Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Archivio per novembre, 2010

ciao grande mario

La vita non è vita se non è degna di essere vissuta.(mario monicelli)

Mario Monicelli, maestro della commedia italiana, un grande regista persona vera schietta arguta sovente ironica.Mario è stato attento osservatore della realtà italiana dagli anni cinquanta fino ai nostri giorni,fotografando attraverso  le sue opere e i suoi personaggi l’ immagine di un paese che nei vari periodi cambiava e si trasformava nell’ abitudini. I temi sociali di costume e culturali da lui trattati  coglievano gli aspetti più significativi dell’ italia e degli italiani .   Monicelli è stato   autore di molti film  di pregio. Ve  nè  elenco alcuni: il marchese del grillo , un turco napoletano, la grande guerra , speriamo che sia femmina , l’ armata brancaleone,il sorpasso, i soliti ignoti, parenti serpenti, amici miei ,le rose del deserto,camera d’ albergo, un borghese piccolo piccolo.Questi sono solamente alcune pellicole realizzate dal bravo cineasta viareggino che ha diretto per decenni con grande professionalita  fior fiore di interpreti, grandissimi attori, tanto per nominarne alcuni: sordi, mastroianni,toto, tognazzi, gasman . Monicelli ieri sera 29 novembre ha scelto di uscire di scena buttandosi dal quinto piano dell’ ospedale San giovanni di roma, dove era ricoverato a causa di un tumore. Mario da toscanaccio verace come’ era ha voluto fare di testa sua,  dandosi lui l’ ultimo ciak della sua lunga vita e uscire per sempre di scena. aveva 95 anni . CIAO MARIO . CIAO MAESTRO anche se a te non piaceva farti definire cosi’. 

SOLAMENTE GLI STRONZI MUOIONO!!!  DAI MARIO SEMPRE ESAGERATO MUOIONO TUTTI ANCHE QUELLI COME TE.

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novità gastronomiche

 Oggi approffitando dalla bella giornata di sole , a dire  la verita  un po’ fredda. io insieme a rosa la mia compagna, ci siamo recati nella vicina  san benedetto del tronto, ridente  cittadina  affacciata sull mare adriatico. Dopo aver gironzolato passeggiando per le vie del centro   occasione ghiotta  per fare anche  un po’  di  shopping. Mentre eravamo in una libreria intenti a curiosare e sfogliare qualche volume  il mio stomaco ha iniziato a borbottare  avvertendomi  che forse era giunta l’ ora di pranzo. Infatti guardando l’ orologio mi  rendevo conto  che  erano  le tredici, il mio stomaco aveva proprio ragione a protestare.Dopo  breve consultazione con rosa  abbiamo deciso  di recarci in una pescheria per comprare del pesce fresco per poi cucinarlo a casa. Dopo qualche minuto né  troviamo una   entriamo. Ad attenderci dietro al  banco frigo il sorriso di una graziosa commessa e una vasta scelta di pesce esposto in bella vista.  Con sorpresa notiamo un bel salone con tanti tavoli apparecchiati con cura e  diverse persone sedute che mangiavano. Chiedo lumi alla signora del banco che ci risponde con  semplicità: se volete del pesce eccolo qui indicandocelo, se lo volete già preparato e cotto aspettate dieci minuti e lo portate via, oppure vi accomodate e lo mangiate qui.Se decidete di fermarvi scegliete il pesce diteci come ve  lo dobbiamo cucinare e vi verrà servito al tavolo. Cavolo penso che bella idea, un breve cenno di intesa con Rosa,  decidiamo di restare.Una volta accomodati al tavolo, immediatamente  giunge un cameriere molto  gentile, che ci  spiega bene il meccanismo,  prendendoci l’ordinazioni. Abbiamo scelto insalta di mare come antipasto, delle mezze maniche allo scoglio e per finire alici scottadito (io ci vado matto) e una frittura di pesce dell’ adriatico. Tutto veramente squisito,  vino, acqua, caffè, trenta euro in totale. L’ ammontare del pranzo mi è sembrato onesto, rapporto qualita prezzo giusto. Siamo usciti dal locale molto soddisfatti .sia Rosa che io, trovando l’inziativa molto valida. Un atteggiamento positivo  di interpretare l’ impreditoria dimostrando che con un po’ d’ inventiva   offrendo qualità, un buon servizio a  prezzi contenuti si può riuscire a fronteggiare la crisi . Se vi  capita di passare da queste parti oltre a  godere delle bellezze offerte dal territorio,   fate un salto  nella pescheria trattoria, sicuramente non ve né pentirete. Poi mi saprete a ridire .   

