Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per settembre, 2011

Maledetto mal di pancia.

Sono attanaglianato da atroci dolori al ventre, mi contorco sul divano provo a stare supino, ma và! Nulla mi è di giovamento, maledetto mal di pancia, gli spasmi col passare dei minuti aumentano, sono solo, nessuno con cui condividere questo terribile strazio. Tristezza, dolore si mescolano in me. La tv blaterà parole che non comprendo, non mi interessa è solo rumore almeno mi distrae. Mi alzò dal divano, provo a camminare, niente cambia il male non si attenua, IDEA… Ora provo col buscopan, vado in cucina apro il casetto dove tengo riposti i medicinali eccolo! Fortunatamente c’è, apro la confezione, cazzo è vuota, ora che faccio? Devo sperare passi subito questo cavolo di mal di pancia. Un suono irrompe nel notturno malessere, è il mio cellulare, chi sarà a qust’ora?  Numero sconosciuto, rispondo “pronto” dico con voce rauca, dall’ altra parte stridente troneggia:- Stronzo hai il mal di pancia? ti è venuta la diarrea? ci devi sprofondare nel cesso. “Letizia che cazzo dici? che ne sai tu del mal di pancia?” feroce prosegue: – sono stata io. Oggi pomeriggio quando ci siamo visti al bar ti ho versato alcune goccie di detersivo per i piatti nella tua maledetta birra.- “Perchè? Cazzo ti ho fatto? Sei impazzita?” – No non sono impazzita! tu sei uno stronzo!- “Non ho fatto nulla aiah aiah ma vanfaculo troia! Stronza sarai tu! aiah, aah, aah. Cazzo devo andare in bagno lasciami in pace.” -Crepa bastardo !- “perchèèèè” annaspo oramai in preda a delle vere e proprie convulsioni. Malefica ribatte -te lo sai.- “Io non sò un emerito cazzo. Aiah, aiah che male, ma va a fanculo stronza.”
-CREPA BASTARDO!-
chiude la chiamata.
Ma che ho fatto? io non ho combinato nulla, cazzo avrà? Arrovellato nei miei Dannunziani dubbi, ecco; finalmente…. Giù un tonfo sordo nell’acqua, un altro ne segue aaaaaa….. finalmente! EVVIVA che liberazione. Dalla stanza da letto lei dice: – Amore è andata? ci sei riuscito? il dolore è scomparso?-
“Si sta passando, stò meglio, era ora, non ne potevo più. Non è possibile che quando vado stitico per cagare devo inscenare questa commedia.” -Dai amore l’ importante che è passata.- “Si Letizia ma non posso andare avanti così devo decidemi ad andare da uno specialista, uno piscologo che sò, qualcosa devo fare.” Dai non ci pensare vieni a letto, ora dormiamo.- Hai ragione piccola per stasera basta.”Dicendo ciò mi infilo nel letto.
Letizia prende a carezzare la mia esausta pancia baciandomi dolcemente, con voce suadente esterna: -Ho un idea.- la sua mano scivola maliziosamente  più in basso, -che ne dici?-
“DICO.”
Vanfanculo al mal di pancia.
“Ti amo letizia”
-anche io ti amo tanto, te e la tua pancia.-

BUONANOTTE

 UN SOFFIO

UN SUSSULTO

UNO SBATTER DI CIGLIA

 UN FREMITO, UN GEMITO

UN CUORE, UN AMORE

 GOCCIE DI PIOGGIA

BAGNANO LE MIE RISA 

DECANTANO

NEL FLUIR DEL ROSSO VINO

D ‘ANTICA TERRA, SAGGIA AD OFFRIR.

COME FARFALLE , FRESCA RUGIADA

VOLAN VIA  

AL TREMOR DELL’ ALBA,

LE URLA CHIASSOSE.

QUIETE…..SILENZIO……..

 PIOMBO………………………

E’ GIA’ BUIO E’ GIA’ NOTTE

BUONANOTTE………………………..

tu l’ amore.

parole fendono nell’ infinito cielo

amor di nulla amor di sempre

 tra dubbi certezze, frasi sconnesse

solo questo c’è, solo questo esiste

 un contorto sentiero ho attraversato

finalmente

 in una spiaggia sono arrivato

 ora nudo mi avvolgo a te.

tu il perdono, tu la speranza.

 luce

 tu la vita.

 tu l’ amore.

  ESTERNARE NON SERVE… O FORSE SI

 18 SETTEMBRE 2011 TANTA MA TANTA VITA SERENA E ALLEGRA TUTTO IL RESTO NON CONTA. 

AUGURI AMORE.

SCUSATE.

