Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Sciatti, rozzi, probabilmente dell’est europeo, i due camionisti non gli diedero spazio sulle strette scale, costringendola a passare tra loro nel mezzo, tra risate sguaiate e battute sicuramente di cattivo gusto. Alessia non capiva la loro lingua. Il cuore le batteva a percussione, non s’intimorì e proseguì la sua strada senza titubanze. Entrò nell’autogrill, la cassiera una bella donna,capelli ricci corvini addolciti da occhi di miele, sfoderò il sorriso delle grandi occassioni. Alessia compiaciuta corrispose, già meno agitata. Al banco del bar mentre si apprestava a consumare la sua cena, un cappuccino e un pezzo di torta alle mele, un uomo dall’aspetto distinto le porse una bustina di zucchero, sfoderando tutta il suo charme disse: -Prenda, lo zucchero è il sale della vita.- Compiaciuto sorrise, soddisfatto della sua simpatia; con modi gentili Alessia replicò determinata:
-No grazie; ho la pressione alta e per disgrazia sono anche diabetica.- Disinvolta sorseggiò il cappuccino, rimanendo sorpresa della sicurezza mostrata in versione femminile, come del timbro delicato della voce. L’uomo stizzito melensamente rispose:
– Mi dispiace per lei se ha tutti questi problemi di salute. –
-Fa nulla.- Addentò la sua torta non considerando più lo sconosciuto.
Aveva spiovuto la strada era ancora bagnata, l’auto filò via veloce. In poco si trovò immersa nel caotico traffico del centro di Pescara, Alessia dopo una ricerca disperata finalmente riuscì a trovare uno straccio di parcheggio. Con un’andatura sinuosa, comunque sostenuta attreversò alcune vie, fino ad arrivare a un intreccio di vicoli, dopo qualche centinaio di metri trovò l’indirizzo cercato. Suonò il campanello di un piccolo portone giallo; attese pochi attimi ed un uomo grosso e grasso, calvo con una faccia da suino aprì, scrutò Alessia da capo a piedi, sospettoso aprì bocca: -Desidera-
-Buona sera sono Alessia, quella nuova.-
-Alessia?…. non aspettavamo nessuna Alessia.-
Tremante ed emozionata riuscì a spiccicare:- Mi scusi sono VANESSA…Alessia è il mio vero nome, Vanessa è solo d’arte, scusi ancora.-
Il grassone calvo assunse l’aria di uno che non aveva capito molto e si limitò a mugugnare:-Va bò, va bò, seguimi.-
Attraversarono un angusto corridoio fino ad arrivare in un ufficio, bussarono ed entrarono appena ricevuto il consenso. Due uomini parlottavano tra loro il grassone si espresse:- Signor Pasquale c’è quella nuova.-
-Ah …tu sei Vanessa?… Vieni, vieni, fatti vedere, mmm… sei proprio una bella figa. Sicuro di essere un uomo?- Rise.
Timidamente lei rispose:
-Certo nella vita sono un uomo, ora sono Alessia. –
Pasquale aveva tutta l’aria di essere il boss di quel posto, contrariato replicò:
– Alessia?… Che minchia significa? Non hai detto di chiamarti Vanessa?-
Rossa in viso rispose:
– Vanessa è il nome d’arte.
Va bè, va bè, non mi frega un cazzo, basta tu sia brava, ora vatti a cambiare.
Adriano ti mostrerà il camerino, lì trovarai tutto l’occorrente; ci vediamo dopo ok?
-Si va bene- rispose Alessia- Vanessa con un filo di voce, il cuore e le tempie le battevano come martelli, seguì il grassone in modo autoritario disse:
-Questo è il tuo camerino, qui ti puoi cambiare, hai bisogno di qualcosa?-
-Ci sono i cosmetici?-
-Qui c’è tutto, vestiti, scarpe, tutta roba nuova. Intendevo se hai bisogno di qualcosaltro, alcol, cocaina, estasi, quello che vuoi, siamo molto forniti.
No, grazie va bene così, se dovessi avere bisogno di qualcosa te lo dico grazie ancora.
Si guardò intorno, il camerino era piccolo illuminato da lampadine gialle, due specchi, uno molto grande, dietro una tenda un armadio a muro, abiti da scena, un’infinità; rossi, fucsia, neri, in pelle,in seta, con le paillettes, con le frange, scollati, lunghi, corti, tutti molti appariscenti, alcuni assurdi. Uno a uno inziò a osservarli scrupolosamente, a misurarli, rimase indecisa su due abiti. Aprì i cassetti del mobile, trovò i trucchi. Guardandosi allo specchio sospirò compiaciuta e si Alessia è proprio bella, molto bella. Inizio a svestirsi, una volta nuda mise l’intimo, un reggiseno e un perizoma in pizzo nero molto sexi, indossò delle autoreggenti scure. Fu la volta della scarpe, scelse un paio di stivali a mezza coscia nero brillante, gonna corta di pelle, un top in chiffon molto chic. Si pulì il viso, poi di nuovo si truccò, stavolta in maniera molto più appariscente, sottolineando gli occhi, caricandoli di un ombretto viola, sulle labbra un rosso fuoco. Si specchiò ossessivamente per la millessima volta, eccola; Vanessa era quasi pronta.
Nel corridoio uno strabordio di eccentrici personaggi; drag queen, due di loro si baciavano oscenamente, uomini in frac rosso sgargiante con le chiappe scoperte, donne seminude, gomorra. Frastornata cercò Adriano, l’uomo con la faccia da porco, in poco fu da lei:-Sei pronta?- disse. -Quasi- replico Vanessa. -Ok tra trenta minuti tocca a te-
