Non prendete la vita troppo sul serio comunque vada non ne uscirete vivi

tresette

 

images

 

Indolenti anime, alcol e caramelle

statiche figure, confusioni,liti bisbocce antiche

remote

rumori di altri tempi

volgare e dialetto

due di bastoni e per te non ce né

sarcasmi blasfemi, occhi e veleni

cenni di imbrogli

vino e gasosa

l’ asso rude s’ abbatte e chiude,

un paese di nulla,

e  il silenzio che urla

il sole finisce tra le fronde e la burla

il lago e i tenui colori

anche troppo, a volte sbiaditi agli occhi indeboliti

colore di campagna amara a me cara

quarta liscia

la fiamma e il ciliegio, stagioni confuse

gli anni che invecchiano

la notte si confonde al dì

busso, ho il tre

ancora un goccio de vì

casa è fredda devo accenne lu cammì

la partita è finita me vado a dormì

Ogni tuo gesto

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Ogni tuo gesto, ogni tuo respiro, parlano di lei

ora che non ci sei il vuoto in me

cavalli, prati verdi a ritroso sorgono

le risate, i funghi raccolti, buoni da mangiare

le rosse albe riflessi delle tue labbra

le dorate stelle, sfumate nella carta blu notte

il tuo sorriso appare ancora, il tuo respiro scorre ancora

in ogni angolo in ogni momento assimilo la tua mancanza

ogni tuo gesto mi parla di lei

il suo pianto, i suoi giochi,

le dolci capriole

saccheggi esistenziali, nebbia in novembre

ve ne siete andate,volate via,

dissolte come stille di rugiada al primo sole dello sveglio mattino

vi ho veduto scintillar come delfini nell’ azzurro mare,

una valigia vuota e un caffè mai bevuto

una falena morte alla luce

questo rimane

un inutile riga persa in un pentagramma rovinato

un volto rigato, un amaro decalogo

un più e mai tornerò, non torneremo mai

negli occhi scivolano tragiche nostalgie

inerme come fiore appassito. disperato orbito nel vuoto

e

una lacrima oscillando asperge

si confonde bestemmiando, transuma

nell’ inverno di questa triste poesia

 

SSERAFINO_PER-WEB

 

 

 

Tesi le mani

Tesi le mani

un velo, un immagine inghiottita nel buio

riflessi di pesca, teneri, gradevoli,

arancia e fondente

liriche

respiravo, bramavo, soffocavo

a volte piangevo

non sentivo, non toccavo, non amavo

sconfinato, nascosto in costruzioni artificiose

frutto del mio disincanto delle mie menzogne

assolute vergogne

tesi le mani ancora inutilmente ancora

un assoluto involucro sterile,

desolato

tu…non c’eri più

101

Spera

Trame fitte intrise d’ inchiostro, aspro odore di medicinale

impure,

oscenità in atto, miscugli di violenze e mali pensieri

sola, ti adombri nascondendoti nel tuo straziato ventre

righe di pioggia scolorano la notte

passi incerti e volti inceneriti ti circondano

disarmata, travolta, disperata,

un alba squarciata, un fiore senza petali

diroccata

clandestina nella vita

provaci

spera in un cristallo opaco di vita, che brilli

un barlume al tramonto, s’illumini

spera,

non mescolarti alle ombre

non confonderti al tuo aguzzino

reagisci, vivi,

spera

per te assolutamente per te

per l’ essere radioso che sei

spera, meravigliati, risorgi, fallo

non pregare, spera

.073

Nella quiete

076

Nelle quiete della mia amata terra

respiro

sognando l’infinito

 

 

Un caro saluto a voi tutti, buon riposo e buona vita

con sincero affetto

Nazzareno

L’amico

042

Gli anni bruciano

rapidi riempiono, assediano,

scompaiono

e già caro amico

e noi…

quante ne abbiam vedute

quante ne abbiam passate

di belle e di brutte

di cotte e di crude

notti folli e affogate mattine

attraversato prati fioriti e aridi deserti

in un scintillar di colori riflessi nel mare

sono qui a decantare

lo spirito bambino di poco malandrino

del nostro essere amici

in un buon vino sono pronto a brindare

a te

a noi

la vita intera

auguri amico mio

Auguri Marco

per i tuoi cinquant’anni

Con affetto Nazzareno

18 luglio 2014

 

una mano

038

Mi specchiai in quel desolato quarto di luna

nel bicchiere mezzo vuoto, opaca tristezza

cercai e apparse una mano dimenticata

vecchie ferite e rigide rughe

d’ incanto, come per magia

compresi di non essere solo

e di non esserlo mai stato

inequivocabilmente e tragicamente

mi ci ero soltanto sentito.

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