Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

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Il mio Naviglio

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Ah quel suono dolce e cheto del transumare senza mai arrivare
soave movimento di languida serenità
la notte e i suoi riflessi, luci
bagliori di vita
quei volti allampanati, curiosi di punto stupiti di tanto cupi
il crepitio dei passi, solchi da terre lontane
di vite giovani e consumate maschere
comunque eterogenee, alcune disperse
un mondo e i suoi colori
un viaggio nella mia introspettiva cerebrale
intima e godereccia
quell’essere li, guardare stordirsi drogarsi di lenta linfa
ah come mi manca, si, come mi manca
un luogo svelato dal nulla e mai stato mio ora magia
l’acqua e il silente frusciare
un sale naturale vitale
oh come mi manchi
caro e affezionato naviglio
il volto di un figlio e non soltanto una rima
ma un attrazione congiunta
di amore e di stima dovuta.

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Pane e Sale

1936
sassi e mare ruvide lenzuola
fatica e sudore odore di pesce
salmastre nubi trasformano il creato
nel rumore il colore del porto
visi,
sfregi della sofferenza
rughe e ruggine
cantilene noiose, barche a riposo
un fiotto di greco spazza il presente
la vita tremante perde corpo e consistenza
roteando su stessa senza elevarsi e ne spezzarsi
tra urla e bestemmie
il mare e forse l’amore
una lacrima un sospiro, impalpabili sogni
in un frusciare le speranze vagano
il giorno si serra
allunga la sera e il suo manto
conduce al domani
ancora
sogni e disperazione
ancora
pane e sale
ancora il mare
domani

quando il tuono rumore farà

odori di stanchezze. flussi e riflussi
il pendolo affoga
le ore scandendo il tempo
quadri grigi tinte svanite
come me, come noi
i miei lenti passi di gelo
osservo un tramonto di alcun colore
ti guardo non parlo
muta su te stessa
rimembro, scorrono immagini
chi sei?
la tv confonde il silenzio il cibo senza sale
siamo vecchi, siamo tristi, esausti
la pensione non arriva a fine mese non copre le spese
volgi il tuo sguardo attraversa il mio
sorridi alla maliconia
che fortuna ci sei!
profondamente annoiato
ti detesto amandoti nel passato nel presente ogni istante
e come foglia tremante
ti accolgo sotto le coperte del mio vecchio cuore
ancora per sempre
fino quando il tuono all’improvviso rumore farà

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