Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

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Al diavolo

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Ieri, oggi, domani, ipotesi di vissuto

l’ effimere aspettative in un futuro da decifrare

giovani ombre si colorano nelle visioni opache di chi non vuole

barlumi

microscopiche vittorie tragiche sconfitte

i giorni ripiegano si spengono

lavoro non ce n’è, non ora non qui

la fuga unica alternativa, rimandare  la gravosa problematica,

essere grandi

preferisco essere marchiato

da immaturo privo di responsabilità

chi non vuole morire sconfitto

preferisco udire il mare

osservare le nuvole

e forse il sole

al diavolo preferisco vivere

il ragioniere

Volge lo sguardo all’orologio appeso al muro; sono le 8 e 20. Fuori è già buio da un bel pò.Piero decide che per oggi può bastare ha lavorato abbastanza. Inizia a riordinare la sua scrivania, meticolosamente.Sistema le penne nella scalanatura che delimita il piano del tavolo prima la blu, poi la nera, infine la rossa.Da un ultima occhiata ad alcuni documenti, poi con cura li dispone su le due piccole pile di fogli già esistenti appoggiate sopra al piano.Chiude il libro contabile lisciandolo dalla parte esterna della copertina, riponendolo in un cassetto del mobile che chiude , controlla che tutti gli altri cassetti siano chiusi a chiave.Osserva l’ ultima cifra impressa sul display della calcolatrice poi la spegne, ripete l’ stessa operazione col pc.  Ok è tutto in ordine come sempre, come al solito.  Piero è un  ragioniere  solerte e pignolo; il suo lavoro lo  svolge davvero bene. Si  alza dalla seggiola accostandola  alla scrivania, indossa il suo giaccone acquistato in svendita ai grandi magazzini.  Chiude la luce,la porta e se ne va. Anche questa giornata di lavoro è finita. Scende le scale, al piano di sotto.Trova Intenti  nelle retoriche distensive,  chiacchere serali  :  Mario uno dei titolari dell’ azienda, un uomo sulla sessantina dedito completamente al lavoro lui vive per quello; il dovere prima di tutto, lavorerebbe anche a Natale. L’ altro suo valore imprenscindibile è la famiglia che comunque viene dopo l’impegno aziendale. La sua vita è questa altro non ha, ovvero non cura altri interessi, non lo aggradano. Insieme a Mario cè Giampaolo, il direttore vendite, un ometto insignificante un cretino,un essere abbietto, falso come un Giuda, venderebbe la madre per pochi spiccioli all’ miglior offerente; non ostante questo, nella ditta gode i favori dellla proprieta, essendo abile a muovere  la lingua nelle direzioni giuste, per dirla tutta è un leccapiedi di prim’ordine. L’ altro presente è Carlo, nell’ azienda svolge il compito di rappresentante, uno strano tipo,un introverso;  non si comprende mai quali pensieri alberghino, in quella sua testa calva. Piero è solito intrattenersi con loro  lo fa con piacere,  questa sera  non gli va,   saluta i presenti con un mezzo sorriso,  tira dritto, imboccando il corridoio d’ uscita. Una voce – quella di Mario, lo fa rallentare che  tra il serio e il faceto ridendo gli dice: – Piero dove cazzo vai, è ancora presto per tornare a casa. Lui si volta appena, replicando con un melenso- no, no, stasera vado a casa, ho gente,ciao !Cosi dicendo esce fuori dall’ edificio. Sale in auto la avvia, accende lo stereo i Who. La musica, in particolar  modo il rock anni 70 è una delle sue grandi,  rare  passioni. Beatles, Rolling stones, Ray Charles, Pink Floyd, questi i suoi artisti preferiti, non  cè che dire un vero intenditore. Piero si sente  strano cè qualcosa che lo turba , non ha voglia di tornare a casa.  