Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Lasciami

Nel caso non lo sapessi

ora lo sai

nel facinoroso e nelle battaglia

il sapore del vento e quello dei fiori

erba recisa profumi

fiori di limoni

nel caso non la sapessi

ora lo sai

sei entrata nel mio giardino, lo conosci

saccente, ignori il seme, la rosa, l’ ortaggio

io concimo innaffio vedo crescere

tu calpesti tu ignori

la speranza, la gioia, la vita

non è cosa tua, ora vattene

lasciami solo con i miei profumi

con gli odori delle speranze

vattene non capisci

ignori.

lasciami ai miei fiori, ai delicati profumi

lasciami perfida anima nera, assurda vaghi in me

cocente e distruttiva sbavando perverse oscenità

vattene via lontano dissolviti

per favore… lasciami.

 

ALLA PARTE PEGGIORE CHE STAZIONA IN ME. VATTENE… LASCIAMI.

 

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Una luce spenta

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Ossessioni, percorsi illogici

strade diverse, deviazioni

incolmabili disagi

luoghi comuni, cumuli di parole

sciami di urla

massacri

silenzi blasfemi, pesanti

nessuno ha veduto

nessuno ha udito, parlato

mura bianche carta macchiata

una rossa rosa disegnata nel sangue

una farfalla dalle ali spezzate

un velo nero

lacrime inutili

giace nel freddo pavimento

tra sassi e formiche

tra il letame e l’indifferenza

pietà e lenta decomposizione

il vento non è buono

il marciume divora il pianeta

follie stabili feriscono, trafiggono il cuore

lo torturano fino a ucciderlo

una luce spenta esprime il senso di un devastato vissuto

deserti aridi vivono nelle nostre tribolate anime

sotto il cielo rimane soltanto una breve luce spenta

 

Noi saremo

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Vedo la tua corazza sgretolare

occhi privi di speranza, i nostri

vivere, di nuovo brillare

un incontro, poche le parole

odissee di emozioni

il sangue lega, stringe, fortifica.

Non sarà facile. No. Non sarà facile.

Noi comunque ci proveremo

e come dici tu vedremo

e sai, aggiungo io,

forse e probabilmente ce la faremo

un mattino nel sole, noi saremo.

 

Resistete o popolo

080

Resistete o popolo

trucidate

assassinate

morite

per la dignità per la libertà

dei figli e i figli dei vostri figli

per coloro che si tingono di futuro

rendetevi liberi dalle vostre innate performance di schiavitù

dalle cattive abitudini

illusioni di un povero pazzo, di un sognatore senza sogni

No.

non lo farete mai, non lo faremo mai

ordunque; pensate, e almeno

annullate il vostro ego, distruggete il vostro vivere corrotto

le troppe ipocrisie

non predicate bene razzolando male

non additate gli altri come colpevoli

gli altri siete voi, siamo noi

vivete senza arrogare sudici diritti

resistete a voi stessi e le subdole ingordigie

costituitevi alla clemenza, alla non indifferenza

salvatevi, salvatemi

resistete e il mondo forse e sicuramente ne beneficerà

fino a divenire addirittura migliore

resistete a voi stessi e tutto andrà meglio.

Noi siamo gli altri

Gli altri siamo noi.

resistete, resistiamo.

 

 

086

Piansi un frutto goloso, peccato del mio ventre

un uomo, un Dio, nessuno,

non conosco, ignoro il dolore

bramavo l’ amore e il turpe sesso

nella selvaggia tempesta…

nuda

piango nel supplizio eterno

chiedo perdono al padre

allo spirito remoto al nefasto impero

raccolgo stille di sangue e sudore

mi pento, credo

ora spero nella nuova vita

nella mia nella tua

perdono perdono perdono

il cielo s’ inarcò e il sole guaì

luce

io puttana misera servitrice

Maria Maddalena il mio nome

credo

al tuo regno

al tuo calvario al tuo essere uomo

credo o mio signore presunto amore

credo e vedrò la luce della tua eterna sofferenza

credo o mio signore

perduto amore… credo

 

BUONA PASQUA A TUTTI

Nazzareno

Fiocchi di sole

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Fiocchi di sole disegnano il corpo

fragili i capelli scintillano

tu bella da far male

origlio il tuo vivere

ti sussurro in voluttuosi sguardi

nel cruciverba degli incontri incrociano i tuoi

latte e fragole, tu

té all’arancia, io

baci accesi, di colpo soffusi

mormorano nel nostro ardito dialogo

ti spengo mi spengo

non vivo se non vivi

amaro torno a casa

non ho alibi né aria né tempo

Bologna, il destino, la stazione un arrivo

rivivo e riaccendo i ricordi

aspettando la tua presenza,

il tuo sorriso, il nostro amore.

Se nulla accadrà

015

Ascolto il tempo fuggir dal suo sconquasso diurno

felpato nella notte abile come un ladro

intacco il suo andare con gli aromi dei tabacchi da pipa

li aspiro nelle mie brevi pause

non comprendo e sono deluso dal sobbalzare isterico delle stagioni

volgo lo sguardo al monte, grappoli di gocce sospesi, maturi

pronti per la bagnata vendemmia

anche oggi pioverà, fa nulla sono stanco

lungo il viale, fioche le luci

poche le anime, il vespro, il respiro del mondo

sussulto, mi scopro seguito, non ho paura

soltanto infastidito non me curo

osservo il monte, mi specchio in una pozzanghera non mi riconosco

fa nulla, allungo il tempo, annuso il destino

come fiume seguo il mio corso

a valle qualcosa avverrà

altrimenti uguale sarà se nulla poi accadrà

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