Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi


Il lento scorrere, il naviglio avvolto in un elegante rosa corallo, le prime stelle discrete iniziano a sbocciare ingannando di fatto il letto del fiume illuminato già dalle piccole scintille artificiali poste ad arco sopra di esso per le festivita Natalizie. Poche le persone in questo primo giorno dell’anno, la temperatura è dolce non sembra sia gennaio, neanche essere a Milano. Amo i navigli, passeggiarci, un oasi di pace. Pare di essere in un ridente paese di provincia, l’atmosfera è magica a volte surreale una cattedrale. I tanti ristoranti, troppi, dallo stile finto tipico propongono piatti di dubbia qualità tanto sono asettici e poco curati sfiorando soltanto il gusto verace della genuinità lombarda, è raro mangiare un ossubuco davvero buono così come le polente,i risotti, tutto condito da prezzi spesso esorbitanti.Le botteghe antiche, i pittori, rigattieri, i liutai, gli artigiani in genere quasi tutti scomparsi, pochi resistono all’ agressione dello sfacciato business, sfrattati da affitti eccessivi. Nonostante tutto nulla riesce ad intaccare il fascino di questo delizioso luogo. Da poco sono venuto a vivere qui, risiedo sul Naviglio Grande, sono in una conchiglia da 1200 euro al mese, il mio lavoro fortunatamente lo permette. Estasiato, tutte le mattine quando muovo i primi passi sul viale e quanto alla sera torno. Amo viaggiare in tram, osservare le figure, le forme che prendono vita fino a consumarla. Amo i volti grigi dei milanesi, compassati neanche più di tanto. Milano che cambia, Milano che non si beve più, Milano capitale della moda, Milano del panettone, anche una Milano meno appariscente più consapevole, oserei dire anche un tantino più sobria, Milano comunque vitale al passo con i tempi. Il buio ruba spazio al pomeriggio, il rosa riflesso è oramai inghiottito dalle morbide acque, mi trovo a passare davanti alla casa di Alda Merini; non ho capito bene, penso la demoliscano per fare altrove una casa museo in suo onore, che senso ha distruggere un luogo dove ha vissuto, amato, sofferto, gioito, pianto, scritto poesie sulle mura? Il luogo dove è morta nell’intimita dei misteri del mondo come recita la targa posta all’esterno. Mi soffermo per la centesima volta a rimirare il presepe galleggiante, proseguo inoltrandomi in luoghi ancor più silensiosi, sento solo il canto dei miei passi che cadono soffici come neve persa nel tempo. Arrivo in una romantica piazzetta, dove pare in eterna contemplazione la piccola chiesa di San Cristoforo, dentro qualche anima in preghiera. Rimango sempre rapito degli splendidi affreschi, alcuni avrebbero urgente bisogno di restauro, nonostante mantengano inalterato il fascino della chiesuola.La leggenda narra di questo omone grande e grosso, burbero e solitario. Egli traghettava di tutto caricandoselo sulle spalle da una sponda all’altra del fiume; un giorno mentre doveva trasportare un bimbo dal fisico minuto faticò tremendamente a guadare il corso d’acqua arrivando all’altra riva stremato, incredulo per lo sforzo sostenuto. Il pargolo si annunciò a lui come Gesù Cristo spiegando al brav’uomo il senso dell’episodio: “Gli uomini non sono nulla senza la fede e l’umiltà, le difficoltà nella vita possono arrivare inaspettate mai peccare di superbia.” Così fu che il burbero ma buono omone prese il nome di Cristoforo, cioè portatore del Cristo.
Dopo aver apprezzato l’artistico presepe esco continuando il mio cammino, dal Grande mi sposto nel Naviglio Pavese a me piace meno con quei suoi barconi adibiti a ristorante comunque sempre degno di essere corteggiato, lo percorro fino alla fine, sono in porta Ticinese, qui rivedo Milano, le auto, i tram, luci smaniose di protagonismo;

 Penso sia ora di tornare a casa nel mio guscio. Cambio idea, decido di andare a trovare Mitti la pittrice, ha lo studio sull’alzaia vicino al vicolo Lavandai, una cara persona affabile, l’ho conosciuta esattamente un anno fà.

