Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

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Buon anno

dsc_4367Il cielo sprigionò una luce irreale, fosforescente. Il buio sgretolò, l’alba si fece coraggio e rinsavì, finalmente il futuro apparve, roseo come la pelle di un bimbo appena nato. Qualcuno esclamò “alleluia” il vento è buono, ora vado, spiego le vele al mondo, dono il cuore al mare, l’ anima al cielo, volo. Sono vivo, davvero sono vivo. Ci credo, il sole, la pioggia, nessun timore, volo, nell’infinito vivo. 2017 e oltre AUGURI A TUTTI

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“NON SEMPRE SONO D’ ACCORDO SU QUELLO CHE PENSO”.atto unico di e con ……………………..


“Impara l’arte e mettila da parte.” Recita così un antico proverbio. Io quale arte devo mettere da parte? Non sono di nessuna parte, né a destra né a sinistra, forse prima ero da qualche parte. Ora né bianco né nero, né fucsia né violetto, né toro né vergine. Sono astemio. Libero da usuali schemi e magari fosse così, invece sono stroncato in una figura che non è mia, non mi appartiene, tutte mostrine e paillettes. Vorrei essere vagamente somigliante alla mia idea di vita. Almeno provarci. Blasfemo per scelta, cristiano a intermittenza, buddista solo rare volte. Vado condito con poco olio, perché sono grasso di mio. Senza sale, ho la pressione alta. Sono vecchio o almeno a tratti mi ci sento. Perché ho scritto questa miriade di castronerie? Soprattutto non capisco perché imperterrito continuo a farlo?
Non lo so. Forse per puro egocentrismo? Non lo so.
Amo il mare, baciare, lettera, testamento.
Odio chi frigge il pesce con l’olio bruciato. Chi ha ucciso Falcone e Borsellino, la mafia tutta. Mi piacciono quelli che cantano sotto la doccia, chi non ha l’ombrello quando piove e poi si asciuga i cappelli scompigliandoli all’aria come fanno i cani che i capelli non li hanno.
Questo sono io.
Non amo chi fa la pipi fuori dal water, chi ha votato D’alema e doppia V Veltroni. Non parlo di Berlusconi. Chi ha amato bondi, la russa, brunetta, calderoli, e perché fare torto a borghezio. (penso nessuno, forse neanche la loro madre) Amo, o forse sono indifferente, a chi conosce Diliberto, chi si ricorda di Bertinotti, di Gimondi, di Coppi. Chi pensa che Milan kundera sia finita due a uno per il Milan. A chi è convinto che Primo Carnera è solamente un taglio di carne.
Non nomino il numero tre per paura di pagare troppe tasse, perché tale numero potrebbe essere associato a Monti.
Mi sono simpatici quelli cui pensano che la Fornero da giovane faceva la cubista e ogni tanto per allentare la pressione e non solo quella fiscale la faccia ancora. (Non andrò più in discoteca)
Detesto chi rompe i coglioni, tirando fuori Dalla ( Lucio) dicendo che era gay, ma non conclamato. Sì, proprio cosi, su certa stampa ho avuto il dispiacere di leggere questa immane scempiaggine; ripeto conclamato. Notate bene, solitamente questo termine si usa per parlare di malattie ancora definite vergognosamente vergognose, ad esempio come l’aids. Appunto, Dalla (Lucio) ha avuto un funerale cattolico e giù macerie di polemiche, milioni di parole a uso e consumo del più inutile nulla. Che senso hanno avuto? Uno solo quello di vendere chiacchere a buon mercato. Anche Bruno ha avuto un rito cattolico ed era esplicitamente gay. Usciva facendosi vedere tranquillamente in giro con il suo ragazzo. Ci andava a fare spesa al Market sotto casa, venivano al bar di quartiere insieme e ci litigava spesso non risparmiandogli assurde scenate di gelosia davanti agli occhi di tutti. Era pacchianamente noto, tutto alla luce del sole. Bruno era gay, ma dalla sua bocca non è mai uscita la frase “io sono gay,” proprio come Dalla, (Lucio) di conseguenza non era conclamato; però Bruno non era nessuno, era solo un operaio e del suo funerale cattolico non è fregato un cazzo a nessuno.
Alcuni (molti) si sono limitati a commentare in tal modo: “E’ morto Bruno! Bruno chi? Quello di Porta Marroncina? Sì, quello! Ah lù froce, (dialetto) a penzà non era manche vicchie.” (sempre dialetto)
