Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Articoli con tag ‘dea’

ti proteggo

riordino le stuoia, filtro il mio umore.
aromi di caffè
incensi
la notte è tornata ad essere dea
incontrastata regina.
scarne le stelle stasera,
come oscuri presagi
nubi minacciose ammassano nere
ti siedo vicino
spengo la luna
così non potrà disturbare il tuo giacere
ti proteggo guardandoti sognare
sorridi

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UNA BELLA GIORNATA ultimo episodio “una Dea Nera”

Mette in moto la vecchia punto nocciola, il motore obbedisce sibillando neutro. Nicola regola lo specchietto retrovisore dove pacchianamente penzola un cornetto rosso, raddrizza l’effige di Sant’Antonio con su scritto proteggimi, posto in bella vista sul cruscotto, gliela regalò sua Madre nel lontano 1994 quando ritirò l’auto, suo padre un omone ruvido vedendola si limitò solamente a bofficchiare:
– Un colore migliore non c’era? Questo assomiglia alla …. va bè…. lasciamo perdere –
non aggiunse altro e tornò ai suoi lavori.
Nicola, l’auto la usa pochissimo, il viaggio più lungo l’ha fatto quando è andato a Pescara invitato da un suo fornitore.
Ora mentalmente organizza il da farsi; prendo la Salaria, alle Terme di Cottilia mi fermo, lì ci sono tanti ambulanti,posso acquistare il costume anche il telo da mare, faccio così! Vado! Sono pronto, parto. Perplesso riconsidera, sono già le dieci, arrivo a San benedetto del Tronto intorno all’una, è già troppo tardi, non conosco la zona devo trovare
un ristorante, oggi saranno tutti pieni, poi vado vestito così? Non è l’abbigliamento adatto per andare al mare, no, decisamente no. Rinuncio niente mare, sarà per un altra volta. Vado al lago di Piediluco, deciso.
Prima però devo dar da mangiare alle galline, tanto impiego solo mezz’ora per arrivarci.
Spegne l’auto, si reca nel pollaio, accontenta le starnazanti pennute, si sofferma nell’orto, vede il tubo di gomma a terra in agguato come un serpente, lo riavvolge, non lo fà mai, poi ripone gli attrezzi: zappa rastrello e altri nel ripostiglio, anche questo non fà mai. In sostanziale subbuglio, finalmente prende coscienza, stà solo perdendo tempo, ha una paura fottuta, questa è la pura verità, è intimorito da questo suo irrequieto nuovo stato mentale. Osserva le piante poste nel piccolo rettangolo di terra, nota i pomodori maturi, rossi, succossi,i peperoni gialli, grandi, d’impulso pensa non vado da nessuna parte, cucino a casa, faccio i fusilli all’ortolana buoni… è tanto che non li mangio più, mia madre li sapeva fare bene, ah se ci fosse una donna oggi con me, va bè… La panna dovrei averla.
 Oggi mangiar fuori mi costerebbe un occhio della testa, è decisamente meglio rimanere a casa, per secondo delle bruschette col pomodoro fresco e prosciutto, quello regalato da Gino,il maiale lo ammazza lui. Chi stà meglio di me? Un paio di fette di melone per frutta, sono a posto, stappo una buona bottiglia di vino magari mi ubriaco anche un pochino. Ma si è ferragosto che me ne frega! Dopo mangiato mi faccio un bella dormita, tutto perfetto sicuramente sarà una bella giornata. Raccoglie gli ortaggi, nella cantina cerca un vino bianco da mettere in fresco, tra le bottiglie polverose ne scova una dal collo lungo elegante, Moet Chandon, cazzo! prendo questo dicono che è buono, francese, roba di classe, ciampagne…. mai bevuto, oggi mi voglio trattare bene.
Tutto a posto, anzi no, manca il dolce e si ci vuole, magari un bel gelato, vado in centro lo compro. Prende l’auto si dirige in città, le strade sono sempre più deserte il sole batte solido la giornata è afosa. Entra in gelateria, rimane estasiato dall’infinità dei gusti esposti colpito dalla vivacità dei loro colori. Alla domanda della anziana comessa di cosa volesse rimane inebetito, la donna lo incalza così:
– signore mi dice quali gusti preferisce –
Nicola risponde arrossendo in viso di vergogna : “faccia lei, quello però lo voglio” indicando un gusto marroncino con tanti biscotti, la commessa risponde: – quale questo? il cookies? –
“si quello, quello,”
dice Nicola ben attento a non pronuciare il complicato nome.
L’anziana commessa riempita una vaschetta da cinque euro l’incarta, Nicola paga, mentre esce sistemandosi il portafoglio nella tasca posteriore dei pantaloni distrattamente urta qualcuno, alza lo sguardo stà per scusarsi, una visione. Rimane folgorato, due occhi profondi, capelli neri ondeggianti morbidi sotto un capello a larga tesa nero con fascia bianca un sorriso avorio labbra carnose sensuali appene sporcate da un leggero rossetto fucsia, intonano a meraviglia all’ebano brillante della pelle, magnifica! una Madonna nera. La donna sorride, in un italiano pulito gli rivolge la parola
