Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Nessuna prospettiva

Il lume dei ricordi rimase acceso

scintillar di lame, urla feroci,

preghiere nel tempio

nessuno pote mai esimersi dal verbo sacro

il signore, lo impresse a fuoco nella sudata roccia

ciò non poteva essere dimenticato

l’ uomo ci riuscì.

Soltanto un perché

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Libero

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Pura vita.

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Resisto nell’angolo buio delle perdute speranze
ho paura della luce,
vivere il giorno è un tribolare eterno
nel bozzo di stracci resto
ermetico con tutte le mie fobie e misere certezze
un grido dall’esterno s’imprime con forza
energia
forse è dolore rabbia sofferenza chissà?
forse c’è bisogno di me
forse
no, rimango, non mi riguarda
la luce mi acceca
il pianto soffoca gli occhi e il cuore
è vita, soltanto pura vita.

Resistere per vivere

Dobbiamo resistere, non possiamo uscire di casa, è giunto il momento di stringere i denti, di essere consapevoli,sensati, cercare di non farci prendere dal panico, per quanto è possibile restare lucidi. Doveroso capire che la natura si è ribellata, probabilmente si è stancata della nostra specie. Abbiamo soltanto un opportunità, quella di modificare il nostro approccio alla vita e non soltanto a parole. C’è bisogno di consistenti aggiustamenti al solito modo di fare. Lo sfrenato consumismo, i ritmi frenetici, il sempre di più ci hanno fatto giungere all’egoismo e alla malvagia ingordigia. L’uno contro tutti non riflettono altro che odio, stress e miseria, sia economica e soprattutto interiore. Le nostre anime si sono danneggiate, sono malate, vanno necessariamente curate. Si deve anche se per molti non sarà semplice comprendere che abbiamo ecceduto, oltrepassato i confini del naturale sistema vitale e ora abbiamo paura. Speriamo di superare questo brutto periodo e di uscirne più forti, più saggi. Imparare dagli errori commessi, questo deve essere il dogma.
Ognuno di noi può dare il suo contributo e con degli accorgimenti basilari la vita potrà tornarci a sorridere e la natura forse ci perdonerà. Attenzione però potrebbe essere l’ultima volta.

Mi stringo a tutti i parenti delle vittime, ai positivi del covid 19, a chi sta male. A tutti quelli che stanno lavorando, in primis medici e infermieri forze dell’ ordine, vigili del fuoco. A loro va il mio più sentito GRAZIE.
Auguro a tutti noi di farcela e di superare questa bruttissima situazione e uscirne in qualche modo migliori e rafforzati più di come siamo messi oggi.
Saluto tutti con grande affetto
Nazzareno

So di amarti

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All’alba il respiro, il vento

foglie in autunno

i miei passi,la salita

corro,torno a sperare

a vivere non mi arrendo

perché so di amare

stolto lo dimentico

le tue risate, le aspre parole

il malessere

gli unici amici,

esiliato corro

all’ unisono:

la terra, il cielo, il cuore,

pulsano,

ti penso e maledico il tempo errato

il codardo vivere

so ti amarti, non ho un motivo,

ma sono certo e mi perdo

so di amarti

un giorno saprai che ne sono stato capace

io so di amarti perché ti amo.

tra foglie morte e colori vissuti corro

ti penso ti amo in questo inquieto vivere

ti amo è vero.

Perché?

perché so di amarti

dritto al tramonto

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Il cuore tornava lento alla sua dimora

scalfito dal frastuono delle veementi emozioni,

brandelli di passione regnavano impoveriti nel vuoto di quella stanza.

L’ uomo barattò il silenzio per un gatto nero,

gli occhi hanno smesso di brillare,

di vivere.

Rimane accesa una illusa speranza,

il colore, il sorriso, il ricordo di te

nella via del destino, esposto all’infinito

ti penserò ad ogni canto di stelle,

a ogni suono di vento,

affacciato al balcone della vita

inalerò brezza

e tutti i giorni

un sogno veleggerà immerso in una favola

incontro al proprio orizzonte

dal ginepraio della vita mi isolerò

dritto al tramonto

nella speranza,

nel silenzio di un cuore,

il tuo

 

BUON 2020 a tutti

il tempo

 

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Il tempo ascolta il tempo

il pulsare del cuore

gioco di specchi, antiche magie

riflessi, inganni, refusi

inesorabili  abitudini

il tempo

transuma nei pensieri

affonda nella radici interiori del profondo

scruta osserva e passa

io resto e aspetto

il mio vivere qui

sognando un giorno felice

che sia ieri, oggi, non lo so

forse domani…

Io aspetto.

 

il vento

Non ci sono parole da dire, soltanto un gran dispiacere e tanta tristezza.