vicolo lavandai 

Era la notte di capodanno gironzolavo con una bottiglia di champagne in mano sorseggiando di tanto in tanto il gustoso nettare insieme alla mia compagna, era appena passata la mezzanotte avevamo cenato nella nostra nuova casa, poi decidemmo di continuare ad assaporare il nuovo anno uscendo. Passeggiando fummo attirati dalle note allegre di un sax, attraverso le vetrine di un atelier di pittura scorgemmo persone dai volti simpatici, festeggiavano, mangiando e bevendo, si divertivano ballando in quello spazio così intimo e colorato. Una signora sorridente con la mano ci fece cenno d’entrare, fu piacevolissimo trascorrere la notte in quel posto, assorbiti dalla cultura, poesie in dialetto meneghino recitate da Paola, i racconti di Giorgio, rigattiere esperto restauratore proprietario fino al 2007 di un’antica bottega sul naviglio “l’arzigozzoviglieria” che aggrappato ancora ai ricordi, preouccupato da un futuro globalizzato a cui sobriamente si oppone. Laura giovane donna ungherese ci deliziava, in madre linqua con canti lirici. Un atmosfera romantica di altri tempi.
Ecco Mitti, assorta al pc mi vede, salutandomi cordialmente, ci scambiamo gli auguri c’è anche Giorgio, gentile come suo solito prende dal frigo una bottiglia di vino bianco e delle olive ascolane dicendomi:
-Assaggia queste, sono buone le ha portate una tua conterranea, non sono quelle industriali.-
Ne assaggio un paio, sono davvero buone, brindiamo.
Maria Teresa, questo è il vero nome di Mitti, mi aggiorna sull’andamento del suo bizzarro quanto nobile progetto, lei insieme al suo inseparabile amico Giorgio hanno costituito un associazione dal nome e di fatto “Coinvolgente,” il progetto tratta la realizzazione di una sciarpa lunga quanto le sponde del naviglio, tutti possono aderire collaborando, portando pezzi che siano di lana, cotone o altro non ha importanza, basta siano larghi trenta centimetri, lunghi quanto ognuno vuole. Lo scopo è quello di proteggere e preservare il naviglio dalle avversità delle troppe modernità estraendo così la vera essenza, la storia la cultura di Milano e dei milanesi.
Mitti è entusiasta di tale inziativa, mi accompagna nel cortiletto retrostante a vedere i primi 600 metri dell’enorme gomitolo consegnatole, mi congratulo con lei condividendo emozione. Beviamo un altro bicchiere di vino, altro brindisi, non fà mai male. Li saluto torno a casa.

la famosa sciarpa .

    locandina ufficiale della manifestazione tratta dall’ acquerelllo dipinto da “Mitti”

Sono alla finestra godo ancora dell’incanto che emana il flusso del borgo,una leggera nebbia lo avvolge quasi a proteggerlo le luci affondano soffuse, la magia rimane. Il naviglio continua a scorrere melanconico aspettando una nuova alba.

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Commenti su: "UNA STORIA – tra passato e futuro- “la lunga sciarpa sui navigli”" (35)

  1. STAVO PER CHIUDERE ED ANDARE A LETTO….MA NON POTEVO NON PASSARE A LEGGERTI…..UN RACCONTO BELLISSIMO, PIENO DI DETTAGLI CHE MI HA FATTO VIVERE QUELL’ATMOSFERA, DI UNA MILANO CHE NON CONOSCO….COME SEMPRE GRAZIE DI QUELLO CHE CI REGALI…DOLCE NOTTE ★¤☆¤☆

  2. anche io ho vissuto per un pò l’atmosfera di una Milano che conosco solo dai libri, sei speciale Naz, sai far vivere i tuoi scritti e catturi il lettore con mestria consumata.Grazie , buonanotte, Maria.

  3. Ciao Zebachetti, molto bello davvero il tuo post!!
    Ti auguro una felice settimana~~un abbraccio
    Jussara

  4. in fondo al cuore ha detto:

    Che bel racconto….sembra davvero di esserci….hai la capacità di coinvolgerci nelle emozioni e nei luoghi anche se a noi sconosciuti…. Buon inizio settimana caro Naz, un forte abbraccio!