Esterefatta si rintanò nello squallido camerino, Un personaggio fiabesco si presentò da lei, una drag queen, in un sorriso molto tenero disse:
-Ciao sono Elizabeth, la Regina, io presenterò lo show. Ora ti spiego come dovrai comportarti durante l’esibizione. La Regina parlò ininterrottamente per alcuni minuti, era tutto chiaro. Forse. La Drag baciò sulla fronte Vanessa: -In bocca al lupo gioia, stai tranquilla, non essere tesa, andrà tutto bene vedrai.-
Con lo stesso sorriso di come era arrivata uscì dallo stanzino, lasciando una scia di pacchiana profumata vita.
Il Fresa roja era uno dei locali alternativi più conosciuti del centro italia tutto un mondo approdava in quel posto; transgender, gay, lesbiche, etero convinti, quelli un pò meno, bisessuali, medici, costumiste, infermiere, avvocati, falegnami, operai, casalinghe, di tutto di più, giovani e meno, forse anche delle suore, sicuramente qualche prete. Vanessa sbirciò da dietro le quinte, il locale era stracolmo, un atmosfera carnevalesca, una baldoria galattica, anime colorate. L’alcol scorreva a fiumi chissà quale altra diavoleria, tutto elettrizzante anche molto svilente e triste. Quella fu la sensazione che catturò Alessia. La fibrillazione aveva oramai straripato era come aggredita da una tigre affamata travestita da emozione, uno spasmo continuo. Una cannonata ruppe il suo tremore era la voce disgustosa di Adriano, esplose in un:
-Allora bella, sei pronta? Tra poco è il tuo turno, vedi di comportarti bene, altrimenti saranno cazzi tuoi.- Completò la frase con una risata schifosa.
Vanessa -Alessia, guardò il suino diritta negli occhi:
-Tu non preoccuparti, pensa solo a farmi avere dell’acqua, al resto penso io.
Il grasso figuro obbedì.
Il tumulto del locale fu rotto dalla grottesca voce di Elizabeth la Regina:
-Signori e signore un poco di attenzione, dopo i successi avuti a Sidney, Las Vegas Tokio, Parigi, è qui per noi ad illuminare questa splendida notte; la famosa, bravissima, bellissima, incredibilmente donna… VANESSAAAAA……………….
Un fascio di luce giallo oro svelò dal nulla la figura, lunghe chiome rosse, tacco dodici, completo in pelle in un brillare metallico, una frusta in mano, sensuale pantera.
Le note di “I have nothing” di whitney Hoston assalirono lo spazio, Vanessa le avvolse interpretandole meravigliosamente, ancora musica, calore patos, perfetta la melodia, una voce splendida, calda, infine il suo orgoglio, il colossal, “New York New York” versione Liza Minelli, interpretazione strepitosa, stratosferica, concluse lo spettacolo con l’inevitabile quanto obbligato streep rimanendo vestita solo nell’erotico intimo, travolta da applausi, fischi e stramazzi di giubilo, volarono rose di poco conto, quelle congelate, sfioriscono al primo alito di vento. Nulla le importava, era frastornata, svuotata di ogni cosa, solo felice.
Dietro le quinte fu accolta dal variopinto pubblico di artisti in un roboante applauso, un tripudio. Si commosse fino a scaturire una pioggia di lacrime che sciolse l’abbondante trucco deturpando il femmineo splendore.
Pasquale seguito a vista dal suo guardiaspalle, si catapultò come un tornado nel suo camerino, cogliendo Alessia tra gigli di lacrime che colavano ancora copiosi sulle gote.
Il propietario del locale l’avvolse in un abbraccio sudicio, maligno:
-Bravissima, fantastica, sei stata grande, la gente è impazzita per te.-
Alessia sorrise malinconica, “e dai” aggiunse Pasquale:- Firma stò contratto duecentocinquanta euro a serata, sei contenta vero?-
Alessia asciugandosi gli occhi dette una rapida sbirciata al contratto e come alienata lo firmò. Fu invitata dal viscido personaggio ad un’orgia travestita da party, dove secondo il boss si sarebbe divertita moltissimo tra droghe, alcol, e cazzi che a suo parere non le sarebbero per nulla dispiaciuti. Lei declinò carinamente l’invito adducendo montagne di scuse, prese la via dell’albergo. Giunta alla reception presentò i documenti al portiere di notte; un individuo sulla cinquantina dall’aspetto lugubre, con una faccia sorpresa malignamente esclamò;
– Lei… Tu sei un uomo?…-
-Si sono un uomo.
– Sembri una donna vera, chissà quanto sei brava… lo possiamo verificare immediatamente, qui dietro ho un bel letto, ti presenterò il mio fratellino, con lui ti divertirai molto, sono sicuro ti piacerà.-
Alessio oramai assuefatto da tali comportamenti rispose con un secco:
– No grazie, non voglio conoscere nè lei nè suo fratello, mi dia la chiave della mia stanza, per favore.-
Volse le spalle. Il verme camuffato da portiere, perse il controllo di se, rabbioso esplose:
-Perchè cazzo ti vesti da donna? Frocio!-
Senza voltarsi rispose:
-Devo cantare, solo cantare, perchè i sogni aiutano a vivere. Prese l’ascensore svanendo nei suoi pensieri; Vanessa, la musica, gli applausi; il suo rientro a casa a quando avrebbe riabbracciato la sua Paola, i suoi bambini. Non ne vedeva l’ora.

