Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Il pescatore

Roma
Sabato 10 novembre ore 14,00
“Mi chiamo Pietro Tarantino, ho ventotto anni, sono nato a Scalea in provincia di Cosenza. Chiuso in questo bagno, aspiro boccate profonde dell’ennesima sigaretta, solo il rumore dello sciacquone mi fa ricordare che purtroppo devo andare.”
“Sono Fabrizio ho venticinque anni, sono all’ultimo anno d’architettura, insieme a me, Gioele e Spider, ci stiamo facendo una canna, non ho voglia di andare e forse non ci vado.”
“Sono Gennaro, sono nato a Pompei il due luglio del 1954. Tra due anni sarò in pensione non vedo l’ ora, dovevo già esserci, con tutte queste riforme mi hanno fregato tre anni.  Pensare  che una volta molti miei colleghi ci andavano con quindici anni di servizio. Ora sono dannato davanti a questo computer, il telefono è muto, da lui aspetto un segnale e spero non arrivi mai.”
Armando cinquantanove anni. “Vengo definito un esodato, termine a me sconosciuto, finché non lo sono divenuto. Arrotolato sotto il braccio uno striscione, stampate delle sigle, non mi appartengono più. Non sono solo, siamo in tanti, venuti in bus da Torino, ci siamo sciroppati quasi settecento chilometri per essere qui; per ottenere cosa? E’ giusto esserci? Non lo so.”
“Mi chiamo Donato, sono con Palma, lei ha ventidue anni, quattro più dei miei. Siamo abruzzesi, siamo qui per divertirci, poi lei mi ha promesso se l’ accompagnavo, facevamo l’amore. Goduria!”
“Sono Diego Loviso, matricola 12-12-443. I blindati hanno il motore acceso, i piloti sono al loro posto. Impaziente aspetto i ragazzi, oggi ci sarà un bel casino, quei bastardi avranno pane per i loro denti.”
Raffy, Carla, Chicca e Cico. “Noi siamo studentesse liceali,  qui per difendere il nostro futuro. Cico ci fa compagnia tra una pisciatina e l’altra, non credo oggi abbia molto da dire, forse da abbaiare, è un bassotto.”
Dal panettiere, Rossana casalinga quarantenne, perennemente insoddisfatta. “Sono stufa, ecco compro il pane, poi non ho soldi neanche per le sigarette, che vita è la mia? Ma tutta sta gente da dove sbuca? Cosa succede oggi?”
Marcello Diamanti vice questore aggiunto; “bestemmio, inveisco contro questi stronzi, non capiscono un cazzo, prima danno degli ordini poi li rinnegano; mio figlio è all’ospedale con la febbre alta e io devo stare qui a rompermi il cazzo con questa masnada d’incompetenti.”
Francesco:
– Gina io abbasso la serranda, tanto oggi qui sarà un inferno , non incasseremo manco un euro e va finire come l’ultima volta, ci rompono la vetrata così è davvero tutta una rimessa.-
-Fai un po’ tu… Tanto la colpa di tutto questo è di Berlusconi e pure tua che l’hai votato.-
-Va be, va be…. a parte Il Berlusca si è dimesso, poi è inutile ragionare con te, manco ce vieni a votà, l’unica volta sei venuta, hai votato Ridge di beautiful sulla lista di Rifondazione. Ma va, va. Io allora abbasso?-
-Va bè Francè abbassa; però adesso statte zitto, sto a vedè Maria; mo’viene il più bello, Antonio della squadra dei bianchi canta il suo cavallo di battaglia:-
-Il cavallo di che??? A Gina… Ma va fanculo.-
“Ahooo semo tanti, semo pronti? Siiiiii. Allora annamo, dovemo beccà le zecche, meglio quelle romaniste, così gli spacchiamo il culo a sta banda di froci e lesbiche. NOI semo li meglio:”
-Cricco hai preparato le molotov?… Ok?  Sì! Allora annamo. Lazio Uber alles, Sigh heil, facemo casino roppemo tutto, a morte gli ebrei, viva il fascio.-
-Ahoo… Ma semo sicuri che sembramo comunisti?-
Emma affacciata alla finestra:- Antò sbrigati mi raccomando non ti fermare alle bocce, ci sta la manifestazione, stanno a partì; fai fare i bisogni a Susi e torna subito a casa, è pericoloso:-
-Si,si non te preoccupà, torno subito, stai tranquilla.-
Il pensiero di Antonio contraddì il suo dire; “due palle, questa scassa da quarant’anni e ancora non è stufa. Va be che devo fa? Oramai me le devo tenè.”
-Dai Susi, andiamo bella.-

Nel chiuso di una stanza.
“Dai fate pippà pure a me, scansateve.”
“Non rompere i marroni, aspetta il tuo turno.”
“Cazzo Silvano, quante pasticche ti sei preso?”
“Che minchia ne so? Oggi so che devo essere al top.”
“Dai sbrigamoce tra poco ci chiamano, forse non succede. Magari no, Speriamo di si. Chissà….”

