abbraccio!

  8. Non sei mai scontato. Anche in questo episodio di Vita c’è la Tua
    Grande bravura di coinvolgere e trattenere il lettore tra le tue parole.
    Ti seguo…
    Piacevole domenica Nazzareno
    Gina

  9. un racconto particolare mi ha richiesto attenzione, la descrizione voluta di due scenari diametralmente opposti, come i due personaggi protagonisti. a me intriga ora devo scrivere il seguito forse lo farò oggi. vi rigranzio per i vostri apprezzamenti . vi auguro una buona domenica nazzareno

    • ANIMA LIBERA ha detto:

      grazie Nazzaaaaaaaaaaaaaaaaaaa……a te invece auguro una settimana splendida e meravigliosa……un abbraccio !

  10. Bellissimo Nazzareno, non vedo l’ora di leggere il seguito….
    ti auguro una buona e serena Domenica..
    un abbraccio in amicizia!!!!
    Gianna

  11. Davvero un bel racconto.
    Mi sono venuti i brividi leggendo cosa è successo anche oggi…

  12. ciao Nazzareno… scrivo qui perché se ti rispondo da me non torni a leggere…. mannaggia a te 😀
    sto meglio rispetto a prima…. e tu?

  13. Io sono di destra ma ammiro Matteo Renzi per la sua sortita sulle ampolline……. . I tuoi commenti sul berlusca mi fanno ridere perche pretendi che il suo governo faccia subito quello che non sono stati capaci di fare i governi precedenti di segno opposto. Ah prima che mi dica che sono troppo giovane per capire ho 40 anni tondi.

    • la democrazia è la cosa più bella che possa esistere da la possibiltà di esprimere ciò che si pensa. io non ammiro Matteo Renzi.riguardo il Cav. Silvio Berlusconi ho avuto modo di esporre la mia modesta opinione, scusa se ti contraddico, subito tu dici, ma se sono 17 annni a parte una breve parentesi di centro sinistra che ci governa, i risultati oggi sono abbastanza evidenti, anche chi l’ ha votato oggi si è pentito qualcuno certo non tu ad esempio non tutti..hai 40 anni una bellissima età io l’ho avuti comunque si denota il tuo spirito giovanile e battagliero. grazie per il tuo intervento. spero a presto buona serata.nazzareno

  14. maryderossi82 ha detto:

    BELLO IL TUO MODO DI SCRIVERE SCORREVOLE LINEARE è UN PIACERE LEGGERE QUELLON CHE SCRIVI -MARILENA-

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