Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

Spera

Trame fitte intrise d’ inchiostro, aspro odore di medicinale

impure,

oscenità in atto, miscugli di violenze e mali pensieri

sola, ti adombri nascondendoti nel tuo straziato ventre

righe di pioggia scolorano la notte

passi incerti e volti inceneriti ti circondano

disarmata, travolta, disperata,

un alba squarciata, un fiore senza petali

diroccata

clandestina nella vita

provaci

spera in un cristallo opaco di vita, che brilli

un barlume al tramonto, s’illumini

spera,

non mescolarti alle ombre

non confonderti al tuo aguzzino

reagisci, vivi,

spera

per te assolutamente per te

per l’ essere radioso che sei

spera, meravigliati, risorgi, fallo

non pregare, spera

.073

Nella quiete

076

Nelle quiete della mia amata terra

respiro

sognando l’infinito

 

 

Un caro saluto a voi tutti, buon riposo e buona vita

con sincero affetto

Nazzareno

L’amico

042

Gli anni bruciano

rapidi riempiono, assediano,

scompaiono

e già caro amico

e noi…

quante ne abbiam vedute

quante ne abbiam passate

di belle e di brutte

di cotte e di crude

notti folli e affogate mattine

attraversato prati fioriti e aridi deserti

in un scintillar di colori riflessi nel mare

sono qui a decantare

lo spirito bambino di poco malandrino

del nostro essere amici

in un buon vino sono pronto a brindare

a te

a noi

la vita intera

auguri amico mio

Auguri Marco

per i tuoi cinquant’anni

Con affetto Nazzareno

18 luglio 2014

 

una mano

038

Mi specchiai in quel desolato quarto di luna

nel bicchiere mezzo vuoto, opaca tristezza

cercai e apparse una mano dimenticata

vecchie ferite e rigide rughe

d’ incanto, come per magia

compresi di non essere solo

e di non esserlo mai stato

inequivocabilmente e tragicamente

mi ci ero soltanto sentito.

Sofferente e felice

Perché inorridire di fronte a un passato  definirlo decadente

irridere le sue tradizioni

e ogni sua forma di  subdola dedizione

prostrarsi davanti alle false verità

vergognarsi alteri a lastre di innocente cultura

perché?

Sfoggiare quel senso del pudore verso il sapere

la gentilezza l’eleganza le virtù

mostrare ignoranza è consapevolmente chic

fa del non sapere il credere a non cadere

sconfinata l’ arroganza insaziabile succhia il midollo fino allo spirito

la deriva, la melma si snoda la nave affonda

per favore credetemi vorrei vivere mille anni

per apprendere istruirmi  approfondire

così da ferirmi lentamente goccia dopo goccia

inebriandomi del mio stesso sangue, erudendomi

per giungere a morire sazio, colmo di conoscenza

da poter raccontare nelle vicissitudini quotidiane

di essermi visto vivere così

sofferente e felice

una falce il fieno il vino, un pane, un libro

nel mio tenero quanto inutile ricordo.

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Una misera traccia

417

Come un cane vagabondo

privo di nulla o forse tutto

ostento fatica non recupero energia

scellerataggine da offrire e onnipotente fame

girovago da un senso all’ altro

senza alcun senso

piramide di gigli nascosti

e di infausti presagi

un temporale mi assale

una casa non ho

una vita di calunnia che vita di suo niente non ha

solo una misera traccia di dignità

chiamata libertà

 

A chi sa che il tempo è un dono, ma non riesce a coglierne la primaria essenza

ognuno che passa

049Ognuno che passa… dice

ognuno che passa ha il  diritto

di dire ridire fraintendere vociare

ognuno che passa osserva guarda giudica

ride deride

attento sostiene solenne catechizza

rigide sentenze processa condanna

nessun appello

ognuno che passa si sente migliore di me

ogni tanto, di rado

ebbene, capita qualche volta

sì, purtroppo è vero passo anch’io

ognuno che passa.

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