Questura di Roma Ore 14,30

“Forza… correre, correre, veloci, dai, dai, andare, salire. Blindato uno partire, blindato due via, tre, quattro….. Via, via, partire; blindato venti partire.” Fumo e rumore scompaiono insieme ai mezzi, la carraia si chiude.
Il piantone chiede: -Ispettore chi è che comanda le operazioni sul posto?-
-Quel bastardo di Loviso- è la perentoria risposta, che Dio ci benedica il pensiero del piantone.

ROMA piazza della Repubblica ore 15,00

Tutto è pronto; in un mare di folla il corteo prende forma. Un mondo di colori, di rumore. Rassegnazione e la voglia di sperare in uno stato migliore si avviluppano. Vivere non fuggire. Illudersi in un futuro meno plumbeo non è reato. Capeggiano il corteo qualche sparuta fascia tricolore, pomposi sindacalisti, associazioni di qua, associazioni di là. Leader politici; (rossi rossi,) rossi scoloriti, rossi spenti, antichi crociati, progressisti, moderati e parassiti vari.
Nel nome di libertà e democrazia, bandiere al vento e slogan come una grassa anaconda il popolo inizia a snodare nel viale, accompagnato da una misurata allegria.
Gino, cassaintegrato. Terni acciaierie, Manifatture Val di Sangro, mobilitati. Patrizio Nadia Francesca\o Marino Pasquale ect ect ect ect……….. disoccupati.
Pensieri discorsi e preoccupazioni sparse. Un mirabolante emisfero.

Roma via Nazionale ore 15,15

Stefania, Rosa, Manuela. Infermiere hanno appena finito il loro turno di lavoro:
-Hai visto quanta gente?- -Mamma mia! Proprio tanta; perché non ci uniamo anche noi.-
-No, Stefania è impossibile, i ragazzi sono a casa, mi aspettano.-Manuela sostiene con tono incerto.
-Io devo andare a fare la spesa.- Soggiunge Rosa
-Oh via ragazze, è dai tempi della scuola che non partecipo ad una manifestazione. Vi ricordate quando scendevamo in piazza a protestare? Quanto eravamo belle.- Si, soprattutto giovani, fu la replica dell’altre due. Stefania insiste:- Andiamo ragazze, via, una passeggiatina ci farà bene; magari buttiamo giù qualche grammo di grasso.-

Rosa, Manuela,  sono convinte; “ma si andiamo cosa vorrà succedere?” Felici: “Tremate, tremate, le streghe son tornate.”

Placida la scia umana avanza.

Roma un palazzo di potere ore 15,16

Ombre nelle ombre. Tendaggi grevi, abiti blu, discorsi smorzati; misteri e tradimenti. Qualcuno afferma… nervosismo… la decisione.

Marcello Diamanti, vice questore aggiunto:
– Pronto… Mi dica signore… Siamo sicuri? No dottore, non contraddico, eseguo immediatamente… Mi scusi, il Signor Questore è lì con voi? Bene ho capito. Lo faccio subito.-
Telefono ancora in mano, la rabbia esplode. Pensieri ad alta voce “stronzi maledetti, a che cazzo serve tutto questo? Non lo capisco proprio, finché non ci scappa il morto questi bastardi non sono contenti.” Compone immediato un numero telefonico.

Ciò volevo non accadesse, sta accadendo, il telefono sbagliato squilla; rispondo è l’ordine. Gennaro chiude la chiamata, affogato da un pensiero “maledetti” dà ancora un’ occhiata allo schermo del pc, vede il corteo procedere pacifico nessuna turbolenza, si chiede ancora il perché di quell’ordine. Resetta il da farsi; urla:
-Scasazza; Fai uscire quei dannati dei nuclei:-
-E’sicuro ispettore?-
– Purtroppo si; l’ordine è arrivato:-
-Va bene, ora li vado ad avvertire.-
Scasazza bussa ad una porta, entra. Dandosi tono tuona:
-Ragazzi dovete andare tocca a voi. Sapete cosa dovete fare,Vero? Niente pistole, niente distintivi, siete gente comune, infiltrati. Ok?-
Gli agenti del nucleo speciale ammainano i sorrisi impressi fino a quel momento nei volti, qualcuno velocemente incarta della stagnola, chi pulisce alla meglio il piano del tavolo da residui di polvere bianca.
Silvano dice a Pietro “annamoce a divertì;” non c’è risposta.