FINE.
almeno per il momento.

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Commenti su: "VANESSA ultimo episodio ” IL FRESA ROJA”" (48)

  1. Buona domenica a tutti cari amici molti di voi saranno sicuramente a cercare frescura magari al mare o chissà in quale altro posto. Questo caldo è davvero opprimente ora anche io vado al mare a presto un abbraccio sincero a voi ciao Nazzareno (zè)

  2. enigmatica/o ma reale…

  3. caro zè…..mi è piaciuta…..buon mare a te….io sono sempre qui nella caldissima Firenze senza prospettiva di vacanze….

  4. Caro amico…, ho letto la prima parte…
    e non ho commentato perchè stavolta volevo vedere
    la tua fervida immaginazione dove giungesse…
    Oggi, con attenzione, ho letto la seconda parte…
    ed ho notato che lo stesso tono iniziale di una società
    apparentemente lontana, società lasciva, ai confini del grottesco,
    dove tu volutamente hai calcato i toni…schizza inevitabile tra le tue righe…
    Un uomo non bipolare, ma armato di una sfrenata voglia di esibizione…
    di musica e canto, di spettacolo anche di bassa leva…
    abbia comunque un non so che di bagaglio interiore che ne determina le sue scelte di vita.
    Nessun problema questo… io non ho mai creduto nella linea immaginaria
    che divide l’anormalità e la cosidetta normalità…
    Penso soltanto che Alessio avrebbe potuto coltivare le sue passioni…
    senza sposarsi, mentire a sua moglie, tradire i suoi figli…
    Nulla glielo vietava… sarà che non sono per le forme di esasperazione,
    ma questo naturalmente è un mio modesto parere…
    Inotre scrivi, al termine del racconto, che i sogni aiutano a vivere…
    e questo è verissimo… ma penso anche gli stessi sogni non debbano mai
    andare a discapito di chi si ama o comunque di chi crede in te…
    ed Alessio ha barato con la sua famiglia…
    Quelli non sono sogni… ma soltanto egoismo di momenti di benessere
    esclusivamente personali…
    Comunque se il tuo racconto mi ha suscitato riflessioni
    vuol dire che come sempre, in un modo o in un altro,
    catturi l’attenzione di tutti coloro che ti seguono…
    Per cui come sempre… molto bravo!
    Patrizia

    Ti auguro buone vacanze… io resterò a Napoli…
    spero comunque di rilassarmi…

  5. dolceuragano ha detto:

    Lettura molto interessante, letta tutta d’un fiato, una realtà descritta alla perfezione, certo che mi vien una domanda: Alessio fà questa doppia vita solo per il suo piacere di esternare l’altra personalità o per aver un entrata extra per la famiglia? Sicuri che la moglie non sappia nulla? O probabilmente Alessio non ne parla per paura dei giudizi…
    Bhoo chi lo sà..
    Buone vacanze,un abbraccio e un sorriso 🙂

  6. Sabrina ha detto:

    Fata scalza, mi permetti di dissentire su alcune tue affermazioni ?