Sono solo nella notte.

il fiume trascina lento

il riflesso di una affaticata luna 

bicchieri vuoti di  memoria

giacciono.

spazzatura informe geometria,

 foglie secche,

 io nel viale,

 alberi spogli,  scatole vuote.

nulla vive nulla c’è

il filo s’è spezzato, rotto, usurato.

veramente nulla c’è.

scusate,

  si qualcosa c’è

la mia  dolce, amara

inquieta, placida

 FOLLIA.

11 SETTEMBRE.

NON VOGLIO MORIRE …NON VOGLIO MORIRE…

QUESTE LE PAROLE PRONUNCIATE ALLE 9 E 37 DA LORRAINNE BAY ASSISTENTE DEL VOLO 175 DELL’ UNITED AIRLINES. ALLE 9 E 59 IL TERRIBILE IMPATTO CONTRO UN EDIFICIO (TORRI GEMELLE) DEL  WORD TRADE CENTER.
11 SETTEMBRE 2001.

DA QUEL GIORNO IL MONDO NON SAREBBE STATO PIU’ LO STESSO.

 UNA DELLE PAGINE  PIU’ DRAMMATICHE E TRISTI  DELLA STORIA CONTEPORANEA.

qual’ è il mio umore?

OMBRE
solo col mio pensare rimango,
danzano ombre sfocate di grigia vita.

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LIMPIDA
allegro gioco con i miei pensieri,
invano la tristezza bussa alla porta della anima,
spazio non c’è.
oggi voglio vivere.
il malinconico discernere è esausto .
mi nutro di essenza,
limpida, chiara,
assoluta… vita.

UNA BELLA GIORNATA primo episodio “ferragosto”

Le sei del mattino, l’alba lentamente prende forma riflettendosi nelle acque taciturne del Velino. Nicola è già sveglio come ogni giorno, non dorme molto. Oggi è Ferragosto non dovrebbe lavorare,  questa festa non l’ha mai capita e tantomeno digerita; conduce una piccola attività artigiana, lavorazione di ferro e alluminio; Nicola è instancabile  non conosce soste, spesso lavora  la sera dopo cena, non si risparmia neanche nei festivi, la domenica mattina per lui è un giorno feriale. Non ha amici non frequenta bar o altri posti di ritrovo, non ha passioni  forse si, una,  curare il piccolo orto e accudire le sue amate galline. Gli piaceva andare a caccia, gli è vunuta a noia, troppo costosa poi non ne vale più la pena, oramai gli uccelli sono sempre meno e molte specie sono protette. Nicola non ha  problemi economici, nonostante sia così, vive  miseramente quasi come un barbone, d’inverno non accende  il riscaldamento, non compra abiti, praticamente il suo unico indumento è la tuta da lavoro, a volte ci va persino a dormire. Possiede una  televisione, vecchia come il cucco, avrà circa vent’anni la guarda pochissimo,legge il giornale raramente e solo quelli che trova casualmente in giro nei bar,nelle brevi pause lavorative quando si concede un caffè, non beve alcolici ne bevande gasate solo acqua, sporadicamente qualche bicchiere di vino durante i pasti, bottiglie regalate per Natale dai suoi fornitori. Non ha più i genitori sono defunti, la madre è mancata due mesi fà, l’unico fratello vive in Australia praticamente non torna mai. Nicola è un uomo solo, a lui sembra non interessare va bene così. Oggi avverte qualcosa di strano potrebbe andare a bottega  mettersi a lavorare, nessuno glielo impedirebbe. Potrebbe dedicarsi alla parte amministrativa,controllare le fatture fare qualche preventivo, si… potrebbe… invece no! Avverte un’idiosincrasia alla solita normalità, è pervaso da qualcosa di strano, un senso di leggerezza del non fare. “E’ferragosto me la voglio godere questa giornata e che cazzo. Ho deciso  festeggio.

Come però?    Dove vado?    Cosa faccio?   Con chi vado?”

