Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

354813554Già le quindici dal cellulare nessun segnale tranne qualche banale telefonata di lavoro, quella che aspetto non arriva. Il mio iniziale nervosismo è scomparso sembra svanito nel nulla. Poche le persone al terminal, volti informi per lo più verbi stranieri, gente dell’est. La voce monocorde dell’altoparlante annuncia i ritardi di partenze e arrivi. Piove a dirotto. Non conosco ancora la mia destinazione, per certo tra poco partirò, sono tranquillo. Non ho più la fobia dell’aereo, da giovane i primi viaggi li affrontavo con disinvoltura, volare era come bere un bicchier d’acqua. In un passato recente improvvisa sciolse una fottuta paura. L’ho superata con difficoltà, il tempo e il lavoro svolto su me stesso lentamente hanno reso i suoi frutti e aiutato anche dalle mie rudimentali pratiche buddiste ho assimilato un concetto elementare: “Su questa terra siamo solo di passaggio, prima o poi tutti dobbiamo morire. Il destino di un uomo dicono sia già segnato alla sua nascita, quando deve succedere, succeda. Colpi di cannone e tutti al funerale, al mio ci sarò. Viva la vita.
Consapevole che questi sciocchi pensieri sono utili solo a tenere a bada la repressa inquietudine fermenta e non riesce a darsi pace scalciando come un mulo. Vorrebbe farmi a pezzi e rendermi inerme, non glielo posso concedere, non me lo posso permettere. In quest’altalena di stati d’animo la agognata telefonata continua a farsi attendere. Perdo il mio tempo a contemplare lo stanco viavai, quando il suono giusto esplode, rispondo; una nenia dipana un messaggio registrato impartisce indicazioni: “Nella tua auto troverai una valigetta, c’è tutto quello di cui hai bisogno.”
Sfido la pioggia dirigendomi al parcheggio; tutto secondo copione, torno indietro meccanicamente entro nei bagni dell’aeroporto, rapido cambio d’abito e operazioni di restyling, guardandomi allo specchio penso: “Sì,va bene sono ok.”
Deambulo nel terminal, ancora non conosco gli incroci del mio destino quando all’improvviso sento urtarmi, un uomo giovane, rapido infila una busta nella tasca della mia giacca, nel vortice di un attimo svanito. Apro il plico, un biglietto di andata e ritorno, Orio Al Serio, Bergamo, in un foglio due misere righe, il volo è previsto per le ore diciassette e trenta – scontata la conclusione – seguiranno altre istruzioni.
Ancora un’ora, sessanta interminabili minuti. Le mie anime emergono si scrutano, si scontrano, fanno a pugni.
Vivo e non vivo, ascolto il respiro del cuore. Piove interminatamente.
Business class; decollo perfetto, l’aereo prende quota perfora le nuvole spingendosi oltre l’invisibile, al di sopra della pioggia.
L’hostess gradevolmente mi chiede in cosa può essere utile, stordito da un profumo di rose, è suo, intrigante il sorriso. Non dovrei bere ma chi se ne frega, prendo un wishiky e lo gusto a piccoli sorsi. Sibillini inaspriscono ancora isolati pensieri.
Quella stronza della mia ex moglie: Un matrimonio fallimentare il nostro. Quante scuse, quante balle ho dovuto inventare. Certo non facevo nulla di male, non l’ho mai tradita, la amavo. Credo di non essere mai stato lucido con lei, pericolosa mistificatrice di sentimenti. Finalmente la separazione, una guerra senza vincitori solo perdenti, un’unica vera vittima; Filippo. Le intemperanze degli adulti ricadono sui figli indifesi e naturalmente incolpevoli.
Alleggerisco il noioso peregrinare cerebrale, sobbalzano fantasie a luci rosse, immagino di fare l’amore con l’hostess, molteplici le posizioni, piacevolmente erotiche, sesso senza limiti, nessun pudore… fantastiche. Rinsavisco dalle lussuriose divagazioni rendendomi conto che l’atterraggio è prossimo.
Mentre sto per scendere, le tre assistenti di volo salutano sorridenti, il più bello è della mia preferita, la guardo ricambio al meglio delle mie possibilità e per non farmi mancare nulla, come se avessi già pochi guai le infilo nel taschino della divisa gonfio di soffice prosperosità il mio numero di telefono, sorridendo ancora le bisbiglio:
-Potrei innamorami di te.-
Indecifrabile continua a mostrarmi il bianco dei suoi denti fulgidi come neve al sole.
“Non credo lo farà, non avrà neanche trent’anni, inequivocabili i miei cinquanta, visibili nelle rughe riflesse nell’azzurro dei suoi occhi; avrà di meglio che perdere tempo con me.” Il comandante ossequioso mi stringe la mano. In un baleno sono fuori dal piccolo aeroporto, un taxi aspetta il 9717, il mio. Ci salgo. Appena a bordo il tassista in un italo bergamasco mi rivolge la parola:
-Buona sera, chi ha prenotato la corsa mi ha detto di consegnarle una busta… eccola.-
– La apro, “Hotel Boston, Monza.” La ripongo e indico la destinazione al conducente.