Non  comprende  il motivo, ma sa’ che è cosi.Una leggera pioggia bagna la strada. Il suo incedere è lento, monotono, metodico. Come d ‘altronde è  la sua vita: 54 anni una moglie;  unica donna della sua vita in tutto e per tutto, non è mai stato con nessun altra, mai, neanche  una prostituta, nulla.Solo Francesca; cosi si chiama sua moglie . Da lei ha avuto una figlia, che adora ! Caterina 26 anni studentessa universitaria, brava ragazza.Per il resto tutto tranquillo : la spesa il sabato a mezzogiorno, perche’ al supermercato cè meno gente. La domenica pranzo dai suoceri. La partita di calcio, della sua amata squadra del cuore, non se nè perde una da  45 anni, da quando il padre lo accompagnò allo stadio per la prima volta. La lettura di un buon libro, la domenica mattina. Ama i grandi classici, in questo periodo stà leggendo “Guerra e Pace” di Tolstoj.Qualche amico d’ infanzia con cui si vede di rado.Beve occasionalmente vino e sporadicamente si concede una birra.Non fuma, non si è mai drogato, mai andato in discoteca, night, mai un brivido, un emozione, una trasgressione, nulla. Tutto quello che non rientra nel suo emisfero lui l’ ha vissuto attraverso le vite altrui ; Disdicendolo, criticandolo, alla fine invidiandolo. Per dirla in breve, un tipo comune, che non è andato mai oltre le righe. Mai “una botta di vita” tutto banalmente normale, a lui stà bene cosi. Orizzonti diversi non cè né sono. La sua vita è tutta qui.  Punto e basta ! Casa, lavoro… lavoro, casa. Questo è Piero… La pioggia è diventata ancor più fitta .Concentrato nella guida della sua auto, improvvisamente la sua attenzione viene distolta da  delle luci vivaci, che illuminano un bar,lui non nè conosce l’ esistenza non l’ ha mai notato, forse ha aperto da poco tempo.  D ‘ istinto inchioda il veicolo, e si ferma davanti. Rimane per qualche minuto nell’ abitacolo dell’ auto, indeciso sul da farsi, poi rompe gli indugi scende, entra nel locale, che gli si mostra accogliente,  ben messo nell’ arredo, solo due i clienti presenti, seduti ad un tavolo, che  bevono vino, presi nei loro diaologhi.  Dietro al banco nessuno. Piero è colto  da improvviso panico che lo esorta ad andar via di li’.  Quando stava per farlo, convinto.  Una voce gentile di donna giovane, lo blocca, –  con un informale ciao, cosa posso servirti ? davanti a lui si materializza una ragazza; forse sui trent’ anni, bionda, dal capello lungo, piercing al naso,con una vistosa rosa tatuata su un’ estremita del collo,ombelico scoperto sopra ai jeans a vita bassa. Una donna  sensuale, forse bella, decisamente bella; non alta ma ben messa, dal fisico proporzionato.  Il classico tipo che intriga che insinua fantasie particolari.Gentilmente La ragazza  insiste nella sua richiesta. Piero continua a rimanere muto non sa’ cosa prendere e soprattutto non sa perche’ è entrato in quel bar.Poi di impulso, all’ improvviso le chiede una birra alla spina, piccola o grande ? domanda  la ragazza, piccola,le risponde Piero. La barista  porgendogli la birra, aggiunge con un bel sorriso ecco la tua spina “ragioniere”. Piero viene invaso da un tremore,  imbarrazzato pensa; ma come fa questa qua’ che non mi conosce a sapere  che lavoro svolgo. Soprassiede all’ assillo. Annuisce la ringrazia, prende la sua birra, si va a  sedere ad un tavolo. Apre  un quotidiano sportivo che erà appoggiato li. Inzia a leggerlo distrattamente. Terminato di bere la sua bevanda, si alza per pagare, quando colto da una specie di raptus ,senza trattenersi né chiede un’ altra, questa volta grande una 0,40  la ragazza dietro al banco sfoggia nuovamente il suo accattivante sorriso, subito  la spina e glie la serve portandola al  tavolo. Mentre lo fa: burlandosi di lui bonariamente –  dice; eee…. ragioniere  stasera ore piccole ! tutta vita !  