    “Alessio avrebbe potuto coltivare le sue passioni…
    senza sposarsi, mentire a sua moglie, tradire i suoi figli…”

    Non immagini quanti sono i casi come quello raccontato dal Nostro. Da un lato fantasia, dall’altro quasi certamente ispirato da una conoscenza dell’argomento. Sarà forse sfuggito ai non “esperti della materia”, ma Alessio è eterosessuale. Non cerca il travestimento come mezzo per dar sfogo ad una ricerca di femminilità finalizzata al sesso… ovvero quanto normalmente viene fatto nella cronaca di costume o nei racconti. Si tratta di una situazione più complessa, qui (volutamente?) solamente abbozzata. Fin dall’inizio la trattazione avrebbe potuto essere più approfondita, più introspettiva (l’emozione del truccarsi in auto e quindi in una condizione potenzialmente di pericoloo mentre al tempo stesso si teme di essere scoperti, ad esempio) ma è stato scelto un tratteggio leggero, molto sfumato. Diciamo che potrebbe essere la line guida per un romanzo.

    Passiamo alla riflessione da te fatta.

    Alessio è eterosessuale, non è interessato ad avere rapporti con degli uomini, è innamorato della moglie e della prole.. ma al tempo stesso ha la NECESSITA’ di dar sfogo alla propria componente femminile perchè è anche essa parte di lui. Diciamo che la sua identità maschile sicuramente lo rende un buon marito in quanto è dotato di qurella empatia solitamente non propria dell’uomo tradizionale. Lo rende effemminato? No, Alessio quando ricopre il ruolo di uomo/marito/padre lo è pienamente, è irreprensibile. Ma allora… perchè? Perchè non può farne a meno.. può provare a smettere, l’ha cetamente fatto… ma dopo un po’ l’esigenza torna, più forte di prima. E per il proprio equilibrio deve cedere, deve essere Alessia.

    La tradisce? La inganna? Certamente sì.. ma anche no. Perchè senza saperlo, la moglie ha sposato non solamente Alessio.. ma anche la sua componente femminile. Probabilmente è stata anche quella, che ha da sempre apprezzato in lui.

    Il problema è che nascondere la verità è logorante.. così, dopo anni di menzogne a fin di bene, si arriva al dunque. Essere o non essere? Questa domanda implica una pluralità di universi paralleli.. tanti quanti sono i casi della vita. Perchè ci sono uomini che confessano (chi prima, chi dopo…) alla propria moglie questa vita alternativa e lei magari già aveva capito tutto.. con le varianti dell’aver finto di non aver notato. La moglie può accettare oppure no.. diventare complice e nel qual caso il rapporto diventa ancor più forte, oppure rifiutare la realtà perchè non più corrispondente alla scelta di vita iniziale. Detto della condivisione.. occorre anche parlare di ALessio. Quanto Alessia è importante e parte della sua vita? E’ solamente un complemento della sua personalità oppure è l’uomo ad essere una immagine che andrà a scomparire? L’equilibrio è sempre un divenire.. spesso gli uomini rimangono tali ed il travestitismo è solamente un momento di svago anche solamente psicologico, ihn altri casi un punto di partenza.

    Nel caso di Alessio, quasi certamente si tratta di una prima fase alla quale seguirà il percorso che lo perterà a divenire Alessia. Da cosa deriva questa mia certezza? Semplice. Le persone che si travestono e si fermano in quello stadio lo fanno nell’intimità della loro abitazione oppure in ambienti sicuri, protetti.. come quello descritto nel racconto.. ma ci arrivano en homme. Praticamente nessuno ha il coraggio di usicre nel mondo reale, di farsi vedere inh pubblico. Anche quanto è assolutamente passabile come Alessia. No, i casi come il suo nella quasi totalità dei casi portano ad iniziare un lungo e difficile cammino di sofferenza. Ma non necessariamente alla separazione dalla moglie.. tutto dipende da quanto è forte l’amore che li lega, da quanto va oltre alla fisicità. Fantasia, no.. realtà. Basta fare una piccola ricerca su internet.

