Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Sprezzante divorai quei chilometri di asfalto ammaestrando decine di tornanti, in poco tempo ero a Crocette, un paesotto sulle colline marchigiane a ridosso dell’appennino. Poche ombre per le strade, il mattino era ancora giovane di quel primo settembre. Sfrecciai nel viale passando davanti all’ufficio postale, andai a posizionarmi in un spiazzo appena fuori dal paese, da lì godevo un’ottima visuale, avevo tutto sotto controllo. Fumavo in continuazione una sigaretta dopo l’altra, il solo fremito delle foglie mi scuoteva, ero teso come una corda di violino. Dalla curva eccolo, vidi sbucare ciò che aspettavo, il furgone portavalori. Un vigilantes scese e trafelato aprì il portellone posteriore, recuperò dall’interno un sacco color giallo paglia, entrò nell’ufficio postale, dopo pochi minuti uscì e risalì a bordo; il mezzo blindato in un lampo scomparve dalla mia vista. Indossai il passamontagna, misi gli occhiali scuri, arrotolai sul collo una sciarpa, lasciai libera solo la bocca. Fulmineo in un colpo di accelleratore mi catapultai lì,con un calcio spalancai la debole porta dell’ingresso. All’interno, di fronte mi si parò un’impiegata, una donna ingobbita, baffuta, con gli occhiali, lenti spesse come fondi di bottiglia: “E’chiuso” tuonò con un’arroganza che non le apparteneva, maltrattandola le dissi di sedersi sul pavimento e di rimanere in silenzio. Fibrillante urlai:
-QUESTA E’ UNA RAPINA! STATE TUTTI FERMI E NESSUNO SI FARA’ MALE!-
Furente mi avvicinai all’altro impiegato, puntai la pistola a pochi centimetri dal suo viso appuntito, sembrava un ratto, baffetti sottili,odiosi. Quell’ometto dal fisico minuto, statura bassa stava estraendo il denaro dal sacco depositandolo in cassaforte. Sclerando continuai ad urlare:
-Dammi i soldi svelto! sbrigati!-
Con mia enorme sorpresa l’omuncolo con la faccia da topo, mi sfidò con una risata spavalda, nevrastenicò apostrofò:
” Scemo a chi pensi di far paura?! C’è il tappo rosso alla canna, la tua arma è solo una scacciacani, è un giocattolo… isterico mi afferrò per il bavero strattonandomi,
rivolgendosi convulso all’ impiegata gridò:
“Chiama i carabinieri! svelta.”
La poveretta sempre in terra col volto sfigurato dal terrore per mia fortuna non ebbe il coraggio di muoversi. Disperato oramai scoperto giocai il tutto per tutto, in un istinto criminale a me sconosciuto fino a quell’ istante, freddo, rivoltai la pistola impugnandola per la canna e con il calcio sferrai un vigoroso colpo alla mano rinsecchita dell’uomo-ratto che dolorante mollò la presa, alterato lo spinsi fino a farlo cadere, arraffai alcune mazzette di banconote cadute sul pavimento, le infilai nello zaino e fuggì. Una volta fuori sfilai via tra le bocche spalancate degli anziani presenti in attesa dell’orario di apertura. Lasciai alle spalle un vociare minaccioso, agile balzai in sella dell’arruginito destriero che non mi tradì, rombò furioso e in pochi secondi fui fuori dal piccolo agglomerato rupestre.
Imboccai la strada brecciata, tagliava a metà la collina, quelle carrettiere le conoscevo bene, ero solito percorrerle in montain bike. Non riuscivo a capacitarmi del gesto compiuto,concentrato alla guida spingevo a manetta massacrando l’accelleratore, il vecchio motore orgoglioso, rispondeva potente. Inghiottivo polvere su polvere, dopo alcuni chilometri in un casolare abbandonato fuori traiettoria mi fermai, bruciai tutto il compromettente, lo zaino, la tuta, gli occhiali. Aggiustai le mazzette di denaro nel busto che avevo indossato, modelleva il fisico aumentando leggermente la circonferenza del torace somigliavo ad un culturista, rimisi la maglia, ripresi la fuga.
Dopo mezz’ora nelle vicinanze di Borgo San Lorenzo, abbandonai la moto, la nascosi con attenzione coprendola con del fogliame, in fretta m’incamminai per una scorciatoia, poco prima di arrivare al paese tra gli arbusti scavai una buca e sotterai la non tanto innocua scacciacani. Scarpinai ancora per alcuni chilometri con il cuore affondato nella gola e sudatissimo finalmente arrivai nella piazza centrale del borgo, la corriera era lì, sembrva attendermi ce l’avevo fatta; mancavano pochi minuti alle dieci a quell’ora sarebbe partita. Ebbi il tempo necessario per dissetarmi alla fontana, gustai quell’acqua fresca come un camello fa dopo aver attraversato il Sahara, mi bagnai la nuca avviandomi in direzione dell’antiquato mezzo di trasporto. Finalmente si mise in movimento ero in viaggio, il pericolo maggiore pensavo superato. Pochi i passeggeri, nel sedile a lato del mio una vecchietta sorrise con simpatia, i denti erano solo uno sbiadito ricordo, quel volto benevolo insensatamente mi rassicurò per pochi attimi. Il viaggio sembrava interminabile, non avere mai fine. Ero