OSTERIA PESCHERIA MARE VIVO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

ZONA AGRARIA STATALE 16  PORTO D’ ASCOLI

UNA SIMPATICA INIZIATIVA!!!

 

I NOSTRI CUOCHI

Ieri sera presso i locali della sede degli “amici del borgo”,una piccola associazione no profit della quale  né sono orgogliosamente presidente.Nell’ ambito associativo ci si occupa prevaletemente di tematiche inerenti il sociale contribuendo a combattere l’ emarginazione e la solitudine con l’ organizzazione di gite turistiche. eventi, convegni, feste di piazza. Tutte le inaziative promosse consentono a favorire l’ aggregazione di persone di varie età e di ceti sociali differenti. Tale associazione è particolarmente vicina alle fascie sociali più vulnerabili  le più fragili quelle che hanno in qualche modo bisogno di sostegno, dando una mano a chi ha problemi di handicap, gli anziani,  i giovani e i bambini che sono il nostro futuro da sempre, oggi per svariati motivi a mio avviso lo sono ancora di più. Proprio questi ultimi ieri sono stati gli indiscussi protagonisti della serata Volevano cucinare  noi li abbiamo lasciati fare.  I bimbi  di un età media di circa 12 anni,si sono immedesimati nella parte e messi subito all opera.   Questi novelli chef , prima hanno scelto un menù né hanno curato i particolari poi tutti in cucina,  armati di  mestoli e pentole, con l’indispesabile aiuto di due brave mamme, le panzienti Angela e barbara, ‘hanno iniziato a trafficare con sfoglie, besciamelle, pomodori, ragù. Osservarli alle prese con i fornelli e con quei pentoloni più grandi di loro è stato veramente piacevole. Dopo tanto lavoro tutto pronto.  Finalmente è  iniziata la cena con un antipasto sfizioso delicato a base di bruschette miste e involtini di prosciutto ripieni di ricotta. Fumante sulla tavola è stato servito il timballo un vero capolavoro, buonissimo, anche  ben curato esteticamente. Come secondo piatto i nostri ragazzi   hanno  proposto un polpettone di carne  cotto al forno con patate arrosto di contorno,  anche  questa pietanza ha fatto centro risultando  gustossisima. Si chiude in bellezza con un favoloso  tiramisù.  Ieri sera questi bambini con loro entusiasmo i loro sorrisi, la voglia di essere protagonisti ci hanno tirato proprio sù a me e agli altri quaranta commensali presenti, regalandoci una piacevole serata. Quelle a cui non si può proprio mancare.

ECCO I BARMAN LORENZO E ALICE

LO STAFF AL COMPLETO BRAVISSIMI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

