Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per febbraio, 2016

Una campionessa

 

DSC_1826Serata speciale ieri sera al Tropical di Grottammare, (ap) un gustoso evento tra buon pesce, vini di pregio e la piacevolissima partecipazione della schermitrice, campionessa olimpica, più volte, mondiale, europea, italiana,  nonché vincitrice della passata edizione di” Ballando sotto le stelle” la splendida ELISA DI FRANCISCA.

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Una ragazza sensibile, affronta la vita in armonia con semplicità. Simpatica non si è posta nessun veto, in comodo agio si è concessa ai presenti come l’ amica di sempre, si è raccontata, ha svelato i suoi progetti, i sogni la voglia di essere mamma, ha ballato si è divertita, per me un piacere averla conosciuta.

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Nel vento fino al mare

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Le note di una dimenticata chitarra

le vie, arie del mondo

altopiani e maree

imperturbabile  asfalto, brecciata, dissestata

ancora strada

infinita

volti di popoli

girovago di me stesso, del mondo intero

la mia voce il cuore

amore sperduto trai campi, fiori di genziane,

stelle meravigliose

il viaggio, unico testimone il cielo

forse un giorno tornerò

forse un giorno ti amerò

nel silenzio di un tramonto canterò

la vita, la malformata gioia, celata, irrigidita

comunque gioia

canto, socchiudo gli occhi e canto

ti penso

nel vento fino al mare

chissà se tornerò

gira la giostra, gira,

non voglio scendere

canto, amore canto, per  te,

per quello che è stato

e importante per quello che sarà

canto per noi

nel tramonto di una sera

tra l’ oro del grano

sarai mia, angelo terreno

nel cosmo tra i pianeti

nell’ argento dei secoli sarai mia

nel vento fino al mare

Amaro carnevale

01022008(004)

Il crepuscolo nel borgo,

maschere barcollanti dileguano

coriandoli, frammenti vetri rotti

spezzati nell’animo

lo fui io

nel tempo delle sprezzanti promesse dei giovani egoismi,

uragani di fresca gioia

 

Fili d’argento e solchi arroganti

disegnano il viso

rughe

mordono nell’animo fanno male

rimescolano embrioni di effimera ribellione

 

Al paese son rinvenuto carico di onerosi fardelli

un brivido, un’antica emozione mi stronca

sei tu

chinata sopra meraviglie imbastite

l’ arte del tombolo

occhi brillanti si innalzano, sorridono discreti

stringono intricano sulla mia espressione stanca

la maschera dell’ uomo

rimpianti

 

Schiamazzi confusi in un nostalgico squillo

luccica l’ottone

la notte preme, il ventre si anima

conto i miei passi da qui al nulla

scusandomi della follia di averti lasciato andar via

il tempo è battuto è passato e come oro detestato fonde

ai sassi è colato

 

Nella stretta via schiude la torre

l’ orologio calpesta l’ ore

nell’istante figure oscillano si colorano

odori di frappe e liquori

ed io

tra malinconie e barlumi di allegria

ti stringo a me, al remoto fermento di quell’amaro carnevale

un amore s’ infligge al cuore

affanna in un’ombra sbiadita di vite vissute

di amori rubati, denudati e al vento abbandonati

 

 

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