Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Eccola è lei sapevo di trovarla qui, è proprio bella.
Sono passati solo due mesi da quando l’ho conosciuta, eravamo ricoverati in ospedale entrambi in otorinolarigoiatra, lei a causa di una fastidiosa otite, io per una testata involontaria ricevuta in un incontro di calcio,setto nasale rotto, immediata scoccò la scintilla, passati pochi giorni eravamo già intimi, senza alcuna titubanza posso affermare di essermene innamorato immediatamente. Chiara si confidava con me su tutto, del suo rapporto disastroso con Francesco, il suo fidanzato, il loro matrimonio era fissato per il sette luglio dell’anno seguente. La verità è che lei non lo sopportava più, non gli piaceva stare con lui, le sue sciocche battute, la sue manie, la sua insolenza, le serate del sabato a cena con i soliti noiosi amici a parlare di banali vicessitudini, uomini da una parte, calcio e auto,donne dall’altra vestiti, moda e l’immancabile velenoso pettegolezzo. Chiara gli avveva regalato l’adolescenza, erano otto anni che stavano insieme, da quando ne aveva quindici. Non digeriva neanche la futura suocera, una donna saccente e altezzosa che voleva sempre stare in evidenza organizzando tutto, invadendo la vita del figlio e ovviamente anche la sua. Per dirla in breve Chiara era stufa, in me aveva trovato una persona attenta, dedito ad ascoltare, a suo dire tenero e gentile. A me piaceva molto, era intelligente, simpatica anche se con una sfumatura snob, particolarmente bella, capelli lunghi neri scintillanti, due occhi scuri profondi dove era estasiante perdersi, labbra sottili buone da baciare succhiare mordere, per non parlare del suo seno, due piccole coppe di champagne con due boccioli profumati di crema chantilly, da gustare lentamente, gambe lunghe, morbide vellutate come il muschio a primavera, mi perdevo dentro il suo corpo. La notte durante la degenza, in una sterile camera di ospedale tra lenzuola bianche dal forte odore medicinale facevamo l’amore, mentre l’infermiera di turno era persa davanti alla tv a seguire Dallas o Dinasty, non ricordo. Chiara ed io ci sfiancavamo immersi nel desiderio, insaziabili, giurandoci amore eterno.
Dopo dieci giorni venimmo dimessi, inziammo a stare insieme praticamente ovunque. Per un paio di settimane sembrava tutto funzionare, una meraviglia. Poi lentamente iniziò a mancare gli appuntamenti, quando la sera la chiamavo al telefono dopo avermi accampato le scuse più disparate, rimanevamo in conversazione per ore come se nulla fosse accaduto, sotto i minacciosi strali di mia madre che mi accusava di impengnare troppo l’apparecchio tenendolo occupato e soprattutto consumare troppi soldi, non mi interessava volevo stare solo con Chiara e lei con me; alla fine della telefonata decidavamo di vederci il giorno seguente. Arrivata l’ora fissata, tutto l’amore della sera prima si tramutava in inutili attese, succedeva quasi sempre, erano poche le volte in quel breve periodo che riuscii a vederla, quando succedeva lo scenario era sempre il solito; gigantesco litigio, musi lunghi, poche parole, qualche timido sorriso, poi finivamo a scopare come bestie assatanate amandoci in un turbinio di passione. Dopo ciò il vuoto per giorni, il rapporto diveniva sempre più spigoloso trascinandosi faticosamente. In quella calda domenica di luglio, Chiara disse sarebbe rimasta in casa, non le credetti e mi recai al mare allo “chalet Federica” cui era solita frequentare. Arrivato lì l’amara sorpresa, Chiara in spiaggia, francesco la teneva per mano, che stronza! Una delusione cocente mi avvolse, imprecai sottovoce: “bugiarda, vigliacca ma vai a farti fottere.” In preda ad ira furibonda senza farmi vedere me ne andai.
Decisi di pranzare fuori, scelsi un ristorantino sul mare, ricordo mangiai degli spaghetti con le vongole annaffiati con un bel litro di verduzzo ghiacciato, caffè, una vodka, brillo, stordito decisi di tornare a casa e rintanarmi depresso nel mio dolore. Amavo Chiara.
Una volta in auto non presi la superstrada ma infilai la provinciale Bonifica più ombreggiata e meno noiosa, questa arteria era nota come un territorio frequentato da prostitute, ce n’erano sempre molte, per tutti i gusti e a qualsiasi ora del giorno e della notte, una volta mentre la percorrevo così per gioco ne contai centododici, in un breve tratto di strada di soli quindici chilometri, quel giorno non se ne vedeva neanche una; pensai forse per causa del troppo caldo, non avevo certo intenzione di fare sesso, in vita mia non avevo mai copulato con una prostituta e certo non volevo inziare quel giorno. Proseguivo fumando, ascoltando musica allo stereo, quando ad un tratto sotto un platano la mia vista fu rapita da una giovane donna, sconvolgente nella sua bellezza, decorata in una cascata di lunghi capelli ricci, alta, in carne ma ben proporzionata, un viso angelico, un vero spettacolo della natura. Era sola non sembrava nemmeno una puttana, certo essere in quel posto non era indizio da poco. Feci una breve retromarcia e mi fermai davanti a lei, una ninfa meravigliosa… Occhi verdi come smeraldi, labbra carnose, seni grandi incantevoli. Con lo sguardo stanco indifferente mi osservò, non accennò neanche uno straccio di sorriso, imbarazzato le rivolsi parola:
-Ciao cosa fai?-
la sua risposta fu sintetica:
-jo sono puta, trentamila lire andiamo?-
Sicuramente rosso in viso,in difficoltà mi limitai a rispondere:
-Dove? Cosa facciamo?-
-Andiamo qui dietro, è un luogo seguro, faccio tutto quello che vuoi, ce l’ hai il dinero?-
Si! Risposi netto facendola salire, seduta accanto a me, sembrò ancora più bella, provai a rivolgerle qualche battuta per allentare la tensione non ricevetti nessuno assenso, solo il frinire fastidioso dei grilli spezzava la morsa di nervosismo. Feci pochi chilometri, la ragazza dall’accento latino mi fece svoltare in una bianca polverosa strada secondaria, questa ci condusse in piccolo riparato spiazzo adiacente al gretto del fiume, era veramente un posto tranquillo, non c’era anima viva.
Subito scese dall’auto, appena fuori senza nessun indugio fece cadere quel leggero vestito colorato, rimanendo con i seni scoperti e un minuscolo slip che subito tolse, accarezzata da un malizioso raggio di sole, fu spleditamente nuda, rimasi folgorato. Finalmente accennò un sorriso e disse:
-che fai, non ti spogli?-
Lo feci rapidamente, lei mi infilò il profilattico. Pervaso da totale aberramento, imbranato cercai di possederla sopra al cofano dell’auto, il primo tentativo andò a vuoto anche perchè la prostituta era poco collaborativa, ripresi energia provai ancora, stavo facendo l’amore o meglio stavo scopando, lei si limitò a concedersi passiva, facevo quello che volevo, la presi più volte smisuratamente, nonostante lei rimase statica. Solo sul finire del rapporto sentì leggermente affondare le sue mani sulla schiena, nella carne accompagnate da un impercettibile gemito. Senza parlare ci vestimmo, la riaccompagnai al posto di lavoro, ci salutammo con un sorriso. Nei venti chilometri che mi separavano da casa non feci altro che pensare a tutto ciò mi era capitato in quella strana giornata. Ripensai a Chiara al mare, mano nella mano con Francesco, vigliacca! Rivisitai la scena al fiume con la prostituta di cui non conoscevo neanche il nome. Senza rendermene conto avevo già invertito la marcia, poco dopo ero nel luogo dove avevo rimorchiato la giovane donna. La strada bonifica nel frattempo si stava popolando di prostitute, la presunta spagnola no, non c’era. Cosa mi stava accadendo? Perchè non riuscivo a togliermela dalla testa?