una notizia che mi è parsa bella

In questi giorni non si fà altro che blaterare, discutere, spesso a vuoto  delle oramai note vicende politiche, Si disqusisce sul governo, si approfondisce  se sia  giusto o meno che  Berlusconi si dimettta.immediatamente si  sfocia inequivocabilmente nel cotradditorio.C’è chi sostiene che è un bravo e capace imprenditore che con le sue attivita contribuisce  far fluire l’ economia nazionale, generando occupazione dando lavoro a migliaia di  persone.Di conseguenza è  giusto e sacrosanto che rimanga al suo posto nella scranna  più alta di palazzo chigi . Altri sostengono il contrario, dissenziendo e affermando che si tratta solo di  un puttaniere che non disdegna neanche le minorenni vedi i casi ormai noti di noemi letizia e rubi. Altresi si aggiunge con livore e risentimento che si tratta di un truffatore,che fin ora si è solo preoccupato di farsi  leggi ad personam ,che hanno soltanto lo scopo di agevolare le sue imprese e gli affari suoi e dei suoi amici e pricipalmente sfuggire ai   processi che lo riguardano.Insomma per farla breve non finire in galera. Poi ancora chiacchere: un personaggio sotto i riflettori è Gianfranco Fini,in molti affermano che è solamente un traditore che  è venuto meno  alle aspettative delle promesse elettorali; immediatamente viene ribadito: altro che traditore, Fini è una degna persona uno serio. Nel contesto generale si tira in ballo il p.d. partito democratico accusato di lassismo e assenteismo e di svolgere  male il compito cui è delegato  facendo una blanda opposizione.Su questo per magia  si è tutti d’ accordo.Nel bailamme politico non possono mancare considerazioni alquanto scontate tipo quelle su  Niki Vendola :  è vero che è bravo, ma non potrà mai diventare primo ministro ,perchè porta  l’ orecchino e per giunta  è  anche gay dove lo presentiamo.E qui  rientra in ballo il berlusca, che ha detta di  molti è un leader carismatico e vincente perchè a lui si  gli piace la figa e per questo se ci sarranno elezioni la spunterà di nuovo. In mezzo a questo caos cosa si fà?semplice tutti in tv a fare passerella: politici, opinionisti,giornalisti, comici, scrittori, maghi e chi più né ha più ne metta ci si esibisce sciorinando congetture teorie prolisse versando  fiumi di parole, molte  scontate ed  inutili, in mezzo a qualche succinta verità. Noi comuni mortali siamo di qua , dall’ altra parte del video,  carpendo spesso parzialmente i significati di ciò che si ascolta, stando più attenti a cogliere solo gli aspetti più coreografici e gossipari di questi interminabili show,  che ci propinano  una molteplicità di  luoghi comuni conditi da  termini fumosi.Per esempio un aggettivo tanto in voga oggi è meritocrazia, cosa significa esatttamente , la parola meritocrazia è il riconoscere meriti  a chi produce e in qualche modo si mette positivamente in evidenza.detta cosi suona vuota e senza nessun senso perchè raramente applicata. Poi alla fine le discussioni finiscono  con la solita retorica  frase  desolatamente  vera:la politica oggi è in mano a dei mestieranti che né fanno un lavoro,  una volta non era cosi c’ era passione, adesso tutti qualunquisti che curano esclusivamente i lori interessi,  gli  ideali non ci sono più appatengono solo al passato. Si chiude sentenziando ; io la prossima volta non andrò a votare ! In questo marasma di chiacchere, oggi né facevo anche io, insieme ad un mio cliente il quale mi metteva a conoscenza: di un fatto che mi è sembrato molto interessante.La notizia consiste in questo   che nel paese situato nell’ entroterra marchigiano dove il mio cliente abita insieme ad altri cinquimila concittadini .   Il sindaco di questa comunità insieme a  i suoi colleghi assessori di spontanea volontà non percepiscono stipendio da nove anni cioè dall’ inizio del loro mandato.  I compensi   a loro destinati  sono stati riinvestiti, per apportare migliorie importanti alle strade del territorio comunale.Niente male  ho pensato: cazzo in questa italia c ‘è qualcuno che non va e non manda tutto a puttane,per fortuna ci sono ancora persone corrette che non utilizzano la politica a proprio uso e consumo.   Mi è parsa una bella notizia una speranza in mezzo a tutto il ciarpame a l’ aria nausebonda che si respira in questo periodo e mi induce a spiccioli di ottimismo. Queste dimostrazioni di spiccato senso civico possono far  credere  che questa nazione se la può ancora cavare.speriamo bene.

pensiero nella notte

ognuno stà solo nel cuor della terra,                                                    

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera

                             Salvatore quasimodo 

Il poeta figura eccelsa ,della letterutura italiana: nato a modica in sicilia nel 1901 e morto nel 1968. Esprime un suo pensiero una verità assoluta, deteminata sicuramente da lo stato d’ animo di un momento partcolare .