    Buona lettura.
    Sabrina

  7. Ciao, Naz. Molto bello il tuo racconto ed anche molto verosimile nella società dei consumi!

  8. Una doppia vita per dare al suo sogno una realizzazione, un costo forse un po’ alto visto l’ambiente da frequentare per poi tornare a casa dalla moglie e dai figli. Sicuramente una realtà vissuta da più persone di quanto si immagini, ma chissà se veramente alla fine se ne esce soddisfatti…
    Bellissimo, come sempre molto coinvolgente. Complimenti Nazzareno
    Dolce notte, Pat

    • Sabrina ha detto:

      Purtroppo ne ho conosciute molte, di persone nelle condizioni di Silvio/a.
      Alcune hanno una esistenza tragica, di perenne assenza di equilibrio e senso di rimorso. Alternano momenti di felicità, quelli durante i quali hanno la possibilità di dar sfogo alla loro componente femminile.. seguiti immediatamente da altri di rimorso e volontà di lasciar perdere tutto ed essere solamente più mariti e magari padri. Ma dura poco, poi tutto ricomincia. Questo perchè le mogli non sanno, ed hanno paura di perderle.

      Altri dopo un po’ non ce la fanno più e “confessano”.. lì si apre un rebus: alcune accettano ma non condividono… anzi formalizzano un patto che prevede la non menzione della Silvia del caso, ben poche diventano complici, altre ancora pongono fine alla relazione.
      Senza dimenticare che alcune instaurano la relazione con il futuro marito già consapevoli ed informate della doppia vita…

      In ogni caso, Patrizia.. la soddisfazione è amara, perchè una doppia vita in questi casi necessaria per un minimo di equilibrio psicologico, è sempre più logorante che viverne una sola.

  9. Wünsche dir mein Freund eine schönen Wochenstart Grüsse lieb Gislinde

  10. Complimenti Naz, mi è piaciuta anche questa…
    buon inizio di settimana..
    un’abbraccio a te….

  11. dolceuragano ha detto:

    Buon mese di Luglio Nazzareno, un abbraccio e un sorriso 🙂

  12. davvero bravo, Nazz…sai esprimere vai stati d’animo, anche i più “difficili”…
    Un abbraccio e buona serata 🙂
    Loredana

  13. @Sabrina
    Adoro il confronto… nessun problema…
    Io però come ho scritto ho esposto il mio modesto parere…
    la gente è varia… i modi di vedere anche…
    Ho letto quanto hai scritto…
    ti ringrazio anche di avermi consigliato letture su internet…
    posso dirti soltanto che prendo visione di quanto hai tu scritto…
    ma resto delle mie convinzioni…
    Nel racconto non si evince che quando Alessio si è sposato ha comunicato alla moglie
    la sua realtà… solo a quel punto la moglie poteva decidere in tutta autonomia…
    L’ha scoperto dopo? ( e non credo…) ed ancora una volta ha taciuto…
    Io sono contro ogni forma d’inganno… ognuno è libero di vivere la propria vita…
    ma soltanto nel rispetto degli altri…
    Quindi come si evince… il mio modesto parere ( ripeto) va molto oltre
    quella sottile linea che per me non esiste affatto
    e demarca l’anormalità e la cosiddetta normalità… ma sempre nella presa di coscienza personale
    con tutti i suoi tempi che implica e non nel coinvolgimento nascosto altrui…

  14. scritto e descritto molto bene………è stato un piacere leggerti

  15. Sabrina ha detto:

    @fata scalza,
    Anche io adoro confrontarmi… divciamo che le sfide sono il sale della vita, parafrasando una vecchia pubblicità! 😉