Ciao Bruno, non mi eri granché simpatico, ma non perché eri gay, solo saccente e un tantino logorroico, però una volta mi hai prestato le statuine del presepe a cui tenevi molto, per questo motivo un velo di pensiero da parte mia per te ci sarà sempre.
Tutto questo per dire?… Assolutamente nulla.
Ah dimenticavo, sono in carcere, sono in una cella tre per due, insieme a un paio di disperati. Sicuramente stanno peggio di me.
Il primo: un tunisino che ci prova in continuazione. Disegna margherite, le colora come un bambino dell’asilo le ritaglia con i denti, poi me le regala scrivendoci Mon Cheri, ma va a cagare mica sono Amanda Lear? ( Chi se la ricorda?) L’altro è un foggiano, ignorante come il buio in una notte di tempesta durante un black out totale. Sfinito, annoiato e innervosito, per passare il tempo scrivo. Perché sono in carcere? Non lo so neanche io.
Sono innocente.
Ho ammirato il sole sorgere. (centinaia di volte) L’ho visto soccombere. (migliaia di volte)
Ho visto mio Figlio nascere, mio Padre morire, mia Madre sorridere.
Non ho mai leccato il culo a nessuno. Vagamente so chi sia Alexander Solgenitsin, non amo Pirandello, forse perché non l’ho mai letto.
Getto nel fuoco De Mita mi stava sui coglioni. (pure adesso)
Apro vie annaspando su brulle rocce spesso innevate di cui non conosco il nome, poi gli danno il mio.
Amo osservare i bambini e parlare con loro, sorridergli, e non sono un pedofilo.
Ho avuto mille donne, ne ho amato una sola. Ho amato mille donne, ne ho avuto una sola.
Mi commuovo sino alle lacrime davanti ad una fantastica raccolta di mele in Val di Non, e non me ne frega un cazzo di un terremoto devastante in Cina che miete un milione di vittime. (tanto sono Tanti)
Amo la formula uno solo quando ci sono gli incidenti.
Non mi piace il calcio. L’unico calcio che mi è piaciuto è quello che ho dato a Sabrina, una stronza demente che non me la voleva dare, dopo che aveva visto le dimensioni. Grandiiii? No piccole. (era appena stata con Rocco)
Sono paranoico, ipertrofico, ipersensibile, iperbarico. Sono Mazinga.(Non gettate i componenti non ho bisogno. Faccio da solo.)
Ricordo Tarzan, una domenica pomeriggio del 72 o del 74, la memoria inizia a tradirmi, scusatemi. Dicevo; lo guardavo in TV insieme a mio padre, in quel mentre si scatenò l’apocalisse, la casa, i mobili vibrarono, le luci si spensero; Tarzan cadde dalla liana. Cazzo il terremoto. Volevo scappare, mia sorella usci dalla stanza urlando, era così cinerea, sembrava uscita in quel momento dal Louvre dopo aver avuto un incontro ravvicinato con Belfagor. Mio padre tranquillo le chiese: “perché urli?”
“Babbo, Babbo, il terremoto!” Non smuovendo ciglio come suo solito rispose: “ma quale terremoto; è solo Cita che ha fatto una scoreggia. E mia sorella rassegnata se torno nella sua stanza confinata tra ventiquattromilabaci e una rotonda sul mare.
Tutto questo per dire che la vita va presa per quello che è e soprattutto per quello che non è. Non è tutto oro quello che luccica. Dai i diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, così suggeriva l’illuminato Faber. (più o meno)
A ognuno il suo.
Baci, abbracci, caramelle, arance, tric trac, bucce di limone, pop corn, zucchero filato e inceneritori.
Naturalmente non dimenticate activia quello della Gepi ( avete visto come è dimagrita?) anche se penso che dopo questo post non ce ne sarà bisogno, fa cagare di suo.
Addio. O meglio arrivederci. (spero)
Questo anche per dire che la scrittura va presa seriamente, sì, ma sempre con le dovute controindicazioni e soprattutto con tanta, tanta leggerezza. (e chi vuole intendere, intenda) (e chi vo Die che su le prega.) [Dialetto]
Chiudo con un importante e considerevole citazione del noto filosofo italo croato Peligno Marigno, detto Peli: ” E quando l’ Amore c’è… l’ amma tira lu pè… lu pé tira l’amma, l’amma, l’ amma, l’amma… e quando l’Amore C’E… na na na ra na na na ra na na na ra na na na ra na……. L’ importante è che C’E’ e che sempre ci sarà.