Piero alza lo sguardo verso di lei e nota che è proprio deliziosa, poi quello strano tatuaggio sul collo lo eccita da bestia sensazione che non ricorda di aver provato mai. .Limitandosi ad un abbozzo di sorriso, indifferente continua a leggere il giornale.  Lei  non si arrende e continua nel domandare: ma non vai a casa ? non t’ aspetta nessuno ? non sei sposato ? Piero mentendo risponde con un secco no. Mentre il siparietto è in atto il suo cellulare prende a squillare, Piero lo sfila dalla tasca interna del giaccone osserva il numero che appare sul display, non risponde e lo ripone in tasca. La barista nel suo modo  impertinente aggiunge ironicamente, non hai risposto eh?!  questa magari era tua moglie, che ti aspetta per cena. Piero non risponde. Lei  prosegue presentandosi : Io sono Cinzia. Il ragioniere senza alzare lo sguardo dal quotidiano risponde – piacere,  Io sono Piero. Cinzia torna dietro il banco del bar,  continuando ciò che aveva interotto: le pulizie di fine serata.Anche la seconda birra è finita Piero senza alcuna esitazione questa volta nè chiede un’ altra. Cinzia glie la serve  dicendo: “questa però è l’ ultima, s’ è fatta l’ ora di chiusura”.  Piero annuisce si’ guarda in giro e nota che i due clienti che c’ erano prima sono andati via, non sè né era neanche accorto, ora è l’ unico avventore. Fuori è sempre più buio… ha smesso di piovere.  Beve la sua terza birra, stavolta in fretta. Cinzia nel frattempo si  infila il cappotto nero a trequarti, gli rivolge ancora attenzione, dicendo: “adesso dove vai  ?  A casa ?”  Piero finendo la sua birra,  risponde no –  vado al mare, a farmi una passeggiata ho bisogno di respirare aria fresca. Cinzia aggiunge, bello il mare d’ inverno, a me piace molto. Cosi dicendo escono dal bar. Cinzia abbassa la serranda del locale, Piero la saluta con un  cenno di mano e sale nella sua auto,  avvia il motore, Cinzia risponde al saluto, con il suo solito bellissimo sorriso. Mentre sta partendo Piero arresta il veicolo, abbassa il finestrino di destra  rivolgendosi a lei  le chiede perchè non vieni anche tu con me ? Lei l’ osserva, il suo sguardo è dolce, ma la risposta è negativa ! mi spiace. Lui non rimane deluso sè l’ asppettava quel rifiuto, sorridendo saluta di nuovo e cambia il cd nello stereo. Mentre è affaccendato nel suo  fare, sente la portiere di destra aprirsi.  Cinzia sale in auto,teneramente  esprime  un:  c’ ho ripensato vengo con te, è troppo bello il mare d’ inverno, questa poi è una magnifica serata per perderselo, aggiungendo –  tanto anche io  sono sola.  Piero la guarda ammirato incredulo, innesta la marcia e fa partire l’ auto. Nel contempo il suo cellulare torna a squillare per l’ ennesima volta.  Stavolta senza guardare chi lo stà chiamando lo spegne e lo scaraventa nel  sedile posteriore del mezzo. Cinzia bacia Piero su una guancia, lui arrossisce come un bambino, è felice. Intanto l’ auto va . Direzione mare ……..direzione libertà.

BUON PRIMO MAGGIO

 A CHI IL LAVORO Cè L’ HA. CHI DISPERATAMENTE LO CERCA.

CON LA SPERANZA CHE LO TROVI PRESTO…. RESISTERE SEMPRE !!!

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