Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Articoli con tag ‘giulia’

la donna della mia vita 2°episodio “in viaggio”

Eccomi qui  sono salito sul mio semi fuori strada, metto in moto, il motore s’avvia discretamente polverizando la nebbia che grazie a Dio stà diradandosi non sopporto guidare nella bruma.  Avanzo lentamente nel grigiore. Sosta al bar, caffè due spiritose chiacchere con Silvio il barista, saluto, esco.Attraverso la strada  diretto all’ edicola dove c’è ls signora Betti, un donnone dai capelli dalla chioma rossa elettrica, decisamente una caratteristica figura, un giorno l’altro la inserirò in qualche mio romanzo  ne farò un bel personaggio.Betti logorroica ma simpatica sempre sorridente è una mia assidua lettrice tanto che mi chiede sempre informazioni sulla mia attività , vuole sapere, è curiosa se e cosa stò scrivendo,  su quale libro stò lavorando, quali personaggi stò usando,lei vorrebbe che gli svelassi in anteprima la trama del romanzo  per poi rivendersi l’ informazioni a tutto il quartiere, io non  cado nel suo tranello tergiverso cambio discorso, lei capisce arresa mi porge il  solito quotidiano pago e me ne vado.Mi accomodo  alla guida indossando la cintura di sicurezza del mio semi fuoristrada coreano(alla faccia di Marchionne) comodo, spazioso, bello mi piace.Io non sono mai stato un patito di auto,questa però mi garba proprio l’ho acquistata da poco è nuova.Parto imbucandomi nella tangienzale lasciandomi alle spalle Brugherio il paese in brianza, alle porte di Monza dove riesiedo da quasi un anno.In tangenziale cè poco traffico come quasi sempre succede di sabato. La nebbia s’ è dissolta del tutto ed ha lasciato spazio ad una fitta pioggerellina, che termine pioggerellina ma sti cazzo di scrittori non hanno proprio niente di meglio da fare che far  sopravvivere questi termini arcaici? Chiamiamola pioggia rende più l’idea di codesta giornata del cavolo, solo climaticamente spero.Alla radio Ligabue  canta- “questa è la mia vita”  se entri devi chiedere permesso.Federica non me l’ha chiesto, io l’ho fatta entrare lo stesso.Federica, bella, 25 anni 20 meno di me la conobbi una sera  circa tre anni orsono,  ad una festa di amici in noto locale chic di Milano,  lei s’ era trasferita da poco per impegni di lavoro nel capoluogo lombardo. Quello che attirò la mia attenzione su di lei oltre che il suo spiccato fascino, le sue movenze leggiadre, fù il suo accento, marcatamente toscano. Destino volle che anche lei fosse toscana come l’ho era  la mia ex moglie. Con Giulia cosi si chiama la mia ex,  mi ero separarto da poco.Un giorno rientrando a casa Giulia non c’era, non la trovai  più con lei era sparita anche mia figlia Francesca e pure il cane Ezi, dimunutivo di Eziechele, nome scelto da mia figlia  al loro posto in contrapposizione  una bella lettera del suo avvocato, che mi annnuciava solenne la richiesta di separazione.Poi su di un fazzoletto di carta scottex scritte informalmente  due rigide, severe, inappellabili righe  che recitavano cosi, l’ho impresse nella memoria, non potrei mai dimenticarle, eccole: sono stufa non c’è la faccio più dei tuoi tradimenti, delle tue bugie, basta! mi dispiace ma non li sopporto e non ti tollerò più .Addio Giulia. P.S. Per francesca non ti preouccupare la potrai vedere quando vorrai parlane con lei.Questo fù il suo scarno comunicato, non aveva di certo torto.Io la tradivo spesso e ahime’ anche volentieri, ero un bel figlio di puttana. A casa c’ ero poco, quando ero presente era come non lo fossi perchè mi dedicavo al mio lavoro, scrivevo chiuso nel mio studio.Da tutto questo ambaradam è sorto un “piccolo” problema che non vedo più Francesca da quel giorno, sono passati 4 anni. Con lei solo poche telefonate in questi lunghi anni, costatemente costellate dai i suoi continui  rifiuti nel vedermi. Di me non né vuole più sapere è idiosincratica ad ogni contatto i regali che gli faccio rispediti puntualmente al mittente, è’ assolutamente irreversibile nel suo pensiero. Lei ora ha 24 anni è una donna, vera, carattare forte, deciso, non accetta compromessi. Non vive più con la madre a Milano  s’ è trasferita in Toscana nella casa ricevuta in eredità da suo nonno Alfredo il Babbo  di Giulia, defunto due anni fa.  