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Commenti su: "UN’ IMPROVVISA DEVIAZIONE primo episodio “CHIARA”" (41)

  1. sempre bellissimi questi tuoi racconti…….. dolce notte e buona domenica…..

  2. accantoalcamino ha detto:

    Ma Nazza….:-D Una bella domenica a te/voi e..stai lontano da “certe” strade… scherzo né 😀

  3. in fondo al cuore ha detto:

    Molto bello, come sempre del resto, aspetto il seguito! Buona domenica un abbraccio!

  4. Li leggo sempre tutto dun fiato i tuoi racconti, mi piacciono. voglio arrivare presto alla fine voglio capire cosa succede dopo.. sei proprio bravo Naz… è sempre un piacere leggerti. alla prossima ti auguro intanto una buona serata 🙂

  5. Perchè non riuscivo a togliermela dalla testa? Risposta: colpo di fulmine?
    Ce lo dirai alla prossima puntata….
    Buona serata Nazz…
    Un abbraccio

  6. sai rendere piacevole l’attesa

  7. Naturalmente aspetterò con moltissima pazienza la seconda parte del tuo racconto.E’ una storia molto intrigante e conserverò tutte le emozioni e le mie impressioni per dopo, intanto ti lascio il mio abbraccio e ti auguro una buona serata. Ciaoooo Nazzareno!

