Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Articoli con tag ‘oro’

Dicembre a Istanbul

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Il gelo intriso nella pelle, nelle ossa

babilonia di popoli

futuro tradizioni antiche

si scontrano scompaginate fuggono

prendono le distanze

il canto il chiamarsi la preghiera

cupole d’oro rossi tramonti, minareti

speranze incertezze confusioni

spezie incensi variopinti mercati

instabili equilibri eterni bambini

opache emozioni attendono nuove primavere

dicembre, nevica a Istanbul

sorrisi deboli delicate sberle

gli occhi l’oriente l’ occidente

nonostante sorrisi

UN FILO D’ ARGENTO

Accendo una candela, la timida fiamma illumina a stento la buia cantina fredda. Corrente elettrica neanche a parlarne, muffa e altri odori stantii nutrono il mio olfatto. Rovisto nell’instabile scaffale, tra le bottiglie polverose, nulla. Sull’altro ripiano dimenticati, vecchi attrezzi da lavoro, tenaglie, martelli, chiodi arrugginiti. Tappi di sughero disseminati dappertutto coprono ingialliti fogli di carta illeggibili, la polvere respirata mi crea micro allergie procurandomi fastidiosi starnuti, smucino vorticosamente nel ciarpame, tutto inutile nessuna traccia dell’oggetto cercato. Eccolo finalmente! Sotto un volume logoro dei Promessi sposi un’usurata etichetta della levi’s, cazzo! Doveva essere qui la memoria non mi ha tradito. La scrollo violentemente per renderla leggibile, nella parte posteriore inciso in un fiammante inchiostro rosso un numero; 2012. Ricordo ancora bene quel giorno di primavera del 1981 son passati trent’anni, appena maggiorenne passeggiavo nel parco con Tiziana la mia fidanzata, cercavamo un angolo tranquillo al riparo da occhi indiscreti quando sulla nostra via incontrammo una figura bizzara, una zingara allegra dai capelli ramati, decorata con variopinte collane e un infinità di strani bracciali ai polsi. Immediata attaccò bottone ignorò Tiziana volgendo l’attenzione su di me, voleva predirmi il futuro, lo fece malgrado le mie ardue reticenze. Prese la mia mano, la scrutò attentamente, il suo viso goliardo si oscurò all’improvviso, funesto presaggio, in breve si distese nuovamente rassenerandosi, con aria solenne sentenziò:
-Vedi ragazzo, la tua vita sarà come un lungo filo d’argento, metallo prezioso ma stai ben attento dovrai averne sempre cura, dovrai essere solerte, tenace guardiano altrimenti brunirà, diverrà opaco, triste, non brillerà più di luce propria.
Quindi occhio ragazzo, solo tu sarai il padrone responsabile del tuo argento non permettere mai a nessuno di curarlo al tuo posto, fartelo custodire o peggio rubare. Se seguirai i miei consigli arriverà l’anno buono, per te il 2012 sarà il momento della svolta, il destino ti sarà amico, tutto andrà per il verso giusto abbi fiducia, credi ad una vecchia zingara che nulla pretende.
Allibito sorrisi come un bambino fà quando vede Babbo Natale. Inebetito la fissai. Poi di colpo fulminea fece volteggiare il suo braccio dietro la mia schiena io mi irrigidii non capendo cosa volesse fare, rapida strappò dai miei jeans questa strucida etichetta, dal mezzo del suo prosperoso seno estrasse una biro rossa scrisse sul lacero cuoio un ben marcato 2012. Aprì bocca e sottilmente disse ancora:
-Tienila ragazzo riponila, questa data è importante, ricordalo.-
Incredulo sorrisi di nuovo, dalla tasca tirai fuori l’unica banconota giacente cinquecento lire, gliela stesi, lei la prese carezzandomi lievemente il viso. poi facendosi seria, complice un raggio di sole il suo volto si colorò d’oro apperendomi così fiabesco.
– Grazie, Dio ti benedica, tu sei argento tu sei vita, abbine cura, non aver mai timore.-
In un mulinare di vento scomparve tra gli arbusti del parco, non la vidi più.
La fiamma della candela si arrende facendosi inghiottire dal buio del tetro scantinato, la mia vita passata scintilla nel fragore del silenzio davanti ai miei occhi. In un angolo un luccichio, un bracciale d’argento si materializza dal nulla, lo afferro stringendolo forte nella mano. Dalla lampada fin ora appesa inutilmente al soffitto, luce.

BUON ANNO. BUON 2012. GRAZIE DI CUORE CON AFFETTO UN ABBRACCIO SINCERO A VOI TUTTI
E COME SI DICE DALLE MIE PARTI………POZZA I Bè…….
Zè…….

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