Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Articoli con tag ‘ferie’

SOLO UN SALUTO

Dopo tanta assenza sul web, torno per salutarvi, spero che tutti voi stiate attraversando un buon periodo e magari anche riposando. Io finalmente sono in ferie solo quattordici giorni, meglio non lamentarsi, ci sono arrivato veramente stanco e molto stressato, quando rinizierò sarà tutto come sempre, molte ore di lavoro, tante preoccupazioni,la solita faticosa pressione; ora non ci penso, cerco di rilassarmi. Sono ad Ischia con Rosi, posto fantastico, ci stiamo trovando veramente bene, passiamo il tempo tra massaggi termali, mare, piscina e buon cibo. Il blog mi manca come mi mancate voi. Auguro di cuore un buon riposo e una buona vita a tutti speriamo che quest’autunno non sia così pessimo come c’e l’immaginiamo
Un Abbraccio Nazzareno

UN’ IMPROVVISA DEVIAZIONE secondo episodio “Blanca”

Terminata la giornata lavorativa recarmi in quel chilometro della strada bonifica era divenuto un appuntamento fisso, maniacale. Lo facevo tutte le sere ormai da diversi giorni, da quella domenica dopo l’incontro con la spagnola. Non so cosa mi era preso ma non riuscivo a distorgliere dalla mente il suo volto, quello sguardo triste, c’era qualcosa che non quadrava, non capivo, ero innamorato? Non amavo Chiara? Mia madre mi disse che aveva telefonato un paio di volte, non mi importò granché, ero in uno stato confusionale, no, non era il termine esatto, ero in una condizione in cui volevo andare oltre, lanciarmi nel vuoto, potevo farmi male sicuramente pericoloso. In quel mio stato mentale affioravano mille anime, curiosità, sfida, perversione, anticonformismo, dove non osano le aquile. Dovevo assolutamente capire cosa c’era dietro quel volto, scavalcare il limite, ero fatto così, non mi bastava mai nulla, dovevo toccare il fondo, non importava se la tipa fosse una puttana era l’ultimo dei problemi,il guaio era che non riuscivo a incontrarla e così vagavo con l’auto ore ed ore per la provinciale cercardola, nulla, di lei nessuna traccia. Finchè una sera chiesi notizie ad una sua collega, occupava il suo posto, la donna disse di non vederla da giorni e aggiunse: Forse avrà cambiato zona.Non seppe darmi altre informazioni. Finalmente andai in ferie era un venerdì. All’imbrunire la vidi, era tornata al suo vecchio posto, senza pensarci felice che fosse lì, arrestai l’ auto. Mi guardò con lo sguardo ombroso e alienata disse:
-trentamila in macchina.-
Era stanca, smunta, tutto ciò non intaccava la sua bellezza.
Sconsolato risposi:
-sali, andiamo!-
Ci avviammo nel posto appartato, in auto non smollai un verbo che fosse uno, lei lo stesso, giunti al gretto del fiume le dissi:
-Mi riconosci? ti ricordi di me?-
Guardandomi in silenzio si denudò, mi spogliai anche io.
Più lei era rigida più io mi innervossivo, non avevo bisogno di scopare con un pezzo di ghiaccio, dai lei volevo amore, la carnalità, la passione, la donna non la puttana. Espletai il rito con rabbia abusando di lei selvaggiamente, lentamente Blanca inziò a sciogliersi come burro sul fuoco, sentivo le sue mani daperttutto, provai a baciarla si ritrasse ma continuò a carezzarmi teneramente, la sentivo fremere, finalmente donna, esplosi in un vortice di tempesta, la sentii mia, la guardai, era meravigliosa la sua scura chioma carezzava il viso sudato, lucente, le sue labbra tremavano, gli occhi avevano cambiato colore un verde denso morboso, ero completamente ipnotizzato. Bisbigliò mille parole che non disse; si vestì, in fine balbettò un:
-te cosa fai rimani nudo?-
Stordito risposi
– no, no, ora mi vesto.-
Salimmo in macchina.
Inquietamente felice la fracassai di domande,di dove sei? Da quanto tempo sei in Italia? come ti chiami? perchè batti? perchè? perchè?
Infastidita e frastornata la sua sola risposta fu:
– tu non puode fare tutte queste pregunde, è così e basta!-
Scese dall’auto.
-Dimmi almeno il tuo nome, insistetti:
-Blanca-
Bianca intorpido ribadii
-Si blanca, me chiamo blanca ciao.-
Rimasi ancora fermo col motore acceso fissandola mentre si aggiustava i capelli, poi il rumore di un altra auto dietro mi indusse ad andar via, lei doveva lavorare. Mi fermai poco più avanti in un squallido bar, la clientela un formicolare di strani individui; prostitute, papponi, ubriachi, personaggi singolari alquanto variopinti, bevvi un paio di birre, tornai a casa. Dopo aver salutato sfuggevolmente i miei salii in camera, esausto mi buttai sul letto, il pensiero iniziò a vagare irrequieto come un puledro allo stato brado; Blanca, Chiara, io, le mie ferie, sarei dovuto andare in Spagna, Torremolinos la destinazione, insieme a Sandro e Antonio, due miei amici, la partenza era fissata per il sette agosto, mancavano solo tre giorni. Pensai m’invento una scusa, non ci vado, rimango qua; dovevo rivedere Blanca a tutti i costi. Il mattino seguente mi recai nel luogo del vizio, c’erano poche auto in circolazione, poche anche le prostitute, Blanca c’era, mi fermai, salì senza indugiare un attimo, andammo nel sacrilego luogo facemmo l’amore, lei prese l’iniziativa fu calda, mi prese in mille modi riempiendo il mio cuore di sussurri, dolci parole, godette in un flusso di sensuali spasmi,poi pianse. Abbracciati rotolammo nell’erba, felici come bambini.
Prima di salire in macchina le dissi:
-Non ti porto al lavoro per oggi basta, te le do io centomila lire, però ora si và al mare. Mi guardò come se avesse visto un alieno e confusa mormorò:
-non puode no posible.-
-Si che puoi! Blanca io devo stare con te, non ne so il motivo ma da quando ti ho conosciuta esisti solo tu, penso di essermi seriamente innamorato di te.-
Lei sfacciata rise…
-No tu non sei innamorato vuoi sfidare te stesso e il mondo,sei un nino capriccioso, io sono puta, compriende? –
-Basta Blanca per favore smettila con questa storia, la baciai.
Facemmo di nuovo l’amore.
Andammo al mare.

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