  8. Mi è piaciuto veramente molto.
    Forse sognava Chiara…

  9. Bello Naz, l’ho letto tutto dun fiato,
    non vedo l’ora di leggere il seguito…
    ti auguro una buona serata…
    un abbraccio…..
    Clicca

  10. Spero di scrivere la seconda parte la storia c’è, l’ho in testa sarà diversa più articolata e anche un pò paradossale. ringramzio per i vostri commenti un serena notte a tutti Nazzareno

  11. e si bello allora aspettiamo il seguito
    ciao buona notte e buon inizio settimana
    ciao ciao

  12. sempre piu belli i tuoi racconti
    adesso aspetto il seguito
    buona notte e buon
    inizio settimanaciao ciao un abbraccio

  13. Molto intrigate, si si, intrigante
    Bravissimo come sempre
    Dolce notte e buon inizio di settimana
    Pat

  14. Riesci a dare sempre belle sensazioni
    Un racconto che intriga molto
    Un caro abbraccio
    Trisch

  15. Ciao, Naz. E’ la prima volta che leggo una pagina di un tuo racconto perchè, come sai, ci conosciamo da poco. Avevo letto solo una tua poesia.
    Mi piace questo tuo racconto, mi piace il tuo modo di scrivere, il ritmo incalzante ed asciutto del tuo periodare. L’argomento è sicuramente intrigante, come dice Patrizia. Non sono convinto,però, che l’inversione di marcia sia dovuto ad un colpo di fulmine. Secondo me, la dinamica psicologica potrebbe essere diversa. Troppo banale il colpo di fulmine se si è trattato veramente di una prostituta.
    Aspetto con impazienza di leggere la seconda puntata. Buona giornata.

  16. Scandagliare l’animo umano non è semplice per nessuno. Nella tua forte delusione di
    aver riposto in Chiara tutto un mondo, ti sei trovato solo e inerme, a combattere la solitudine,
    attaccandoti ad un incontro occassionale.
    Sempre bravo
    Con simpatia
    Gina

  17. lucetta ha detto:

    Sono venuta a leggere, a salutarti ed a ricambiare il saluto che mi hai lasciato sul blog.
    Buona serata a te.

  18. Tornero’ a continuare a leggere questa bella cosa, Nazz. Intanto ti ho risposto cosi’:

    Nazz!!! Ciao!!! No, qui la neve non riesce nemmeno ad ammantare il selciato delle strade, appena “unu pillu”-in sardo: “crosta” o..”sottile strato”..unu pillu e’ ni’..un sottile strato di neve. Ma per me e’ gia’ troppo…amo l’estate ed il mare e noi sardi, specie delle pianure non siamo abituati a tale clima e l’organismo ne risente. Meglio l’estate.
    Ah, i miei…che coppia!!! Devi sapere che lei era religiosissima, “una donna pia” come si dice. Mio padre invece era un agnostico-anniottico diceva lui-. Forti quando parlavano di Dio. “no seu cre-ttinu coment’a tui”- non sono “cretino”- ma nel senso scherzoso di cre….dere molto- come te. Io sono un attio-ateo-.

    E lei: “basciu ses no attu”-sei basso..non alto..”. Io li sfottevo, mi divertivo a metterli contro-si fa per dire-.
    “Mamma, non creid in s’anima..”-”mamma lui non crede nell’anima…..” e lei, come mi aspettavo: “lassadd’a perdi..ch’est’ unu tontu spacciau tocca! (lascialo perdere, che’ e’ un tonto assoluto, vai!”-spacciau significa “consumato” ma anche “il massino”. “Tontu spacciau” per dire “stupido assoluto”).

    Mio padre, per la verita’, in Dio credeva. “Qualcuno c’e..tuttto da se’ non si forma..Dio c’e..e’ nel dopo morti che non credo!!!!

    Lei gli diceva che se credeva in Dio doveva credere anche nell’anima…”c’e il mondo materiale..e c’e il mondo spirituale..”. Lui diceva di non essere capace di “credere a tutto”. “Come dice nostro figlio..sono anniottico, non attio tutto” ( agnostico, non ateo del tutto). Terza elementare lui e seconda elementare lei.
    Gia’, “socrate”.Demis .vestito alla maniera degli antichi greci. Ciao Nazz.

