Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

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Buon anno

dsc_4367Il cielo sprigionò una luce irreale, fosforescente. Il buio sgretolò, l’alba si fece coraggio e rinsavì, finalmente il futuro apparve, roseo come la pelle di un bimbo appena nato. Qualcuno esclamò “alleluia” il vento è buono, ora vado, spiego le vele al mondo, dono il cuore al mare, l’ anima al cielo, volo. Sono vivo, davvero sono vivo. Ci credo, il sole, la pioggia, nessun timore, volo, nell’infinito vivo. 2017 e oltre AUGURI A TUTTI

la fine è all’inizio

 

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Avrei risolto le mere facezie nel non nulla
Oscar dissentiva
la donna osservata vestita di sola pelle
drogata aspirava miscele primitive
uomini sbavavano, un papa reggeva il dissesto
inferno di vino in vino
bicchieri a oltranza
la fine è all’inizio
fiamme e champagne aragoste e noci
un banchetto diabolico
nessuno avrà l’ assoluzione
nessuno morirà sul serio
orgie di corpi e parole
verbi distanti, dissonanti
nessun re nessuna reggina
fuoco in paradiso
sciami di veleni
soltanto illuse gioie
nessun dolore nessuna resa
coaguli di voluttuose perversioni
un oceano di vere ipocrisie

niente altro che convinzioni squilibrate

basate nell’urgenza di una dissennata oscura avidità

non ho mai incontrato te

e credo mai succederà

ora proseguo nel mio astratto vagare

solo, fino alle fiamme, nel fondo, fino al cuore.

Una luce spenta

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Ossessioni, percorsi illogici

strade diverse, deviazioni

incolmabili disagi

luoghi comuni, cumuli di parole

sciami di urla

massacri

silenzi blasfemi, pesanti

nessuno ha veduto

nessuno ha udito, parlato

mura bianche carta macchiata

una rossa rosa disegnata nel sangue

una farfalla dalle ali spezzate

un velo nero

lacrime inutili

giace nel freddo pavimento

tra sassi e formiche

tra il letame e l’indifferenza

pietà e lenta decomposizione

il vento non è buono

il marciume divora il pianeta

follie stabili feriscono, trafiggono il cuore

lo torturano fino a ucciderlo

una luce spenta esprime il senso di un devastato vissuto

deserti aridi vivono nelle nostre tribolate anime

sotto il cielo rimane soltanto una breve luce spenta

 

il tuo

Vorrei fosse primavera, non rovi non roghi
vorrei tu non mi lasciassi
cadrei
vorrei il suono muto di bocche impertinenti,
affaccendate stucchevoli;
maledirei la mia ira
il mio non tacere, il mio tuonare perverso: feroce
il cuore spinge, irrigidisce: patisce solitario
e ignaro
di un pensiero, un velo
un rigo di silenzioso amore
il tuo

A chi mi vuole veramente bene.
io puntualmente deludo e ferisco

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Sia così


Adoro osservare le stelle
adoro giocare con il vento
baciare una donna, fare l’amore
bere vino meglio se buono
camminare facendo castelli in aria
nuvole sole anche la pioggia
leggere sinfonie, cristalli di primavera
il caffè al bar gli amici
la piazza all’alba da solo
indifferentemente in compagnia
no… non è così… (non sono) non posso
sono un essere invisibile impercettibile sottile
come la glabra pelle della luna come l’aria e la paura
quest’ ultima la sento mi odora è sudicia
maligna mi morde allo stomaco massacrando la carne
natura umana
vorrei brillare infinitamente come il giorno alla luce
fluire come il sangue al cuore
non svanire non morire
sempilcemente vivere per guarire
per vederti e di nuovo sorridere
a te per noi
sia così.

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