Eri e sarai sempre il mio buon vento.

Ciao Ivana.

Semprevento's Blog

DSC_1394Già, il tempo è scaduto ed io devo andare.

Il mio andare è restare qui, senza poterti dire quello che penso.

Ma tutto mi appare più chiaro, indelebile.

Hai scelto il silenzio . E sia, silenzio avrai.

Buon cammino .

Il mio sarà sempre in compagnia di chi non mi ha tradito mai.

Il tuo… non lo so.

vento

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Cenere

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Un suono, un giocattolo rotto
clamore e stupore, vetri infranti
giochi e cattivi esempi, uomini
assurdo pensare alla salvezza di qualunque natura essa sia
il bicchiere è vuoto, l’ho bevuto.

Adesso cosa succederà?

In quale luogo sarò collocato?
Piove, acqua oscena, sporca.
Drammi non ne farò, oltre le nuvole volerò
il passato non ha pulito l’ anima
ha solo sdrucito la già risicata dignità.

Ferite come solchi, fratture nella mente
cosa me ne faccio di una vita se non so come viverla?
Qual’è il mio ruolo in questa terra?
Quesiti al futuro, paure al presente,
brividi nelle notti, infinite, lucide, insonni
senza stelle e nessuna luna
come foschi presagi ombre, gatti neri,

neri, come la pece.

Cosa sarà di questo vivere?
La sorte vigliacca e assassina alberga ibrida

camuffata nella cenere di un fuoco oramai spento.

 

Poesia scritta nel febbraio del 2014 in un evidente stato di euforia. L’ho trovata per caso, mi è piaciuta l’ho pubblicata

Un saluto ancora a chi di tanto in tanto visita questo mio trascurato, ma amato blog.

Grazie

pizzaballa

Te recuorde nanze a lu barre a Porta Capeccina?

Eravame frichì c’ avevame li cazzelette corte

oh, ma mica sentavame fridde, pure se era gennare

do tire a lu pallò e può tutte annanze a Guerì

a scambia li figurì:

ce l’ ho, c’l’ho, me manca, oh pizzaballa chi lu tè?

no, però tenghe lu scudette dell’ Ascule!

Che bieglie tiempe, quanta spensieratezza

magari arevenesse e, che glie vuo fa? Lu tiempe passa…

Rengrazieme Criste che ancora steme ecche a raccunta.

Vabbè mo però famme rii che senno mogliema chi la sente?

E’ pegge de nu carabbeniere, ma che glie vuò fa?

Chesta è la vita adde che li fugurì

può alla fine amiche mie sa che te diche ?

Vabbè pure cuscì

scambio di figurine

Una danza malinconica

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Inerme non reagivo

l’ inferno intorno a me

fiamme divoravano il presente

uccidevano le speranze di un presunto futuro

alberi piangevano morendo

la mia gente, i miei luoghi, Leggi il seguito di questo post »

Ricordi d’ estate

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Ricordo un mattino d’ estate

grappoli ancora acerbi pendevano dal verde fogliame

mia nonna, le sue ciambelle che odoravano di sorrisi

la fonte, la gioia di quell’ acqua fresca, pulita

il marmo, i giochi, fantasie di bambino

il silenzio dell’ essere soli

la scuola era finita, il mare un miraggio

la mia fonte, la mia spartana felicità

faceva caldo ed era soltanto l’ inizio di una lunga estate

la mie sole amiche l’ acqua, la fonte

ricordi di un infanzia oramai lontana

troppo lontana.

Non togliermi i sogni.

Non togliermi il sorriso, i sogni

illudimi che un futuro esista davvero

che sia possibile, che sia pane, acqua, sia vita

non uccidere la mia anima, rendi il mio pensiero libero

di viaggiare, vedere e perché no estasiarsi

lottare

per qualcosa di profondo, certo non il banale.

Non togliermi i sogni per favore,

no quelli proprio no.

Non posso permettermelo sarei già morto.

Ora guardami, prendimi la mano e portami via con te

insieme assembliamo il concreto

che possa somigliare a un qualcosa che brilli

magari sarà una stella.

