Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Un racconto di Natale

imagesCA74KRCOPerso nella penombra, fissava i pochi mandarini, spersi sul tavolo con loro giacevano inermi decine di bollette non pagate. La tristezza era calata copiosa, oramai padrona assoluta della spoglia stanza. Ingiallita dal fumo e dal tempo, la lampada al centro del soffitto tremolava miracolosamente aggrappata al filo. Piero era stremato; le poche percezioni mentali degne di nota gli avevano fatto intuire che quel giorno era la vigilia di Natale. Non era importante, non nutriva più alcun interesse,tutti eclissati nelle feroci tormente della vita. Mille volte il mondo gli era caduto addosso, altrettante volte l’aveva sollevato. Settanta anni portati malissimo, ne dimostrava cento. Pensionato, vedovo oramai da troppi anni, eterna sofferenza, non aveva più nulla, gli amici svaniti, l’unica cosa rimasta era un briciolo di dignità, quella che gli impediva di elemosinare, di chiedere aiuto, di non andare a mangiare alla Caritas. Lui ex professore universitario, ex stimato socio del circolo cittadino, non voleva, non doveva. Era solo, un Don Chisciotte incontro al suo destino. In un passato oramai sfocato era stato felice, una vita agiata, serena, una bella famiglia. Lui e sua moglie Emma, anche lei insegnante, si adoravano erano molto legati, una straordinaria simbiosi. Dal loro matrimonio era nato un figlio, l’avevano cresciuto con amore strutturandogli le basi per un promettente futuro. Giorgio era un bravo giovane, educato, studente diligente, un bravo tennista, un vero e proprio ragazzo modello, da esserne inequivocabilmente fieri. Sappiamo la vita essere imprevedibile e in un giorno di primavera, il demone del male spiego le sue vele, a Emma fu diagnosticato un cancro, in un battibaleno la travolse, in tre mesi la spazzò via. Piero fece il possibile l’accompagnò negli ospedali di mezza Europa, facendola visitare dai migliori specialisti, non ci fu rimedio, tutti i tentativi le cure risultarono vane. Giorgio dopo pochi mesi dalla morte della madre iniziò a sbarellare, a frequentare personaggi ambigui, entrò nella rete delle bische clandestine. Il gioco d’azzardo a poco a poco l’inghiottì, dilapidò il discreto patrimonio di famiglia in pochi anni, non contento di tutto ciò, cercò ancora guai infilandosi in un buco nero chiamato droga. Gli ultimi risparmi servirono a pagare avvocati e debiti. Fino all’ultimo il padre sperò di poterlo salvare dal marciume, reinserirlo sulla retta via. L’amore per suo figlio non aveva confini. Ora era giunto al capolinea, Giorgio ancora in carcere, stavolta con accuse veramente gravi, una spaventosa, infamante; circonvenzione d’incapace. Una storia torbida, aveva raggirato una povera vecchia signora con gravi problemi pschici, spillandogli un mucchio di soldi.
Ogni speranza frantumata. Il professore aveva consumato tutte le energie, la salute sempre più cagionevole, i soldi finiti, non l’aveva neanche per mangiare. Quella sera per sfamarsi, si era macchiato secondo la sua coscienza di un grave reato, aveva rubato dei mandarini, era preda di una abominevole vergogna. Vittima di mille rimorsi avrebbe voluto restituirli. Una cliente alla frutta e verdura l’aveva perfino visto mentre li nascondeva sotto lo sgualcito cappotto. Una bella donna, con dei capelli lunghi, neri e lucenti; apparentemente si era fatta gli affari suoi, rimanendo indifferente all’accaduto. Piero era distrutto, intrappolato da pensieri funesti si stava spingendo oltre il baratro; pensava sempre più con insistenza a come porre fine alla sua inutile e disgraziata esistenza. D’impulso si alzo dalla sedia, andò in uno dei pochi mobili rimasti nella sala, gli altri erano stati venduti, estrasse una scatola, Natale 1972, era scritto in rosso nella parte superiore, l’apri tiro fuori delle statuine del presepe, prese quella di Gesù Bambino, la baciò adagiandolo su di un cuscino decorato a suo tempo dalla sua Emma. S’inginocchio e iniziò a pregare, mentre era raccolto nell’intimo atto liturgico, sentì suonare alla porta, non sapeva chi fosse, provò a ricomporsi e si avvio ad aprire. Davanti a lui si materializzarono due giovani carabinieri; con educazione salutarono:
-Buona sera; lei è il signor Piero Di Cataldo?-
Tremante il vecchio rispose:
– Si sono io, è successo qualcosa a mio figlio? Dite per favore.-
Il brigadiere con espressione decisa dichiarò:
– No a suo figlio non è successo nulla, comunque lei ci deve seguire in caserma.-
Piero interdetto si limitò solo a dire:
-Va bene, prendo il cappotto.-
L’indossò, spense la luce e assecondò il volere dei militi.
La sera si era colorata delle sfacciate luminarie natalizie. Le persone nel viale correvano dietro all’ultimo regalo da acquistare, scambiandosi frenetici saluti, abbracci, qualche sorriso e banali auguri di rito. Piero fu fatto accomodare nei sedili posteriori della Punto, laconicamente chiese:
– Mi arrestate?- Il brigadiere rispose di non preoccuparsi.
Arrivati alla stazione militare di quartiere fu fatto accomodare in stanzetta non priva di comfort, il giovane militare che l’aveva prelevato Disse:
-Signor Di Cataldo le accendo la tv, questo è il telecomando, guardi pure quello che vuole, Il maresciallo appena si sarà sbrigato, verrà da lei.-
Piero maneggiò quel telecomando con una cura inaudita, erano anni che non possedeva più un apparecchio televisivo, aveva perso dimestichezza con certi aggeggi. Sintonizzò il primo canale Rai, sullo schermo, conferenza stampa di Mario Monti, Presidente del Consiglio uscente. Di Cataldo sospirò malinconico, ripensando ai tempi quando erano colleghi, insegnavano nella stessa facoltà. Tra se e se bofficchiò “Bravo Mario! Eri giovane e saccente, tu ce l’hai fatta! ora sei in tv da protagonista, io in galera; pensare, venivi sempre a chiedermi consigli e pareri; bè questa è la vita.”
Rovinato nei pensieri rimase in visione sullo stesso canale, senza capire una sola parola del discorso del suo ex collega. Il suo olfatto fu catturato da buoni sapori mangerecci, provenivano da altre stanze, avvertiva un rumoreggiare crescente di natura gioiosa, echeggiavano voci allegre di bambini. Dove aspettava nessuno si era più fatto vedere. Ad un tratto un sibilo, una voce dolce e gentile, lo rincondusse alla realtà:
– Buona sera Signor Piero.-
Voltandosi rimase come impietrito, in quel volto di fata riconobbe la cliente della frutta e verdura, la stessa che l’aveva colto in fragranza, il furto dei famigerati mandarini. Era ancora più bella in uniforme. Il vecchio aggrovigliò uno sfumato balbettio:
– Maresciallo è lei,allora mi arrestate?-
La donna sorrise teneramente:
– No assolutamente; la volevo soltanto invitare a rimanere con noi per la cena della vigilia e visto che c’è, fermarsi qui anche per la notte, gli abbiamo preparato una stanza, a casa sua fa troppo freddo, per stasera sarà nostro ospite, domani vedremo il da farsi:-
– Non posso, non sono degno, recherei troppo disturbo, questa festa non mi appartiene.- Il Maresciallo Linda Guerrieri assunse un espressione severa e solenne:
– Si ricordi Signor Di cataldo, lei è in stato di fermo, quindi non può esimersi. Chiaro?-
Piero era confuso non capiva, Linda tornò a sorridere, delicatamente lo prese sotto braccio e lo condusse in un’ altra stanza, mentre lo faceva gli disse:
-Dimenticavo… Ci sono buone notizie dal carcere, suo figlio gli ha scritto una lettera,sembra stavolta abbia seriamente delle buone intenzioni; dopo ne parleremo con calma, sia sereno tutto si aggiusterà.-
Nella stanza erano presenti i militari di turno insieme alle rispettive famiglie. Nel centro una bella tavola imbandita, sopra spiccavano delle gustose pietanze.Un presepe, un albero illuminato, era davvero Natale. Un bambino chiese al Maresciallo:
– Mamma chi è questo signore?- Linda accarezzandolo rimise:- E’ solo un Babbo Natale un po’ stanco, si riposerà qui da noi.
Buon Natale Professore. Buon Natale a tutti