  5. Che bello questo racconto, molto coinvolgente ed emozionante. L’iniziativa della sciarpa poi è una vera chicca, simpatica e molto molto bella.
    Grazie Naz, mi hai riempito il cuore di serenità con le tue parole
    Un caro saluto e buona nuova settimana
    Patrizia

  6. Complimenti Nazzareno…..veramente un bellissimo racconto….. mette serenità….
    Buon pomeriggio….un abbraccio…..

  7. Molto bello e pieno di dolce serenità, mi hai fatto assaporare una bellissima atmosfera…ho vissuto per qualche anno a Milano ma non l’ho mai vista con questi occhi, il tuo racconto la guarda proprio da innamorato. Buona serata, ti abbraccio

  8. Si legge tra le righe il tuo amore per Milano!!!
    Molto simpatica l’iniziativa della sciarpa……

  9. Si è vero Amo milano in specialmodo i Navigli mi sento a casa quando sono li.
    per tutti coloro volessero sapere di più sull’ iniziativa della sciarpa potete andare sul sito www coinvolgente.it oppure su Facebok digidando la lunga sciarpa sul naviglio Grazie ciao buona giornata a tutti un abbraccio

  10. bel racconto veramente coinvolgente..
    complimenti è un piacere leggerti
    buona giornata a te

  11. Milano…come non mai: sei stato fantastico! Bravissim..isssi…imissimo!!! E …ti avevo chiesto se avevi visto i navigli illuminati (sic):…accidenti come li hai vissuti! Un post delizioso…

  12. Un racconto molto bello, i miei complimenti 🙂
    Buon pomeriggio Nazzareno..

  13. Volevo lasciare un saluto a tutti voi, perchè per qualche giorno scomparirò dal blog.
    Causa…..trasloco. Sono nel caos più assoluto.
    Comunque buon fine settimana e a presto,
    Luciana

  14. Grazie caro Naz, bellissimo racconto…
    un racconto che coinvolge..
    ti auguro una buona giornata…
    ti lascio un’abbraccio con affetto!!!!
    Clicca

  15. Bella questa pagina!
    Buona giornata 🙂

  16. lucetta ha detto:

    Sei stato grandeeeeee!!!!Con il tuo racconto di vita vissuta mi hai fatto gustare e vedere un posto sconosciuto. Grazie Zè. Ti auguro tanti giorni così, sereni, nei luoghi che ami e con le belle amicizie che hai.Tutti doni per cui ringraziare il buon Dio.

  17. mi dispiace non riuscire a leggere bene il tuo racconto, la visualizzazione è scarsa… le immagini mi impediscono una lettera scorrevole. Buon anno!

  18. Su questo coinvolgente racconto
    ti lascio ad una buona serata
    Trisch

  19. eccomi, siamo nel 2012, un saluto a te che dei ricordi fai racconti o poesie, tessi una trama sottile dove ingabbi il tuo passato, e che dire di me che vive solo il presente? sono in pari con il passato, non esiste , non riesco più a volgermi indietro. ogni giorno mi riinvento e solo ora colgo la magia della vita ………

  20. “Ascolta la musica del cuore, essa si intona con quella delle stelle, del vento, del mare e degli alberi. Sia iin te una canzone che abbia come musici…gli uccelli, come danzatori i fiori, come cantore, il tuo cuore. Con il plauso del cielo, al quale giunga questo canto” (Da Marghian a Nazareno, con Amicizia). Ciao.
    Marghian

  21. Ciao,
    molto curato e leggibile quello che hai scritto,
    io di Milano spesso penso tutt’altro, ma è bello sapere che siamo diversi e che ogni occhio disegna le luci a seconda del taglio che piu’ preferisce…

  22. IL PIANTO DI MEHREGIAH ha detto:

    Affascinante racconto, colmo di immagini incisive.
    Quasi un reportage di viaggio, per la bravura con la quale sei riuscito ad illustrare ciò che i tuoi occhi hanno visto e le sensazioni che la tua anima ha provato.

    Grazie per avermi reso partecipe di queste coinvolgenti immagini.

    Una lieta serata.