vicino alla destinazione quando vidi sul viale una pattuglia dei carabinieri, erano in tre, due avevano il mitra a tracolla l’altro la paletta, il braccio a mezz’aria, oddio adesso ferma la corriera sono fritto… il braccio s’abbassò, la paletta puntò a terra, il bus proseguì indifferente, “cazzo che paura, mamma mia!” Il cuore era residente stabile nella gola, sudavo caldo freddo non lo sapevo, grondavo come una canalina bucata in un giorno di pioggia. Arrivammo nella piazza della cittadina riviaresca, scesi… un altro passo verso la vittoria. Baciai sulla fronte la tenera vecchina, di corsa mi avviai in stazione. Il treno diretto per la mia città stava per partire avevo solo pochi minuti, corsi come un forsennato. Il capotreno stava facendo chiudere le portiere dei vagoni, come uno stambecco saltai dentro sotto gli occhi severi del ferroviere. Ero riuscito a prenderlo; fischiando sulle ruotaie partì. Quel giorno ricordo fu tutto un correre. Una volta arrivato a destinazione sempre in gran fretta andai a recuperare la mia auto, in un luogo tranquillo contai il denaro, erano otto milioni, cazzo. pochi. Che potevo fare? Quelli ero riuscito a prendere. Dopo un breve pensare decisi di recarmi in banca, alla cassa chiesi l’estratto conto, avevo quasi due milioni, rivolgendomi alla bancaria dissi:
– Vorrei fare un prelievo, mi dia un milione e mezzo.
“Un milione e mezzo? Cosa ci deve fare?” Rispose la cicciona alla cassa, esterefatto pensai “cazzo dice questa quà?” poi arrabbiandomi reagìi:
– COSA CAZZO TE NE FREGA! Dammi stì cazzo di soldi fai in fretta… sono miei, grazie.- La cicciona rossa in viso per l’imbarazzo contò i soldi, con lo sguardo sbieco me li stese, presi il denaro, me ne andai.
Dovevo andare da Nuria, dovevo accompagnarla, alle tre di quel pomeriggio avrebbe preso il treno che la conduceva in Spagna,lontano da me. Non capivo più niente, i pensieri s’infrangevano in me come onde sugli scogli, mi arresi e rinunciai ad elaborare ogni ragionamento.
Entrai nella spoglia casa, Nuria era stesa sul letto, vedendomi sorrise:
– Stavo per chiamare un taxi, pensavo non saresti più venuto. –
– Non sarei mancato per nulla al mondo. ti dovevo vedere… cazzo Nuria non partire…-
Sospirò ed emise dolcemente:- Oh Amor mio, amor… yo non puode far nada, devo andare.-
Mi stesi sul letto insieme a lei la baciai, un bacio interminabile tutta una vita, le speranze,i sogni, i cuori si toccarono sentimento infinito, la passione traboccava dai nostri corpi, la trattenemmo con sudore, i miei occhi nei suoi, silenzi assordanti che facevano male, tutto narrava di noi, l’aria era densa, dipinta del nostro amore. D’improvviso Nuria disse levandosi dal letto:
-Devo vestirmi è già tardi-
-ok ti aspetto fuori.-
Un fugace bacio, i nostri corpi s’allontanarono. Scesi le scale barcollando affranto, sedetti sotto il ciliegio asciugandomi le lacrime oramai inquiline abituali nei miei occhi.
Raggio di sole nel sole la vidi uscire, splendida avvolta in un abito bianco ecclesiale che metteva in evidenza il color oro del viso elegante nei capelli raccolti, pareva una sposa. Scese.
– Hai conosciuto Blanca, Nuria, ora Suor Caterina.-
Emozionato riuscii ad esprimermi in un goffo:
-E’un piacere conoscerti.-
Imbarazzato le baciai la mano con riverenza.
Durante il tragitto nessuno dei due parlò, in stazione si precipitò ad acquistare il biglietto, mentre l’aspettavo accesi la milionesima sigaretta della giornata, non ero più un essere umano ma una ciminiera di un altoforno. Nell’attesa del treno ricordo solo parole strozzate, emozioni, occhi lucidi, un’immensa tristezza. L’espresso cigolando arrestò la corsa, ancora pochi minuti e ci saremmo divisi per sempre. Coraggiosamente Nuria afferrò la mia mano portandola al viso se lo fece carezzare, mormorando:
– Ciao Amore mio unico grande Amore non dimenticarmi… sarai sempre nel mio cuore, vivi i tuoi sogni, donati alla vita non fare in modo che l’avversità ti imbruttiscano.. cavalca il tuo destino.-
La cinsi a me, volevo baciarla, non potevo. Prima di lasciarla le diedi una busta chiusa, dicendole:
– Qui dentro ci sono nove milioni e cinquecento mila lire sono per Suor Germana, altro non avevo. Prendili.-
Nuria mi guardò smarrita, il treno stava per partire, il capo stazione oscillava quella maledetta bandierina rossa invitando i passeggeri a salire, avevo aspettato di proposito quel momento, in modo che lei non potesse opporsi. Nuria, Blanca, Suor Caterina sorrise ancora, commossa:
-Ricordalo, sei e sarai il mio unico grande amore per sempre… te AMO.-
Sali nel vagone, il sole scomparve dietro fosche nubi,si erano addensate minacciose in quel pomeriggio di fine estate, in una folata di vento il treno si mosse sparendo dove l’orizonte curvava trascinando via con lui una parte di me.