Questo racconto doveva essere pubblicato per i miei auguri Natalizi a voi. Sicuramente sono in ritardo, non lo sono sicuramente per porvi di cuore, I MIEI PIU’ BELLI, GRANDI, MERAVIGLIOSI, AUGURI PER UN ANNO DEGNO DELLE VOSTRE ASPETTATIVE, SPERIAMO SIA L’ANNO DELLA SPERANZA E DELLA RINASCITA’ GRAZIE per avermi fatto compagnia nell’anno che ci sta abbandonando grazie per avermi letto e commentato. TORNO A SCUSARMI SE QUALCHE VOLTA VI HO TRASCURATO, I MOTIVI ORAMAI SONO PIU’CHE NOTI, SEMPLICEMENTE LA MANCANZA DI TEMPO.
GRAZIE DAVVERO E DI NUOVO TANTI TANTI AUGURI A TUTTI.
CON AFFETTTO
Nazzareno

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Commenti su: "Un racconto di Natale" (72)

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Grazie a te caro Naz…..i tuoi scritti fanno sempre emozionare, i miei più cari Auguri di tanta serenità, un abbraccio! 🙂

  2. Il racconto mi è’ piaciuto molto
    Tantissimi auguri per il nuovo anno!

  3. Ciao Naz. Grazie dei tuoi auguri che ricambio con affetto, stima ed amicizia perchè il nuovo anno porti a tutti noi, specialmente a chi lavora, a chi il lavoro lo ha perso o non lo ha mai avuto, come il 35% dei giovani, tanta serenità, salute e benessere. Speriamo che porti anche quella pace che molti popoli non conoscono, la libertà dove non esiste e la democrazia sostanziale dappertutto, anche in Italia dove il suo deficit è sempre più palese e preoccupante. Per l’Italia, in particolare, spero che il nuovo anno, alle prossime elezioni, sappia selezionale una classe dirigente all’altezza della situazione che sappia riparare i guasti degli ultimi 20 anni di berlusconismo ai quali si sono aggiunti quelli dell’ultimo anno di Montismo, del governo dei “delinquenti” in giacca, cravatta e Loden che hanno sacrificato i ceti più umili a favore di altri delinquenti, politici e non, che vivono sulle spalle di chi lavora e paga le tasse.
    Ma soprattutto porti agli Italiani la saggezza di sapere essere consapevoli che sono loro gli artefici del loro destino e che nessun “uomo della provvidenza” dovrà essere considerato più il mitico “salvatore della Patria”.
    Auguri, cordialissimi a te, alla tua famiglia ed a tutte le persone che ami e che ti amano. Osv

  4. Karmel ha detto:

    Triste ed emozionante storia di Natale, come vero e proprio oggi, con tanti problemi, la mancanza di molte cose … ma molto bello.

    Vi auguro tutto il meglio per il prossimo anno 2013.

    Baci Nazza amico.