Roma via Nazionale ore 15,30

La variegata onda umana scivola, speranza e cori di protesta, nessuna violenza.
All’improvviso urla, concitazione; cassonetti dell’immondizia bruciano, fumo, stupore, fiamme si levano al cielo, sconquasso. Cosa succede?
L’incolumità del corteo è minata i funesti presagi configurati. La testa non sa quello che succede in coda, il flusso inizia a discrepare. Brillare di elmetti riflessi su lucidi scudi; la celere si schiera; ragazzi, pensieri tumefatti, inquietudine, solo ragazzi in divisa, solo dovere, solo lavoro. Sassi, lacrimogeni minano lo scheletro della sfilata, il demone della violenza si è impadronito di quel sabato pomeriggio.
Loviso ricetrasmittente in mano impartisce comandi. Farnetica:- fermate quei bastardi di anarchici insurrezionalisti. Caricate, spezzateli.-
Rosa è sola non trova Manuela e Stefania, panico… “Perché mi sono fatta convincere?”
Rossana contava gli spicci, la sua principale preoccupazione in quel momento era acquistare le sigarette, quando è travolta da uno tsunami, cade a terra, scarpe da tennis fuggono, anfibi inseguono, manganelli che roteano. Dolore alla schiena, trambusto, “cosa succede?” Fu il suo pensiero.

Roma Piazza Venezia ore 16,30
La guerriglia urbana infuria la città è sotto tiro, auto in fiamme, vetrate in frantumi bancomat divelti. Fumo, sconfinato terrore. Sottotitoli dell’apocalisse.

Roma Piazza Bocca Della Verità ore 17,00

L’anaconda è morta come squartata. I leader defilano, nessun retorico discorso. Echi di guerra giungono, nulla è definitamente placato, sirene stridono dolore, fibrillazione, spavento. In un lavarsi di mani, giustificazioni in corso. Dense nuvole di fumo, acre odore, disorientati Susi e Cico abbaiano alla ricerca dei loro affetti guida.

Questura di Roma ore 19,00

L’ ultimo blindato fa ritorno, volti asciutti, provati, nessuna soddisfazione riga i visi, stanchezza solo voglia di riposare, di non pensare. Svuotati i celerini riconsegnano gli armamentari, eccoli gli invincibili cavalieri di giustizia tornare ad essere semplici ragazzi. Una voce fa eco su tutte:
-Per mille e duecento euro al mese cosa siamo costretti a fare.- Qualcun altro contrappone:
-per fortuna abbiamo portato a casa la pelle.-

E’notte.

Mi chiamo Pietro Tarantino ho fumato la milionesima sigaretta della giornata, tiro lo sciacquone, vado a casa. Oggi è stata l’ultima volta; nessuno più mi costringerà a provare vergogna di me, scelgo l’incerto per il certo. Nessun distintivo, niente più armi, domani respirerò quella povera brezza di mare e sarò solamente Pietro il pescatore.

OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTE SONO DA RITENERSI PURAMENTE CASUALI.

Commenti su: "Il pescatore" (40)

  1. Ciao, Naz. Non solo molto bello anche molto verosimile, quasi una cronaca dal vivo!!!
    Merita assolutamente Reblog!

  2. in fondo al cuore ha detto:

    spero solo che non sia davvero così…….altrimenti davvero bisognerebbe fare la rivoluzione! Bellissimo comunque, buon inizio settimana Naz!

  3. Rebecca ha detto:

    Io credo che sia proprio cosi… ma ci rendiamo conto che questa gente merita il massimo di onore.. grande post caro … ti abbraccio con il cuore Pif♥

  4. dolceuragano ha detto:

    Racconto che può esser verità..
    Buona nuova settimana Nazzareno, con amicizia
    Carla

  5. Si!, credo proprio che i fatti raccontati non si discostino molto dalla realtà, grande Naz, un abbraccio ed un buona serata, Angela.