FINE…

Miguel ha raccolto nel prato delle Margherite, vuole portarle a sua nonna. Il sole è tiepido oggi, insieme a noi c’è Pedro, un mio amico regista, dice che vuol girare un film sulla mia storia, cazzate! Pedro è sempre esagerato. Miguel ha due anni, è il figlio di Blanca, nostra figlia. Nuria non voleva che la bimba si chiamasse così. Quel nome fu motivo di lunghe discussioni, io sostenevo di essermi innamorato di Blanca quella ragazza che si rimise in gioco sfidando tutto per aiutare un amica. Oggi Suor Germana è una settantenne in buona salute, sempre impegnata in prima linea a condurre la casa famiglia e l’ospadale per piccoli malati,strutture divenute fiori all’ occhiello della sanità Spagnola. Nuria sciolse i voti appena tornata in Spagna, continuò a collaborare nel plesso ospedaliero fino a divenirne direttrice sanitaria. Blanca ed io gestiamo un pub,quì a Tossa de mar incantevole perla a picco sul mare. Arrostiamo pincios, serviamo sangria e cerveza, gli affari non vanno male, anzi.
Nostra figlia è veramente una brava ragazza, ha ventiquattro anni, somiglia moltissimo a sua madre, diverse solo nel colore degli occhi,i suoi sono di un azzuro chiaro, limpidi come il mare dopo la tempesta. Con me da quest’anno è venuto a vivere Andrea. Lui era il motivo di quelle decine di telefonate di venticinque anni fa, Chiara voleva dirmi che aspettava un figlio da me. Andrea crescendo ha voluto sapere chi fosse il suo vero padre, costretta dalle incessanti pressioni due anni fa Chiara ha confessato. Ora è qui, andiamo d’accordo? Non sempre, ha il mio stesso carattere irruento pasticcione e testardo,ma anche lui è un bravo ragazzo, buono d’animo, ama sua sorella Blanca vanno molto d’accordo, adora Miguelito, trascorre molto tempo a giocare con lui. Chiara? Ogni tanto viene a trovarci, è stata sposata due volte, due separata. Sta bene, il nostro rapporto è tranquillo. Quello con Andrea un tantino spigoloso, ogni volta che litigano lei finisce per dirgli sempre sei tale e quale a tuo padre, uno stronzo. Ma questa è un’altra storia.
Varchiamo l’arruginito cancello, Pedro ed io camminiamo lenti, Miguelito ci ruzzola davanti. Arriviamo, Nuria è li ad aspettarci come ogni giorno, bella più che mai.
“Ciao nonna ti ho portato le Margherite, ti piacciono tanto.”
Nuria sorride ma non risponde, la fotografia non ha il dono della parola. Una lucemia fulminante quattro anni fa l’ha strappata prematuramente da questa terra. E’sempre con me al mio fianco, il nostro amore è eterno, lei diceva sempre i nostri cuori si sono toccati si appartengono, nessuno li potrà separare neanche la morte. E’vero amore mio,neanche la morte.

