Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per giugno, 2013

quando…

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Quando le parole non hanno più alcun senso
quando il fiume è di nuovo cheto
è lì che incontro il mio destino
è lì dove scompaio fino ad annullarmi
è lì dove sorge il sole
è lì che trovo ancora il tuo sorriso
e sono ancora vivo e sono trota, acqua,
rugiada e rosa
non dimenticarmi
perchè quel giorno io sarò lì ad aspettarti
perchè di te ho bisogno
come aria al vento
come legna al fuoco
come il cuore al cervello
non pensa, non riposa
si contrae avido affamato
il dolore la sua casa
e solamente ama

Ieme su Franco

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Ieme ooooh
dove?
su la casa de Franco a Castellà
ah sciii e che faceme?
Che ce ne frega; ieme su…
beveme, magneme, treteme e fememe.
Ah sciii!!!
E’ be sci, tra l’ara e la cantina, ce svagheme
e puo su ce sta l’aria fina, se sta bè…
ne lu siente quagliò quante è calle?…
Glie perteme dò birre?
Certe che sci, pure tre!
Certe l’amicizia è na bella cosa
è meglie de na sposa
sci, sci ma mo è megghie che smitte de beve lu vì
senno fina a massera tu mica c’rrivi.
Ma che sta a di?…
Mica so m’briache e puo demà è sabata; se po dormì!
E che ce ne frega.
Oh sa che te diche?
è proprie bielle che seme nu
è proprie bielle essè giuvene
dai canteme, dai beveme…
piccia… piccia su motorì, ieme su Franco
ieme a Castellà. Iemece a devertì.

E’ la prima poesia che scrivo in dialetto.

Una giornata fantastica

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foto 1 il gruppo Con Rosi lars Giorgio Mitti Marco e io
foto 2 un momento della presentazione
foto 3 esibizione di Paola Cavanna e Jonny chitarra (Giordano Malabarba)
foto 4 Marco Mitti ed io
foto 5 Da destra Paolo Popof, Libera (accanto al cammino) Rosi ed io.

Eccoci, siamo ancora qui per fortuna, ritorno sul mio spazio preferito, il blog, ultimamente un po trascurato. ( un bel po’) Le giornate dovrebbero durare 48 ore e forse neanche basterebbero, l’orologio del tempo è impietoso, macina secondi, minuti e ore con voracità inaudita. Voglio raccontarvi le emozioni vissute domenica due giugno. Un’esperienza fantastica, il luogo, i navigli di Milano, ospite nello studio dell’affabile e dolce Mitti; una donna, una pittrice e un’artista a dir poco eccezionale. Lei con Giorgio, amico e prezioso collaboratore, si sono presi cura di noi mettendoci completamente a nostro agio. Nello splendido cortile che si affaccia sul retro del suo atelier di pittura ho conosciuto Lars Ohlson, svedese, giornalista, scrittore e fotografo, un personaggio di una simpatia unica, contagiosa. Ho visitato la sua mostra fotografica dedicata a Milano, costatando l’eccelsa tecnica e la mirabile qualità delle foto, molto interessanti quelle scattate all’interno della Scala di Milano. Nel susseguirsi di volti più o meno noti e strette di mano, la bella sorpresa, si sono materializzati, Libera (accanto al camino) e Paolo Popof (Libera…Mente) due belle persone con cui ho avuto il piacere insieme a Rosi e Marco il mio amico, nonché compagno di avventura di questo tour promozionale dell'”l’Unica chiave,” di pranzare e trascorrere parte della giornata scambiandoci opinioni e punti di vista, veramente piacevole conoscerli. A pomeriggio inoltrato ho avuto l’onore di incontrare Loredana (Ombra di un sorriso) era con suo marito, Sergio, anche loro mi hanno particolarmente impressionato per i modi gentili e allo stesso tempo schietti e trasparenti. Tutte le conoscenze fatte si sono dimostrate interessanti, mi hanno arricchito l’animo. Il sole splendeva generoso illuminando la giornata e il naviglio, rendendolo ancor più affascinante, si respirava una spensierata tranquillità. Paola Cavanna, artista di spiccata bravura ha preso in mano la scena allietandola con le sue ballate in milanese, accompagnata dai bravi chitarristi, Jonny chitarra ( al secolo Giordano Malabarba) e Sergio Rossetti, riscuotendo meritati apprezzamenti da parte del folto pubblico. Brividi nell’aria; il momento atteso era giunto, toccava a me e Marco, non vi nascondo che ero molto emozionato, ma dopo le prime battute mi sono rasserenato ed è stato molto simpatico dialogare con i presenti, spiegando e rispondendo alle domande poste da Marco. A conclusione dell’evento sono stato sommerso dall’affetto degli intervenuti. Tutto è stato bello e spontaneo, felice di essere lì a ridere e scherzare, autografare e dedicare libri.(fino a due mesi fa non ci avrei mai scommesso) Tra i tanti complimenti, il più bello: “Ci voleva un ascolano per farci riscoprire il vero cuore di Milano.” Cosa altro aggiungere: solo un meraviglioso grazie a tutti.

http://www.libreriauniversitaria.it/unica-chiave-bachetti-nazzareno-librati/libro/9788866450115

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