Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

026Andrea quella mattina usci molto presto da casa, l’alba era nata da poco. Poche centinaia di metri con quel fastidioso “dlin dlin” la spia della cintura di sicurezza non allacciata, in un attimo fu al bar, Giorgio lo salutò con il solito garbo:
-Buongiorno, dove vai cosi presto?- Andrea ancora ingabbiato nel torpore del sonno si limito nella risposta, non aveva voglia di prodigarsi in inutili spiegazioni:
-Vado lontano, fammi un caffè per favore.-
Dopo aver pagato e comprato le sigarette sfogliò i giornali depositati sopra i tavoli, dando una rapida occhiata alle notizie più in vista, salutò e prese la via dell’ uscita. Sulla porta incrociò Ester, i due si guardarono, erano così vicini quasi si annusarono. Giovane, bella, profumava di muschio selvaggio, aveva lo sguardo disilluso, quello di un gatto randagio. Mentre stava salendo in auto, Andrea si sentì chiamare, era lei:
-Ascolta mi puoi fare un piacere; non è che mi puoi accompagnare a Tolentino.- Non era proprio lì dove voleva dirigersi, anzi la parte opposta, senza riflettere per motivi sconosciuti rispose di si; lo poteva fare. Ester salì in auto masticando un chewingum, si accese una sigaretta.
Andavi da quelle parti vero? Ci vai per lavoro o sbaglio?:-
No, oggi non lavoro, sono in ferie tra Natale e Capodanno faccio sempre riposo, in ditta c’è poco da fare.-
Scusa e allora dove andavi? Perdonami, ti faccio perdere del tempo.-
Non ti impensierire, non avevo mete, forse volevo recarmi a Roma, così tanto per. Comunque la posso raggiungere lo stesso anche da Tolentino, non ho alcuna fretta, a casa non mi aspetta nessuno.-
Ester con aria malandrina mordicchiandosi un labbro sottovoce disse:
-Io però devo tornare in Ascoli, devo fare solo una visita, ammesso me lo concedono. Non hai letto i giornali?- Andrea l’ascoltava con attenzione. Sommessa prosegui nel suo dire:
-Hanno arrestato Silvio, è successo due giorni fa, può darsi non lo sapevi? Ora è rinchiuso nel carcere di Tolentino:
-Non lo sapevo, quando è stato? Il giorno di Santo Stefano?-
-No il giorno dopo, il ventisette ha fatto una rapina al Credito cooperativo di Pagliare, gli è andata male, mentre fuggiva con il bottino l’hanno catturato.-
La notizia non lo sconvolse più di tanto, non ne fu particolarmente sorpreso, sì impegnò per apparirlo, l’unica sua espressione vocale fu “Cazzo!”
Silvio ufficialmente lavorava come pittore edile, in realtà tutti sapevano, si guadagnava da vivere spacciando droga e facendo rapine, in pratica quest’ultime le faceva fin da quando era bambino, era nato con la pistola in mano. Penso una delle prime frasi abbia imparato a pronunciare, dopo mamma e pappa, è stata; “fermi tutti questa è una rapina.” Ester e Silvio erano sposati da qualche anno, dalla loro unione era nata una bambina, Gloria. Lui aveva un età matura, i cinquanta li aveva superati da qualche anno. Ester a essere generosi, poteva arrivare a ventisei. Andrea non aveva una conoscenza particolare con i due, abitando nello stesso quartiere capitava causalmente di incontrarli in giro o al bar. Si sa il paese è piccolo la gente mormora, così si viene a sapere un pò tutto di tutti. Lei aveva avuto un passato faticoso, estremo, un padre mai conosciuto, una madre troppo giovane, non in grado di educarla correttamente. Già da ragazzina si era trovata nei guai frequentando persone inaffidabili, drogati e malavitosi, si era bucata con l’eroina, in caso di assoluto bisogno di soldi si era anche prostituita, per farla breve del peggio non si era fatta mancare nulla. Quando conobbe Silvio, la sua vita cambiò. Lui a suo modo aveva spunti da brava persona, certo definire un rapinatore brava persona, ce ne vuole. Lui si poteva caratterizzare come uno all’antica con principi intermittenti, fondamentalmente sani, un buon marito, un ottimo padre. Riuscì a strappare Ester da quel vortice ingannevole e pericoloso dove stava triturando. La ridipinse a nuova vita, poi con la nascita della loro figlia avevano assunto sembianze di una famiglia normale. Anche felice. Lui si vantava orgoglioso di stravedere e viziare le sue piccole donne. E’ noto i vizi costano, uno stipendio da edile non può certo bastare, da poter permettere abiti firmati, un’auto lussuosa e non per ultima una vasca idromassaggio, nella loro più che decorosa casa. Allora tutti i buoni principi vanno a farsi benedire. Silvio era fatto così, alla sua famiglia non doveva mancare nulla; a tutti i costi difenderla dalla miseria in cui lui era cresciuto.

