Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Noi non ci saremo

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Nuvole grigie, tristezza e fumo nero

macerie

mi aggiro nel vuoto nella bufera

desolazione ricordi e rabbia

nulla si può

inermi alla tragedia

madre terra scossa si è difesa

ribellata alle ingordigie dell’umano essere

vergognoso teatrante artefice di maschere mostruose

invaso e invasato, ora barcolla

ora ha paura

nel cielo velato di nostalgia

preghiere nell’ assurdo

non siamo nulla,

polvere nient’ altro che polvere

piccoli come  insetti

vuoti come scatole di cartone

inezie dannose nel progetto immenso

inesauribile.

Noi non ci saremo nessuno ci sarà

 

 

Un pensiero alle vittime di tutti i terremoti, le guerre, le carestie.

L’ uomo  distrugge l’ uomo.

la fine è all’inizio

 

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Avrei risolto le mere facezie nel non nulla
Oscar dissentiva
la donna osservata vestita di sola pelle
drogata aspirava miscele primitive
uomini sbavavano, un papa reggeva il dissesto
inferno di vino in vino
bicchieri a oltranza
la fine è all’inizio
fiamme e champagne aragoste e noci
un banchetto diabolico
nessuno avrà l’ assoluzione
nessuno morirà sul serio
orgie di corpi e parole
verbi distanti, dissonanti
nessun re nessuna reggina
fuoco in paradiso
sciami di veleni
soltanto illuse gioie
nessun dolore nessuna resa
coaguli di voluttuose perversioni
un oceano di vere ipocrisie

niente altro che convinzioni squilibrate

basate nell’urgenza di una dissennata oscura avidità

non ho mai incontrato te

e credo mai succederà

ora proseguo nel mio astratto vagare

solo, fino alle fiamme, nel fondo, fino al cuore.

L’uomo e il mare.

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Nuvole ansimanti, balene nere

un mare giovane, ribelle urla

il dolore la sua rabbia la gioia della certezza di non morire

mai

eterno

scogli umidi, tumoli di ghiaccio

nessuno si impadronisce dei pensieri

al burrascoso richiamo resisto

immobile ostento una cospicua spavalderia

occhi stanchi membra disfatte

nel tempo dal gelo

dilaniato dalle tante siccità

stoicamente illuso aspetto

 

Le parole non dette

 

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Bruciano, rovi in gola

fuochi mai spenti

collassano come angeli mai nati

s’ inchiodano, inchiodano

malesseri

verità inespresse

allarmano preoccupano agitano

gioielli invisibili non brillano

stordiscono

le parole non dette rimangono

a volte curano, non fanno male o meglio sì

comunque non uccidono

bufere di silenzi, sagge  tacciono

le parole non dette

non fuggono non giudicano non urlano

mute come sassi al fiume

nodi allo stomaco

naturalmente vivono

imprimendosi fin dentro il crepuscolo

di un cuore che le sa ascoltare

possono perdersi e ritrovarsi

possono odiare

non lo fanno e spesso come fragili fanciulle chiedono perdono

e infinitamente amano

 

 

Lasciami

Nel caso non lo sapessi

ora lo sai

nel facinoroso e nelle battaglia

il sapore del vento e quello dei fiori

erba recisa profumi

fiori di limoni

nel caso non la sapessi

ora lo sai

sei entrata nel mio giardino, lo conosci

saccente, ignori il seme, la rosa, l’ ortaggio

io concimo innaffio vedo crescere

tu calpesti tu ignori

la speranza, la gioia, la vita

non è cosa tua, ora vattene

lasciami solo con i miei profumi

con gli odori delle speranze

vattene non capisci

ignori.

lasciami ai miei fiori, ai delicati profumi

lasciami perfida anima nera, assurda vaghi in me

cocente e distruttiva sbavando perverse oscenità

vattene via lontano dissolviti

per favore… lasciami.

 

ALLA PARTE PEGGIORE CHE STAZIONA IN ME. VATTENE… LASCIAMI.

 

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Una luce spenta

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Ossessioni, percorsi illogici

strade diverse, deviazioni

incolmabili disagi

luoghi comuni, cumuli di parole

sciami di urla

massacri

silenzi blasfemi, pesanti

nessuno ha veduto

nessuno ha udito, parlato

mura bianche carta macchiata

una rossa rosa disegnata nel sangue

una farfalla dalle ali spezzate

un velo nero

lacrime inutili

giace nel freddo pavimento

tra sassi e formiche

tra il letame e l’indifferenza

pietà e lenta decomposizione

il vento non è buono

il marciume divora il pianeta

follie stabili feriscono, trafiggono il cuore

lo torturano fino a ucciderlo

una luce spenta esprime il senso di un devastato vissuto

deserti aridi vivono nelle nostre tribolate anime

sotto il cielo rimane soltanto una breve luce spenta

 

Noi saremo

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Vedo la tua corazza sgretolare

occhi privi di speranza, i nostri

vivere, di nuovo brillare

un incontro, poche le parole

odissee di emozioni

il sangue lega, stringe, fortifica.

Non sarà facile. No. Non sarà facile.

Noi comunque ci proveremo

e come dici tu vedremo

e sai, aggiungo io,

forse e probabilmente ce la faremo

un mattino nel sole, noi saremo.

 

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