Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Mi svegliai da quel sonno abissale, non stavo meglio di quando mi ero addormentato.
Feci una doccia sperando ritemprasse il mio spirito, soprattutto dissipasse la bolgia caotica che albergava in me. L’acqua gelata non sortì l’effetto sperato. Ero irrequieto, un razzo sulla rampa di lancio, sentivo il bisogno di vivere, respirare, uscire. Poco dopo vagavo, non avevo né desideri né mete,ero un’automa alla guida di un’auto.
Il cervello era un frullatore, mescolava tutto; ansie, ricordi, poche certezze, molte paure. Cercai di dividere i miei pensieri in scompartimenti stagni isolando gli uni dagli altri con lo scopo di dare ordine a quell’orgia opprimente che mi puntellava testa e stomaco. Pisicologicamente sciorinai diverse ipotesi; Blanca o come cazzo si chiamasse mi aveva raccontato solo balle? Quale vantaggio ne avrebbe tratto? A quale scopo? Per estorcermi denaro? Sapeva non ero ricco, vivevo semplicemente di stipendio. Chi era realmente Blanca? Una puttana? Un’avventuriera? Una folle? Avevo anche delle esigue certezze; il mese in cui siamo stati insieme ho avuto modo di respirarla, viverla, l’ho vista pregare, avere rispetto per il prossimo, era dolce e appassionata, una brava persona. Dovevo crederle? Blanca è Nuria la ragazza dal passato difficile recuperatasi e divenuta suora? Madonna… pronuciare quella parola mi terrorizzava, io con una suora? non riuscivo a capacitarmi. Se fosse davvero così? Non potrei stare più con lei. Quale futuro? cosa voglio? Cosa cerco? Perchè mi cacciò sempre nei guai? Facevo soste nei vari bar che incontravo nell’illogico perigrinare, bevevo birra e qualche grappa in quel modo davo tregua ai miei contorsionismi cerebrali. Assorbito da un vortice pischedelico non mi resi conto che senza volerlo transitavo per l’ennesima volta sotto casa di Chiara, la sua auto non c’era, la luce della camera spenta,la troia era sicuramente uscita. Con disprezzo pensai; “sarà a cena con quel cornuto del suo fidanzato e i soliti amici, quegli stronzi.” Ancora un bar, ancora una birra, ero alticcio per non dire sbronzo, sempre più aggrovigliato nei molteplici dilemmi, tra i vaporosi fumi dell’alcol emerse una verità, ero perdutamente innamorato di Blanca. Passavo sotto l’abitazione di Chiara, speravo d’incontrarla? forse si, come mi sarei comportato? Le avrei urlato addosso tutta la mia bile perchè mi aveva preso per il culo? Oppure le avrei detto di amarla alla follia che non avrei potuto stare senza lei? Avremmo sicuramente litigato e poi scopato. Chiodo scaccia chiodo. Una coltre di confusione si era impadronita di me soffocandomi. Passai di nuovo sotto casa della zoccola, stavolta l’auto c’era e anche la luce in camera, era rientrata, meglio cosi, il destino volle non l’incontrassi, “non le telefonerò né oggi né mai”. “Ciao bellaaa!” Risi sarcasticamente come un invasato toccandomi ripugnosamente nelle mie intimità, facendo gesti volgari nei suoi confronti, le sputai le offese più colorite e proseguii il mio andare. Puntai diritto in direzione della bonifica, passai davanti al platano, dove la pseudo suora si recava per svolgere la sua “missione” non c’era, non amava andare a lavoro di notte, “mucho confusion mucho peligro poco dinero” così sosteneva.
In preda ai fumi alcolici oramai ero perso, preda di un irrefrenabile caos.
Non sapevo neanche cosa stessi facendo. Mi trovai dentro l’ennesimo squallido locale era pieno di prostitute, trans e variegati personaggi, sembravano usciti dalla più pacchiana delle commedie, tutto il mondo in quella bettola; ricordo blandamente di un grassone ubriaco che si pisciò nelle braghe, tra le risate e il sarcasmo generale, nessuno si scandalizzò più di tanto, barista compreso, pessimo ambiente, non ricordo altro.
Dopo quella notte furibonda mi svegliai a giorno fatto nell’abitacolo dell’auto ancora con il motore acceso, sostavo in una piazzuola sulla strada provinciale, le ossa scricchiolarono devastate, la schiena dolorante, un mattone nel cranio. Stordito ad alta voce sospirai:
– Come sono ridotto… cazzo stò combinando?-
Cercai di ricompormi il tanto che potevo, in un bar presi un caffè doppio, le atrofie mentali si diradarono quel poco da farmi pensare che dovevo recarmi da Blanca, dovevo assolutamente vederla, era imprescindibile. Arrivai nel decrepito casolare, il silenzio tumefaceva evidenziando visibilmente la mia ansia, ancora in preda ai postumi dei bagordi fatti traballante salii le scale. La porta era aperta, Blanca…il suo viso ancora perso in quella tristezza che le apparteneva, indossava una maglietta che le copriva a stento il fantastico corpo, non si era accorta della mia presenza. Diedi forza alla voce:
-Già sveglia?-
Mi scrutò meravigliata rimanendo inchiodata vicino al letto, non le uscivano fuori parole, finalmente disse:
-Perchè sei tornato?-
-Perchè ti amo-
-Tu non puoi amarmi! Devi andar via.-
Incurante delle sue parole l’abbracciai forte, volevo baciarla… non ci riuscì per quella strana sensazione di pudore di cui oramai ero prigioniero, lievemente le carezzai il viso, impacciato feci alcuni passi indietro e con inaspettato vigore dissi:
– Voglio starti vicino non mi interessa chi sei, so di amarti, cerchiamo di essere sereni.-
-Nada andrà bien, yo martedì parto torno in Espagna, è todo finito, terminado, perdoname por favor.-
Ero sul punto di urlare, sfasciare tutto, i miei nervi stavano per esplodere. Sul letto vidi la foto nello sciupato argento, lei suora con i bambini, con la voce rotta dalla commozione dissi:
– Dai Nuria dammi la possibilltà di aiutarti… per favore.-
Nuria mi sorrise, un sorriso amaro, sofferto:
-Ti faccio un caffè ne hai bisogno tu non hai dormito, donde sei stato esta noche?.-
– Niente, sono andato in giro con la macchina, pensavo a te. Come stai tu? Hai dormito?-
-Nada, sono stordita, frastornata, ieri ho telefonato in convento ho parlato con Suor Paola una consorella, Suor Germana ha avuto una forte crisi, le servono dei farmaci ne ha urgente bisogno, in Spagna non si reperiscono facilmente, devo fermarmi a Nizza, costano un mucho di dinero così i soldi accumulati diminuiscono, non basteranno mai per far fronte alle cure. E’todo un disastro, da quando sei andato via sono sprofondata in uno stato di malessere assoluto, non sono andata a trabajar non ce l’ho fatta… Andrea non so più chi sono, cosa devo fare, non riesco ad immaginare una vita senza te, estoy enamorada come una nina, sono la solita cretina, tutto quello che ho fatto fino ad oggi è in discussione, anche la fede, sono squarciata, ferita, atroci dubbi si sono impadroniti de my. Mierda de loque es un disastro.-
Rimasi immobile recuperai logica:
– Ora la cosa più importante è aiutare Suor Germana al resto penseremo dopo, stai tranquilla.-
Nuria assecondò il mio dire, fece il caffè.
Passammo la domenica su un’altelena tra depressioni e speranze, aprì la busta gialla, tirò fuori delle foto in bianco e nero di sua madre, si somigliavano moltissimo, alcune la ritraevano con suo fratello, lei bambina, buffa e carina, in convento con Suor Germana, un donnone dal viso rotondo e pacioso. Mi mostrò degli articoli di giornale, parlavano dell’ordine delle suore di San Giuseppe, venivano descritte come eroine, angeli di luce nel buio dell’umanità. Orgoglioso dissi: -Vedi Nuria cosa siete, cosa sei? non devi mollare tu doni speranza.-
Si fece sera dovevo andare, non facemmo l’amore anche se i nostri corpi si erano rincorsi cercandosi tutto il giorno. Promisi che martedì l’avrei accompagnata in stazione.
Una volta in auto un’idea brillò dalla mia stanca emotività, potevo racimolare i soldi per aiutare Suor Germana, si. Ce la potevo fare, non era un idea, era un vero piano d’azione.
Il lunedì di buon’ora iniziai a lavorare, feci il giro dei clienti, molti erano ancora in ferie, avevo tempo, ne approfittai per acquistare il necessario che sarebbe servito a mettere in atto il mio piano. Il giorno si spense, rincasai, andai a dormire presto; puntai la sveglia alle tre del mattino. Il trillo interuppe la quiete della notte, lo feci tacere, veloce mi alzai. Poco dopo ero sotto casa di Peppe “zabaglione” un povero diavolo, un drogato, passava la vita tra i ricoveri in ospedale e il carcere. Abitava in una via buia, fabbricati fatiscenti. Sotto la casa come sapevo era parcheggiata la sua vecchia moto, un’honda enduro 600, sciabordai il sebatoio, vuoto come immaginavo, avevo pensato nel pomeriggio a procurarmi la benzina necessaria. In silenzio spinsi il due ruote per un centinaio di metri, infilai il passamontagna, accesi la moto che stavo rubando.
Illuminato dalle stelle schizzai nella notte.
Trovai riparo in un fienile abbandonato, mi stesi sulla paglia, non chiusi occhio ero nervoso,insonne aspettai il mattino, fortunatamente arrivò presto. Indossai una tuta blù quelle da meccanico, sistemai tutto il necessario nello zaino che misi a tracolla, ero pronto.
La moto ruggì, andai incontro al mio destino.