Dopo gli inutili convenevoli, i due si diressero alla volta dell’istituto di pena a Tolentino. Il viaggio era breve poco più di ora, non parlarono molto, a Ester qualche volta scappava da piangere. Andrea era taciturno, stanco, non comprendeva il motivo, perché avesse accompagnato quella semi sconosciuta. Per quella giornata aveva altri programmi; Roma, lo shopping, visitare la Cappella Sistina, mangiare a Trastevere, invece eccolo coinvolto in un viaggio assolutamente imprevisto e illogico.
Giunti davanti all’istituto circondariale Ester scese dall’auto, la vide inghiottita dentro un grande portone, dell’austero edificio. Andrea pensò di recarsi in un bar, avrebbe preso il terzo caffè della giornata, era agitato, sempre più irrequieto. Dopo circa due ore Ester tornò, Andrea la stava aspettando in auto, leggeva un giornale, lei salì, con un gesto nervoso della mano si spostò una ciocca di capelli dagli occhi, pianse e lo abbracciò d’acchitto senza dire nulla, un abbraccio forte, poi come tarantolata fece un balzo indietro e in imbarazzo Disse:
-Scusami è stata dura, tanta attesa, la solita burocrazia del menga, tutto questo per vederlo solo dieci minuti.-
-Come sta?- fu l’unico intervento di Andrea.
“Silvio,” attaccò lei: -E’forte è tranquillo, comunque consapevole, stavolta sarà dura, si aspetta una pena severa, questa è la quinta volta che lo beccano.
La macchina riprese la strada, si erano già fatte le tredici.
-Hai fame?- Chiese Andrea.
-Non lo so…Forse sì, forse no, non lo so.-
Ti va se ci fermiamo a mangiare, io ho fame, conosco una trattoria da queste parti, dove si mangia veramente bene, che ne pensi?-
Si asciugò le lacrime e con un bel sorriso rispose:
-Si va bene.-

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Commenti su: "Un profumo di muschio selvaggio 1 capitolo “Ester”" (19)

  1. Uhm,ho già in mente lo sviluppo del racconto. Forse sbaglio, mi piacerebbe sbagliarmi….ma noi creature umane e fragilissime andiamo spesso in cerca di guai.
    Anche se ne abbiamo già…..per consolarci ce ne creiamo degli altri.
    Ciao Naz, conoscitore dell’animo umano. Buona serata e buona domenica

  2. …coinvolge parecchio ….
    e forse c’ha ragione Lucetta….
    ma con te alla tastiera tutto è possibile..
    Ciao NaZz..
    tenero Naz innamorato della libertà,
    mentre scrive del carcere…
    bacio
    vento

  3. Ciao Nazareno, son passata per augurarti un dolce inizio di feste natalizie … un sorriso … Luli

  4. Rebecca ha detto:

    Un altro racconto da sequire.. per ora mi hai incuriosato il racconto.. caro Nazzareno, ti auguro anche per questa domenica un sereno secondo avvento, con amore Pif♥

  5. Buon giorno a tutti, mi scuso per la mia poca presenza sui vostri blog, il tempo è tiranno. Riesco a malapena a scrivere qualcosa, come questo racconto la scrittura è la mia passione.Mi dispiace non leggervi e sarò presto da voi grazie buona domenica

  6. Si preannuncia molto interessante e coinvolgente questo tuo nuovo racconto. Le premesse non mancano di sicuro…
    Ciao, Pat

  7. Karmel ha detto:

    Storia Belletristic e bello … il destino per sempre.

    Sono anche a corto di tempo, non si arriva a tutti

    Baci Nazza e la settimana felice.

  8. come sempre riesci a coinvolgere con i tuoi racconti…alla prox e buona settimana Naz

  9. infranotturna ha detto:

    sembra tutto vero – quando si legge qualcosa di bello…
    baci

  10. Ciao Naz, sono passata per salutarti, il racconto non l’ho ancora letto, sono le 19,26 e devo andare a cena, spero di riuscirci domani, come hai scritto sopra,non si ha mai tempo per tutto, ci vorrebbero giornate di 36 ore invece che 24.
    Serena serata, Ross@ 😀

  11. Ciao, manco da un po’ ma vedo con piacere che la tua passione continua a produrre.
    Ti abbraccio e spero anche io di riuscire a essere più presente. Mah… sarà un po’ dura, visto anche il periodo! Ciao 🙂

  12. E’ sempre un piacere leggerti Naz. un abbraccio alla prossima, Angela

  13. Ciao Naz, bello anche questo racconto… interessante e coinvolgente… aspetto il seguito… un bacio a te dolce notte…

  14. dolceuragano ha detto:

    Sempre bello leggerti lasci sempre in sospeso fino al prossimo capitolo 😉

  15. Eh Nazzareno, non voglio pensarlo il seguito, aspetto di leggerlo.
    E sai penso di sentirmi un po’ più coinvolta del normale, a leggere una storia in cui i luoghi sono quelli a due passi da casa… Fa più effetto perché storie ambientate a Tolentino Macerata e luoghi limitrofi ce ne sono ben poche, giusto? E poi è originale la scelta di scrivere di un rapinatore professionista del luogo, perché là da noi non te lo aspetteresti.. sembra sempre tutto tanto pacifico e pare che tutto accada altrove 😀 😀

  16. Interessante e scritto bene. C’è tanto talento su internet: auguri di ogni bene.

  17. Quando scrivi il resto? eh eh eh già stò iniziando a ipotizzare cosa potrebbero fare i due personaggi in quella particolare situazione…. immagino e aspetto il seguito.

  18. Aspetto il seguito!!! Un abbraccio

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