Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Kira

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Vorrei piangere fino a urlare

il dolo e anche il dolore si spegne ne alcun rumore

un iniezione qualcosa si chiude

ricordi, una vita, lampi, tempi passati il gioco e le passeggiate

ne alcun risposta ti ho presa ti ho amata

te ne vai rimarrai nel cuore nella mente nei quotidiani gesti

per sempre sarai parte di me, insignificante importante atomo

tu Kira, tu, io, la stanza, i segreti, i pianti, cose tra noi

un inchino, un ciao, un plauso

per sempre, fedele anima silente, pur sempre gioiosa

tu cara amica, ti sarò vicina, mi sarai accanto

addio o meglio arrivederci, a quando sarà,

mia piccola dolce amica

in un giorno l’alba sarà più rossa del rosso più viva del cuore

il canto dei venti forte e puro

e io ti vedrò correre, radiosa volta all’ eternità

Infinito colore

k4

In ogni angolo, ogni vicolo

il sudore, la polvere, sprazzi di vita

mi dicono di te, ogni strada mi ricorda di te

un fiore in una rua, una lacrima schiantata su un sasso

una rondine nel nido

i panni stesi, odori di cucinato

la rua, la vita, l’ amore

tu eri mia e forse di tutti

eri la vita, la morte, l’ amore,

la mia esistenza,

tu un cuore, un colore diverso dal mio

da tutti, la gente la maldicenza, l’ asfalto

il ruzzolo di un organo, la fine

io son qui e continuo ad aspettarti

finché morti non ci separi

oh dolce amore, infinita bellezza infinito colore

infinito amore tu il cielo, il mio oro il mio vanto

tu mia per sempre

oltre il rancore il pudore la sordita provincia

tu il mio canto, la musa, l’ incanto

un vagito

061

Il popolo danza sovrano

mente l’ ignoranza, il sultano accusa

il mondo è oltraggiato come svuotato

paure e tremori energie negative

un vacuo orizzonte, sempre più miraggio

e già ci vuole coraggio

un assurdo passante comunica

nefaste notizie, nessuna buona novella

l’ ombre si raccolgono, si aggrovigliano

accomunate

oscurano il cielo

un innocuo vagito un assolo nella burla

ignoto si perde nel vuoto.

 

 

 

vivi

034

Trova la tua strada seguila

dissipa le tue certezze sgretola le apparenze

togli i dannosi meccanismi cerebrali

cammina

i piedi scalzi e dolenti

saranno i tuoi unici amici

farnetica, canta, bevi vino

ruzzola nel sole ascolta il sapore salmastro del mare

annusalo

pecca, gioisci del nulla

e nulla non sarà

vivi

orgoglioso nel farlo

Libertà

009

In quel bosco

persi

la gioventù, le speranza, la vita.

A tutti quelli che hanno creduto e combattuto per una parola chiamata

LIBERTA’

tresette

images

Indolenti anime, alcol e caramelle

statiche figure, confusioni,liti bisbocce antiche

remote

rumori di altri tempi

volgare e dialetto

due di bastoni e per te non ce né

sarcasmi blasfemi, occhi e veleni

cenni di imbrogli

vino e gasosa

l’ asso rude s’ abbatte e chiude,

un paese di nulla,

e  il silenzio che urla

il sole finisce tra le fronde e la burla

il lago e i tenui colori

anche troppo, a volte sbiaditi agli occhi indeboliti

colore di campagna amara a me cara

quarta liscia

la fiamma e il ciliegio, stagioni confuse

gli anni che invecchiano

la notte si confonde al dì

busso, ho il tre

ancora un goccio de vì

casa è fredda devo accenne lu cammì

la partita è finita me vado a durmì

Ogni tuo gesto

177

Ogni tuo gesto, ogni tuo respiro, parlano di lei

ora che non ci sei il vuoto in me

cavalli, prati verdi a ritroso sorgono

le risate, i funghi raccolti, buoni da mangiare

le rosse albe riflessi delle tue labbra

le dorate stelle, sfumate nella carta blu notte

il tuo sorriso appare ancora, il tuo respiro scorre ancora

in ogni angolo in ogni momento assimilo la tua mancanza

ogni tuo gesto mi parla di lei

il suo pianto, i suoi giochi,

le dolci capriole

saccheggi esistenziali, nebbia in novembre

ve ne siete andate,volate via,

dissolte come stille di rugiada al primo sole dello sveglio mattino

vi ho veduto scintillar come delfini nell’ azzurro mare,

una valigia vuota e un caffè mai bevuto

una falena morte alla luce

questo rimane

un inutile riga persa in un pentagramma rovinato

un volto rigato, un amaro decalogo

un più e mai tornerò, non torneremo mai

negli occhi scivolano tragiche nostalgie

inerme come fiore appassito. disperato orbito nel vuoto

e

una lacrima oscillando asperge

si confonde bestemmiando, transuma

nell’ inverno di questa triste poesia

 

SSERAFINO_PER-WEB

 

 

 

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