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Commenti su: "UN’ IMPROVVISA DEVIAZIONE sesto episodio “INCONTRO AL DESTINO”" (39)

  1. carmenrdzn ha detto:

    ¿Por qué has vuelto? –
    ¿Por qué te amo-

    Bravo! Buongiorno e baci.

  2. 🙂 sempre piacevolissimo leggerti…
    una serena giornata ciaoo naz

  3. in fondo al cuore ha detto:

    sempre più coinvolgente, buona domenica Naz!

  4. Ah, l’ammore che fa fa’!
    Come diceva il bravo Murolo…
    Sarò un’instancabile romantica…
    Ma tutto ciò mi piace…
    E … poi.. poi la realtà…
    Esistono uomini come Andrea
    e donne come Blanca
    Capaci di mettersi in discussione?
    Esistono nella realtà?
    Non so ma amo sognare…
    e continuerò a farlo
    leggendoti ancora…
    Una buona domenica Naz
    Un bacione

  5. strangethelost ha detto:

    Adesso stiamo arrivando pure alle rapine??
    Secondo me finirà male!!
    Un caro abbraccio,aspetto il seguito 🙂 Liù

  6. e poi??? Naz non è che finisce male?? sempre più coinvolvente!wowwww.. scrivi presto il seguito…. un’abbraccio Adriana 🙂

  7. speriamo bene….
    non è che tutti sti caffè fanno male???
    O.o
    buona domenica!

  8. no daiiii….non mettere un tragico finale 😉 buona serata

  9. Ma poi,dopo tutto questo impegno per creare o ricordare, ‘sto romanzo lo pubblichi o no? (per poterlo leggere tutto insieme… :-D) …….. coinvolgente, davvero!

  10. Sta diventando un dramma sempre più intrigato, coinvolgente al massimo.
    Speriamo solo non finisca male questo ragazzo innamorato perso ….
    Bravissimo Nazzareno
    Ciao, Patrizia

  11. WOW…mentre leggevo facevo questa considerazione: ma Blanca/Nuria come potrebbe mai tornare in convento dopo quello che ha passato e soprattutto dopo essersi innamorata? Mmmm…
    Ti confesso che non mi aspetto un lieto fine anche se mi piacerebbe molto.
    Baci

  12. Dai Naz…………basta caffè e alcolici….mettiti calmo e pensa a una bella e buona fine……Buonanotte!

  13. la storia si fa sempre più coinvolgente…un abbraccio, Maria

  14. Sembra che le cose si stanno mettendo male
    Nazzareno che sta succedendo??
    quanti intrighi?
    aspetto la prossima puntata…
    Un abbraccio
    Trisch

  15. E attendo anch’io.. buona settimana Nazzareno kiss 🙂

  16. Sempre piu coinvolgente…

  17. Non ho voluto togliere nulla a questi due personaggi,dilungandomi. Ho cercato di descrivere emozioni, pensieri, dubbi da sottilineare così il loro travaglio interiore spero esserci riuscito. Tutti si auspicano un lieto fine, non lo so vedremo. Nel ringraziarvi per essere qui auguro a tutti una buona giornata ed ora scappo vado al lavoro ciao. zè (Nazzareno)

  18. ..ecco perchè io non vado mai incontro al destino….c’ho la bici, non ruggisce quella cofana d’attrezzo coi pedali!!!!
    ma lo sai che sei davvero bravo?
    …allora mettiti al lavoro….vedi quante curiose c’hai???
    si vuol sapere la fine…baci e abbracci!
    vento

  19. Ciao Nazzareno, torno domani a leggerti con calma.
    Ti lascio una dolce sera
    Gina

  20. Nazzareno ho letto ciò che mi ero persa assorbendo ogni tua riga come il panno che uso per asciugare l’acqua e ti posso assicurare che quello che uso io è fantastico! Eh Eh Eh scherzi a parte scusa per la mia assenza non per scarso interesse e lo sai! Bellissimo! Molti colpi di scena e adesso?…… cos’ hà intenzione di combinare? Lo immagino e sono in trepida attesa come il tuo protagonista. Un bacione e buona serata. Sei davvero bravo.