    La realtà del racconto è purtroppo e, lo sottolineo, purtroppo.. molto più complessa di quanto possa apparire dall’esterno. In gran parte dei casi tragica, perchè raramente viene trovato un equilibrio soddisfacente. Non di rado non vi è piena consapevolezza di questa chiamiamola… esigenza. Qualche volta si comincia per gioco, ad una festa di Carnevale, ma più spesso c’è una confusione sin dalla tenera età nella consapevolezza di chi e cosa si è. La difficoltà è maggiore nei casi in cui la persona è eterosessuale in quanto fatica a capire e confrontarsi. Se ci pensi, da questo punto di vista una persona omosessuale è facilitata: ha piena coscienza del suo orientamento sessuale in primis e l’identità di genere ovvero il sentirsi maschio o femmina si sviluppa rapidamente. Una eventuale non corrispondenza tra aspetto fisico e identità di sè percepita viene metabolizzata fin dalla giovinezza e spesso il confronto con altre persone aiuta a definirsi compiutamente. Nel caso delle persone come Alessio è più difficile: è attratto dalle donne, riesce a ricoprire il ruolo di uomo, marito e padre.. ma al tempo stesso questo non lo rende pienamente equilibrato. Nella maggior parte dei casi, e credimi, i numeri sono significativi, cerca disperatamente di omologarsi. Si sente sbagliato e prova disperatamente a correggere l’anomalia. Va in palestra, prova a fare lo sciupafemmine (e non raramente ci riesce!), finisce per sposarsi. Il travestitismo può anche essere meno che saltuario, spesso è uno sfogo a momenti di stress. Nella totalità dei casi è un problema non risolvibile, non eliminabile. Quella che varia è l’intensità dell’esigenza, della pulsione. Non veder quindi un rapporto basato sulla menzogna, sull’inganno. Perchè lui prova disperatamente a conformarsi al ruolo.. solo che non ci riesce. Ma, soprattutto, è combattuto – sempre, nei casi che ho conosciuto! – tra questa necessità e l’amore per la compagna. Ha il terrore di perderla, eppure non riesce a rinunciare al suo alterego. Si tratta di una condizione di stallo, di non equilibrio che si trascina nella sua precarietà fino a quando non interviene qualcosa che fa crollare tutto. Può essere che la moglie smetta di fingere, che scopra la realtà magari pendando che il marito avesse una amante… oppure che lui crolli sotto il peso del dolore provato nell’ingannare la compagna. A quel punto tutto può accadere.

    Vedi… è un po’ come quando una figlia, consapevole che il padre ha di cancro perchè ha passato la vita a fumare, non gli spiega la ragione dei suoi mali tentando di nascondergliela fino all’ultimo. Incrociando le dita sperando che non lo scopra ma provando per tutta la vita il rimorso per aver mentito a chi l’ha generata. Si mente omettendo? Quante volte lo facciamo, nella nostra vita, valutando che sia meno doloroso ? Sono scelte, che fanno sempre soffrire e che hanno un prezzo, di cui prima o poi si dovrà rendere conto.

  16. wowww .. mi è piaciuto moltissimo .. sei proprio bravo Naz complimenti 🙂

  17. Mi è piaciuto tantissimo, Nazz…e so che ci sono tanti casi simili, di persone con una doppia vita come quella di Alessia-Vanessa…come faranno? Un abbraccio e buon mare

  18. in fondo al cuore ha detto:

    Molto bello, come sempre rispecchia uno dei tanti lati di questa nostra umanità, situazioni reali e più frequenti di quanto possiamo pensare, ma anch’io penso che, per chi decide di avere una famiglia, ci debba essere la più assoluta franchezza….tanto prima o poi la cosa verrà a galla ed allora sembrerà molto peggio di quello che è in realtà. Buona vacanza caro Naz, a presto! 🙂

    • Sabrina ha detto:

      Non credere, in alcuni casi non viene mai a galla.. anche perchè tutti – moglie in primis – fanno finta di non sapere, non vedere, non capire..

      Altri casi sono esistenzialmente una sofferenza… vedi ad esempio il blog di brillimartina . In certi casi ritengo che il matrimonio ovvero la non separazione sia un errore, ma dall’esterno è difficile giudicare le scelte o non azioni degli altri, un altro viverle sulla propria pelle.

      Rimando all’esempio della figlia che non dice al padre che è malato di cancro. Non è sincera, mente scentemente.. ma ha fatto una scelta perchè ritiene sia la cosa migliore da fare. Quando in punto di morte il padre capisce e la guarda sorpreso ma soprattutto arrabbiato per non aver saputo.. lei passerà il resto della vita con il tormento di aver fatto la cosa giusta. Voi cosa avreste fatto? Ogni scelta è giusta e sbagliata allo stesso tempo.. bisogna esserci, vivere per giudicare senza il beneficio del dubbio.

      • in fondo al cuore ha detto:

        bè io ci sono passata…..e non ho avuto bisogno di dirgli niente…..perchè lui l’aveva già capito prima di avere il risultato degli esami…….lo sentiva.
        E’ sempre facile giudicare da fuori……senza conoscere le varie e personali situazioni…….ma quando il tuo comportamento può nuocere alle persone a cui vuoi bene….può renderli vulnerabili di fronte alla gente e alla cattiveria gratuita……c’è il dovere di metterli al corrente. Saperlo da altri fa sentire traditi e rende le cose molto peggiori, questo è il mio punto di vista……poi ognuno chiaramente la pensa come vuole, ci mancherebbe che la pensassimo tutti uguale!