  5. Un racconto bellissimo che mi ha commosso. Auguri Naz di cuore a te e famiglia.

  6. Tanti auguri anche a te. Ti auguro un anno pieno di … tempo, di tempo dal sapore di buono.
    Milena

  7. Molto triste e vera questa storia,mi ha emozionata e commosso,sarebbe bello se anche nella vita ci fosse sempre il lieto fine ma dobbiamo accontentarci!!
    Un caro abbraccio Nazz e tantissimi Affettuosi Auguri per un sereno Buon Anno!
    liù

  8. Che bello ! Tantissimi e cari affettuosi Auguri anche
    da parte mia,un bacio e un abbraccio♥

  9. Scusa Nazz,l’ultimo commento era per un’altra amica,ho sbagliato blog!

  10. Auguri anche a te, che ci fai compagnia con i tuoi bellissimi racconti!

  11. bellissimo il tuo racconto ma anche il tuo modo da scrivere.complimenti
    serena domenica ,auguri di buon anno x te e i tuoi cari

  12. quando ho iniziato la lettura mi son detta ah conosce pure lui Piero …. poi però l’età non coincideva, ma mi auguro che anche per l’amico mio Piero il Natale abbia avuto un bell’epilogo….BUON ANNO NAZ

  13. Todo lo mejor para el …..próximo año que llega……2013.

    cariños amigo Nazza……
    lleno de paz..y amor ante tantos problemas.

  14. Auguri di un eterno arcobaleno:

    col giallo dell’amicizia,

    il rosso della passione,

    il verde della speranza e

    il bianco della purezza!

    Auguri!

    BUON ANNO NUOVO

  15. un racconto magnifico, che riaccende i cori alle speranze in un mondo migliore.
    Un abbraccio Nazz…e grazie per le belle parole che ci lasci ogni volta.
    Loredana

  16. E’ STUPENDO! Uno dei migliori racconti che io abbia mai letto.
    Buon Anno*

  17. L’ho riletto, perché è troppo bello.

  18. !!! 𝓗𝓐𝓟𝓟𝓨 𝓝𝓔𝓦 𝓨𝓔𝓐𝓡 NAZZARENO!!! ¸.•´¸.•*´ Ձ٥١3 hugs

  19. sempre di corsa…
    devo preparare qualcosa per staseraaa…
    ma, non posso dimenticare di augurarti un buon 2013
    ricco di gioia e amore 🙂
    bacione

  20. Un augurio di cuore per un nuovo anno 2013 ricco di gioia e serenità !!
    A Te caro Naz e a tutti i Tuoi cari 🙂
    Un abbraccio fraterno
    Claudio

  21. Ricordando Lucio…per un attimo ho pensato a Battisti, altro grande Lucio. Poi ho letto il titolo del mio post..”ah, Dalla….”
    A PRESCINDERE (dalle mie sviste…), BUON ANNO NAZ!!!!

    Marghian

  22. E’ bello il tuo augurio, l’anno della speranza e della rinascita.

    E allora Buon 2013 e che lo sia veramente. 😉

  23. Ciao Nazareno ti auguro un sereno Anno Nuovo … Luli

  24. Un altro bel racconto. Purtroppo in questa vita di brava e buona gente schiacciata dagli eventi e dalle avversità ce n’è tanta. Ed è a loro che va il mio primo pensiero per gli auguri di buon anno; che possano trovare un riscatto e una rinascita.
    A te e famiglia Buon 2013, che sia come voi lo desiderate.
    Maria Rosaria

  25. Ciao Zebachetti caro :))
    Auguro a te e famiglia un felice e sereno 2013.
    Buona fortuna per te, amico!
    Un abbraccio con affetto, Jussara

  26. Molto bello, hai toccato le corde dell’ emozione e del sentimento

    Buon Anno di cuore
    Sentimental

  27. Buon Anno caro Naz… buon 2013 a te e famiglia…
    grazie a te.. per le emozioni che regali a noi…
    anche questo racconto è bellissimo….
    speriamo che l’anno nuovo sia migliore di quello che ci ha lasciato
    un bacione smackkk!!!!

  28. infranotturna ha detto:

    Questo tuo racconto è un bellissimo dono che ci fai. Grazie. E anche se il 2013 è già iniziato non credo sia tardi per augurarti tanto bene ed energia positiva

    baci

  29. 49mimosa ha detto:

    La tua storia rispecchia il tema del Natale. Anche se la realtà a volte è diversa, voglio immaginarla così…a lieto fine. Tanto poi c’è la vita che pensa a cambiarla a suo piacimento!
    Grazie Nazzareno del tuo passaggio, ed anch’io ti faccio i miei auguri più sinceri per il Nuovo Anno.