Lacrime di stelle

Trovai l ‘amore in un rogo di spini

mi punsi fece nulla,

gocce di sangue caddero sulla bruna terra,

perverse e commosse

ti amo nella vita inciso rimase, emozioni

gli occhi tuoi furono miei

un grido di speranza, follia

dissacrante fobia

inutile chiederti ciò che non avevo

e non avrei mai avuto

serrai il cuore al petto

e illuso d’ amore

capii che non mi bastavo

continuai a chiedere

non ebbi risposta alcuna

nessuna importanza capii di non avere altra scelta

dovevo, non potevo che rimanere

chiusi il sogno e iniziai a vivere

il caldo della notte sciolse il cuore

nel buio una cascata,

piansi lacrime furono stelle.dsc_1977

La Pasquella

nazzablog

Bona sera o gente amica

e che die ve benedica

mo ve canteme che tanta allegria

bona pasqua e la befania

 Strofa iniziale de la pasquella

La pasquella  canzone che si cantava molti anni fa la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Ci si riuniva in gruppi di amici e si andava in giro per le case di campagna.  Occasione di festa, un ottimo modo per  stare in compagnia e, soprattutto nell’immaginario collettivo serviva per augurasi un buon anno e, si sperava in una abbondante prosperità della terra. Avvenimento fondamentale in quegli anni, dove la sopravvivenza delle famiglie era legato molto ai raccolti agricoli. 

Questa tradizione si è persa nel tempo. Oggi si sta recuperando già da qualche anno e i gruppi che praticano questa bella e antica tradizione ogni anno aumentano. Oggi rispetto ai tempi passati più che nelle case si va in giro per locali…

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2019

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Affrontiamo il nuovo anno con coraggio e dignità. Aggiriamo le difficoltà con impegno e  seria determinazione. Non generiamo rancori, orniamoci di buoni propositi. Facciamo in modo di non cadere nel tranello dell’ intolleranza, del non ragionamento, non odiamo. Non svendiamo il diritto di essere liberi.  Leggiamo, istruiamoci, così da poter esporre pensieri propri, spezziamo il flusso negativo, torniamo a sperare, finché la visione del  futuro ci appaia meno triste. Riappropriamoci di noi stessi è l’ unico modo possibile per avere ancora fiducia nel prossimo. Non facciamoci abbindolare da false promesse e cattivi intenti. Coltiviamo buoni sentimenti, ne gioveremo e potremmo raccogliere solo che amore. Nel 2019 impegniamoci a costruire un mondo migliore, ognuno come meglio può. Vedrete non sarà difficile, basteranno piccoli gesti, poche buone cose e giorno dopo giorno la nostra vita risulterà sicuramente più leggera e, magari saremo anche soddisfatti di viverla.DSC_1599

BUON 2019 A TUTTI

HAPPY NEW YEAR

BONNE ANNéE

FELIZ ANO NUEVO

Non abbiate la visione della vita da una solo prospettiva, a volte basta cambiare soltanto il punto di osservazione e tutto ci potrà apparire diverso. Nulla è perduto. MAI.

AUGURI E BUONA FORTUNA

Nazzareno

Dedicata a te

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Ricordai il tuo viso delicato

intriso nella brezza del mattino

ricordai

il sole, tutti i giorni si spaccava la schiena

in un tremore mistico sorgeva possente nel blu dipinto

anche quel mattino c’era.

Defilato, nel teatro di un’alba

mi resi conto in quel preciso istante

celato tra  mille fobie e stordito dal fomento di un universo acceso

non avrei avuto più la forza di sparire

non dovevo, non potevo altrimenti

non avrei concesso il mio pensiero

le mie sconfitte, le paure, il fragile essere me stesso

per alcun tormento a nessun prezzo

non più, non in quel momento o qualunque fosse stato,

comunque mai più.

D’ incanto ricordai; eri al mio fianco

ancora intatta nell’anima e più bella che mai

il sole brillava in una cupola cristallo

questo amore tra le stelle e le nuvole

rifletterà aureo più del sole stesso

puro come l’ anima, una verità infuocata

sarà unico, sarà nostro

la gioia di averlo custodito e difeso oltre le intemperie

vivido diamante

memoria di una meravigliosa storia

chiamata all’ infinito amore.

 

Perché gli anni fuggono, tutto muta, si trasforma, certezze si dissolvono, altre ne prendono il posto. Tutto da verificare, chiarire, analizzare. Insistere, andare avanti, passo dopo passo, abbattere e ricostruire, poi sempre qualcuno e qualcosa da affrontare, da tenere a bada. Al termine ci si rende conto che ci sono pochi valori per cui non ci  possiamo mai permettere di arrenderci e uno sicuramente sei tu che da tempo degna resisti al mio fianco. Sono passate diverse stagioni da quando non ti dedico più nulla. Questo mio tenue, ma costante rifiorire mi rende consapevole della tua importanza al mio fianco e quanto giovamento nutro da quel sentimento a volte confuso come spesso è l’amore. Oggi mi pare sempre più nitido, meno sfocato, sicuramente maturo e ancor più presente nella mia, nostra vita. Ed è per questo che la mia dedica è per te mia cara Rosa e al nostro vecchio e mai sconfitto AMORE.

 

A ROSA.