Nella hall mostro i documenti al portiere, mi sento rispondere di avere una stanza prenotata a mio nome la 117. In camera, appoggiato sul letto un vistoso pacco, lo svelo, dentro trovo una cassaforte. Il cellulare annuncia un sms, un numero penso sia la combinazione, è cosi. C’è tutto, quello che doveva esserci. Altra lettera, nuove istruzioni, un vero stillicidio. ” Ristorante L’Angelo, cento metri a destra dell’hotel. Appuntamento fissato alle ore 21, tavolo 17. Lui sarà in compagnia di una donna.” Continuo a leggere, è tutto chiaro, la brucio in bagno insieme all’altra ricevuta in precedenza. Guardo ancora la foto, inserisco un cd nello stereo, Mozart… meraviglioso. Ho ancora tempo l’impegno con delle flessioni, devo rimanere tonico.
Ci siamo pochi minuti alle 21, indosso la divisa da cameriere mi perquisisco per vedere se ho preso tutto… si; vado il lavoro mi aspetta. La pioggia si è trasformata in liquida umidità. Entro dal retro direttamente in cucina, una cuoca mi porge un vassoio, gamberi al sugo, rossi come il sangue, senza esitare lo afferro, in sala tutti i tavoli sono occupati, maledico. Rapida occhiata, individuo la coppia, lui piccolo, un bauletto inforca degli occhiali rotondi su un muso bavoso, lei avvenente evidentemente siliconata, punto deciso sull’obiettivo:
-Buona sera, i gamberi sono per voi?-
Indispettito l’ometto risponde in un’arroganza esagerata:
-No, si sbaglia noi dobbiamo ancora ordinare.-
Nel tentativo di scusarmi goffamente gli rovescio tutto il pescato addosso. Aggredito dalla sua faccia adirata e le pupille dilatate pronte a sbranarmi vedo la linda camicia mutare colore mi avvicino cerco di rendermi utile, pulirlo… rosso su rosso, i lineamenti stupiti mettono a tacere la spavalda arroganza e si accascia centrando il tavolo colpendolo con il viso da suino tra lo sbigottimento generale e lo sguardo attonito dell’accompagnatrice. Solo un sottile nascosto sibilo aveva stonato nella chiassosa sinfonia di voci e stoviglie in frantumi. Un preciso colpo dritto al cuore di quelli che lasciano una sola via d’uscita, la morte. Di me più nessuna traccia. Nel vento cavalco una potente moto, schizzando via il più in fretta possibile dall’ignomia e dal centro di Monza. Sfioro il fulcro urbano di Desio, sarà una semplice combinazione neanche a farlo di proposito Romina abita qui. La nostra è una storia a distanza e con qualche problema, però ci vediamo quasi tutti i fine settimana va bene così. Potrei farle una sorpresa, rimanere a dormire con lei ne sarebbe felice… meglio lasciar perdere, adesso ho altro cui pensare. Dopo pochi chilometri sono nel luogo prefissato, un’autodemolizione e il cancello laterale è aperto lo oltrepasso, mi libero della parrucca, baffi posticci e il caucciù servito a modificare le mie sembianze. All’interno di un’utilitaria trovo il nuovo abbigliamento, butto quello finora indossato, pistola compresa nel bagagliaio di una carcassa metallica destinata a essere pressata l’indomani.
Alla guida di una potente auto sono di nuovo in strada direzione aeroporto, alle undici prenderò il volo per Falconara. Riaccendo il telefono, alcuni sms compaiono do una rapida occhiata, a parte un paio di Romina il resto nulla di particolare. Una telefonata, un numero che non conosco. Una delizia di voce respira:
– Pronto, ciao sono Sara… l’hostess.- Sospeso e sorpreso penso “cazzo… mi ha telefonato davvero.” Egocentricamente soddisfatto, replico:
-Ciao, che piacere… ero sicuro non avessi chiamato, anzi mi scuso per la sfrontatezza usata oggi, di solito non sono così intraprendente:-
-No, cosa dici sei stato gentile e molto simpatico, senti io alloggio a Milano, tu dove sei?-
L’unica risposta inesatta può essere
-Si, anch’io sono a Milano- e questa le do.
A Sara sembra quella giusta, appagata, riprende:
-Perfetto se hai voglia e non hai altri impegni potremmo andare a bere qualcosa cosa ne pensi?-
Centomila idee fermentano nel cervello, rubo qualche attimo, mi esprimo:
-Penso sia un’ottima idea però al momento sono a cena con dei clienti se riesco a liberarmi presto, ti chiamo e ti raggiungo, va bene? (stavo già scappando?)-
– Sì, certo, sbrigati ti aspetto, ciao.-
-Ciao.-
Non faccio in tempo a chiudere la chiamata sotto ne erutta un’altra, è di Romina, il display schiuma rabbia, mi faccio coraggio e rispondo:
-Ciao amore.-
-Amore un cazzo… dove sei stato, quale dannata fine hai fatto? Da stamattina non ti sento, non rispondi ai messaggi, sei il solito pagliaccio.-
Inscenai un teatrino di cazzate da paura, finale scontato, litigata furibonda, pazienza comunque anche questa pratica per stasera è archiviata, domani è un altro giorno.
Adesso devo decidere se prendere l’aereo oppure passare la serata e forse anche la notte con quella bella figa di Sara?
Sono sull’aereo, anche questa hostess è carina, non le dico nulla, neanche un sorriso. Sono preda di una morbosa angoscia come un laccio mi stringe la gola fino soffocarmi. Chi sono? Quanti volti, quanti nomi ho? Uno dieci centomila? Non lo saprò mai.
Un lampo sul iphone segnala l’arrivo di una mail, la leggo:
ROMA 12 MARZO 2013
MISSIONE TERMINATA’ ESITO POSITIVO.
NESSUN ALTRO SUO IMPEGNO E’DOVUTO FINO A NUOVO ORDINE.
COMPLIMENTANDOMI PER LA SUA INDISCUSSA PROFESSIONALITA’
LA SALUTO
CAPO SEZIONE N.O.S.C.*
Xxxxxx Xxxxxxxxx

