Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

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Sai mi dispiace

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Sai mi dispiace

vederti: trasformare impoverirti camuffarti

guardarti mentre ti affardelli nei gesti del brusio quotidiano

cadendo in uno stato di miseria umana

facendo finta di niente, mentre soccombi e ti arrendi

ti dibatti, fingi di crederci e urli al mondo

“No. non è vero. Io non sono in tal modo.”

Nel frattempo piangi come un animale ferito, non più libero

ora sai che sei diventato da cortile, un oca starnazzante, insulsa

e comunque urli ancora

“Io non sono questo!”

Sai mi dispiace non riconoscerti

a volte, spesso, non mi riconosco neanche io

e questo mi duole ancor più

vorrei trovare il coraggio di dirti:

non venderti, non farti male ancor più del necessario

la vita è fatica, il pane è spesso raffermo

non cadere nel tranello, è banale fin troppo scontato

tu, noi, cerchiamo di evitare, non inciampiamo, non sprofondiamo

non vendiamoci per dei volgari centesimi

la dignità di un essere umano non si baratta con nulla

non esiste un prezzo

guardarsi allo specchio e vedersi per quello che siamo

è il sole nel sole anche quando fuori è freddo

sai mi dispiace amico mio vederti ridotto così

davvero

io come un inutile Don Chisciotte

vagheggio immerso in un buio pesto

quello delle nostre vili esistenze

sai mi dispiace

davvero tanto

vederti così, vederci così

 

Dedicata un po’ a me,  un po’ a te

Un po’ a noi,

Un po’ a tutti…

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Una misera traccia

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Come un cane vagabondo

privo di nulla o forse tutto

ostento fatica non recupero energia

scellerataggine da offrire e onnipotente fame

girovago da un senso all’ altro

senza alcun senso

piramide di gigli nascosti

e di infausti presagi

un temporale mi assale

una casa non ho

una vita di calunnia che vita di suo niente non ha

solo una misera traccia di dignità

chiamata libertà

 

A chi sa che il tempo è un dono, ma non riesce a coglierne la primaria essenza

ACCIAIO…

freddo l’ acciaio
che tagliente si posa
squarciandomi la mente,
scofinando e giocando
molesto,
lucido, rimango in attesa
di quella che chiamai dignità.
perverso, mi accodo
alla sottomessa scia,
avvolgendomi nel buio;
ascolto la follia

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