    Mehregiah

  23. Vedi Giò Milano la vedo così perchè la vivo troppo poco e quando succede lei è matura per farsi guardare in modo che a me piace, grazie per aver detto la tua.Vivo il presente cercando di tenermi stretto il passato ed un piccolo sguardo al domani Ciao e grazie filodellafantasia. Simona Gianna Luciana Trisch, Marghian, Lucetta,Francesca, Alessandra, Grazie veramente Gentili tutti. buonanotte Zè

  24. Un mio sorriso per te… dolce notte Naz…

  25. Eccomi caro Naz…
    per augurarti un sereno fine settimana…
    un abbraccio con affeto…
    Clicca

  26. Ciao, Naz. Sono venuto date per ricambiare la tua graditissima visita come si fa, normalmente, tra “amici”.
    Molto bello il tuo racconto anche se ho fatto molta fatica a leggerlo dove c’è sfondo grigio scuro.
    Io non amo molto Milano per il suo frastuono caotico ma amo i la zona dei Navigli dove viveva la grande poetessa e scrittrice, la Signora dei Navigli, che mi manca tanto.
    Non vorrei sbagliarmi, ma il tuo sfondo è Burano, l’unica isola veneziana abitata dai pescatori che, si dice, dipingono le loro case di colori vivaci e solari per poterle da lontano quando ritornano dalla pesca.
    Un originale abbinamento: i Navigli e Burano.
    Ciao, buon pomeriggio, buona serata e buon WE. Osv

  27. Mi hai incantata!!!! Un racconto raffinato, coinvolgente, rappresentato amorevolmente. Esempio di come la tua anima riesce a trasmettere ed elaborare ciò che gli occhi vedono.
    Bravissimo!!!
    L’abbraccio di sempre
    Vera

  28. Che bella esperienza che hai fatto! ti invidio, soprattutto perchè anche se ho vissuto a milano non sono mai stata ai Navigli ed è uno spettacolo! Ma qual’è il nome di questa associazione che ha avuto questa idea bellessima? Così la faccio girare in rete 🙂 Buon weekend girovago 🙂

  29. ed io, naturalmente, sui Navigli mi ci perdo….un abbraccio Nazz… 🙂
    Loredana

  30. …eh…
    vento

  31. A Milano ci sono stata diverse volte ma solo di passaggio, accompagnavo mio marito alla Fiera annuale ” CHIBI CART” adesso và da solo per aggiornarsi e prendere cataloghi,contatti e idee per il nostro lavoro di serigrafia, tampografia, tipografia e affini…. lunghe passeggiate ai padiglioni e la sera troppo stanchi per uscire….. non posso che rimanere affascinata da questo aspetto di Milano che non conoscevo, ho seguito un percorso fatto di sapori, sensazioni e immagini davvero particolari. L’idea della sciarpa lungo i navigli la trovo originale, dobbiamo preservare la nostra bellezza e la cultura, siamo un Paese ricco di meraviglie e soprattutto per questo motivo le sciupiamo e le viviamo male perchè inconsciamente sono quasi scontate. Non è così il tuo percorso ne è la prova tangibile. Buona domenica Nazz!

  32. Ciò che rende piacevole la lettura è la comunicazione scritta fluida quasi pari a quella dell’ascolto.
    Ed ecco che un rigo trascina l’altro e le parole diventano pensieri, quegli stessi che nella mente di chi legge, prendono forma, colore e vita!
    Questo è ciò che mi piace di te… chissà perchè ( magari sbaglio) ma credo che tu possa conversare al pari di come scrivi riuscendo a rapire chi ti è accanto.
    Conosco Milano pochissimo… una giornata soltanto… partenza in aereo da Napoli e rientro in serata…
    Ricordo che camminai tantissimo…ma riuscii a vedere ben poco…mi hai dato l’opportunità di visitare Milano attraverso quanto hai descritto…e credo che appena possibile chissà che non faccia una seconda capatina…
    Un sorriso per te
    Fata scalza

  33. silvianovabellatrix ha detto:

    Quanto ho lavorato in quellaona…quanti ricordi….la zona più bella ( una delle pochissime, direi…) di Milano. Un luogo che amo molto

  34. […] UNA STORIA – TRA PASSATO E FUTURO- “”LA LUNGA SCIARPA […]

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