– scusi signore sà indicarmi la stazione degli autobus.-
Nicola rimane impietrito riuscendo a balbattere solo un:
“nnn…. no..n n. non.. no… nnn lo.. sò”
sputa all’ aria un frettoloso buon ferragosto e fugge via come fosse stato punto da una tarantola.
La donna rimane perplessa da quell bizzarro atteggiamento entra in gelateria chiede l’informazione necessaria.
Ora è in piazza inizia a camminare sinuosa nel viale, la stazione non è distante. Nicola è nascosto dietro una delle colonne del loggiato che delimita il perimetro della piazza, agitatissimo, attratto da quella meravigliosa dea nera, anche il vestito è nero, scollato nelle spalle  modella le forme in maniera sublime dando ancora più risalto al corpo. Nicola la segue con in mano la confezione di gelato che mostra vistosi segnali di disfacimento. Apre la confezione, come un bambino goloso ci affonda due dita assaggia quel gusto dal nome strano, cavolo…. buono. lo fà di nuovo stavolta le affonda nel cioccolato, si pulisce la mano e la bocca alla meglio, getta la confezione quasi piena in un cassonetto dei rifiuti. La venere proprio in quel momento arresta l’incedere, Nicola rimane paralizzato convinto sia stato scoperto,non è così, la donna si china si toglie una scarpa poi l’ altra, le allaccia al trolley presegue scalza sugli scomodi Sanpietrini.
In poco tempo giunge alla stazione non c’è nessuno, è praticamente deserta. Visiona l’orario dei bus diretti nella capitale, ha un espressione di delusione, voltandosi scorge Nicola,fare capolino da dietro una siepe come uno scoiattolo curioso. La donna esordisce:
– Buongiorno anche lei qui? và a Roma? –
Nicola riesce a pronunciare solo un sparuto si.
– Bene aggiunge la dama nera faremo il viaggio insieme, anche se oggi con gli orari la vedo tragica le corse sono molto diradate speriamo di farcela, ho l’aereo alle diciotto, devo recarmi a New York. Lei si ferma a Roma? Dimenticavo io sono Melissa. –
Pallido sempre più sudato elargisce un blando sorriso con fatica dice: “non lo sò forse parto,”
– ah e dove va?-
“non sò, Roma forse Milano,”
ho capito ribadisce Melissa sbalordita dall’atteggiamento dell’uomo
– mi scusi ma lei è italiano? –
si,si risponde sempre più confuso l’artigiano
e si siede goffamente su una panchina, Melissa fa la stessa cosa mettendosi al suo fianco esclama:
– per fortuna qui c’è ombra,-
Nicola annuisce e aggiunge sempre più smunto in viso
“certo oggi fà molto caldo”
poi si china leggermente in avanti col busto, portandosi una mano al centro del torace, Melissa lo guarda, allarmata esclama:
– signore…. cosa c’è ?…. non sta bene? –
L’uomo non risponde accasciandosi sul lato della panchina,la donna prende una bottiglietta d’acqua dalla sua borsa,gli bagna la fronte gli slaccia la camicia.
Nicola sta male ha strabuzzato gli occhi, emette solo un doloroso rantolo. La donna con il cellulare prontamente chiama il 118.
Poi vedendo le condizioni dell’uomo peggiorare s’affanna in una approssimativa respirazione bocca a bocca.
Interminabili i minuti d’attesa finalmente l’ambulanza arriva.
Nicola viene prontamente soccorso dai sanitari è cosciente, intubato osserva le convulse operazioni sulla sua persona, i suoi occhi vanno ancora a cercare il volto ora preouccupato di Melissa.
Viene adagiato sulla barella, mentre il dottore chiede a Melissa
– è suo marito?-
– No,non lo conosco stavamo aspettando il pullman per Roma, ma cosa ha? – 

– Un infarto comunque sembra fuori pericolo il cuore stà reagendo,questo è anche merito suo,  grazie. –
Mellissa si commuove. Il dottore la saluta  prendendo posto sull’ ambulanza.
Nicola viene caricato nel mezzo di soccorso , Melissa sale anche lei, lo bacia sulla fronte sussurandogli:
– auguri signore, vedrà andrà tutto bene. –
Nicola scarica un lieve sorriso, con le palpebre accenna un saluto,
la venere nera sorride, è un raggio di luna in una notte di tempesta. L’ambulanza parte stridendo sull’ asfalto colloso.
Nicola è stanco, frastornato, ha il cuore malato, una strana sensazione di felicità lo protegge, respira sognando la bellezza fascinosa di Melissa. Cazzo proprio oggi proprio a me, fà niente è comunque una bella giornata.
chiude gli occhi.

 CIAO NICOLA . SALUTI  DA NEW YORK

                                         BY MELISSA

                                                                 KISS

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