Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per la categoria ‘cultura’

Tutto il resto una maledetta noia

Sussurravo in quel monte silenzioso, dove il mare e il cielo fondevano in un unico orizzonte. Il vento bruiva tenue, il tuo sorriso illuminava il mio volto,
la bellezza fioriva dal paesaggio e tutto il resto non contava niente. Ero felice. Poi un orribile nube oscurò il cristallo, il sole si spense, i delfini presero altre rotte. Il giocattolo era inerme, abbandonato e infinite fratture lo schernivano. Non funzionava più. Ripresi a camminare come chiuso in uno scantinato, una galera di spine. I miei passi di colpo pesanti, il respiro affannoso, le gambe dolenti arrancavano. Il tuo sorriso scomparso, come se non fosse mai esistito. Il mio volto si contorse tra mille rughe, di getto invecchiò. Adamo era vestito e doveva di nuovo soffrire, di Eva se ne era persa traccia. I figli di Abramo erano spaesati, il Sinai un lontano ricordo. Le acque si chiusero una volta per tutte, per sempre. Il tuo cuore triste batteva lontano,infinitamente, molto più di quello che credevo, tanto da non ascoltare il suo battito. Il mio transumava senza alcuna metà e alcuna virtù, semplicemente si prostituiva come una delle tante puttane che distraggono la notte. Qualsiasi luogo era valido; porti, stazioni, perfino a casa tua. Angosce e depravazioni. Venni battuto da mille,cento spettri e la leggenda dell’immortalità sgretolò. Non ci fu nessun funerale, bruciai alle fiamme della giustizia, la mia. Non seppi mai cosa fossero gli inferi e per questo motivo rabbrividii. In un angolo di un vicolo di Napoli mi trovarono ubriaco e ancora vivo. Le ustioni sul corpo non visibili, ma l’ anima era stata compressa, accartocciata e rubata dagli zingari che la vendettero per pochi miserabili denari. Una brutta storia, pessima. Tutto il resto una maledetta noia.DSC_1660

Annunci

Una piccola, minuscola, storia. (Più)

DSC_0049
Quella notte non riuscivo a dormire, nella testa frammenti di un passato appena passato.
Decori, romantiche carezze. Nella testa cento, mille pensieri. Te, io… Il vino bevuto, i tuoi riflessi di seta, infinita fragranza, aromi, sublime melodia la tua pelle, bianca e fresca, giovane. Le risa. Le nostre. L’ amore. Il nostro. Infine il vento infuriò e tutto svanì. Tu non c’eri più, io non c’ero più, noi non c’eravamo più. Presi il tram, uno qualunque. Colori sbiaditi, variegate età, volti; vecchi e nuovi. Tic, manie, nervosismi vari e qualche blanda parola. I soliti gesti, nebulosi vissuti, grigie abitudini. Non fu vita, fu sofferenza e patimento, ogni tanto una fetta di prosciutto. Nessuno mi svegliò da quell’ enorme torpore.
Poi… Nulla. Soltanto piovve. Pioggia, pioggia, e ancora pioggia, acqua dal cielo, lacrime divine. Non piansi più, smisi. Tornai a essere infelice come quando ero bambino, come sempre, come niente fosse, finalmente ero di nuovo infelice. Accesi una sigaretta e mi infilai nel primo portone che trovai e poi non ne uscii più.

Mi basterò

DSC_0448

L’ uomo non basta all’uomo, una lotta impari
ossuta necessità, stridente vanità
il macigno cerebrale assilla il già pesante quotidiano
non ho mezze misure, il mio bicchiere è rotto, frantumato
non ho più sete e, attingo a una fonte velenosa, tossica
mi disgusta la frutta e non conosco vergogna
sono un essere sudicio,
non mi basto e mi detesto mentre gioisco di me,
sarò di nuovo vecchio, ho trasgredito le regole, il pudore, l’amore
lo farò ancora, perseverò sempre, poi ancora e di nuovo sempre
finché un giorno al tramonto del mio stralunato vissuto
troverò la vita quella che non ho mai cercato
tu demone hai chiesto agli inferi di portarmi via con te, nel buio, nella melma
nel vicolo più nero del peccato
sono racchiuso in un trucco e non so come uscirne
ho giocato ai dadi, ho perso
il rosso del mio sangue
è reale, sgorga e schizza,un pazzo irrequieto
volo incontro a un passato dipinto da pavide menzogne
vedo ciò non ero in grado di vedere
torno a sperare,
tu demonio eri sul punto di farlo, volevi uccidermi,
ma lo sapevi che ero già morto così hai rianimato la mia anima spenta
salvandomi da una fine approssimativa
e ora sono qui a piangere il tuo dolore, la tua feroce rabbia
nessun rintocco di campana alcun squillo d’ apocalisse
rinasco ed esisto
e forse lo farò
fino alla fine, oltre le onde, in vetta alla potente montagna
ingabbiato da dubbi, paure e certezze vivrò.
Mi basterò.

BUONA PASQUA A VOI TUTTI.

Nevica

nazzablog

Fiocchi puri ne offese, nessuna infamia

silenzio e punge l’ aria

si ode il canto degli dei

nevica in Ascoli, cristalli

un plauso nel blu argento

io ritorno bambino

respiro la vita affondando i  miei passi nel vanto

sospirando, inalando sognando

e qualcosa rimane nel cuore, nell’anima

qualcosa rimane nel tempo che verrà

nevica in Ascoli, nevica.dsc_4649

View original post

Vorrei

 

DSC_0949

Oggi vorrei non esistere,

vorrei essere libero,

vorrei essere tuo

Ancora

DSC_0012

Ti vedo nell’oscurità nel groviglio di mille nenie

in un angolo della vita chiusa in un scrigno di paure

mesta, trafitta da spine d’ orgoglio, vanità e sproloqui

triste, sì, gli occhi ti vedono così,

lontana, cristallo opaco e fragile

e, le mie labbra muoversi sussurrandoti: svestiti, balla

e, se credi, cadi pure,

imploro: non finire, non smarrirti, risollevati

e, fidati, certo non di me

dell’ anima coraggiosa e del tuo deluso cuore

e, se puoi ancora, una, cento, mille volte ancora

e, poi ancora

amami se puoi.

Sarà sorto il giorno e il latte sarà di nuovo fresco

tu, per sempre, che sia anche niente,

ma per favore amami ancora

almeno una volta. Ancora

 

A CHI HA CORAGGIO.

Anima mia

 

DSC_1022.JPG

 

Il volto sferzato dal vento

selvagge strutture

ruvida e enigmatica foresta

due lapilli le iridi, amare le labbra, porpora

quel bacio ritorna e risale ancora

un bacio, una vita e un amore, un disastro

mi portasti nel precipizio e io caddi

volai; un volo senza fine, nessuna rete

nel vuoto,

l’anima salì elevandosi fino al cielo,

oltre

non c’eri più, non trovai nessuno

maledetta anima non tornasti indietro,

né quel giorno né in altre giornate; eri fuggita, forse per sempre.

Bugiarda anche tu mi tradisti, alcuna vergogna provasti

nessuna pietà,

vile

e, io caddi, le mie ali si spezzarono come ossa fragili,

restai recluso nell’infetto eterno

tu anima mia,

nuda vendesti il tuo corpo, l’ amore, lo zucchero filato.

Non mi cercare, mai più,

sono ucciso, vivo, o morto

e tu anima mia ora dove sei?

dove sei? dove sei? dove sei?

anima mia

non ti perdonerò mai,

ti amerò sempre.

Tag Cloud