Dei movimenti di Francesca sono messo al corrente dalla madre, con Giulia ora anche se in modo convenzionale abbiamo ripreso a dialogare, dopo un lungo periodo di silenzio.Sò che la mia” bimba” sta bene lavora restaura mobili, dipinge, scrive racconti e poesie.Quantomeno una scia di vena artistica glil’ ho trasmessa. Con Giulia ci siamo conusciuti a Bologna, all’università, entrambi la stessa facoltà,scienze dell’informazione stesso corso, siamo coetani fù subito amore , tenero, dolce. Finiti gli studi trovammo lavoro a Milano entrambi in un importante quotidiano.lei ci lavora ancora,è capo redattrice. Io dopo pochi anni detti le dimissioni scegliendo la libertà mettendomi  ad esercitare  l’ arte del narrare appunto scrivendo romanzi. Perchè tale scelta ? Semplice con quel nuovo editore non andavo molto d’ accordo, si avete capito proprio quello- il nano più famoso d’ italia, il nostro caro cavaliere. Giulia ed io eravamo proprio una bella coppia, tutti c’ invidiavano eravamo profondamente assorbiti nel nostro sentimento.Ci volevamo molto bene di un bene immenso che andava oltre l’ amore stesso, concetto non facile da comprendere ma vi assicuro era cosi.Nacque Francesca ci sposammo dopo pochi mesi dalla sua nascita. Erano giorni sereni, felici, poi io pian piano iniziai a rovinare tutto tradendola con la prima che mi capitasse a tiro ho avuto nei periodi anche delle storie parallele importanti, ero sposato e allo stesso tempo  ero capace di fidanzarmi.Con Terry ad esempio la storia durò circa due anni  che vita del cazzo che conducevo facevo il marito il fidanzato lavoravo ovviamente  svolgevo tutto pessimamente e soprattutto non facevo il padre un vero testa di cazzo. Io pensavo che Giulia non si accorgesse di nulla cosi mi pareva cosi mi faceva credere invece arrivo  l’ epilogo sopra descritto; due righe inappellabili scritte su di uno scottex fine dei giochi. Immerso nel turbinio dei pensieri non mi sono quasi accorto di aver preso l’autostrada direzione Bologna dove vada ancora non lo so, non ho deciso faccio finta di non saperlo effettivamente già conosco la metà ? Non lo sò vado avanti questo è importante. La guida di questo mio nuovo automezzo è gratificante  mi trovo bene, L ‘animo si sta alleggerendo le mie paranoie esistenziali continuano ad esserci  persistendo nel loro deleterio intento, oggi le assecondo non gli dò importanza le lascio stare, sono infatuato dal mio soave vagare.  Nel frattempo ha smesso anche di piovere sono all’ altezza di Piacenza bella città Piacenza, quasi, quasi esco allo svincolo mi ci diriggo vado a farci una capatina.  Ma anche no, deciso come sempre,  ci ripenso  punto ancora verso sud. Io sono di origine marchigiana li ho vissuto i miei primi vent’anni, di Treia per l’ esattezza, un paesino dell’ entroterra Maceratese, non ho più parenti da quelle parti mio fratello sè trasferito in germania, i miei genitori defunti.  Ogni tanto mi fa piacere tornarci, qualche amico mi è rimasto. A novembre ad esempio ci scendo quasi tutti gli anni,  oltre che far visita ai miei cari al cimitero, trovo compiacimento passeggiare tra gli ulivi assistendo alla raccolta del frutto, visitare i frantoi annusare l’odore  dell’ olio appena spremuto, gustarne il sapore sopra  di una bella fetta di pane fresco, vera delizia e si la vita è anche  questa soprattutto questa. Amo la mia terra ,le mie origini, le tradizioni, una bella partita a tresette con gli amici d’ infanzia e perdermi in quegli antichi ricordi. A Treia  sono a casa,  potrei dirigermi li, potrei! Non lo sò non sono sicuro di farlo il mio semi fuoristrada incede potente divorando asfalto il cielo si sta illuminando cambiando i toni dei colori che si ammorbidiscono chilometro dopo chilometro. Proseguo  la marcia  sono quasi felice stranamente non mi capitava da tempo di esserlo,  i pensieri dei miei ricordi mi fanno compagnia.  Vado dove? non ha importanza da qualche parte andrò,arriverò.

Tag Cloud