Annunci

Commenti su: "UN IMPROVVISA DEVIAZIONE settimo ed ultimo episodio ” DOVE L’ORIZZONTE CURVAVA”" (28)

  1. carmenrdzn ha detto:

    Il vero amore è per sempre fino alla morte … Non riuscivo a tradurre tutto, mi sento triste ma bella.

    Besos.

  2. Alla fine l’amore di entrambi ha vinto su tutto, anche sul gesto incondizionato della rapina commessa, di cui Nuria probabilmente non ha mai saputo nulla. Una storia molto avvincente, con risvolti sorprendenti. Una parola FINE che metteva termina solamente alla prima parte della loro vita, ma che dava inizio all’altra, quella vissuta veramente da coppia innamorata, lasciandosi alle spalle tutto il passato ma non dimenticandoselo, anzi probabilmente è stato fonte di forza per entrambi.
    Bello, coinvolgente, drammatico e commovente. Bravissimo Nazzareno
    Dolce notte, Pat

  3. in fondo al cuore ha detto:

    che dire Naz…..è splendido, lo vedo davvero come un film, sarebbe bellissimo, ti auguro una serena giornata un abbraccio!

  4. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    L’amore e la cosa più bella, e se vera è eterna … ti abbraccio Pif

  5. che dire su questo finale tanto sorprendente… la forza dell’amore fa compiere gesti estremi ma per una buona causa si possono perdonare. peccato per la povera Nuria che ha lasciato così presto la scena, ma un clima di serenità è calato su tutta la storia, che tutto sommato ha avuto un lieto fine e i suoi personaggi riunitisi, vivono in un clima di operosa tranquillità, dopo le burrascose vicende iniziali che tanto ci hanno appassionato.Non posso che farti i miei complimenti per come hai condotto il tuo racconto, senza sbavature nè omissioni, sei pronto per scrivere un romanzo vero , infatti dalla visione di insieme il tuo racconto si è concluso egregiamente, con la giusta collocazione di tutti i personaggi, in un contesto che hai saputo sapientemente allargare.Ciao,un abbraccio sincero, Maria

  6. che bella storia 🙂
    meno male è finita bene 🙂 🙂
    bravo 🙂 ti meriti un caffè 🙂
    baci

  7. strangethelost ha detto:

    Bella storia! Ma avrei preferito che Nuria non fosse morta! 😦
    Un caro abbraccio Nazz . Liù

  8. ufff Naz.. perchè l’hai fatta morire? è bellissima questa storia però dopo tante che ne hanno passate almeno il lieto fine……….. sei bravissimo e io adoro leggerti quindi alla prossima! buona giornata 🙂

  9. Finale alla grande,amo i lieti fini…Complimenti Nazzareno sei stato bravissimo una storia
    travolgente,dolorosa,appassionante e avvenente.
    Un caro abbraccio
    Trisch

  10. Ecco… non poteva non esserci un finale diverso dal tuo…
    L’amore capace di compiere gesti impensati, estremi, che logoraogni fibra, capace di qualsiasi rinuncia..
    Quell’amore che non sa mentire, che è coerente fino alla fine…quell’amore che accompagna nel silenzio la morte di due persone che in vita sono state legate sia pur a dispetto di un destino avverso… ma che si perpetua oltre la morte ogni ragionevole perchè…
    Che dirti Naz sarò una nostalgica romantica… ma desidero farti i miei complimenti per la strutturazione dell’intera storia, per come pian piano l’hai fatta evolvere sviluppando i pensieri del tuo cuore e della tua sensibilità…
    Condivido con gli amici che ti hanno commentato in precedenza… sarebbe uno splendido film…
    A te grazie di avermi fatto compagnia con questo tuo lavoro ai confini tra l’utopia ed una realtà sognata!
    Un abbraccio per te

  11. Bravissimo…mi ha letteralmente travolto questo ultimom episodio…stavo per deprimermi quando sono arrivata al loro addio mentre lei prendeva il treno vestita da suora…ma mi sono ripresa alla grande quando ho letto che alla fine ha trionfato l’amore.
    Buon compleanno carissimo Naz con l’augurio di una stupenda primavera.

  12. buon pomeriggio Nazareno e buon inizio di primavera … Luli

  13. emozionante, dolce, bello,tenero…non so più che aggettivi mettere…
    bravo Nazz…
    Un abbraccio

    Lore

  14. Sei bravo e, forse mi ripeto, bello leggere qui … 🙂

  15. Eva ha detto:

    Ho riletto il finale per la terza volta ed anche questa ha visto i miei occhi inumidirsi e qualche lacrima scendere. Mi sono commossa… e questo credo sia proprio quello che uno scrittore deve riuscire a trasmettere: sentimenti che rendono partecipe chi legge della storia che viene narrata. Complimentoni.

