Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per luglio, 2014

L’amico

042

Gli anni bruciano

rapidi riempiono, assediano,

scompaiono

e già caro amico

e noi…

quante ne abbiam vedute

quante ne abbiam passate

di belle e di brutte

di cotte e di crude

notti folli e affogate mattine

attraversato prati fioriti e aridi deserti

in un scintillar di colori riflessi nel mare

sono qui a decantare

lo spirito bambino di poco malandrino

del nostro essere amici

in un buon vino sono pronto a brindare

a te

a noi

la vita intera

auguri amico mio

Auguri Marco

per i tuoi cinquant’anni

Con affetto Nazzareno

18 luglio 2014

 

una mano

038

Mi specchiai in quel desolato quarto di luna

nel bicchiere mezzo vuoto, opaca tristezza

cercai e apparse una mano dimenticata

vecchie ferite e rigide rughe

d’ incanto, come per magia

compresi di non essere solo

e di non esserlo mai stato

inequivocabilmente e tragicamente

mi ci ero soltanto sentito.

Sofferente e felice

Perché inorridire di fronte a un passato  definirlo decadente

irridere le sue tradizioni

e ogni sua forma di  subdola dedizione

prostrarsi davanti alle false verità

vergognarsi alteri a lastre di innocente cultura

perché?

Sfoggiare quel senso del pudore verso il sapere

la gentilezza l’eleganza le virtù

mostrare ignoranza è consapevolmente chic

fa del non sapere il credere a non cadere

sconfinata l’ arroganza insaziabile succhia il midollo fino allo spirito

la deriva, la melma si snoda la nave affonda

per favore credetemi vorrei vivere mille anni

per apprendere istruirmi  approfondire

così da ferirmi lentamente goccia dopo goccia

inebriandomi del mio stesso sangue, erudendomi

per giungere a morire sazio, colmo di conoscenza

da poter raccontare nelle vicissitudini quotidiane

di essermi visto vivere così

sofferente e felice

una falce il fieno il vino, un pane, un libro

nel mio tenero quanto inutile ricordo.

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Una misera traccia

417

Come un cane vagabondo

privo di nulla o forse tutto

ostento fatica non recupero energia

scellerataggine da offrire e onnipotente fame

girovago da un senso all’ altro

senza alcun senso

piramide di gigli nascosti

e di infausti presagi

un temporale mi assale

una casa non ho

una vita di calunnia che vita di suo niente non ha

solo una misera traccia di dignità

chiamata libertà

 

A chi sa che il tempo è un dono, ma non riesce a coglierne la primaria essenza

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