A Francesco.

Ho trovato questo post sommerso tra le macerie delle bozze, neanche lo ricordavo. Penso di averlo scritto circa un anno fa. Comunque subito dopo la morte del grande e indimenticato Lucio Dalla. Sono appunti ironici, forse possono apparire anche un po’idioti, sicuramente demenziali, ma non li voglio svilire più di tanto e sinceramente lo consiglio anche a voi, e non è una minaccia. Perché comunque è vero che non sono sempre d’accordo su quello che penso e soprattutto scrivo, ma qualche volta sì.
Buona vita a voi tutti
con affetto
Nazzareno.

MILANO E DINTORNI

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Ciao a tutti, eccomi qui a rompervi ancora con questo cavolo di libro.
EBBENE SI; DOMENICA 2 GIUGNO SARO’ A MILANO ai NAVIGLI.
Mi picciono troppo, sembra li ci sia nato, sono come una seconda pelle. Amo Milano quasi come la mia città, ma per i Navigli impazzisco. Il 31 dicembre dell’anno appena trascorso nel primo pomeriggio erano quasi deserti,( cosa molto rara) complice la bella giornata io e la mia macchina fotografica ce li siamo oziosamente goduti. Essere li quel giorno era una meraviglia. Ora eccomi qui, a presentare l’Unica Chiave, l’evento si terrà nello studio dell’affermata pittrice e mia cara amica MITTI. Quel giorno sarà anche la festa del Naviglio, il tempo pare sia discreto, così potremmo trascorrere una bella e spensierata giornata, allietata anche da musicisti e artisti di strada. Sarà bello perdersi nelle varie botteghe d’arte e visitare gli angoli e i cortili caratteristici della vecchia Milano. Per chi ne avesse voglia e modo a me farebbe molto piacere incontrarvi e conoscerci Grazie a tutti, vi aspetto. Buona serata
Nazzareno
Colgo l’ occassione per ringraziare i miei Amici, Mitti sempre molto gentile e affabile e Marco Morganti che mi sta affiancando in questa divertente avventura, ed è anche l’ideatore e realizzatore della bella locandina dell’evento. L’acquerello nella Locandina è di Mitti.

http://www.libreriauniversitaria.it/c_power_search.php?shelf=BIT&q=l%27unica+chiave&submit_search_top

PER DIRVI GRAZIE

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CARI AMICI
VOGLIO CONDIVIDERE CON VOI UN PICCOLO SOGNO CHE SI STA REALIZZANDO; E’SOLO UN INIZIO O MEGLIO E’ IL PROSEGUIRE UN PERCORSO PRESO. E’ USCITO IN LIBRERIA (PER ORA SOLO ALLA “RINASCITA” DI ASCOLI PICENO) IL MIO PRIMO LIBRO DAL TITOLO “L’UNICA CHIAVE” EDITORE “LIBRATI”. QUESTO MIO SOGNO SI E’REALIZZATO GRAZIE ANCHE A VOI CHE MI AVETE SEGUITO IN QUESTI ANNI, LETTO E COMMENTATO; DANDOMI COSI’ LO SLANCIO, LA VOGLIA DI PERSEVERARE IN QUESTA MIA PASSIONE. STATE TRANQUILLI NON VI ABBANDONERO’ CONTINUERO’ SEMPRE AD ANNOIARVI CON I RACCONTI E LE POESIE. QUESTO SPAZIO E’MOLTO IMPORTANTE ORMAI FA PARTE DELLA MIA VITA. E’ UNA SORTA DI DIARIO, UN LUOGO DI OSSERVAZIONE, QUI’AFFONDO I RICORDI, LE GIOIE I DOLORI, GLI SMARRIMENTI E LE CONQUISTE. SOPRATTUTTO HO MODO DI CONFRONTARMI CON VOI LEGGENDOVI E RIFLETTENDO SUI VOSTRI SCRITTI, PUNTI DI VISTA PARERI E CONSIGLI; COSI’ DA IMPARARE E CRESCERE NON SOLO NELLA PASSIONE DELLA NARRATIVA MA ANCHE COME UOMO. OGNI VOLTA CHE SCRIVO MI ISPEZIONO, CERCANDO DI CAPIRE IL MIO VERO IO, CATTURANDO QUELLE SENSAZIONI ESSENZIALI A ME SCONOSCUTE O POCO COMPRESE. IL BLOG E’ UN MONDO NEL MONDO DOVE TUTTI DANNO SPAZIO ALLE PASSIONI MOSTRANDO SPESSO IL LATO MIGLIORE.
GRAZIE DI CUORE
NAZZARENO