      • Sabrina ha detto:

        Nel caso a cui facevo riferimento, purtroppo o per fortuna, l’inganno – se così vogliamo chiamarlo – è riuscito perfettamente e per oltre cinque anni il padre non si rese conto.. se non all’ultimo. La sofferenza della figlia fu indicibile, condivisa solamente con il marito ed il peso molto difficile da sostenere.. forse anche e soprattutto dopo.

        Tornando però nel contesto del racconto, posso assicurare che difficilmente le persone come Alessio sono oggetto di voci o pettegolezzi. Socialmente sono irreprensibili e si muovono in un mondo parallelo dove le altre persone soffrono dello stesso problema e quindi si trovano all’incirca nella identica condizione. Nessuno è interessato – se non persone squilibrate, ma difficilmente capita – a rendere pubbliche informazioni che potrebbero ritorcersi contro.. anche perchè raramente si conosce la vera identità degli /delle altre. Spesso è noto il nome femminile, l’identità virtuale… poco altro. E’ nota l’identità reale quando il rapporto evolve da conoscenza ad amicizia, ed in questo caso è rafforzata dalla complicità – spesso necessaria per superare la solitudine – e dalla comunanza di intenti.

  19. Un racconto difficile da scrivere, complicato il profilo di Alessio -a- vanessa. Alla fine sono stato contento di aver portato a galla una delle tante verità celate di questa umanità. Certo mi piacerebbe continuare a scrivere di questo personaggio magari un romanzo. Gratificato dai vostri commenti, ho visto che vi siete abbastanza coinvolti. Per Sabrina e fata scalza nessun problema, usare questo spazio per dei confronti civili va assolutamente bene non mi fa altro che piacere. grazie a tutti a presto un abbraccio

    • Sabrina ha detto:

      I miei complimenti, anche perchè il racconto è tutto tranne che frutto di totale fantasia. Lo sviluppo è stato solamente abbozzato, molto poteva essere approfondito anche nelle singole scene da te tratteggiate.. ma questo potrai farlo nell’eventuale romanzo che potresti realizzare.

      Stante le tue parole, se fata scalza vorrà proseguire lo scambio dialettico lo farò volentieri.

      Nota. Io non parteggio per Alessio/a, ma conosco molte persone che sono e si sono trovate nelle sue condizioni ed alcune le ho aiutate a trovare un equilibrio soddisfacente mentre altre si sono perse.

  20. Ho 50 anni e di vita ne ho vista a sufficenza per essere in grado di sviluppare alcuni rudimenti di concettoto totale fantasia forse no, la storia comunque è molto romanzata. A me piacciono i personaggi al limite del parodosso quelli che sono sempre un pò ultimi poi hanno quell’ alito di gloria, di rivincita, la forza di lottare credere nei sogni. Tutti i miei racconti e anche le mie posie hanno questo filo conduttore. quando vuoi esprimere il tuo parere sei sempre la benvenuta ciao

    • Sabrina ha detto:

      50 anni? Ma sei ancora un giovincello !!! ^_^

      Nel mondo drag – dove quasi tutti sono omosessuali ma appunto… quasi – ci sono due linee di tendenza: quanti caratterizzano i personaggi con fantastiche scenografie e maquillage e mi viene da pensare a “Priscilla, La regina del deserto”, ovvero sfruttano caratteristiche fisiche più o meno naturali e vanno ad impersonare personaggi dello spettacolo oppure a porsi loro stesso come delle artiste ma di aspetto indiscutibilmente femminile. Vedi la Chi Chi Rodriguez di “A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar”. Il bello della letteratura è che la realtà quasi sempre supera la fantasia.. qualche tempo fa, ad un Drag-Show-Context organizzato da Ru Paul ha vinto un uomo felicemente sposato e padre di famiglia che en-travesti si presentava come una gran bella ragazza. E non sono rari i casi il cui, con un adeguato trucco, il risultato è a dir poco sconvolgente. La tua potrebbe tranquillamente essere il mix di un paio di persone che ho conosciuto, perchè alla base del travestimento, oltre ad una componente di conflitto con la propria identità di genere più o meno forte e che può spingere o meno ad un percorso di adeguamento.. c’è in ogni caso SEMPRE una vena di narcisismo ed esibizionismo. C’è la necessità di vedersi apprezzati nel ruolo che si va ad impersonare per vedere in una certa qual misura gratificata la propria personalità alternativa che vive e muore nello spazio di qualche ora. Come si può capire la componete psicologica è preponderante, difficile da comprendere anche per uno specialista.