  6. sembra tutto vero…
    un bacio🙂

  7. Vivo a Roma e ne so qualcosa. In tutta la mia vita non ho mai partecipato a manifestazioni anche se ,mio malgrado, ai tempi degli anni di piombo mi ci sono trovata in mezzo senza volerlo. Mi sono rifugiata in un portone ed ho aspettato che la fiumana passasse. Caro Naz ciò che hai raccontato non è lontano dalla verità, anzi è la verità.Provo pena sia per i manifestanti che per i poliziotti, per i sobillatori……..NO

  8. è solo un racconto?! ci leggo tanta verità….notte Naz

  9. E’ talmente vivido che pare reale, sembra di vedere scena dopo scena quello che hai raccontato. Non credo che la realtà sia molto distante da quanto hai scritto. Bravissimo
    Ciao, serena notte
    Pat

  10. …bello che sei….
    vento

  11. ..✫¸ LOVELY EVENING ♥ by Simona

  12. Per questo mio racconto ho scelto un tema attuale, cercando di fotografare i vari attimi di una manifestazione con alcuni suoi contorni, cosi da evidenziare particolarità di una nazione che si misura anche in questi momenti. Grazie buonanotte a tutti

  13. accantoalcamino ha detto:

    Grande Naz, come un film, tutto è movimento in questo “racconto/realtà”. Buona giornata a tutti 2 ♥♥

  14. L’Italia del 2012, tra crisi e speranza. Bravo Nazz. Un abbraccio

  15. Perfetto. Davvero ben scritto. A volte ci sono tonalità da grande reporter.
    Stefano

  16. Gruss und einen schönen Tag Gislinde.

  17. Karmel ha detto:

    Non ci permettono di lottare per la nostra sopravvivenza, per il lavoro e un salario, mentre questi presidenti marce, è entiquecen a nostre spese.
    La polizia, mercenari per € … poveri cristi!
    Ingresso molto buona, nonostante le carenze della traduzione.
    Lotta senza combattere qualsiasi cosa si vuole raggiungere.

    Molti Baci Nazza.

  18. CENTRATO,
    in cisivo ,incalzante, uno spaccato di quello che succede durante una manifestazione.
    bravo sei convincente, ottima la scelta della narrazione.
    che dire,stai migliorando Scherzo, sei stato sempre bravo
    Qui ha piovuto tanto ,ma il governo è cosi’ tanto ladro?

  19. Ciao Nazzareno, un racconto molto reale e crudo dalle tante sfaccettature con diversi personaggi che vivono la loro personale protesta. Ovviamente sai che io preferisco identificarmi nei personaggi più pacifisti anche se è accaduto che venissero coinvolti in atteggiamenti che nn avrebbero mai immaginato. Molto ben scritto e complimenti.

  20. 49mimosa ha detto:

    Ciao Nazzareno.
    Mi piace il tuo modo di narrare…quasi giornalistico. La chiusura è perfetta…”Solo Pietro il pescatore…”
    Riporti la realtà, non c’è che dire, una realtà diffcile che stiamo vivendo.

    Ho aperto il pc solo per te, per inviarti la mia
    Buonanotteeeeeeeeeeeeee

  21. Grazie e ancora Grazie Buonanotte a tutti, in amicizia Nazzareno

  22. Ciao Nazzareno, mi unisco al coro di elogi, sei davvero bravo
    Complimenti, felice giorno
    Sentimental

  23. dolceuragano ha detto:

    Caro amico ti auguro, una serena giornata e un magico week-end, un dolce abbraccio con amicizia. Carla

  24. Buon pomeriggio Naz, è un racconto molto reale
    e ben scritto… bravo… un abbraccio caro amico… ^_^

  25. dolceuragano ha detto:

    Caro amicao Nazzareno ti auguro una serena domenica e una nuova settimana colma di pace, speranza e amore, un abbraccio con amicizia Carla

  26. E’ bellissimo!
    Incalzante, travolgente… e profondamente vero.
    Ciao ^^

  27. come è andata la scossa?

  28. Wünsche dir ein schönes glückliches weekend und einen schönen 2 Advent Grüsse lieb Gislinde.

  29. Cia Naz, ti auguro una buona giornata di Venerdì
    e un dolcissimo fine settimana… qui sta nevicandoooooo…
    un abbraccio con affetto e un sorriso ^__^

  30. dolceuragano ha detto:

    Buongiorno Nazzareno, passo a portarti un augurio per un sereno fine settimana, colmo di pace, salute e amore! Un abbraccio con amicizia Carla


    Buona festa dell’Immacolata

  31. Un passaggio, per augurarti una buona serata ed un’altrettanto bella domenica. Cn un abbraccio
    Loredana

  32. scritto benissimo, avvince..
    baci

  33. lieta di non aver perso la lettura di questo incalzante e purtroppo veritiero racconto. Bravo!

  34. Sono stato parecchio assente, centinaia di e-mail, molte le ho cancellate, quella che avvisava di questo post no, l’ho tenuta, ed ho fatto bene. Ciao Nazareno🙂

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