   Perso in questi suoi interrogativi decide d’iniziare col farsi una bella doccia, è quattro cinque giorni che non se fà una, l’igiene non è  il suo forte, lui e il sapone non vanno molto d’accordo. Gira  il cigolante rubinetto, giù un bel getto vitale d’acqua rigorosamente fredda, lo  ritempra nello spirito e nel corpo. Una volta finito di lavarsi si sofferma  davanti allo specchio prestando una particolare attenzione non l’aveva avuta neanche da ragazzo,riflettendosi considera nonostante sia arrivato a cinquant’anni il suo fisico regge ancora bene, è tonico, forse l’unica stonatura è che per la sua altezza è un pò troppo magro dovrebbe mangiare di più. Repentinamente la sua attenzione si sposta sul volto, nota i capelli neri, rari i bianchi,impercettibili,sono solo troppo lunghi è da tempo che non li taglia, la barba va bè quella è sempre incolta. Prende le forbici inizia a farle andare timidamente nella capigliatura, prima le basette, poi temerariamente inizia a sfoltire deciso dopo pochi minuti voilà il gioco è fatto, sono corti, vanno decisamente meglio.Prende la schiuma, la spalma sul volto, via anche la barba. Terminata l’ operazione specchiandosi, soddisfatto, esclama ad alta voce: “cazzo dieci anni di meno stò proprio bene”sospirando ora pensa, queste cose le dovrei fare più spesso dovrei curarmi di più così magari trovo anche una donna. Nicola non ha mai avuto una fidanzata, una compagna, una moglie, nulla. Quando aveva vent’anni è andato un paio di volte con una prostituta,sempre la stessa l’unica presenza femminile della sua vita, se la ricorda ancora. Maria piccola, bionda avrà avuto circa quarant’anni il doppio della sua età, gli piaceva anche per questo, lo rassicurava, chissà se è morta? Chissà? Nudo si dirige nella camera da letto infila le mutande apre l’armadio scruta con attenzione i pochi indumenti appesi, l’occhio scivola su di un vestito blù, per un attimo pensa di metterlo, “ma no fà caldo poi mica vado ad un matrimonio, i pantaloni invece l’ indosso”riappende la giacca, una bella camicia a manica corta a quadrettoni azzurri va bene, così sono abbastanza elegante e non appariscente, calza dei sandali  marroni, ci staranno bene con questi pantaloni blù? Chi se ne frega tanto ho solo questi, di mettere scarpe chiuse non se ne parla proprio. Nicola vestito, si rimira soddisfatto considerando “stò proprio bene! peccato questi cazzo di sandali.” Esce di casa sono ancora le otto, inforca la scalcinata mountain bike, si avvia in direzione del centro cittadino pedalando lento sospinto da briosa linfa. La piazza principale è deserta, solo poche anime di donne,devote entrano nella basilica, per la prima santa messa. Quindici agosto, è la festa della Santissima Assunta, potrebbe andarci anche lui, è molto devoto alla Madonna,non incline al clero, in chiesa non va mai, potrebbe essere l’occasione giusta è anche vestito bene, decide che è molto meglio una gustosa colazione nell’elgante caffè centrale. Si siede ai tavoli all’ aperto, è l’unico avventore, il camerire riconoscendolo allibito lo saluta: –  buongiorno Nicola come stai? desideri qualcosa? –  Certo risponde il fabbro: “un bel caffè e un cornetto siciliano” il cameriere rettifica, un cannolo siciliano vorrai dire? Si, si, quello, si affretta a rispondere Nicola. Si gode la sua colazione ammirando la piazza che ha visto centinaia di volte, oggi gli appare sotto un’ altra luce,la vede più bella. Adesso cosa faccio? potrei andare al mare? Alla fine sono tre ore d’auto, è proprio una bella idea, ci sono stato quattro o cinque volte in tutta la mia vita. Ah che darei per un bel bagno al mare, poi magari due spaghetti con le cozze e una bella frittura, quanto tempo è che non mangio pesce, bo!!!! chi se lo ricorda più, però è lontano magari c’è traffico le spiagge saranno affollate, poi che imbecille non ho neanche il costume. Allora che faccio? Devo fare qualcosa di diverso voglio trascorrere una bella giornata, potrei andare al lago di Piediluco, si anche questa è una bella idea, magari li incontro Marcello mi ha detto forse ci andava. Marcello è giovane, il suo solo  operaio, con lui ha buon rapporto è l’unico con cui riesce a parlare, gli vuole bene è come un fratello minore. Nel pensare confuso si convince; si, vado al lago. Immerso nel turbilio di novità si rende conto che al centro della piazza si è formato un comunello di uomini, palesemente parlano o meglio sparlano di lui; è cosa rara vedere quell’avaro di Nicola introverso e burbero seduto nel miglior caffè cittadino, anzi non è mai successo e in una piccola città di provincia come Rieti questo fatto non passa certo inosservato, diventa la notizia del giorno, un meraviglioso gossip ferragostiano, Nicola non se nè cura paga il conto lasciando anche la mancia al cameriere e se ne và. Stralunato fantastica, sarebbe proprio bello andare al mare, anche il lago non è male. Il mare però…. è il massimo, se non ci vado oggi lo farò presto, anche domenica prossima, PERCHE’NO? In uno stato d’ipnosi totale sale in bici avviandosi verso casa determinato a trascorrere una  giornata diversa dal solito. Sicuramente una bella giornata.

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