    Marghian

  19. Mi piace!!!…hei..non farci aspettare troppo, siamo curiose come scimmie.
    Abbraccione.

  20. Bè Naz anche con Chiara era sesso… sesso sfrenato che pareva amore ma in realtà era soltanto dipendenza di chi per noia, abitudine … si è concessa… e chissà che il sesso della latina, donna di strada, che vende il suo corpo, senza emozione, possa improvvisamente solleticare il tuo cuore…
    Mmmmmmm… non farci caso… forse è solo il mio farneticare prima di andare a nanna…o chissà la tua bravura nell’attesa del prosieguo del tuo racconto… a far volare la mia immaginazione…
    A presto, come sempre molto bravo
    Un baciotto
    Fata scalza

  21. Coinvolgente ed in qualche modo specchio reale di rapporti che si infrangono d’innanzi alla parola “amore”.
    Aspettiamo il seguito.
    Ciao

  22. strangethelost ha detto:

    Bello e coinvolgente !! Aspetto il seguito.
    Ciao.Liù

  23. Ciao Naz, di questi tempi non ho tanta voglia di leggere, ma i tuoi racconti non si possono perdere così anche se tardi, mi son goduta questo tuo spaccato di umanità veramente coinvolgente per la dinamica degli eventi narrati e la suspence dgli ulteriori sviluppi. Sei in gamba, te lo dico con sincerità, non per farti il solito complimento. Grazie per la tua presenza sul mio blog, un abbraccio, Maria.

  24. accantoalcamino ha detto:

    Buon San Valentino Rosy e Nazzareno 🙂

  25. bella questa storia…
    anche se questa Chiara non mi piace…
    aspetto il seguito 🙂

    un abbraccio

  26. ciao ,ci sei sotto la neve? Ascoli deve essere magica, ovattata e misteriosa, io mi riscalderei con una Meletti , accidenti sono astemia. ciao cris

    • Ciao Cris vedo che conosci Ascoli, si è bella la neve la rende a tratti magica, mi sono divertito a fare delle foto, appena imbiancata è stupenda. io non sono astemio ma con l’ anisetta ci correggo solo il caffe un caro saluto ciao

  27. Ciao
    Bella questa storia,pure io,aspetto il,seguito…
    Buona serata

  28. Carissimo, in questi ultimi tempi oltre ad avere meno tempo per visitare gli amici, con te sono particolarmente sfortunata; ho fatto qualche tentativo ma c’è sempre stato qualche intoppo o difficoltà nel collegamento. Adesso, ad esempio il tuo scritto lo vedo in una sovrapposizione di varie immagini e la lettura quindi è quasi impossibile…non so se dipende dal tuo o dal mio meccanismo. Ad ogni modo ti dico che, almeno tutte le foto, sono bellissime (quelle case colorate sono di Burano? E dove si trova il bel porticciolo?) ciao un abbraccio..

  29. Anche io aspetto il seguito un baciotto ciao a tutti \ e buonanotte

  30. ..ma che bravo!!!
    Ciao NaZz,
    bella storia…certe cose posson capitare…
    E se anche te aspetti la continuazione, figurati tutte queste belle donne al tuo cospetto!!!
    Come stai ciospo?
    la vita va avanti, come sempre…
    un bacio immenso a te e a chi ti ama.. 🙂
    a presto
    vento

  31. Buongiorno e buona giornata Nazzareno, come sempre un altro bel racconto.. un 🙂

  32. Ciao Naz… buon giovedì..
    Barby!

  33. Bravissimo, mi piace davvero tantissimo. Complimenti veramente scrivi divinamente

  34. Grazie davvero a voi tutte. @orofiorentino, Simona,Barby, Vento ivana.@spero di essere all’altezza con il seguito.buonanotte

  35. Dolce notte Naz…

  36. Ciao caro Naz, scusa il ritardo…
    non ho festiggiato nè S. Valentino.. nè S. Faustino…
    ti auguro una dolce notte…
    un bacio….

  37. […] in filmati su spezzoni di vita, avrebbero la descrizione delle storie, a volte surreali e lievi di Nazzareno Bachetti che, attraverso linee invisibili di pensiero, lascia spazio alla riflessione e alla […]

  38. […] la Ripa, un po strada un po riva. Ci siamo incontrai li qualche domenica fa,  io Libera,  Nazzareno e  Loredana, blogger per passione e poi Rosi, Franco, Mitti e tanti altri, incontrati per la […]

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