  21. Ti ho letto con grade curiosità e passione.Il tuo racconto sta diventando una fiction mentale, che aspetta con ansia di essere visto e rivisto
    Molto bravo, grazie Nazzareno
    Un abbraccio
    Gina

  22. Ciao, Naz. Finalmente, stamani sono riuscito ad entrare nel tuo blog e leggere la nuova puntata. Avevo bisogno di un po’ di tempo per leggere con attenzione questa puntata importante, da un punto di vista psicologico, quello che mi interessa di più, soprattutto nella sua prima parte.
    Forse ricorderai che nella prima puntato avevo commentato che se si fosse trattato solo di una puttana sarebbe stato troppo banale.
    Nel dipanare del racconto questa mia convinzione, non era ancora una vera intuizione, si rafforzava sempre di più sino a quando tu le hai dato un ruolo diverso, quello della suora ma del quale non eri ancora sicuro, anzi inconsciamente lo rifiutavi.
    Secondo me, quello è stato il momento in cui, tu narratore, ti eri già innamorato.
    Questa puntata ha chiarito ulteriormente soprattutto le due personalità.
    Mi è piaciuta molto la tua tempesta emotiva, quasi una dissociazione.
    Aspetterò la prossima puntata con vero interesse.
    Ciao, apresto.

  23. La mia impressione, ma spero tanto di sbagliare, è che non finirà bene….
    Dai, non farci aspettare molto….
    Un abbraccio e buon pomeriggio.

  24. Ciao Naz, quanto mi piace questo racconto….
    è ricco di tante emozioni… come tutte spero
    che finisca bene… aspetto con ansia il seguito…
    bravissimo caro amico….
    ti auguro un buon pomeriggio e una dolce serata..
    un abbraccio….

  25. fivereflections ha detto:

    “…Ero irrequieto, un razzo sulla rampa di lancio…

    …La moto ruggì, andai incontro al mio destino.”

    Ciao Nazzareno:

    between a restless night and the roaring thunder of freedom (the motorcycle – spirit of freedom) racing toward the edge of tomorrow – a world of creative characters fill the time between…

    [using a translator is tough] but i feel the feelings deep inside the author’s thoughts creating this 6th episode…

    my warmest regards
    David in Maine USA

  26. molto emozionante …..aspettando il seguito
    buona notte e
    buon fine settimana

  27. Il lavoro mi ha di nuovo rapito, inutile ripetermi sono sempre vicino a voi cari amici mi dispiace non avere tempo per leggere e commentare i vostri post, il finale nei ritagli di tempo lo stò scrivendo è una dura scelta, spesso ci si concentra sul finale a tutti piacerebbe e vissero felici e contenti, le storie sono belle mentre nascono, vivono, il finale è la morte, io sono oramai affezionato a questa, ma come tutte le cose hanno una fine, spero non vi dispiacerà. A presto, un abbraccio in amicizia, zè (nazzareno)

    • fivereflections ha detto:

      i enjoy your friendship – a good choice is to share your creativity – we all know you enjoy those that read, and those that follow!

      Happy writing – enjoy your weekend too.

      David in Maine USA

  28. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Caro Nazzareno ti auguro un sereno fine settimana tornerò lunedì ti abbraccio Pif

  29. Ciao caro Zebachetti ,
    ti auguro una dolce giornata~~
    abbraccio~~Jussara Luna

  30. buon fine settimana 😉

  31. Finalmente ho potuto leggerti di nuovo!

  32. Splendida settimana caro Nazzareno
    Un abbraccio
    Gina

  33. La deviata che è in me ha smesso di leggere, salva i pezzi in una cartella che poi leggerà tutta insieme …

  34. Ciao Naz, ti auguro una meravigliosa settimana…
    e una dolce notte un abbraccio….

  35. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno caro Nazzareno, ti auguro un splendido inizio di una primavera da sogno in amicizia Pif

  36. let me just stay.

  37. sono passata per caso tornero’ di proposito!:)

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