  30. accantoalcamino ha detto:

    Buongiorno Naz, ora che gli altri se ne sono andati passo a farti/vi gli auguri per un anno, come si dice ogni volta, ricco di tutto il meglio, serenità, lavoro, emozioni, per te/voi e per noi con i tuoi racconti. 2 abbracci per voi ♥♥

    • Sei come al solito gentilissima ti ringrazio e col cuore ricambio sei una bella presenza
      Tanti Auguri da Rosi e me ciao Buon 2013

  31. Di questi racconti dovresti farne una serie, sono belli e rendono uno spaccato di vita di piccola città molto interessante. Buon nuovo anno, Zè 😀

    • I miei racconti tendono ad essere come dire,periferici, spaccati di normalità, gente qualunque. Cerco di dare vita alla speranza, alla non rassegnazione, nulla è perduto. Grazie Rosy un Buon anno a te

  32. Ho aspettato che passasse Natale prima di leggere questa bella fiaba quotidiana, così Natale dura più a lungo.
    Buon anno Nazzareno.

  33. Fantastico racconto carissimo Nazzareno, veramente molto molto bello.
    Buon Anno Nuovo, che sia colmo di serenità e cose belle per te ed i tuoi cari e per tutte le persone del mondo
    Un abbraccio, Pat

  34. ciao Pat buona giornata

  35. Caro Nazzareno…Non importa se volevi scriverla per Natale…è sempre il momento giusto per le cose belle e dense di emozioni, grazie hai aperto uno spiraglio di luce e di calore…
    Ciao
    Pan

  36. buon fine settimana a te
    un abbraccio e un sorriso

    Con la riforma di Mario Monti,
    la Befana è sotto i ponti,
    dalla casa l’han sfrattata perchè è stata pignorata.
    Per i tetti ora si aggira sola, triste, senza una… lira.
    Non è più motorizzata, la benzina è rincarata.
    Oramai anche la pensione rimarrà un’illusione!
    Ma dei bimbi basta il sorriso per sentirsi in Paradiso!

    buona Epifania che tutte le feste si porta via

  37. dolceuragano ha detto:

    Buon primo fine settimana del nuovo anno, caro Nazzareno, buona festa dell’Epifania.. Con amicizia Carla

    • Meno male che se le porta via, io amo le feste di solito, queste sono state un tantino complicate, niente di che però non il massimo. ciao e grazie buona epifania a te cara Carla

  38. Qui oggi c’è la maratonina dell’epifania a conclusione di questo bel periodo, e mi spiace se per te non è stato il massimo.
    Puoi sempre rifarti venendo qui sul lungomare e ….. meditare in tutta tranquillità per un tuo prossimo racconto.
    Quasi dimenticavo: bravo.
    Ciao
    Bruce

    • oGGI SAREI VENUTO MOLTO VOLENTIERI AVEVO IN PROGRAMMA DI VEDERE IL PRESEPE VIVENTE A GROTTAMMARE, PURTROPPO UNA FASTIOSA INFLUENZA E TRE GIORNI CHE MI BLOG HO ANCHE IL MODEM TELECOM CHE FA LE BIZZE A PARTE QUESTO L’ ANNO NON è PARTITO NEL MIGLIORE DEI MODI SPERIAMO RECUPERI PRESTO GIà DA DOMANI MAGARI GRAZIE bRUCE LE TUE VISITE SONO SEMPRE MOLTO GRADITE CIAO BUONA SERATA

  39. Che stupendo racconto di Natale, grazie Nazzareno.
    Non importa se Natale è passato, a me passano i giorni senza che me ne renda conto, da quando vivo in un limbo fra un mondo passato e uno futuro che non conosco ancora, e il limbo è qui, Genova, città in siamo di passaggio, in una sospensione che pare senza fine, e mi sembra di insupidirmi.
    Quindi anche io chiedo scusa se nel blog giro poco, e sto poco anche nel mio stesso…
    Un abbraccio fortissimo

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