Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

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L’uomo e il mare.

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Nuvole ansimanti, balene nere

un mare giovane, ribelle urla

il dolore la sua rabbia la gioia della certezza di non morire

mai

eterno

scogli umidi, tumoli di ghiaccio

nessuno si impadronisce dei pensieri

al burrascoso richiamo resisto

immobile ostento una cospicua spavalderia

occhi stanchi membra disfatte

nel tempo dal gelo

dilaniato dalle tante siccità

stoicamente illuso aspetto

 

Se nulla accadrà

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Ascolto il tempo fuggir dal suo sconquasso diurno

felpato nella notte abile come un ladro

intacco il suo andare con gli aromi dei tabacchi da pipa

li aspiro nelle mie brevi pause

non comprendo e sono deluso dal sobbalzare isterico delle stagioni

volgo lo sguardo al monte, grappoli di gocce sospesi, maturi

pronti per la bagnata vendemmia

anche oggi pioverà, fa nulla sono stanco

lungo il viale, fioche le luci

poche le anime, il vespro, il respiro del mondo

sussulto, mi scopro seguito, non ho paura

soltanto infastidito non me curo

osservo il monte, mi specchio in una pozzanghera non mi riconosco

fa nulla, allungo il tempo, annuso il destino

come fiume seguo il mio corso

a valle qualcosa avverrà

altrimenti uguale sarà se nulla poi accadrà

Una misera traccia

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Come un cane vagabondo

privo di nulla o forse tutto

ostento fatica non recupero energia

scellerataggine da offrire e onnipotente fame

girovago da un senso all’ altro

senza alcun senso

piramide di gigli nascosti

e di infausti presagi

un temporale mi assale

una casa non ho

una vita di calunnia che vita di suo niente non ha

solo una misera traccia di dignità

chiamata libertà

 

A chi sa che il tempo è un dono, ma non riesce a coglierne la primaria essenza

Ci fu un tempo

Ci fu un tempo per la vendetta, uno per l’odio
un altro per il rancore, il furore e la rabbia
ci fu un tempo per piangere, per non vivere
ci fu un tempo che fu mio, nostro
ci fu un tempo dove mi chiamavano padre
masticai terra amara e tabacco, bevvi vino e varechina
ci fu un tempo dove nulla mi incuteva paura
dove il vento fischiava forte e il mare aveva il sapore aspro della burrasca
ci un fu tempo per l’amore
ci fu un tempo in cui ero solido e vivo
lascio i ricordi e un paio di soldi
delle scarpe nuove e un bicchiere di rosso genuino
creduto sotto un pino porgo un gentile saluto
e con allegra maldicenza
brindo a voi brindo alla morte

Lupo_001

strisce di luce

Dove gli scheletri vivono, respirano, muoiono
per le goccie di ghiaccio che ho visto cadere
sofferenze disuguali smaccano nel rivolo di nero tessuto
in un incubo ho vissuto
uscito ne sono
ora cammino insieme al tuo fianco
strisce di luce
bagnano il tempo
il nostro
riflessi di inesorabile vita splendono

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