CHIUNQUE AVESSE LA POSSIBILITA’ E LA VOGLIA DI PARTECIPARE A ME FAREBBE UN’IMMENSO PIACERE, SAREBBE ANCHE UN MODO PER INCONTRARSI E CONOSCERSI.
VI INVITO
SABATO 20 APRILE ALLE ORE 18 ALLA LIBRERIA RINASCITA DI ASCOLI PICENO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO.

SOLO UN SALUTO

Dopo tanta assenza sul web, torno per salutarvi, spero che tutti voi stiate attraversando un buon periodo e magari anche riposando. Io finalmente sono in ferie solo quattordici giorni, meglio non lamentarsi, ci sono arrivato veramente stanco e molto stressato, quando rinizierò sarà tutto come sempre, molte ore di lavoro, tante preoccupazioni,la solita faticosa pressione; ora non ci penso, cerco di rilassarmi. Sono ad Ischia con Rosi, posto fantastico, ci stiamo trovando veramente bene, passiamo il tempo tra massaggi termali, mare, piscina e buon cibo. Il blog mi manca come mi mancate voi. Auguro di cuore un buon riposo e una buona vita a tutti speriamo che quest’autunno non sia così pessimo come c’e l’immaginiamo
Un Abbraccio Nazzareno

CARTOLINE da PONZA.

Tam tam lontani, pericolosi risuonano in questa dolce parentesi estiva. Messaggi funesti giungono, parlano di finanziare supplettive, aumenti  irpef, tagli alla spesa pubblica,abrogazione di alcune provincie,( sono d’ accordo anche tutte) soppressione delle festività laiche,, l’ incubo delle tredicesime sembra siano a rischio. Le borse in vertiginose cadute.Lacrime e sangue questo ci aspetta nell’ autunno oramai alle porte . Ora però son quà, in questa isola, terra giuridicamente assegnata al Lazio, di fatto scippata alla Campania. Ponza con i suoi colori, i profumi,  i ritmi allegri che imperversano vivacizando il piccolo porto. La bellezza delle calette bagnate dal  mare trasperente , meraviglioso. Ponza dove pulmini frenetici,trasportano turisti,percorrendo  anguste strade che snodano insidiose  nelle più tranquille colline. Ponza e la sua gente, calorosa, cordiale, schietta. Ponza mi assorbe, mi prende, vezzeggiato dai venti, perso negli incatevoli tramonti tutto sfuma, apparendomi lontano.

        DELICATAMENTE.

delicatamente

 un altro giorno si nasconde

 nelle file della memoria.

Il sole si tuffa lento,

 nella quiete azzurra di questo mare

 la vita è ……….e rimarra questa.

l’ incanto d’ un tramonto,

 la speranza di una nuova alba

 un cuore stanco non c’e la fà

 sangue vivo pulsa,

 il pianto di un bimbo

 la tenerezza di una madre

giovani risa fluiscono,

   tutto qui.

 banale comune

 solamente ……………

 pura ….

VITA.

