Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Che tu sia.

 

DSC_0908Guarda lontano, oltrepassa i confini,

vivi il mondo è la tua casa

spingiti oltre non pensare a ciò che stato

non simulare, non fingerti ferito, morto

sporcati di umanità, non aver timore del giudizio,

sfida la mediocrità, abbattila

si il risolutore, non esserti nemico,

che tu sia l’ ultimo baluardo,

scocca il tuo dardo

infuoca, rivoluziona, inventa, si ragionevolmente folle

gocce di sudore, di sangue, che sia libertà

che sia fuoco che sia cuore

amati e ama e i sogni avranno vita

non arrenderti. Mai.

Oltre ogni energia, tragedia, tempesta

quando sarai solo tutto è avverso

resisti, non deluderti

un credo alberghi in te un urlo di ribellione

Che io sia.

 

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Non dare spazio alle proprie esigenze

colmare il vuoto con il vuoto

frastornarsi di cretinerie lette a vanvera, come dire a casaccio

non riflettere non impregnarsi di propri ragionamenti

il sentito dire

il fiotto arrogante del potere

osserva ci analizza e strumentalizza

ribelliamoci proposti, ardiamo di conoscenza, passione, amore

rimuoviamo il torpore mentale informiamoci

eleviamo l’ anima alla dea cultura

guardiamo oltre il nostro naso

più prospettive più ideali meno frasi fatte

aberrare i luoghi comuni recidere chi vuole privarci del flusso vitale

non siamo sciocchi non siamo stati procreati per esserlo

non soccombiamo, risorgiamo. Vivi fin dall’alba, giorni senza notte,

scrostiamo il buio, il nero che uccide l’ anima

frastorniamo la nostra esistenza di sapere, tradizioni, buon senso

no agli egoismi, no alla morte cerebrale, viviamo da spiriti liberi

mai spenti,

il fuoco eterno cova sotto la brace rinvigoriamolo

rispettiamoci.

E poi balliamo felici,  anche se tempesta ci fosse

inaliamo quel vento buono

il suo nome è il nostro nome

libertà

sconfitti oggi,  il domani si accende

non arrendiamoci, arrembiamo,

oltre il muro della squallida ignoranza

saremo salvi nient’ altro che salvi

e finalmente

liberi

 

Alla fonte del sapere abbeveriamoci, perché alcuno possa farsi gioco di noi.

Fiesta

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Come quando un giorno

i fiori torneranno al risveglio

il miscuglio di riluttanti sofferenze svanirà

i popoli saluteranno gioiosi tra mille colori la vita

la ballerine di flamenco tambureggeranno il sacrale movimento

i tori saranno ancora potenti

poveri non ce saranno

le guerre spente dal fragore di un lampo

simboli di pace simboli dell’umanità sopraffaranno l’odio

quando tutto ciò accadrà la saetta avrà trafitto il cuore

tu sotto la pioggia danzerai

l’ amore testimone dell’ ora emozionerà

e fiesta semplicemente sarà

 

A chi crede

Un sogno, un utopia, un giorno di sole…

Le scale salite all’ alba

i canti lontani, il pane caldo, il brusio del fuoco

la fiamma ancora accesa. La donna e i figli

la notte è stata breve, il tepore dimenticato.

Nevica, lunghe ore aspettano, il sudore del giorno

la guerra quotidiana rigurgita, straniero tra gli stranieri

il fumo, la fabbrica, volti imbruttiti

nostalgie del tempo al paese, del sole, del mare

forme grigie distanti svicolano intorno a me

mi ignorano

Giorni di gennaio freddi, gelidi, una birra il venerdì

umiliazioni, sempre capo chino e fatica

le scale salite all’ alba

riposo, nella mente nel cuore

sono tornato a scrutare l orizzonte

ora veglio, guardo di nuovo il mare

A chi è lontano…1502880664176

La preghiera di Amir

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Di conto cosa mi è rimasto

sguardi tristi, sofferenza, miseria

il fardello del migrare, la terra promessa.

Promessa da chi? Fuggire per cosa?

La morte che aleggia giorno dopo giorno

insistente e vigliacca

il mare, la speranza; miraggi di vita.

Il dolore morde il cuore, la salvezza è lontana

un sogno che allo scocco dei minuti,

tra l’urlo delle onde cade in frantumi

sfruttati derisi da secoli, un popolo minore, alcuna importanza.

Egoismi, denari, malvagità svendute per nulla.

Il porto è lontano, soltanto un flagello perpetuo si ode

racchiude il mondo, il mio mondo.

Fuggo, prego, e disperato scruto l’ orizzonte

non ho scelto dove nascere,

in quel profondo luogo ho visto la prima luce

ora supplico e, ancora prego

Mi chiamo Amir e non sono nessuno

soltanto un essere umano.

 

Parla con lui

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Torna indietro

rovista nelle miserie delle anime

le tue

guarda tuo figlio

in fondo dentro al cuore

cosa vedi? Dimmelo

sei un uomo stanco, fin troppo

hai perso mille volte e non riesci a vedere

ora ti sollevi ti scrolli la polvere

esci dalla gabbia

un leone ferito un uomo sgualcito

povero, ammaestrato

hai ferito leso ucciso

ora guarda tuo figlio

parla con lui

non aver timore

parla con lui

infliggi al suo cuore, non urlare

sussurra dolcemente

vedrai lui ti ascolterà

lui saprà

lui capirà

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Quando il dolore divora la ragione

il vento non soffia più

triste vedere i tuoi cari occhi spegnersi lentamente

e il vento non soffia più

vederti combattere e  stancamente vivere

sperare un giorno, magari oggi, torni a sorridere

e il vento non soffia più

ti sei arreso ti sei spento

un puledro volato in altre praterie

e il vento sospinge, rimuove l’eclissi

un alito si spande miracoloso

morire per vivere, cantare, correre e giocare

e li vento soffia ancora

per te, per noi, per la vita che è stata

e sarà ancora più forte

più bella fino a estasiarsi, crederci

continuare a esserci, tumulti del cuore

il coraggio di un sogno chiamato amore

e il vento soffia ancora

 

A chi ha perso la speranza

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