La mia riflessione  vuole inoltrarsi in  un non semplice concetto chiedermi e chiedervi ; siamo poi cosi soli ? veniamo lasciati soli o siamo noi che  propendiamo ad abbandonare gli  altri, lasciandoli soli incontro a i loro destini e isolandoci nei nostri egoismi, badando esclusivamente ai nostri interessi ?  Oppure essendo incapaci di valutazioni razionali che ci spingono a credere di essere  soli, incompresi non sostenuti,  anche quando tutto ciò  non è vero. Perchè non riusciamo a carpire il significato di determinati messaggi che gli altri c’ inviano? Interrogativi arditi e apparentemente di non facile risposta che  meritano un approfondimento attento che potrebbe farci giungere a svillupare dei concetti fondamendali utili che  spieghino  in qualche maniera se il nostro  modo di  porci nel contesto d’ integrazione è quello giusto; per poter poi  migliorare i rapporti con il prossimo, trovando dei compromessi  degli  equilibri.  Cosi da arrivare a vivere in maniera più consona  la nostra esistenza, cercando di essere il più sereni possibile  in pace con noi stessi e con il nostro prossimo.   

ora però io vado a letto magari approfondiamo   domani.

buonanotte .

                                         

san martino

la nebbia agli irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mare;

Ma per le vie del borgo

da il ribbolir dei tini

va l’aspro odor dei vini

l’ anime a rallegrar.

gira sui ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando:

sta il cacciator fischiando

l’ uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’ uccelli neri

com’ esuli pensieri

nel vespero migrar.

                       giosue carducci

 

 

 

san martino 

la  storia brevi cenni

Martino naque nel 316 0 317 nella provincia romana  di pannoia odierna ungheria,da padre miltare. Fu chiamato Martino cioè piccolo marte, in onore del  dio della guerra.Martino giunse a pavia ancora bambino,  dove suo padre era stato trasferito . Martino fù destinato alla carriera miltare essendo lui  figlio di veterano, non voleva intraprenderla e mostrava ripugnanza , poiche la sua aspirazione era quella di diventare monaco cristiano. Martino fù forzatamente addestrato alla carriera militare a soli 15 anni fù obbligato al giuramento.  Fù in breve promosso circitor, il circitor aveva come compito la ronda di notte e l’ ispezione ai posti di guardia. Proprio in una di queste notti, nel cuore dell’ inverno, Martino durante una delle sue ispezioni, incontro per la strada un povero seminudo, essendo senza denari prese la sua spada e taglio il suo mantello una metà  la dono al povero. Si narra che qualche notte dopo a Martino in sogno, gli apparve gesù che sorrideva radioso e riconoscente avvolto in quel mantell . La leggenda narra che per via di quel gesto,  nei giorni vicini all’ 11 novembre, (la data dela sua seppoltura) il clima freddo e umido dell’ autunno si attenua, per dare spazio a qualche giornata di sole, l’ estate di San martino .  Dopo quell’ episodio Martino rimase nell’ esercito ancora 20 anni, poi una volta lasciata la professione, inizio l’ epistolato cercando di convertire i pagani al cristianesimo. In seguito fù ordinato diacono poi prete, alla fine divenne monaco e  a liguge in  francia  edifico il suo monastero. Il più antico conosciuto d’ europa.Martino fù acclamato vescovo il 4 luglio del 371 dalla popolazione di Tours, sovvertendo le gerarchie eclesiastiche. .Anche da vescovo la sua attivita di evangelizzazione continuo contradistinta da una mirabile giovinezza di spirito,lottando con energia contro il male, l’ eresia e  la miseria umana. Mori’ l’ 8 novembre del397 nella parrocchia di condate dove si era recato in visita. Il suo corpo fu ricondotto a tours navigando sulla loira; l’ esequie furono celebrate l’ 11 novembre, le spoglie furono deposte secondo il suo volere in una modesta e semplice tomba ,  nel cimitero di tours.all’ esequie era presente una numerosa folla ,che l’ accompagnò in preghiera nel suo ultimo viaggio.