QUESTA MAIL SI AUTODISTRUGGERA’ TRA DIECI SECONDI
9- 8- 7-…….

Lui si complimenta… ma va a farti fottere coglione.
Una vita a mentire a non dire, nessuno conosce la mia oscena identità, nessuno sa veramente chi sono, un diabolico segreto che porterò nella tomba. Pensare iniziò tutto per gioco, durante la leva militare, feci dei test senza sapere il perché, probabilmente per mettermi alla prova oppure perseverava l’idea di non volermi sporcare le mani, beffardamente sorrido, le mani forse no ma la mia anima è completamente sudicia nera come la pece. Seguirono altri esami, centinaia di prove, fui il migliore.
Trasformato in un’ombra al servizio dello stato, quello sotterraneo degli affari loschi, delle leggi non scritte; levare e mettere prendere e non dare, nessun compromesso, invisibili incastri. Vincere partite tacere, non gioire, non respirare, nessuna gratifica, niente. Tutto questo per degli ideali in cui non ho mai creduto, per vile e sporco denaro e per uno sciocco spirito di avventura, prevaricare sempre il limite. Cinque lunghi anni e finalmente andrò in pensione, l’incubo forse avrà fine, non
m’illudo. Di certo domani tornerò a essere il buon Raffaele, mite agente di commercio. Sabato ci sarà anche Romina, andremo a pescare.
Fine
* nucleo operativo sotto copertura

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Commenti su: "Non volevo sporcarmi le mani. Secondo ed ultimo episodio -Andremo a pescare-" (23)

  1. Un unico commento per tutti i post che mi ero persa, scrivi sempre cose interessanti, ma la narrativa è insuperabile, riesci a suscitare un pathos intrigante e coinvolgente, con i tuoi racconti in prima persona, dove il lettore non riesce quasi a scindere lo scrittore dal protagonista, tanto le emozioni e le riflessioni sembrano vere. E’ sempre un piacere tornare da te. Ciao, un abbraccio, Maria.

  2. UN ABBRACCIO AUGURANDOTI BUONA PRIMAVERA

  3. Quante brutture nella vita iniziano per gioco….e poi tornare indietro diventa impossibile. Come nel film stargames la mossa intelligente è sempre non iniziare a giocare, a sporcarsi le mani, nemmeno per il vile denaro.