      Un eventuale romanzo, a mio avviso, dovrebbe approfondire gli aspetti psicologici di Alessio, nel racconto appena abbozzati. In ogni caso ti rinnovo i miei complimenti perchè in poche righe hai tratteggiato un personaggio a tutto tondo che merita di vivere una storia completa… e complessa come essa è nella realtà.

  21. Ciao Naz. sono venuta a salutarti ed a leggere la storia tutta insieme.I personaggi dei tuoi racconti sono quasi sempre anime tormentate ma nello stesso tempo sono persone positive…..che rispecchiano” alcune realtà” molto vere. Buon mare Naz.

  22. Ti si legge facilmente e velocemente, Nazz, i tuoi racconti volano veloci, quindi complimenti. Personalmente, pur riconoscendo che questa possa essere una reale e tristissima sfaccettatura della società odierna, non accetto l’imbroglio nè capisco e comprendo l’esigenza del cantare in quelle infime condizioni pur di ricevere applausi e ovazioni ad josa. Fossi il protagonista andrei fuori coi miei bambini e lì sì canterei a squarciagola per vedere la gioia negli occhi della famiglia, senza ombre e senza scheletri.
    ciao

    • Sabrina ha detto:

      @ili6, permettimi di osservare che non hai fatto il minimo sforzo per comprendere un punto di vista e psicologico differente dal tuo. Ma questa tua è una caratteristica tipicamente maschile, e quindi il tuo commento è del tutto comprensibile.

      • sarà allora che ogni tanto viene a galla il maschile che è in ogni donna, me compresa 🙂 Normale, giusto? Così come è normale pensarla diversamente, pur nel rispetto di ogni situazione e di ogni vita.

      • Sabrina ha detto:

        Ahahahah in effetti ho sbagliato nella valutazione del tuo ruolo nella società 🙂
        Giustissimo avere una propria opinione, pensarla diversamente, ci mancherebbe.. ma la tua riflessione implica dei giudizi molto tranchant, se provi a rileggerti. Nel caso non lo avessi fatto, ti invito a leggere i miei post precedenti che provano a spiegare una parte di quello che sta dietro il comportamento di Alessio.

  23. Oh ciao nazz!!!! uso questo blog meno dell’altro, ed ho letto adesso il tuo saluto. Buona estate anche a te, amico.

  24. E’ sempre un piacere leggerti
    Complimenti
    Buone vacanze
    Gina

  25. Buon pomeriggio Naz e serena serata..
    ti lascio un sorriso e un’abbraccio…..

  26. dolceuragano ha detto:

    Un salutino …buona serata Nazzareno 🙂

  27. uao. vedo che tutte le tue fans si sono scatenate
    mi è piaciuto
    mi ripeto nel dire che è appagante il solo seguire il proprio essere.
    con Lorenzo eravamo amici, eravamo un affiatato gruppo di amici, avevamo diciotto anni e Lorenzo si innamorava a turno di noi.
    poi ci siamo tutti sposati, tutti hanno trovato la loro strada : lavoro ,famiglia ,figli
    Lorenzo ha avuto due figli
    poi sono venuti i divorzi
    Lorenzo ha divorziato, ha incontrato un bel ragazzo, giovane .
    Ha cambiato città hanno messo su un negozio di ceramiche,
    vivono insieme.
    questa è una storia vera

  28. dolceuragano ha detto:

    Buon week-end Nazzareno, un abbraccio solare 🙂 Carla

  29. al mondo d’oggi può accadere di tutto, bellissimo racconto stavolta me lo sono letto tutto di continuo….senza la pausa tra la prima e seconda parte 😉 buon fine settimana

  30. fivereflections ha detto:

    always nice to read here… have a wonderful weekend!

  31. …a me è piaciuta un sacco Sabrina….
    oltre che la tua storia , caro Nazz.
    Ne riparleremo…
    vento

    • Sabrina ha detto:

      Grazie, semprevento! Diciamo che sono intervenuta a mo’ di Pierina Angela.. a fronte di un racconto ho agganciato una riflessione dettata da una conoscenza del reale 😉

      Buona domenica!
      Sabri

  32. Mi faccio un caffe’
    Baci

  33. grande!! e se sei amico di Vento ..beh allora grandissimoo 🙂

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