La festa di San Martino si celebra tutti gli anni l’11 novembre.

A San martino è uso festeggiare con  parenti e amici andando a cena. Le pietanze che si propongono solitamente sono : carni di maiale,costatelle, salsiccie,fegatini,tutte cotte rigorosamente sulla brace.Si assaggia il vino novello e per finire si mangiano castagne. Qui nel piceno accompagnate con dell’ ottimo vino cotto fatto in casa, oggi purtroppo merce rara.           

Dopo aver pasteggiato e bevuto in abbondanza come tradizione, si svolge la corsa dei cornuti, l’ ultimo arrivato secondo credenza popolare è quello a cui pesano di più le corna e di consenguenza il più tradito. ” IL RE DEI CORNUTI” viene premiato solitamente  con un portachiavi inevitabilmente a forma di corna.

L’ origine di questa simpatica tradizione non è ben chiara. Cè chi la riconduce ai longombardi che per festeggiare il santo: sfilavano in parata con elmi ornati con delle corna bene in vista. Dopo la sfilata  si esibivano sfidandosi  in prove di forza e abilita : corse, salto della fiamma e duelli con le spade. Un altra ipotesi è quella che i contadini portavano al mercato  mucche e  tori,compresi quelli che  solitamente erano destinati ai padroni, facendoli cosi cornuti.Le bestie vendute meglio  venivano fatte gareggiare in una corsa . Un’ altra ipotesi la più avvalorata risale agli 50. Nel  giorno di San martino  si svolgevano diverse fiere. Gli uomini che esponevano le  mercanzie,per vigilare i propri prodotti erano soliti passare la notte precedente  alla fiera nella piazza, dove il giorno dopo si sarebbe svolto il mercato. Costretti però a Lasciare cosi  sole le mogli a casa, ma pare che la maggior parte di queste signore non erano poi cosi sole. Sembra che altri uomini  andavano a trovarle per passare la notte con loro consolandole dell’ assenza dei loro mariti.L’ indomani i consolatori uscendo dalle case, goliardicamente affiggevano sulla porta di ingresso, un disegno con un bel paio di corna ritratte.Tutti i poveretti che ne avevano ricevuto dono, tra l’ ilarita generale, alla fine della fiera dovevano competere  in una corsa.La famosa corsa dei cornuti. Ovviamente quello che tagliava per ultimo il traguardo era il più cornuto. Io quest’ anno non ho corso e voi quanto siete arrivati? 

storie d’ autunno

In uno sperduto borgo dei  monti della laga, in una piccola piazza,  seduto su dei  gradini di marmo bianco  usurati inesorabilmente dal tempo. Rimugino su i miei pensieri  godendomi  briciole di sole novembrine. I miei capelli vengono sfiorati da cheti aliti  di vento morbido che flebile soffia. Ne ascolto attento il suo respiro. Un cagnolino meticcio color beige si aggira pigro, tranquillo, apparentemente sembra  che non sappia né cosa fare  né dove  andare. Ad un tratto si avvicina, mi annusa poi si allontana scodinzolando spensierato. Silenzio, esclusivamente  silenzio: quello che avvolge  le prime ore del mattino  nello sparuto  paesino.  Tutto tace, tutto appare immobile, statico; i panni stesi alle finestre  gli donano un tono vivace rendendolo più colorato.   Un uomo di mezza età, dal passo sicuro e veloce mi scruta severo  per qualche attimo, poi tira dritto per la sua strada. Decido di  alzarmi e inizio a camminare lento  nelle vie del piccolo borgo montanaro; imponenti le montagne con le cime imbiancate di fresco, che lo decorano degnamente  facendogli da preziosa cornice,  tracciandone i limiti con il cielo e isolandolo dal resto del mondo,come a proteggerlo dal caos, dal marasma e dagli stress della vita urbana. Una donna giovane, curata, ben messa nel fisico, ancora in pigiama spazza sull’ uscio di casa. Mi sento come se avessi violato un’ intimità entrando senza permesso in un sito dove non potevo. La donna leva il capo alzando lo sguardo verso di me  senza distogliere l’ attenzione dalla sua principale occupazione,  mi saluta cordiale abbozzando un lieve sorriso, ricambio gentile con un bel tono di voce, dandogli il mio buongiorno. Proseguo  la  visita attraverso le anguste stradine  mirando con attenzione, affascinato,  le case tutte costruite in pietre, tufo e travertino. Le architteture, è vero  spartane, ma ben congeniate e funzionali. Oggi molte di queste abitazioni sono state ristrutturate con attenzione,curate scrupolosamente nei particolari in modo da  non stravolgere la naturale  dimensione  rupestre dell’ ambiente, rendendo il luogo armoniosamente caretteristico. Mi fermo alla fontana appena fuori dal paese, bevo a piccoli sorsi  l’acqua gelata, pura, un vero e proprio energetico. Mi incammino per   una strada brecciata  che  conduce   al bosco. Il  paesaggio è stupendo, i miei occhi sono estasiati da tutto il belvedere. Percorro la strada bianca, lentamente arrivo nel bosco, abbandono la brecciata e proseguo su una carrareccia sterrata dove sorgono freschi  solchi segnati da gomme di trattore. Mi immergo in una infinità di castagni, faggi, querce, noci. I colori dell’ autunno mi avvolgono in un manto variopinto di  rosso porpora, giallo ocra e le più svariate sfumature di verde. Rumori di rami che scricchiolano   fanno intuire che il bosco è vivo, popolato dai i suoi numerosi e variegati abitanti, timidi, riservati, nascosti, rapidi, agili, come lo scoiattolo che vedo schizzare via velocissimo, volteggiando aggraziato, come il più consumato degli acrobati.  Il silenzio viene improvvisamente spezzato da voci fragorose, allegre:  sono  uomini e donne, circa una decina, che raccolgono castagne nel  podere di proprietà, pulito e tenuto ordinato allo scopo di facilitare la raccolta del frutto . Mi salutano vivaci, il più anziano mi invita a bere un buon bicchiere di vino rosso. Accetto senza troppi complimenti, ne gusto l’aroma e lo mando giù lentamente, chiacchero con loro sull’ andamento della raccolta, chiedo anche informazioni sui funghi, se ancora se ne trovino.   Mi rispondono si, qualcosina ancora viene fuori ma roba di poco. Finisco il mio vino,  mi infilano a forza nello zaino un po’ di castagne che non volevo accettare  per  educazione, semplice forma. Contento del loro  gesto, li saluto rigraziando di cuore per l’amichevole accoglienza. Proseguo la mia passeggiata  inoltrandomi sempre di più nel cuore  del bosco. La carrareccia diventa sentiero, i sali scendi sempre più ripidi, le gambe  poco allenate  iniziano ad essere indolenzite e  a farmi un poco male, ma non importa ,sono felice, sodisfatto.  Gli odori erbacei da i mille aromi mi stordiscono entrandomi nello stomaco, nella testa, fino a sfiorarmi l’ anima. Dopo un’ ora di scarpinare,  stanco mi siedo,  accendo il mio sigaro, aspiro boccate profonde, saporite. Bevo  acqua dalla mia borraccia, spengo il  sigaro, lo ripongo nello zaino e riparto. Il sole stenta sempre di più a filtrare tra i fitti arbusti, l’ aria diventa sempre più umida, mi sto avviando  stanco verso la valle. Esco dal bosco: torna il sole a brillare luminoso sul pascolo, un prato verde  smeraldo. Cinque sei mucche ingorde ruminano beate, rimanendo indifferenti al mio passaggio. Sono giunto di nuovo nel borgo,  ora più vivo, più movimentato, intriso di odori, sapori di autunno, profumi di cucinati che escono golosamente  dalle case, spandendosi nell’ aria. Noto  un’ osteria, assetato come sono  varco la soglia   l’ interno è polveroso, sgarrupato come lo sono i  due vecchi che giocano a briscola, bevendo vino e litigando bonariamente tra loro sfottendosi a vicenda. Chiedo  birra e gassosa, me la gusto come se fosse champagne; mi rivolgo all’ oste domandandogli se si può fumare. Appurato che lui stesso lo stava facendo,   ridendo mi risponde di no. Io gli sorrido, non lo  prendo affatto sul serio e accendo il  sigaro in totale libertà.  Vedo sopra un tavolo un quoditiano giacere solitario, lo prendo,  lo inizio a leggere; poco dopo mi rendo conto che c’ è qualcosa che non va.   Certo che non va! è vecchio di tre giorni. Proprio vero, il tempo da queste parti è sovranamente  lento, sempre un passo indietro, costantemente in ritardo. Faccio un altro sorso di birra,  va bene cosi.

 castagne

le castagne sono un frutto atipico poiche sono ricche di carboidrati complessi (amido)sono buona fonte di fibre potassio e vitamine l’ amido con la cottura si trasforma in zuccheri semplici conferedone la dolcezza tipica. Insomma sono buone ma attenti alla linea.Per centinaia di anni le castagne per le popolazioni degli appenini sono state un bene prezioso perchè hanno rappresentato la fonte alimentare principale per l’ autunno e l’ inverno.Le castagne sono il tipico prodotto autannale cadono spontaneamente dall’ albero e si raccolgono due volte al giorno da ottobre a dicembre. I prodotti derivati dal frutto come la farina e le marmellate si possono conservare a lungo. La distinzione tra marroni e castagne sostazialmente è questa: i marroni provengono dall’ albero coltivato e migliorato con innesti .La castagna invece è frutto dell’ albero selvatico le castagne sono più piccole dei marroni e si sbucciano con più difficoltà rispetto agli stessi.  Il marrone sul mercato ha un costo più elevato ma non è detto che sia sempre più buono della castagna.I marroni o le castagne possono essere principalmente fatte in due modi o bollite in dialetto denominate caciole o arrostite con la tradizionale pentola forata detta nel linguaggio locale arrestetora. arrostite risultano più pesanti meno digeribili ma secondo me sono di gran lunga  più buone soprattutto se accompagnate con un buon bicchiere di vino cotto.

 

in cucina

castagne arrosto \ lesse

antipasti con castagne

castagne al lardo

insalata con marroni

primi piatti

riso con le castagne

zuppa di farro e castagne

crema di castagne

taglierini al bosco con porcini e castagne

secondi piatti

fagiano con purea di castagne

tacchino ripieno ai marroni

agnello alle castagne

petto di pollo marroni e vino rosso

lepre ai marroni

contorni

verza farcita ai marroni

marroni gratinati

dolci

monte bianco, marron glasè,castagnaccio, marmellata, crispella ai marroni,

rotolo di castagne,tronchetto di marroni.

buon appetito ma poi non lamentatevi quando vi andate a pesare ah ah ah……………

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