  4. sempre intriganti i tuoi racconti…un abbraccio, ed ancora auguri 🙂
    Loredana

  5. Me gusto el cuento….muy bueno y los personajes….con sus comentarios
    redactas muy bien….siempre son intersantes tus relatos…
    cariños

  6. Mi è piaciuto…sai sempre emozionarci. Un abbraccio, Zè 🙂

  7. Coinvolgente, tutto possibile…
    buona serata e buon fine settimana
    lella

  8. giannasandra ha detto:

    Ciao Naz, sono d’accordo con quanto scritto da Maria Cavallaro…
    l’ho letto tutto d’un fiato… è un piacere leggere quello che scrivi…
    ti auguro una dolce notte e una buona Domenica delle Palme..
    un abbraccio con affetto ed un bacione!!!!!

  9. * * * * * * * * * * * * * * * * * *
    BUONA DOMENICA S.DELLE PALME…♥

    “È il giorno della pace
    per tutti, anche per chi non ne è consapevole.
    Suonano le campane a festa
    i bimbi corrono sul Sagrato,
    ondeggiando i ramoscelli d’ulivo
    verso il cielo, in segno di pace.
    Le colombe bianche si alzano
    in volo, simbolo di pace,
    rincorrendo l’aria festosa,
    è la domenica delle palme,
    gioiamo, è festa!”

    * * * * * * * * * * * * * * * * * *

    Nel ricordo di Gesù che è venuto a portare la pace.
    Cerchiamo di mettere in pratica questo insegnamento
    impegnandoci ad amare il prossimo non a parole,
    ma con i fatti.
    E’ inutile in questa mattinata affollare le chiese,
    se non abbiamo dentro di noi la volontà
    di essere portatori di pace…
    AUGURI A TUTTI DI PACE E SERENITA”!♥
    * * * * * * * * * * * * * * * * * *
    Un grosso abbraccio con affetto 😉

    * *––––•(-•@CARMELA@•-)•––––* *

  10. Buona domenica delle Palme … un sorriso … Luli

  11. Visto che la prossima settimana sono a Milano, qual’è il numero di telefono ….

  12. Guter Artikel und so war.Wünsche dir einen guten Tag,und eine sonnige Kerwoche.Grüße lieb Gislinde

  13. Affascina parecchio il tuo novellare
    Grazie Nazzareno

    Lieta sera
    Senty

  14. Divorato, più che letto!
    Buona Pasqua ^^

  15. ma chi siamo veramente??????????????????????

  16. ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸ ¸.
    Nessuna distanza e niente nel
    creato potrà separarci dall’amore di Dio.
    Perché tu possa sentire la Sua
    onnipotente presenza in ogni momento della
    tua vita Buona Pasqua con forte abbraccio 😉

    ❀ Da Carmela ❀

    ,•’“’•,•’“’•,……………..…,•’“’•,•’“’•,
    ’•,`’•,*,•’`,•’…………….. ’•,`’•,*,•’`,•’
    …`’•,,•’` …….KISS………`’•,,•’`
    ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸. • ♥ •. ¸ ¸. • ♥ •. ¸ ¸.

  17. Buona Serata …e
    Che questo Santo giorno possa portarti:
    Tanta serenità e tanti sorrisi
    a te e alla tua famiglia
    Auguri di Buona Pasqua.

  18. Un augurio per Pasqua.
    La gloria del Signore rinnovi
    le tue speranze, la tua fede
    e la tua gioia.
    Buona Pasqua.
    Dolce notte caro Naz, un abbraccio con affetto!!!

  19. Ciao mia Amico 😉
    Ti auguro una dolce buona notte con un
    pensierino sperò che ti fa piacere …

    Ti abbraccio con cuore e Amicizia 😉

    La notte

    Arriva in silenzio cambiando il colore del cielo
    Ti puo’ fare immergere nei pensieri
    Pianificare il giorno dopo o
    Regalare un sogno irrealizzabile
    Per arrivare all’alba devi passare attraverso di lei
    Meglio farlo osservando il brillante cielo stellato
    anziche’ ammirare l’oscurita’ delle tenebre.
    Ci rinnova l’energia vitale che durante il giorno
    E’andata via via dissolvendosi insieme ai raggi solari
    Ci porta qualche perla di saggezza
    Insieme alla serenita’ .
    Il suo tempo par trascorrere molto velocemente
    E quando scade, come colpiti da un fulmine
    svaniscono gli ultimi sogni del mattino.
    La notte e’ finita, il sole le spalanca le braccia!

    ❀~♥~Carmela~♥~❀

  20. Questo post me l’ero segnato da finire di leggere dopo il primo capitolo. Non so, manca qualcosa, come se facesse parte di un racconto più lungo. Sbaglio?

  21. Si Paolo forse hai ragione ma se si scrivono racconti in qualche modo devi sintetizzare ho sempre paura di essere prolisso. Secondo cosa manca? fammi sapere a me serve per corregermi e capire Ciao Paolo buonanotte

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