BUON FERRAGOSTO A TUTTI VOI

nazzareno

la quintana; un tuffo nella storia

LUCA INNOCENZI VINCITORE DELLA GIOSTRA DELLA QUINTANA  EDIZIONE IN NOTTURNA DI LUGLIO


capitani d’ arme

Il secondo sabato di luglio al calar del sole, millequattrocento personaggi in costume medievale, si danno appuntamento nella piazza posta tra due bellissime chiese, quelle di San Vincenzo Anastasio e San Pietro Maritire, sono impazziti!?  NOO !!!  Ci troviamo in Ascoli Piceno  da quella piazza prende il via i l’edizione in notturna della QUINTANA, rievocazione storica.  Avanti a tutti imponente,  il gonfalone comunale seguito dal drappo del palio dedicato alla Madonna della Pace, verrà assegnato al campo giochi dopo la sfida cavalleresca a singolar tenzone. Capeggia la sfilata il Magnifico Messere impersonato dal sindaco della città, con lui le magistrature, gli assessori comunali. Il corteo è di rara bellezza, sfavillano eleganti i costumi riprodotti fedelmente agli originali del quattrocento. La sfilata inizia ritmata dai bravi musici, tamburini e chiarine. Giunti nella meravigliosa Piazza del Popolo, gli sbandieratori approffitando dello slargo, si esibiscono in vere e proprie magie, componendo con le loro bandiere  figure di rara bellezza, facendole volteggiare alte nel cielo quasi a sfiorare  le stelle.

sbandieratori e musici.

 Si prosegue tra due ali di folla entusiasta , il caldo è soffocante, lo spettacolo rende merito al sacrificio, incantevole osservare il marciare solenne dei capitani d’arme, seguiti dai  fanti, passano i bravi arcieri, i falconieri, splendide le dame ammalianti e sorridenti, una corte al completo. Dopo circa un’ora il corteo giunge al campo di gara,compiuti i solenni giuramenti, aver salutato doverosamente le magistrature, i figuranti sciamano accomodandosi su delle tribune a loro riservate. Il campo è libero fanno ingresso i sei cavalieri giostranti che si contederanno la vittoria finale. Gli spalti sono gremiti, molti i turisti presenti, soprattutto tanti ascolani, ognuno  tifa per il proprio sestriere d’appartenenza, così vengono definiti i quartieri della città nel gergo quintanaro. Inizia la gara: ogni cavaliere per tre volte deve percorrere una pista disegnata a forma di otto, cercando di impiegare il minore tempo possibile, nel contempo, con la lancia fare  centro al bersaglio, posto nel mezzo del percorso, su di un fantoccio meccanico raffigurante il temuto saraceno. La giostra è avvincente e molto combattuta, dopo le tre tornate il dominatore assoluto risulta essere il ventottenne di Foligno cavaliere di Solestà, Luca Innocenzi, in sella a Dorrilas, un purosangue inglese di otto anni. Gara strepitosa la sua, ha dominato la scena senza lasciare scampo ai pur bravi avversari, solo il cavaliere di Porta Tuffila, Massimo Gubbini è riuscito a tenergli testa fino alla fine, poi si è dovuto arrendere allo strapotere del binomio gialloblù. Finalmente dopo tutte le verifiche del caso, viene assegnato l’ambito trofeo, il palio.  Mezzanotte è già trascorsa l’ ora è tarda, non importa, la festa per il ventunesimo palio, nel sestriere del sole può avere inzio.

festeggiamenti nel sestriere di PORTA SOLESTA’

nobile scortato da due armati

La quintana di agosto, quest’anno si svolgerà domenica sette, è quella detta della tradizione, in omaggio al Patrono cittadino, Sant’ Emidio protettore dal terremoto. Gli ascolani sono molto devoti a questa figura.La settimana che precede l’ evento le taverne dei sestrieri si animano con danze e feste.Si potrà cenare, gustando le prelibate pietanze della zona, compreso le famose olive ascolane.Le serate saranno allietate dalla musica e l’ esibizioni di: Mangiafuochi, giullari, giocolieri, trampolieri e tanto altro.

Nel settembre 2008, in questo blog ho pubblicato un post, dedicato alla storia di Sant’ Emidio. 

una Dama
Una simpatica curiosità. Alle cene propiziatorie che si svolgono nelle sedi dei vari sestrieri la sera prima della giostra, al momento della presentazione della Dama che cambia ogni edizione, viene intonata goliardicamente dai sestrerianti in segno di buono auspicio, una canzocina. Recita così: Se la dama è una puttana nù venceme la quintana.etc etc. Ovviamente la dama di turno la canta con loro ridendo.

 Gubbini cavaliere di Porta Tuffilla                  capitano

un momento della sfilata nella meravigliosa Piazza del Popolo
La Quintana dagli Ascolani è molto sentita, alla stregua del palio di Siena.
le foto di questo post sono state scattate da Rosi, la mia compagna.

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