Diario di bordo

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Cronaca di una domenica d’autunno, correva l’ anno 2018. Orizzonte piatto, mare calmo, bonaccia assoluta. La noia regna a bordo della Panorama, l’equipaggio sonnecchia indolente. Qualcuno per non essere ingannato dal tempo gioca a dadi, altri soffrono di un silenzio assordante e disparate malinconie. La radio di bordo scricchiola, messaggi dalla terra ferma, nessuno pare essere interessato, almeno non più di tanto. La voce afona, sperduta rende monotono il tutto, la notizia dell’ ultima ora è di poco conto. L’ Internazionale vince il derby della Madonnina in pieno recupero e pare che il fenomeno di Gigi Donnarumma, portiere del Milan abbia confezionato l’ ennesima papera. Giuseppe il cuoco, arriccia il suo grosso naso color porpora e tracanna ancora una buona sorsata di rum. Qualcuno bestemmia, non certo per la vittoria dell’ Ambrosiana, ma per un malessere del tutto suo. Circo Massimo, Roma. Il partito degli onesti sta mettendo in atto la solita sceneggiata, l’ ennesima farsa. No condoni, in galera gli evasori, mai con la lega. Festeggiano stappando bottiglie di spuma scadute e acqua biologica. Le loro bugie e le tante ipocrisie sperano in un mondo migliore, il loro piccolo mondo, quello che riguarda esclusivamente i propri privilegi. Sono pieni di contraddizioni, non capiscono e hanno troppe ambizioni, non hanno studiato, ma credono di si. I pagliacci mascherati da generali si affannano in proclami stantii e allucinanti, seguono velenose considerazioni anti governative, qualcuno tra la ciurma nell’attimo ascolta distratto, riflettendo pensa,” ma è possibile che non si sono accorti  di essere loro il governo? Ora il potere è di loro proprietà. Quanta ipocrisia, quanta inutile banalità, infetta aria fritta.”

Il tempo avanza imperterrito, le condizioni climatiche inesorabili mutano. Beceri squali ruotano indispettiti intorno alla Panorama, disegnano sciagure nel mare petrolio, non hanno più pazienza, sono affamati e assetati di sangue. Peppe lo Scarno afferra un fucile e spara proiettili, non colpisce assolutamente nulla. Tutti ridono e la nave lentamente continua nella sua mesta movenza. La terra ferma soltanto un ipotesi, nient’altro che una risicata fantasia, nessun avvistamento. I radar sono fuori uso, si naviga a vista, ora dopo ora, giorno, dopo giorno. Niente accade. Il comandante  si è rifugiato nella sua cabina, posta al centro del prezioso ponte denominato di comando. Con lui la sua donna, una giovane donna senza alcuna morale. Sgherri sorvegliano la dorata sicurezza, sono drogati di oppio e forse anche ubriachi. Tatuaggi e coltelli, digrignano i denti e non fiatano, assorbono rabbia e odio. Venti di gelo spirano nel mondo, lontano e vicino, presagi nefasti.  L’ equipaggio è stanco, qualcuno sta male. La notte torna a colare pesante sul mare, sulla nave e su ogni altra visione. Non resta che la speranza, il poco cibo e alcol in abbondanza. Uomini allo sbando, vittime predestinate, si sono lasciate ammaliare, convincere da un rampante e spavaldo capitano. Nel tempo che fu osannato  ora dissacrato e screditato. Cosa si può fare? Nulla oramai è tardi, troppo tardi. Chi vivrà, vedrà. Quel poco che ci sarà rimasto da vedere,  sono certo sarà poca cosa, davvero niente più di niente. Il rumore delle pigre onde, qualche sparuta stella e, un timido spicchio di luna i ridotti amici rimasti ad accompagnare l’ inutile viaggio. Domani sarà di nuovo lunedì . Buona fortuna marinai. Ne avete davvero bisogno.

Dal diario di uomo che vuole essere libero, dal profondo del suo concetto, più della parola stessa. Libertà.

Che tu sia.

 

DSC_0908Guarda lontano, oltrepassa i confini,

vivi il mondo è la tua casa

spingiti oltre non pensare a ciò che stato

non simulare, non fingerti ferito, morto

sporcati di umanità, non aver timore del giudizio,

sfida la mediocrità, abbattila

si il risolutore, non esserti nemico,

che tu sia l’ ultimo baluardo,

scocca il tuo dardo

infuoca, rivoluziona, inventa, si ragionevolmente folle

gocce di sudore, di sangue, che sia libertà

che sia fuoco che sia cuore

amati e ama e i sogni avranno vita

non arrenderti. Mai.

Oltre ogni energia, tragedia, tempesta

quando sarai solo tutto è avverso

resisti, non deluderti

un credo alberghi in te un urlo di ribellione

Che io sia.

 

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