    Se mi permetti una osservazione, la faccio sullo stile di scrittura. Alcuni periodi andrebbero meglio elaborati, le pause allungate, mentre spesso le frasi si susseguono dando un ritmo troppo frenetico alla prosa. Perdona il mio desiderio di perfezione, ma i contenuti e quanto trasmetti meriterebbero un risultato non solamente virtuale ma anche librario. IMHO, ovviamente.

    Eva Kant 🙂

  16. bravo Nazz, sembra vero! Aspetto il prossimo !

  17. Ciao, Naz. Mi spiace non vedere pubblicato il mio commento di ieri, tardo pomeriggio, che sino alle 23 era “in attesa di approvazione”.
    Gradirei, comprendere i motivi della censura.

    • Caro Osvaldo non ho posto nessuna censura al commento non mi sarai mai permesso anche perchè i tuoi commenti sono sempre ben approfonditi e vanno a cogliere L’ essenza del racconto.E’ solo che l’hai postato sulla foto in bianconero nel fondo del pezzo. ti ringrazio infinitamente Buona serata.

  18. Scusate sono cosi’ impegnato col lavoro da non riuscire a seguire i vostri blog me ne rammarico. I vostri complimenti mi gratificano vano benissimo gli appunti e i suggerimenti sono preziosi. Questo racconto per me è una tappa importante il più lungo scritto anche la trama diversa se vogliamo surreale non è stato facile far combinare tutti i pezzi del mosaico. Ho scritto di notte cercando di rubare tempo al tempo sono felice che vi sia piaciuto. Mi sono mano mano che la scrivevo affezionato alla storia e ai personaggi, ora e’ finita e’ andata cosi’ un po’ com’ e’ la vita spesso in salita.Grazie di cuore. Buona serata a voi tutti.ze’ (Nazzareno)

  19. Ciao Nazzareno, un finale degno di Te; della Tua sensibilità, della Tua dote che hai nel
    novellare e soprattutto della Tua Anima
    Un abbraccio
    Gina

  20. Bravissimo Nazzareno, buon week-end 🙂

  21. E come volevasi dimostrare… l’amore vince sempre….
    Forse con qualche giorno di ritardo ma ti lascio ugualmente i miei sinceri auguri per il tuo compleanno….
    Un abbraccio

  22. Epilogo……..meravigliosamente nobile!
    BRAVO!!!! Buon week-end

  23. Ciao caro Zebachetti
    Buona domenica~~abbraccio~~Jussara

  24. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno caro Nazzareno, noi non abbiamo bambini, perciò le mie tradizioni non posso trasmettere a nessuno.. ma non mi rende triste perchè vivo le mie tradizioni e mi portano serenità.. ti abbraccio Pif

  25. Veramente splendido ….
    sorprendente, coinvolgente e commovente….
    bravissimo Naz, dolce notte…. un abbraccio…

  26. Ciao Nazzareno, sono passata diverse volte ma non ho potuto lasciare nessun commento e saluto. Pensavi che mi fossi persa il tuo finale? No, l ho letto con tutto l’interesse che provo per ogni cosa che scrivi perchè ci metti sempre il tuo cuore e la tua grande immaginazione. E’ un finale a sorpresa come speravo ad essere sincera…. vedi un amore così grande credo che nessuno, neanche il Creatore che vede e legge tutto avrebbe mai voluto impedire e così nell’immaginario è stato. Cosa non si fà per amore, ogni illogica pazzia diventa logica e soprattutto possibile. Sono due personaggi forti, decisi, delusi dalla vita che hanno comunque a un certo punto trovato la felicità e un punto fermo a cui approdare attraverso l’amore verso chi li ha aiutati e attraverso il grande sentimento che li ha uniti per sempre anche oltre la vita stessa. Amicuzzo mio finale più bello non poteva essere scritto. Stò bene…. ma un periodaccio ……. sai io sono ottimista e credo che adesso và già meglio mi piace sorridere e sorridere alla vita che mi ripaga comunque attraverso grandi e piccole cose, anche i tuoi saluti così tanto cari. Un abbraccione e tanti baci.

  27. silvianovabellatrix ha detto:

    Il tuo racconto è davvero molto cinematografico ed incalzante, con un finale davvero poco scontato. Me lo sono goduto appieno. Un caro saluto
    Silvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: